Scrittori di aforismi su Twitter, Anna Salvaje

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @anna_salvaje (Anna Salvaje).

@anna_salvaje si è iscritta a Twitter nel luglio 2015. “Mi sono iscritta per raccontare la passione d’amore con Andrea, un ragazzo molto più giovane di me. Una sorta di gioco fra amanti, un mio scrivere di noi e il suo leggermi (anche lui è su Twitter, silente) con la divertente reciproca consapevolezza che tutto questo sta avvenendo in pubblico. Poi la sfida dei 140 caratteri e della sintesi mi è piaciuta e ho cominciato a tuittare anche d’altro, soprattutto di quanto gli stereotipi e tutto ciò che blocca e frena il nostro lato ‘Salvaje’ (selvaggio) siano ostacolo alla felicità e al piacere.
Recita infatti la mia bio ‘Studi clinici dimostrano che dividere le donne in sante e zoccole causa disfunzione erettile e l’atrofizzarsi delle ghiandole di Skene’. Ma il fine principale della mia permanenza su Twitter era e rimane la storia con Andrea, voler cristallizzare con parole scritte l’intensità e la felicità che questa passione mi sta regalando”.

E a proposito della sua passione d’amore con Andrea, @anna_salvaje aggiunge:”Quando un giorno racconterò di noi parlerò di un tempo in cui la vita era un turbinio di musica e colori e io ridevo sempre”.

Anna Salvaje

La scrittura di @anna_salvaje è un dire sì alla vita, alle emozioni, alla passione. “È appassionandosi che si vive e vibra, tutto il resto è un arrancare stanchi” scrive in suo tweet e in un altro – quasi a prendere le distanze dagli schemi, dalla convenzioni sociali e dalle morali – aggiunge: “Mi incastro nelle emozioni, non tra le morali” . Per l’autrice “sono i reati che non vanno commessi, mica i peccati” e la vita è tutto “un fluire e mutare, uno sgorgare di desideri e sogni. Ché a rimanere immobili sono solo le pietre. E i morti”.

@anna_salvaje ci racconta nei suoi tweet la bellezza dell’essere imperfetti e senza regole (“le dosi vanno riservate in cucina, che a letto e nell’amore la frase perfetta è ‘senza misura’”). E ci dice che le cose pedanti, spente, stereotipate, “il mettersi il cuore in pace” sono forme morte, da riporre in un angolo a favore della meraviglia (“Smettiamo di essere belli quando il mondo non ci sorprende più”) e dell’asimmetria (“La bellezza perfetta non mi incanta. Come la scrittura in bella calligrafia. Stereotipata, spenta, pedante. Quanta vita invece in un’asimmetria”). In fondo la felicità è riservata solo a “chi non teme d’essere imprudente e irresponsabile” e nella vita, più che pressione bisogna metterci passione. “Solo così si esplode per davvero”.

In questo inno alla vita e alla passione, si può essere “incantevolmente umani” senza essere perfetti, e a volte per trovare qualcuno che ci lascia “un sogno nella pelle” bisogna avere il coraggio di non accontentarsi, di non arrendersi, di rischiare sempre. Perché, come scrive in un altro suo tweet, non bisogna mai avere la paura di “essere sbagliati” (“Ma ‘sbagliati’ per chi?Per quale manuale o codice? Sbagliato è chi ha gli occhi spenti, non chi assapora la vita con i suoi voli e cadute”). Solo così si può voltare pagina, e in quello che sembra un passo falso si può trovare “un passo di una danza che ancora non conosci”.

Presento una raccolta dei migliori tweet di @anna_salvaje. E’ possibile leggere i tweet e i pensieri di Anna Salvaje anche sul sito personale Anna Salvaje mentre sul suo blog-diario Anna Salvaje il blog è possibile leggere testi più lunghi dove Anna Salvaje racconta la sua passione per Andrea.

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@anna_salvaje, Tweet scelti

Cosa causa lo stupro?
¤ Minigonna
¤ Scollatura
¤ Lei è ubriaca/drogata
¤ Lei è bella
¤ Lei è promiscua
¤ È notte e lei è sola
✔Lo stupratore

Non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco.

L’occasione non crea né plasma nessuno.
L’occasione rivela chi sei: se coraggioso, se ladro, se vile.

Se vuoi sapere com’è fatto realmente qualcuno, litigaci.

Il mondo lo hanno sempre cambiato i folli, gli eretici, le streghe ed i ridicoli.
Non i greggi.

Tenetevi i vostri “te l’avevo detto”, ché i miei “l’ho voluto io” hanno più gusto.

Si inizia ad amare senza sapere amare.
Perché le bufere scoppiano all’improvviso.

La primavera arriva sempre a ricordarci
che se non poti e non estirpi erbacce
non rifiorisci mai.

Scegliamo un amore che funzioni e ci sfami il presente, non che rimedi alle cicatrici del nostro passato.

È il silenzio che gela, non il freddo.

Comunque lo spessore delle persone alla fine viene fuori.
Ché la carta non è tutta uguale.
E c’è chi è pergamena e chi carta igienica.

Fammi felice, che ad accontentarmi ci riesco da sola.

Io non mi arrendo mai. Perché quel “mettersi il cuore in pace” mi sa sempre un po’ di morte.

Dietro ogni scemo c’è sempre un villaggio.

Dalla parte del torto è compresa la consumazione.

Abituatevi a salvarvi da soli, ché quando bisognerà davvero farlo non ci sarà nessuno.

Se vai oltre la forma e sperimenti l’autentico non torni.
E se torni non ti accontenti più.

Non solo delle nostre azioni e parole.
Siamo responsabili anche dei nostri silenzi e gesti mancati.

Troppi scemi, per un villaggio solo.

Quanto coraggio a volte nel voltare pagina.
Perché nel foglio prima lasci sempre un po’ di te.

Pornografici sono i pregiudizi, non le voglie.

Il bello non è cadere in tentazione, ma scivolarci piano.

Mi innamori di te perché sei a volte mare in tempesta e a volte porto sicuro.
Ché il primo da solo ti logora e sempre l’altro ti annoia.

Se ami tanto, l’amore non lo perdi mai.
Finiscono le storie e perdi l’oggetto d’amore.
Ma quella capacità d’amare rimane. È tua.
E risplende

Bisogna amare sé stessi, al di là delle opinioni altrui
Ché l’amore per sé nulla ha a che fare con la vanità, ma è inizio dell’essere felici

Mi incastro nelle emozioni, non tra le morali.

“Casa” non è dove dormi.
“Casa” è la pelle di chi, quando ti abbraccia, ti fa sentire che sei nel giusto posto tuo.

Colpiscono le fragilità non perché lì è più facile, ma perché lì si è più belli.

Non c’è un’età per l’amore, solo un requisito: non aver paura di rischiare.
È così che si sceglie l’amore.
Ed è così che l’amore ti sceglie.

Ma “sbagliati” per chi?
Per quale manuale o codice?
Sbagliato è chi ha gli occhi spenti,
non chi assapora la vita
con i suoi voli e cadute.

Voglio essere morbida, elastica, mutevole e incoerente.
Ché a irrigidirmi ci penserà la morte.

I sogni non invecchiano.
Muoiono quando ci si dimentica di averli avuti.

Non voglio perderti:
mi sei mancato troppo a lungo
quando non c’eri,
quando non ti conoscevo ancora,
ma ti farneticavo.

Sono i reati che non vanno commessi, mica i peccati

Portami sulla riva del fiume e scopami, ché i cadaveri dei nemici li aspettano gli infelici.

A volte non è un passo falso, ma solo un passo di una danza che ancora non conosci.

C’erano sere che mi rimorchiavano 2 uomini
E non sapendo scegliere chi farmi, me li portavo a casa tutti e due.
Democratici si nasce, amici.

Quando si sbaglia bisogna riuscire a perdonarsi da soli, ché gli altri in genere non lo fanno.
E pur se lo facessero non conta.

“Ma tu, con questa persona, sei felice?”
È la domanda, semplice e scontata, che spazza via tormenti, dubbi e divagazioni inutili.

Il tempo non fa dimenticare, ma ci toglie quella lente dagli occhi che distorceva tutto.

La migliore difesa è amare se stessi.

La meraviglia di un amore è nella sua intensità e potenza, non nella durata.
Ché un amore tiepido a lunga conservazione è solo sopravvivenza

Forse ogni corpo ha un suo codice nascosto, inciso con lettere segrete, visibile e leggibile solo a una certa luce e da determinate mani.

Peggio del non avere avuto un’infanzia felice è avercela avuta per 40 anni.

Parlami sempre.
Parlami un secolo.
Quando sei felice e ridi
e quando ti rabbui e non ti piaci
perché è proprio allora
che t’amerò più forte.

È al primo “Se tu mi amassi allora faresti..” che dovremmo imparare ad alzarci.
E andarcene.

Soffro di passione alta.

Non ci sono strategie:
è solo amando e fidandosi che si impara
l’arte fragilissima di restare vivi.

Ho letto tutto Tuitter. Alla fine impazziscono tutti.

Certe esperienze una volta vissute rimangono dentro,
come l’odore del mare per chi ci è nato
che persiste
ed elude qualsiasi riva e montagna

Le dosi riserviamole in cucina, che a letto e nell’amore la frase perfetta è “senza misura”.

Le persone più invidiate non sono quelle più ricche o più belle.
Ma quelle che sorridono.

Ti amo così.
Con l’anima libera e il cuore in ostaggio.

Bello l’amore a 20 anni, vissuto insieme a tanti progetti
Ma quanto potente dopo i 40, quando hai fatto tutto, e l’amore t’investe e devasta

E’ quello sciocco vizio di assimilare l’ignoto al pericoloso che ci fa restare fermi.

Ci si logora
a sperare sempre in un’oasi
e a non rassegnarsi all’evidenza dei deserti.

“Ti desidero da morire” è fuorviante.
Ci si desidera da vivere.
Perché desiderare è vita: è a non ascoltare il desiderio che ci si ammala.

Le more più dolci e succose le ho sempre trovate fra i rovi più ostili.

Siate le donne e le amanti nel modo che più vi piace, ma non fate le crocerossine.

Danza con me:
io danzerò con te
e con i nostri demoni
fino a sfiancarli.
E quando vorrai riposare
sarò silenzio e giaciglio.

Quelli che tracciano sempre limiti e confini devono essere quelli a cui da bambini negavano la libertà di colorare fuori dai bordi.

Io non divido il mondo in destra e sinistra, ma fra chi rispetta gli altri e chi no.

Forse non è questione di essere per natura estroversi o introversi.
Forse si parla davvero di sé solo quando ci si sente capiti.

Nessuna crema idratante antirughe fa così bene alla pelle quanto l’assenza di invidia.

Di quella voglia d’amarti, così grande che fa luce da sola.

Mettici il cuore, anche se per una sola notte.
Ché a metterci il cazzo son capaci tutti.

È brutta la vecchiezza nell’anima che aggredisce taluni a 30 anni, non quella fisiologica che si rivela nelle rughe col passare del tempo.

Di come amiamo e come ci innamoriamo ci dice tanto di chi e come, da bambini, siamo stati amati.

Il regalo più bello da fare ai figli è educarli alla disobbedienza.

Mi hai lasciato un sogno nella pelle.

Ho scritto la lettera d’addio al mio amore
Ora che l’amo. Per quando accadrà.
Ché se un amore è così bello
merita pure l’addio pieno d’amore.

Io l’orgasmo non lo fingo mai.
Ché se dovevo impegnarmi a simulare orgasmi, gemiti e contrazioni facevo la escort e oggi vivrei di rendita.

Edulcora le parole quando scopi le altre, ché io le voglio nude e crude come la verità.

– Prontuario sul Consenso –
Lei dice No=è NO
dice Basta=è NO
si divincola=è NO
ti respinge=è NO
è ubriaca/drogata/svenuta=è NO
dice Sì= è SÌ

A volte siamo allodole e a volte siamo specchietti.

La satira deve essere brutta, nauseare, far schifo. Non deve “far ridere”.
Altrimenti è parodia, bagaglino o cabaret.

Le pagine della vita si girano, non si strappano.
Perché altrimenti diventano ferite.

Mi manchi come se non ti avessi mai avuto o come se fossimo stati sempre insieme e d’improvviso t’avessero strappato a me.

Non tenete sempre il dito sul grilletto.
Metteteci la lingua. (*)
(*) Tuit pacifista

È appassionandosi che si vive e vibra, tutto il resto è un arrancare stanchi.

Se da innamorati soffriamo e diventiamo spenti, smunti e smagriti, forse è amore malato.
Ché l’Amore ci accende, ci esalta e ci fa fiorire.

Peggio di chi attacca una donna col sessismo, quelli che difendono una di cui denunci l’incompetenza e dicono che la si attacca perché donna

Il sesso tecnicamente è sempre uguale: posizioni e orifizi riempiti, gira e rigira, son sempre quelli.
La poesia è nell’aria e negli occhi.

Mi fai squirtare così tanto che inizio a sospettare di essere una di quelle che hanno il mare dentro…

-Che triste stasera Milano..ti vorrei così tanto
-Se mi faccio due ore di strada me lo dai un abbraccio lungo 10 minuti?
Ho risposto di sì

“Non essere sguaiata ché sembri un maschio”
“Sei un maschio, non piangere come una femminuccia”
Del sessismo & le sue infinite declinazioni

Si stava meglio quando allungavo la mano e trovavo la tua.

Volevo dire all’uccello del malaugurio che è pure piccolo.

La migliore vendetta è scordarsene.

Non è l’altezza del volo che fai che rivela il coraggio, ma l’assenza di rete.

Comunque un lupo senza vizi non sa di nulla

Chi puote mai spiegar codesto dramma:
in vivo incendio il vostro uccel mi tiene
che più ne prendo e più il cor s’infiamma
#tuitRinascimento

Convien ch’ognun di sue fantasie trabocchi,
gentili o sconce, così senza paure
e a chi non garba distolga pure gli occhi
#TuitRinascimento

Con le galline facciamoci il brodo, non le discussioni.

Smetto solo se trovo un vizio più bello.

È bellissimo quando l’amore è una favola. Ma pure quando è un film porno non scherza.

Beati gli ultimi, ché non hanno dietro nessuno che gli caga il cazzo.

La vita è tutto un fluire e mutare, uno sgorgare di desideri e sogni.
Ché a rimanere immobili sono solo le pietre. E i morti.

Smettiamo di essere belli quando il mondo non ci sorprende più.

Nei boschi attenti al lupo, certo.
Ma l’orco vive più nel chiuso delle case e nelle chiese.

Mi ha telefonato l’ipocrisia. Dice che oggi siamo andati benissimo.

La bellezza perfetta non m’incanta
Come la scrittura in bella calligrafia. Stereotipata, spenta, pedante
Quanta vita invece in un’asimmetria

Non augurate alle persone “buona fortuna”.
Augurate loro di innamorarsi, ché si è più felici.

Indossiamo pure maschere nel mondo, per opportunismo o mancanza di coraggio.
L’importante è “non raccontarsela” davanti al proprio specchio

Invadimi,
inseguimi perché ti sto inseguendo. Aspetto il tuo lampo di risposta,
un segnale ai miei segnali.
Ma t’invaderò – stanne certo.

Indietro non si torna
Si torna sui propri passi e si ripristinano le situazioni
Ma noi saremo diversi, ché quelli di allora non esistono più.

– Sei venuta?
– Guarda avrei tanto voluto e stavo per farlo. Poi il soffitto mi ha distratta, ci siam messi a chiacchierare e allora..

Scrivo su Twitter perché se mi mettevo a scrivere quanto ti voglio e t’amo sui muri poi finiva che m’arrestavano!

Si invecchia tutti, poco alla volta.
A chi prima i capelli, a chi prima le rughe.
I più tristi sono quelli a cui prima invecchia il cuore.

Mi ha telefonato Giordano Bruno, arso con la mandibola inchiodata il 17 febbraio 1600.
Gli ho dovuto dire che noi oggi si festeggia i gatti.

Dalla parte della ragione e del torto ci sono solo sedie.
E io preferisco correre.