Le frasi e poesie più belle di Julio Cortázar

Julio Cortázar (Ixelles, 26 agosto 1914 – Parigi, 12 febbraio 1984) è considerato uno dei più importanti scrittori della letteratura latinoamericana. Di lui Pablo Neruda dirà: “Leggi Cortázar e saprai da cosa ti sei salvato. Ignoralo e sarai condannato, ma non saprai a cosa”.

Presento una raccolta delle frasi e poesie più belle di Julio Cortázar. Tra i temi correlati si veda Le più belle frasi e citazioni di Pablo Neruda e Frasi, citazioni e poesie di Jorge Luis Borges.

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Le frasi e poesie più belle di Julio Cortázar

Vieni a dormire con me: noi non faremo l’amore, sarà lui a farci – Vení a dormir conmigo: no haremos el amor, él nos hará.

Se cadi ti rialzo. Oppure mi sdraio accanto a te.

Camminavamo senza cercarci, eppure sapendo che camminavamo per incontrarci – Andábamos sin buscarnos pero sabiendo que andábamos para encontrarnos.

Risultato parziale: ti voglio bene. Risultato totale: ti amo.

Eppure nonostante tutto, solo noi, sappiamo essere così lontanamente insieme.

Ogni volta andrò sentendo meno e ricordando di più – Cada vez iré sintiendo menos y recordando más.

Mi basta guardarti per sapere che con te mi inzupperò l’anima – Me basta mirarte para saber que con vos me voy a empapar el alma.

Le parole non bastano mai quando quello che bisogna dire trabocca l’anima – Las palabras nunca alcanzan cuando lo que hay que decir desborda el alma.

Quello che molti chiamano amare consiste nello scegliere una donna e sposarla. La scelgono, lo giuro, li ho visti.
Come se si potesse scegliere in amore, come se non fosse un fulmine che ti spezza le ossa e ti lascia lungo disteso in mezzo al cortile.

Vedi
io continuo a pensare a te
non ti scrivo
d’improvviso guardo il cielo
quella nuvola di passaggio
e forse tu nel tuo lungomare
guarderai una nuvola
e quella è la mia lettera
qualcosa che scorre indecifrabile

Voglio proporle un abbraccio, uno forte, duraturo, fino a che tutto ci faccia male. Alla fine sarà meglio che mi dolga il corpo per volerla, e non che mi faccia male l’anima per la sua mancanza.

Non rinuncio a niente. Semplicemente faccio ciò che posso perché le cose rinuncino a me.

C’è un incontro fissato, ancora senza ora e senza data, per trovarci, io sarò lì, puntuale, non so tu.

Incontrarsi per caso non era un caso nelle nostre vite.

Le donne sono le creature più belle, perché possiedono la ribellione … e questo è ciò a cui ogni essere umano dovrebbe aspirare.

Personalmente continuo ad avvertire la presenza di qualcosa che si trova dall’altra parte delle cose, per questo non smetterò mai di cercare

La spiegazione è un errore ben vestito.

A volte ci si sveglia con il desiderio di spegnersi, come se fossimo candeline sulla torta poco appetitosa di qualcuno

Si può uccidere tutto meno la nostalgia, la portiamo nel colore degli occhi, in ogni amore, in tutto ciò che profondamente tormenta e libera e inganna.

In materia amorosa i pazzi sono quelli che ne sanno di più. Non chiedere d’amore agli intelligenti, amano intelligentemente, che è come non aver amato mai.

L’importanza sta diventando irrespirabile. Voglio libri bellissimi e per nulla importanti.

Se mi vedi in qualcuno dei tuoi pensieri abbracciami che mi manchi.

La vera profondità di un uomo è l’uso che fa della propria libertà.

Le abitudini sono forme concrete del ritmo, sono la quota di ritmo che ci aiuta a vivere.

L’amore chiede strada, chiede vento, non sa morire in solitudine.

Amo i luoghi dove ho incontrato un minuto di pace, non li dimentico mai, li porto con me e conosco la loro essenza intima.

Niente è perduto se uno ha il coraggio di proclamare che tutto è perduto e bisogna ricominciare da capo.

Se l’uomo sapesse realmente il valore che ha la donna, andrebbe a quattro zampe alla sua ricerca.

Nei grandi poeti, le parole non portano con sé il pensiero; sono il pensiero. Che, certo, non è più pensiero bensì verbo.

Ormai non importa dove, se il quando è ora, se può essere in uno qualsiasi degli ora che mi restano.

Ogni mattina è la lavagna dove ti invento e disegno.

Fammi entrare dentro, fammi vedere per un giorno come vedono i tuoi occhi.

Avrei voluto tenerla nuda tra le braccia, amarla in modo tale che tutto fosse chiaro, tutto fosse detto per sempre tra noi, e che da questa interminabile notte d’amore, noi che già ne conoscevamo tante, nascesse la prima alba della vita

Che vanità immaginare
che posso darti tutto, l’amore e la felicità,
viaggi, musica, giocattoli.
Certo è così:
tutto quel che ho te lo do, certo,
ma tutto quel che ho non ti basta
come a me non basta
tutto il tuo.

Cerco la tua somma, il bordo del bicchiere
in cui il vino si fa luna e specchio
Cerco quella linea che fa tremare un uomo
nella sala di un museo
E poi ti voglio bene, nel tempo e nel freddo

Quello che mi piace del tuo corpo è il sesso. Quello che mi piace del tuo sesso è la bocca. Quello che mi piace della tua bocca è la lingua. Quello che mi piace della tua lingua è la parola.

Quando ci salutammo eravamo come due bambini che sono diventati terribilmente amici durante una festa di compleanno e continuano a guardarsi mentre i genitori li prendono per mano e li trascinano via.

E c’è una sola saliva ed un solo sapore di frutta matura, e io ti sento tremare stretta a me come una luna nell’acqua.

Perché senza cercarti ti incontro ovunque soprattutto quando chiudo gli occhi

Per questo non saremo mai
la coppia perfetta, la cartolina,
se non siamo in grado di accettare
che solo in aritmetica
il due nasce da uno più uno.

Non ci sarai nella strada,
non nel mormorio che sgorga di notte
dai pali che la illuminano,
neppure nel gesto di scegliere il menù,
o nel sorriso che alleggerisce il “tutto completo” delle sotterranee,
nei libri prestati e nell’arrivederci a domani.

Nei miei sogni non ci sarai,
nel destino originale delle parole,
né ci sarai in un numero di telefono
o nel colore di un paio di guanti, di una blusa.
Mi infurierò, amor mio, e non sarà per te,
e non per te comprerò dolci,
all’angolo della strada mi fermerò,
a quell’angolo a cui non svolterai,
e dirò le parole che si dicono
e mangerò le cose che si mangiano
e sognerò i sogni che si sognano
e so molto bene che non ci sarai,
né qui dentro, il carcere dove ancora ti detengo,
né la fuori, in quel fiume di strade e di ponti.
Non ci sarai per niente, non sarai neppure ricordo,
e quando ti penserò, penserò un pensiero
che oscuramente cerca di ricordarsi di te.

Uomo perduto, che il tuo gilè si riempia di tasche e in ognuna ci sia un sigaro umido, dei soldi falsi e una penna a sfera.

Sono tormentato dal tuo amore che non mi colma, perché un ponte non poggia solo su un lato, Wright e Le Corbusier non faranno mai un ponte che poggia solo su un lato.

Ciò che chiamiamo assurdo è la nostra ignoranza.

Dormire non è altro che perdersi, e quando tenti di dormire in realtà stai solo cercando una seconda fuga.

Probabilmente fra tutti i nostri sentimenti l’unico che non é veramente nostro è la speranza. La speranza appartiene alla vita, è la vita stessa che si difende.

La vita, come un commento di un’altra cosa che non raggiungiamo, e sta lì, alla portata del salto che non facciamo.

Abbi cura del realismo quando scrivi. Evita la fauna dello zoo, evoca gli unicorni e i tritoni e dai loro realtà.

Eri quella che non se ne andava
perché uno stesso cuscino
e uno stesso tepore
ci avrebbero chiamato ancora
a risvegliare il nuovo giorno,
insieme, ridendo, spettinati.

Ci baciamo come se
avessimo la bocca piena
di fiori e di pesci,
di movimenti vivi,
di fragranza oscura.

Ho sempre avuto bisogno di cambiare periodicamente i nomi di chi mi circonda, perché in questo modo ho rifiutato il conformismo, la lenta sostituzione di un essere con un nome.

Fra i molti modi di combattere il nulla, uno dei migliori è quello di scattare fotografie.

Ciò che ti infastidisce è la legalità in tutte le sue forme, non appena qualcosa inizia a funzionare bene ti senti imprigionato.

Tutto è caso. Tutto. Lo insegnavano già i filosofi, e si trova in un sacco di libri. Allora bisogna andargli contro, e io ho inventato il controcaso, che è uno stile di vita.

Di fronte a una sonata o a un quartetto che si ama, non sono esattamente idee, né parole, quelle che si affollano dopo l’ascolto; si sente che ci sarebbe tanto da esprimere, ma non in un ordine logico, e nemmeno coerente; è un impeto più simile a quello che a volte sfocia in un singhiozzo, in un abbraccio.

Io ti chiedo la crudele cerimonia del taglio,
ciò che nessuno ti chiede: le spine
fino all’osso. Strappami questa faccia infame,
obbligami a gridare finalmente il mio vero nome.

Il diario sa di nebbia. Senti, quel che stiamo facendo è ingurgitare quest’aria sporca e fissarla sulla carta. Il mio diario è una carta moschicida, un miele ripugnante pieno di animaletti agonizzanti.

Sono cresciuto in una casa col salone, ed è stato fatto tutto il possibile affinché la mia intelligenza ammobiliasse anche la sala nella mia testa.

Però, vecchio mio, questo è il grande merito del sonno, la perfezione del sonnellino. Una vacanza da te stesso, non vedere e non vedersi. Perfetto, no?

Che la realtà esista o non esista, in ogni caso è incomprensibile nella sua essenza, così come l’essenza è incomprensibila nella realtà.

In realtà le cose veramente difficili sono tutte quelle che la gente crede di poter fare in qualsiasi momento.

La poesia non è un merito umano, ma una fatalità che si sopporta.

Da qualche parte ci deve essere una discarica in cui sono ammucchiate tutte le spiegazioni.

Occorre lottare contro la lingua affinché non imponga le sue formule, i suoi cliché, le frasi fatte, tutto ciò che caratterizza così bene un cattivo scrittore.

Quando mi sveglio la prima cosa che faccio per precauzione è rimettermi a dormire.

La memoria è uno specchio che mente in modo scandaloso.