Scrittori di aforismi su Twitter, Demotivatrice10

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @demotivatrice10 (Disinfluencer). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “Ho 36 anni ma mi conservo bene quasi quanto la buonanima di Mirigliani, nella vita ho sempre fatto tutto tardi e male per avere qualcosa di cui ridere anche quando non c’è il curling in TV, gioco a fare la pessimista ma in realtà non gioco affatto, penso davvero sempre al peggio ed è per questo che, parafrasando una dedica da diario delle medie, mangio come se dovessi morire domani e mi lamento come se non dovessi morire mai”.

@demotivatrice10 si è iscritta a Twitter nel maggio 2011 “perché il Napoli tornava in Champions dopo anni e volevo leggerlo ovunque, poi ho scoperto che era uno strumento prezioso per raccontare le gesta ridicole delle mia famiglia, le mie imprese culinarie, gli atti di bullismo che subisco dai miei nipoti. E soprattutto ho trovato un sacco di babbei come me con i quali confrontarmi ed è sempre è sempre un toccasana, signoramìa”.

@demotivatrice10 è una fustigatrice ironica e seriale di autostime proprie e altrui, una demotivatrice di tutti i buoni propositi passati e futuri (“Perché affannarsi quando le cose possono essere fatte lentamente ottenendo comunque dei pessimi risultati”), una smascheratrice delle debolezze e delle ossessioni (e a volte anche dei tic) che ci portiamo dietro (“Non commettete l’errore di lasciarvi ossessionare da qualcosa. Dovete farvi ossessionare da tutto, in un rassicurante loop di paranoie”).

La vita è un entropico spreco di energie per realizzare imprese costruite sul nulla (“Mi piace pensare che i metri di filo risparmiati sui caricabatterie un giorno verranno uniti in un lunghissimo lazo per catturare unicorni”) e quando qualcuno ci richiama alle responsabilità “bisogna mostrarsi maturi e mettersi le mani sulle orecchie urlando LALALALALALALA”.

Non basta avere slanci verso l’infinito, perché questi possono fermarsi di colpo quando ci si imbatte in una pasticceria (“VERSO L’INFINITO E OLTRuh guarda una pasticceria fermiamoci”) e concetti e valori universali come la libertà possono essere “sviliti ogni sera dalle scadenze dei cibi che decidono cosa c’è per cena”.

In questa vita in cui ci sono stati momenti migliori (“e ovviamente non ho preso appunti”) le uniche certezze sono il divano (“Amica che ristruttura casa mi chiede consigli e io so solo ripetere ‘Prese vicino al divano, da tutti i lati, tante prese vicino al divano'”) e le tentazioni del cibo, che sia la pizza (“Stasera io mangio la pizza con i miei nipotini ed è una cosa bellissima perché loro non ce la fanno mai a finirla tutta e allora li aiuta zia), o i biscotti (“Mi sono lavata i denti per impedirmi di mangiare e devo dire che è stata un’ottima idea, l’aroma di menta esalta il gusto dei biscotti”) o 1 kg di gelato (“Ho pelato le carote, le ho tagliate a julienne e le ho messe in una ciotola. Ora cerco una capretta da sfamare e mi mangio un kg di gelato”) o le polpette (“Io potrei essere tranquillamente il genio che nei film horror suggerisce “Dividiamoci” se sentissi odore di polpette”) o il pacchetto di M&M’s (” Il segreto nella vita è affrontare le cose una per volta. A meno che non si tratti di un pacchetto di M&M’s”) e così via all’infinito.

E ovviamente, tra le poche certezze che questa vita ci riserva (dove certe giornate così così potrebbero anche essere scambiate “con due fustini di detersivo tradizionale” o essere “spostate nella cartella spam”), c’è anche l’ironia di cui l’autrice è riccamente provvista. Un’ironia fatta di leggerezza, senso del paradosso e di voglia di prendere le distanze da tutto ciò che è spaventosamente serio. Un’ironia dove non può non mancare (come suo ingrediente essenziale) l’autoironia, al punto da far dire all’autrice, in uno dei suoi tanti tweet: “Mi raccomando, quando mi defollowate non dimenticate di compilare il questionario per aiutarmi a migliorare il servizio”.

Presento una raccolta dei migliori tweet di @demotivatrice10:

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@demotivatrice10, Tweet scelti

È chiaro che i tizi seduti ai tavolini dei bar alle 11 del mattino sanno qualcosa su come ci si guadagna da vivere che noi non sappiamo.

Ho fatto un po’ di pulizia sul desktop e sotto le icone eliminate ho scoperto un affresco della prima metà del ‘500.

Mi raccomando, quando mi defollowate non dimenticate di compilare il questionario per aiutarmi a migliorare il servizio.

State sereni per la prova costume che tanto pure in spiaggia guardiamo tutti solo il cellulare.

Poi all’improvviso qualcuno mangia un mandarino e nel raggio di 2 km tutto ha sapore di mandarino, profumo di mandarino, voce di mandarino.

Ed è quando la vita ti richiama alle tue responsabilità che devi mostrarti maturo e metterti le mani sulle orecchie urlando LALALALALALALA.

Come per la temperatura, il vero problema non è la vita di merda effettiva, ma quella percepita.

Se accosti un brownie all’orecchio senti il rumore dei jeans che si strappano.

Stasera io mangio la pizza con i miei nipotini ed è una cosa bellissima perché loro non ce la fanno mai a finirla tutta e allora li aiuta zia.

Chissà cosa spinge le persone a dividere un concetto in 9 piccole frasi che generano 9 piccole notifiche su WhatsApp. Forse 9 piccoli ictus?

Mi addormento con la batteria del cellulare al 65%, la mattina la trovo al 25%. In pratica di notte parte una specie di Toy Story delle app.

VERSO L’INFINITO E OLTRuh guarda una pasticceria fermiamoci.

Quelli del sud emigrati al nord che tornano al paese come importatori di civiltà li manderei per direttissima a friggere milza alle sagre.

Mi sono lavata i denti per impedirmi di mangiare e devo dire che è stata un’ottima idea, l’aroma di menta esalta il gusto dei biscotti.

In Svezia espongono un vascello affondato subito dopo il varo. Un museo per celebrare una figura di merda. Quel popolo può farmi sua regina.

A 20 anni i trentenni ti sembrano vecchissimi poi ci arrivi ed è pure peggio, ti escono i calli, t’abbiocchi in piedi, ti piacciono le mele.

Cassano che si ritira dal calcio dopo una settimana di allenamenti grande esempio di attaccamento al divano per tutti noi.

A me comunque Twitter diverte, devo avere la versione sbagliata.

Questo è il famoso “clima temperato fresco con forti escursioni termiche” che usavo alle interrogazioni di geografia a scopo supercazzola.

Sono rientrata nei jeans. Ma rimango umile.

A volte mi fermo a fissare il vuoto, e penso.
“Eppure in questo scomparto del portafogli dovrebbero esserci delle banconote”.

Scrivono “Evitare il contatto con gli occhi” sui detersivi e non dove servirebbe davvero, tipo sulle patatine, sui biscotti, sulle lasagne.

Compro chili di schifezze da offrire a eventuali ospiti a sorpresa, poi arrivano e gli offro i finocchi perché mi so’ fatta fuori tutto io.

Non ho studiato fisica ma posso affermare con certezza che in questo mondo l’unica costante universale è la figura di merda.

Quel senso di fallimento che ti pervade quando ti rendi conto di aver scelto la pizza sbagliata.

Ok, è chiaro che le mie difese immunitarie sono finite nel girone con Bayern, Real Madrid e Chelsea.

– Se continui così non costruirai mai niente nella vita!
– E tutte queste sorprese degli ovetti Kinder chi le ha montate, EHHH?

35 anni, un lavoro, eppure loro ti allungano la mazzetta quando parti per le vacanze “così ti mangi una cosa alla salute nostra”. Genitori.

Perché affannarsi quando le cose possono essere fatte lentamente ottenendo comunque dei pessimi risultati.

Quella sottile differenza tra pennette al dente e “Però, sfiziosi ‘sti torroncini al sugo”.

Sì mamma, ho capito che tu alla mia età avevi già un marito e tre figli, ma allora non c’erano tante serie tv e cosí siamo bravi tutti eh.

Mi manca da morire il cibo che a volte ho dovuto lasciare perchè ero troppo piena. Adesso che saprei cosa dire, adesso che saprei cosa fare.

Oggi ottimista come mia madre quando nei giorni qualunque mi informa sui loculi che teniamo opzionati al cimitero perché “è bene che lo sai”

Volevo dire alle aziende che mi tartassano via mail con le tendenze di stagione, che qua il vero must-have dell’estate 2015 sono i soldi.

Mi troveranno nell’ufficio vuoto, stroncata da un infarto per quel cazzo di deodorante per ambienti che spruzza all’improvviso nel silenzio.

Ok, scambio questa giornata con due fustini di detersivo tradizionale.

Che poi non ho tutto questo bisogno di andare in ferie, ne parlavo proprio stamattina in ufficio col mio bonsai.

L’aspetto positivo del gelo è che quando torni a casa puoi toglierti le scarpe e sbattere i mignoli dove ti pare senza sentire niente.

Comunque dai, è bene che il cenone di Natale venga 6 mesi prima dell’estate, così ci arriviamo giusto in tempo per poterci fare il bagno.

Da oggi in poi quando mia madre dirà che non apprezzo quello che ha fatto per me risponderò “SENTI MAMMA IL LEICESTER HA ESONERATO RANIERI”.

Matrimonio è quando il parcheggiatore palermitano ti dice che sei giovane e bella e tu c’hai uno dietro che commenta “Giovane mica tanto”.

A volte è meglio limitarsi a 140 caratteri e sembrare stupidi che scriverne diecimila e togliere ogni dubbio.

Io e mio nipote abbiamo giocato a Nomi Cose Città e praticamente ora su questi fogli c’è il testo della prossima canzone di Jovanotti.

Mi manca solo una cosa per diventare come quei vecchi che mugugnano tutto il giorno sulle panchine: la pensione per potermelo permettere.

Se i miei avessero profuso nel mio concepimento l’impegno di quando guardano “L’Eredita”, io sarei un astrofisico nel corpo di Adriana Lima.

È chiaro che nei negozi ti fanno provare gli skinny jeans sperando che ci rimani incastrata dentro e sei costretta a comprarli.

Sposta questa giornata nella cartella Spam.

Una volta scrissi anch’io un tweet poetico. Non se l’è cacato nessuno, un’onta terribile, l’ho fatto sparire come gli oppositori del regime.

Bisognerà trovare il modo di spiegare alle nuove generazioni che per decenni le donne sono state belle anche senza labbra e zigomi gonfi.

Le vostre collezioni di bikini con slip invisibili all’occhio umano non fermeranno le nostre parmigiane.

Il mal di gola in questo periodo a riprova che la lobby delle maglie della salute, con ai vertici le madri, è potentissima e vendicativa.

Devo lavorare sullo sguardo “NON MI PARLARE”. Per ora pare dica “Raccontami tutta la tua vita con gustose digressioni di saggezza campestre”

Il segreto nella vita è affrontare le cose una per volta. A meno che non si tratti di un pacchetto di M&M’s.

Butterò questo mio enorme cuore tra le stelle un giorno e lo sostituirò con un hamburger doppio formaggio, bacon, cipolle e salsa barbecue.

Un minuto di silenzio per tutto il tempo che ho dedicato in vita mia a cercare il tasto OFF sulle calcolatrici solari.

Se leggi Twitter tutti i giorni, a un certo punto sei in disaccordo con qualunque opinione al mondo.

Non commettete l’errore di lasciarvi ossessionare da qualcosa. Dovete farvi ossessionare da tutto, in un rassicurante loop di paranoie.

Ho avuto momenti migliori e ovviamente non ho preso appunti.

“Ma sì, esco struccata, non stanno tutti a guardare me” e poi passi la giornata a ricevere messaggi di cordoglio per il tuo stato di salute.

Oggi mi porto avanti con la decomposizione.

Sì, è vero, ultimamente sto meno su Twitter, ma questo non autorizza nessuno ad insinuare che io abbia una vita.

La deriva di Instagram dove ormai scrivono “Official” accanto al nome pure il figlio 12enne della mia vicina e il kebabbaro all’angolo.

I miei non mi dicevano che ero unica e speciale ma m’hanno dato un nome e un cognome che non trovo mai già in uso quando creo una casella mail e tanto basta.

Mi immagino un futuro distopico in cui l’umanità è estinta da decenni ma come niente fosse continuano a uscire iPhone a cadenza regolare.

Andare al supermercato con 20€ in tasca e fare una spesa da 19,25€ perché noi amanti del rischio viviamo per queste scariche di adrenalina.

L’importante è aver voglia di fare sempre quello che al momento non puoi fare, così da restare immobile a commiserarti fissando il vuoto.

E anche questa volta non so scegliere se comprarmi il nuovo iPhone o 160 pizze. Sono DILANIATA dal dubbio proprio.

No, adolescente che mi guardi con complicità, lascia perdere: i tuoi sono occhi rossi da canna, i miei da file Excel.

Questo paese attraversa un momento storico in cui potrebbe diventare Premier quello che c’ha il record di like su Commenti Memorabili.

Alla gente piace quello che penso WOW YEAH
Poi ti rendi conto che è solo Twitter e torni a mangiare uvetta davanti a Malattie Misteriose.

Non solo mangio i biscotti rotti, ma mangio di seguito i pezzi complementari e li immagino scendere giù per l’esofago come pezzi del Tetris.

A 4000 followers vi uso come garanti per il mutuo.

Sono troppo impulsiva, faccio cose avventate e non tengo conto delle conseguenze. Oggi per esempio ho fatto il bucato e mò chi cazzo stira.

Il problema non è il vento, il problema è il profumo dei forni e delle pasticcerie che ti tampina ovunque, per chilometri.

Stavo parlando da sola, ad alta voce, per strada. Poi un tizio m’ha guardato male e ho perso il filo. Ma fate impazzire le persone in pace.

A volte mi viene voglia di chiedervi un consiglio, poi mi ricordo che avete scelto di seguire me e quindi vatti a fidare.

Voi c’avete la pizza per cena? Accarezzatela e ditele “Questa è la carezza di una che non c’ha la pizza per cena”.

Ed è quando la commessa ti porge la crema antietà dicendo “Perfetta per te!” che rimpiangi di non avere in borsa un clistere per ricambiare.

Amica che ristruttura casa mi chiede consigli e io so solo ripetere “Prese vicino al divano, da tutti i lati, tante prese vicino al divano”.

Papà si strafoga di biscotti nottetempo, mamma finge di credere che si aprano buchi neri nella dispensa, da 42 anni. Signori, il matrimonio.

Il concetto di libertà svilito ogni sera dalle scadenze dei cibi che decidono cosa c’è per cena.

Mia mamma ha scoperto che sono in ferie. Quindi, tecnicamente, ero in ferie.

Non voglio scrivere tweet di 240 caratteri, io voglio tenerli lì, come quelli che c’hanno l’idromassaggio “però guarda non lo usiamo mai”.

Più che una giornata, un susseguirsi di accadimenti irritanti messi sul mio cammino per vedere se riesco a mantenere la fedina penale pulita

Che delusione quando pensi che nulla potrà fermarti e invece il tuo corpo ti tradisce e alla settima fetta di dolce ti viene mal di pancia.

La sempiterna lotta tra me che adagio le patatine nel carrello come un neonato e la cassiera che le sbatte come se schiacciasse a canestro.

Mia sorella mi molla nipote undicenne logorroico in ufficio perché “sta in punizione”. Ma chi, lui o io?

Ho appena incontrato un gruppo di buoni propositi per l’anno nuovo che usciva a ubriacarsi per dimenticare.

Rendiamo sempre grazie all’ombrello, meraviglioso strumento di asocialità che ci permette di evitare la gente con classe e nonchalance.

Perché fare la spesa con una lista quando si può vagare tra gli scaffali in stato confusionale facendo incetta di edulcoranti e glutammato.

Mi ricordo quella volta che fui l’anima della festa. Era un raduno di narcolettici.

Ci sono pazze che creano gioielli col cordone ombelicale, quindi io posso ideare una linea di bijoux fatti con lo spago della soppressata.

Che sono una vincente non lo dico io, ma la mia storia. Basti pensare che da anni sono il milionesimo visitatore di svariati siti web.

Bene, ho comprato dei jeans dopo 2 giorni di semi-digiuno. Ora le alternative sono:
– un’alimentazione di sole felci
– usarli come sciarpa.

Ho pelato le carote, le ho tagliate a julienne e le ho messe in una ciotola. Ora cerco una capretta da sfamare e mi mangio un kg di gelato.

Quella meravigliosa condizione in cui non succede un cazzo di niente per giorni e tu provi serenità e sollievo, anche detta “vecchiaia”.

Io dico tante parolacce ma non sento compromessa la mia femminilità. A parte quando mi chiedono se quello parcheggiato lì è il mio camion.

Adesso l’albero di Natale se ne sta lì buono buono ad ascoltare tutti i miei problemi fino al 6 gennaio.

La comodità della vecchiaia è che riguardando le foto dei viaggi puoi associare ogni posto all’acciacco che ti è venuto e ti ricordi tutto.

Stamattina è nata mia nipote. È tonda, soffice e bellissima. Mondo, per favore, scansati per qualche ora.

Io potrei essere tranquillamente il genio che nei film horror suggerisce “Dividiamoci” se sentissi odore di polpette.

Quella voglia di dolce dopo il caffè e poi di salato dopo il dolce e poi ancora di dolce dopo il salato e così all’infinito, pure nel sonno.

Guida per ossessivo-compulsivi: se applicando la pellicola sul cellulare si forma un’unica bolla nell’angolo, vedrai solo quella per sempre.

Smettetela di scrivere tweet più belli dei miei che lo prendo come un affronto personale.

Senti, cadavere del nemico, io ti aspetto se sulla riva del fiume c’è una rosticceria, altrimenti per me pietra sopra e a posto così.

Incontrare vecchi compagni di classe e salutarli con “Oddio, sei sempre uguale!” anche se sembrano Genny Savastano di ritorno dall’Honduras.

Ciao Linkedin, puoi dire a tutti questi inviti in sospeso che l’attesa di una risposta è essa stessa una risposta.

Solo un’altra mezz’ora al PC e avrò finalmente quell’occhio di vetro che desideravo.

La fatica di esprimersi senza i suoni onomatopeici di Topolino è una cosa che ti accompagna tutta la vita.

Non dico che è stata una brutta giornata, dico solo che tra mezz’ora ho appuntamento con Hattori Hanzo per un preventivo.

Mi faccio un bagno, esco dall’acqua e avete presente Ursula Andress col bikini bianco in 007? Niente, io sono uguale alla boa dietro.

C’ho tipo 10 caratteri della tastiera che fatico a premere perché sotto ci sono incastrati dei granelli di zucchero e credo mi faccia onore.

Ora col cous cous avanzato credo che riparerò le crepe dell’appartamento, le buche delle strade di tutto il paese, il Colosseo.

Io ho un sacco di cose da mettermi, il problema è che esco di casa solo se suona l’allarme antincendio.

Chissà se per affrontare la vita con grinta e determinazione alla cioccolata calda bevuta sul divano devo abbinare le gocciole o le macine.

Guardo le vetrine, penso che ai miei tempi in inverno i vestiti li facevano ancora con le maniche e passo oltre reggendomi al bastone.

Non vorrei formulare giudizi sommari e deduzioni pretestuose o cadere preda di derive qualunquistiche, ma a me mi pare tutto una chiavica.

Come quando da una macchina fischiano e tu ti lusinghi un po’ e poi capisci che più che altro il tipo deve cambiare le pastiglie dei freni.

Stirare è quella cosa che io metto sull’asse un capo un po’ sgualcito e lo faccio diventare plissettato.

Il segreto è ordinare online abbastanza cose da non riuscire a ricordarle, così quando arrivano si gode anche dell’effetto sorpresa.

Poi la vita ti mette davanti a prove durissime, tipo andare a comprare un giocattolo per il nipotino e non prendere 6 peluche per te.

Come sarebbe a dire che gli infusi e le tisane si bevono? Non servono solo per tenere calde le mani stringendo la tazza?

È palese che c’abbiamo troppo tempo libero, ci devono levare l’internet e spedire nelle botole a schiacciare pulsanti a intervalli regolari.

– Sai cosa non riesco proprio a tollerare?
– L’ipocrisia?
– Non riuscire a materializzare un panino con la forza del pensiero.

Tipa sta chiedendo a un uomo “Quanti anni mi dai?”.Mi fermo e aspetto, ho sempre desiderato essere il testimone di un fatto di cronaca nera.

Mi raccomando, non ci accaniamo a twittare quando non siamo ispirati, che fare la fine degli ultimi 10 film di Woody Allen è un attimo.

Siate gentili con me che sto combattendo una battaglia di cui non sapete niente contro la voglia di chiamare il bar e ordinare 16 cornetti.

Da come stanno le cose deduco che la diatriba politica sui VERI PROBLEMI DEL PAESE™ stia convergendo sullo stabilire il coccodrillo come fa.

Certe mattine il cellulare che si attacca al wi-fi dell’ufficio quando sei ancora nell’androne del palazzo sembra avere capito chi sei.

Ho provato ad alzarmi ma il mio corpo ha risposto “Impossibile recuperare l’attività in questo momento. Per favore, riprova più tardi”.