Scrittori di aforismi su Twitter, io Animor

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @io_Animor (Animor). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Chi sono? Bella domanda, non lo so nemmeno io, ma prima o poi lo scoprirò… giuro! Detto questo mi rispecchia molto la bio del mio profilo (‘Più conosco alcune persone più capisco quanto siano speciali altre’ tra cui Altre ‘me’)”.

@io_Animor si è iscritta a Twitter nel dicembre 2011. “Twitter mi piace perché scrivo e leggo emozioni e non solo followers”. E a proposito della scelta dell’account io_Animor spiega: “Animor non è una scelta casuale, è il mio nome scritto al contrario”.

Nella sua timeline @io_Animor ama usare parole come correttezza (“Che bellissima razza, le persone corrette”), trasparenza (“- scegli, bianco o nero. – trasparente”), semplicità (“Essere persone semplici, è il mestiere più complicato del mondo”), fiducia (“La fiducia. È l’unico regalo che non riceverai due volte”), educazione (“C’è un’enorme differenza tra avere carattere ed essere arrogante. L’educazione”), prendersi cura (“Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò che curi”) e sincerità (“La sincerità non è un vestito comodo. È un vestito pulito”).

Sono parole antiche, pulite, umane di cui purtroppo si sta perdendo il senso e l’uso in una società di arroganti e ipocriti e arroganti e egoisti. Sono parole che nell’universo di @io_Animor ruotano, come dei satelliti, intorno a un grande sole luminoso, il sentimento, che è sì la capacità di sentire (“Non c’è tregua per le persone sensibili”) ma anche quella di donare: un gesto, un sorriso (“La verità è che un sorriso condiviso dura di più”), un abbraccio (“Non esiste un posto al sicuro, esiste un posto al riparo. E certi abbracci lo diventano”).

In un mondo fatto di tanti burattini e poche persone autentiche, in uno spazio dove la delusione mentale può allontanare ancor più che la distanza geografica, bisogna imparare a non dare mai “in pasto i sentimenti a chi non ha fame”, distinguendo tra “le persone che non ti aspetti e persone che non aspetti più” e imparando anche, col tempo a cercare le “persone che ti cambiano” e non “la gente che ti sostituisce”. In questo mondo – fatto di trasparenza e di dignità e sensibilità e rispetto – @io_Animor ha scelto di “capire” anziché “giudicare” (“Avete mai provato a capire invece di giudicare?”), di essere “scelta” e non “collezione”, di “fare” prima ancora che “dire”, vivendo dove “si sta bene” e non dove “è meglio”, sempre “a testa alta e schiena dritta”, perché dolore o felicità che siano, bisogna saperli indossare.

Presento una selezione dei migliori tweet di @io_Animor

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@io_Animor, Tweet scelti

Il dolore, non è quello che dici,
è quello che taci.

Umile è chi ha le ali, ma cammina.

Ti vogliono, ma non ti sanno tenere.

Se non capisci una persona,
il tempo te la spiega.

Non dare mai in pasto i tuoi sentimenti a chi non ha fame.

Le donne smettono di fare domande quando smettono di credere alle risposte.

Nella vita non raccogli ciò che semini, raccogli ciò che curi.

Ti disegnano.
Ma non ti sanno colorare.

Ci sono persone che non ti aspetti e persone che non aspetti più.

Non è la distanza che allontana.
È la delusione.

La verità è che tra quello che pensi e quello che dici,
vince sempre ciò che fai.

Non è che non credo più a niente.
Non credo più a tutto.

C’è un’enorme differenza tra avere carattere ed essere arrogante.
L’educazione.

Ti vogliono come sei finché sei come vogliono.

Col tempo impari ad ascoltare di più. Ma meno persone.

Non dire quello che senti, a chi non interessa quello che sei.

E se ti invidiano senza motivo,
tu dagliene uno, sorridi.

Senza chiedere.
È il modo più bello di ricevere.

Chi è Eccezione non conferma la regola. Te la fa dimenticare.

Di quello che dici,
noto quello che fai.

È impossibile fare la cosa giusta se quella sbagliata ti piace da impazzire.
Meglio felici per sbaglio,che tristi per scelta.

Pensa che abbiamo imparato prima a sorridere che a parlare.

Alcuni li seguo, altri li cerco.

C’è chi nasce musica e chi rumore.

L’orgoglio e l’indifferenza fanno a gara a chi perde più persone.

Da bambina credevo non tanto alle favole, ma a chi me le leggeva.
Tuttora è così.

L’amore e l’amicizia sono sentimenti non autosufficienti.
Senza reciprocità, muoiono.

I difetti sono come i tacchi alti.
Bisogna saperli portare.

L’intuito ha dieci decimi.

Su misura, ti fanno gli abiti,
non le persone.

Proteggere è bellissimo,
averne cura, di più.

A volte capisco, altre sono felice.

Ci si stufa del sempre,
figurati del mai.

La fiducia.
È l’unico regalo che non riceverai due volte.

Ci sono cose che non si possono spiegare.
Per tutto il resto, ci sono i fatti.

Quando si è sensibili, la parte più difficile, è non ferire se stessi.

Avete mai provato a guardare le persone con ammirazione e non con invidia?
Dovreste, è bellissimo.

Ci sono due modi infallibili per riconoscere le persone corrette.
‘Dicono quello che pensano e fanno quello che dicono’
Il resto è fuffa.

La bellezza delle donne, non è in quello che vedi.
È in quello che provano.

Innamoratevi dei difetti.
Dura di più.

Ti vedono buona come il pane e pensano di poterti ridurre in briciole.

La sincerità non è un vestito comodo. È un vestito pulito.

Disinstallatevi l’arroganza.

Non mi so allontanare.
Io so solo restare o sparire.

Non mi fido di due categorie di persone.
Quelle che non hanno le palle e quelle che le raccontano.

La sindrome “io sono meglio degli altri” è la peggiore di tutte le malattie.

Tu, intanto sorridi.
Poi un motivo lo troviamo.

Ferisce ciò che non ti aspetti.
Per tutto il resto c’è “lo sapevo”
Ma fa male pure quello.

Non deludere,
resta il mestiere più difficile del mondo.

Come quando sei,
elefante fuori e cristalleria dentro.

La verità è che dove perdi la testa, ci lasci il cuore.

Non vergognatevi mai di quello che siete.
Ma per quello che fingete di essere.

Come quando hai la chiave ma non hai più voglia di cercare la porta.

Non cambiano.
Le persone prima o poi diventano quello che sono.

La paura di essere fraintesi crea silenzi.
La paura di essere giudicati crea muri.

Non esiste un posto al sicuro,
esiste un posto al riparo.
E certi abbracci lo diventano.

Pericoloso non è chi morde,
pericoloso è chi lecca.

“Twitter è un gioco”
e poi barano.

Com’è è fotogenica la felicità.

Quella sottile differenza,
tra chi stringe e chi soffoca.

L’occhio vorrà anche la sua parte.
Ma Il cuore è lo spettacolo.

Alla gente non importa quanto corri, ti giudicheranno sempre per come cadi.

L’intuito risponde a tutte le domande. Sempre.
Anche a quelle che non hai il coraggio di fare.

– testa o cuore?
– anima.

A testa alta e schiena dritta.
Perché bisogna pure saperlo indossare il proprio dolore.

La felicità te la porti addosso.
La malinconia, dentro.

Ci sono diversi modi di dare.
Uno dei peggiori, è per scontato.

Essere persone semplici,
è il mestiere più complicato del mondo.

“Resterei ad ascoltarti per ore”
è un sentimento.

La vergogna è una cosa bella.
Ma pochi sanno cos’è.

Resto dove sto bene,
non dove è meglio.

La dignità non si insegna.
Si dimostra.

Tutto si riduce a chi sa capire cosa provi.

All’indifferenza c’ho fatto il callo.
Alle cattiverie ci faccio un nodo.

Chi ha preso le distanze,
se le tenga.

Avete mai provato a capire invece di giudicare?

Meglio uno straccio di verità che un vestito di bugie.

Certi cassetti non vanno chiusi.
Vanno murati.

Prima di dare un buon consiglio,
assicurati di essere un buon esempio.

Sii scelta, mai collezione.

Sanno chiedere.
Soprattutto quello che non sanno dare.

Tenetevele strette le persone che vi fanno sentire come un dono e non come un dovere.

– scegli, bianco o nero.
– trasparente.

Quella non sottile differenza tra prestarsi e prostrarsi.

I fili del burattino, si vedono.
Sempre.

Ci sono persone che,
o ci dai un taglio o ti fanno a pezzi.

Impara a stare al tuo posto.
Al primo.

La quantità sazia ma la qualità nutre.

La verità è che un sorriso condiviso dura di più.

Soffro di ansia da sensazione.

C’è chi scalda e chi ti stufa.

Ti colorano, poi ti strappano.

La cosa più coraggiosa che io abbia mai detto è stata ‘mi fido’

Le persone ti cambiano.
La gente ti sostituisce.

A voi lascio i numeri,
io mi tengo le persone.