Frasi, citazioni e aforismi sulla cremazione

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla cremazione. Tra i temi correlati si Veda Frasi di condoglianze per il lutto, Frasi, citazioni e aforismi sui cimiteri, Frasi, citazioni, pensieri e aforismi sulla morte e Frasi, citazioni e aforismi sulla cenere.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla cremazione

Preferisco la cremazione alla sepoltura e tutte e due a un week-end con mia moglie.
(Woody Allen)

Due ragioni mi hanno sempre reso simpatica la cremazione: la prima, adoro il caldo; la seconda, la prospettiva di fregare i vermi.
(Tom Antongini)

Capisci che il tempo passa quando non ti chiedono più di ‘altri figli’.
Ti domandano se ti farai cremare.
(Beatrix_Bix, Twitter)

Pino: Io quando morirò mi farò cremare.
Mario: No, io quando morirò mi farò seppellire, e tu Toni.
Toni: Mah, con tutto il vino che ho bevuto mi farò imbottigliare.
(Anonimo)

Voglio essere cremato, così non verrà nessuno a venerare le mie ossa.
(Albert Einstein. Le sue ceneri furono disperse dagli amici Otto Nathan e Paul Oppenheim)

Non è meglio farsi cremare come fanno gli indiani? una lettiga trasportata a braccia dai parenti, il morto stretto dentro le fasce candide, una pira di legni profumati, una rapida fiammata, il crepitio dei rami, il fumo che sale a volute schiumose verso il cielo, in un quarto d’ora è tutto finito. Due mani pietose raccolgono le ceneri e le spargono nel Gange.
(Dacia Maraini)

Le spoglie dei defunti non si seppelliscono, ma si bruciano, perché non cagionino pesti, e si convertano in fuoco, materia nobile e vivente che discende dal sole per risalire al sole, e anche perché sia impedita ogni ragione d’idolatria.
(Tommaso Moro)

Farmi ibernare? farmi cremare? Nemmeno morta!
(Maria Luisa Spaziani)

Quando morirò desidero essere cremato e di tornare al luogo cui appartengo. Sparpagliate le ceneri sul divano.
(ftzj, Twitter)

Morire è come dormire. E se ti hanno cremato, puoi anche fumare a letto.
(TristeMietitore, Twitter)

Quando morirò, desidero che il mio telefono venga cremato.
(alexa1163, Twitter)

Più che cremato mi piacerebbe essere rilegato.
(art_yuks, Twitter)

Ho sepolto dei dolori che forse era meglio cremare
(larosmy72, Twitter)

– Alle 10 c’erano 30°;
– Alle 11 c’erano 35°;
– Alle 12 ci saranno 40°;
Se i miei calcoli sono giusti alle 13 morirò cremato.
(Dlavolo, Twitter)

Il 90% dei litigi autunnali è dovuto al fatto che lei imposta il termostato su “cremazione” e lui non ha più vestiti da togliersi.
(bermat, Twitter)

Ho sempre odiato cimiteri e funerali, troppo tristi. Quando morirò vorrò essere cremato e venduto in pasticceria.
(MaxMangione, Twitter)

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Quando morirò vorrò essere cremato. Con la Nivea.
(MaxMangione, Twitter)

Che poi non capisco perché tutti si facciano cremare e nessuno caramellare.
(Anonimo)

Il criminale sarà cremato. I vermi hanno detto che non se la sentono.
(Anonimo)

Oggi come oggi, quanto dura l’abito a lutto? Mezza giornata, quasi sempre; giusto il tempo delle esequie o della cremazione e del successivo rinfresco.
(Julian Barnes)

La cremazione nelle civiltà occidentali non ha nulla di purificatore com’è forse in altre civiltà. È solo una pratica più sbrigativa e meno ingombrante della sepoltura, che a sua volta non è più un ritorno alla terra ma una cementazione.
(Luigi Pintor)

Le persone che si fanno cremare immaginano che, ridotte in cenere, sfuggiranno a Dio.
(Jules Renard)

Dopo la mia morte, raccomando ai miei figli e ai miei amici di bruciare il mio cadavere, e di raccogliere un po’ delle mie ceneri in una bottiglia di cristallo che collocheranno sotto il ginepro favorito
(Giuseppe Garibaldi. La volontà di Garibaldi di essere cremato non fu tuttavia rispettata)

“Ieri hanno cremato mia suocera”
“Mi dispiace! E come è morta?”
“Durante la cremazione”.
(Dylan Dog)

Quo citius rursum natura perempta resolvat da tua purganti membra cremanda rogo – Lascia che un rogo purificatore porti a compimento la cremazione del tuo corpo, permettendo così alla natura di completare più rapidamente il suo corso.
(Epigrafe all’ingresso del Tempio Crematorio di Torino)

I motivi per la cremazione sono tanti. Certo, ci sono i casi estremi di chi chiede di far disperdere i propri resti sul campo di calcio della squadra del cuore o di chi intende in questo modo marcare il proprio nichilismo. Ma nella maggior parte dei casi le persone vi ricorrono perché costa meno del funerale e della tomba, perché non vogliono disturbare i parenti dopo il trapasso o non vogliono sottrarre spazio prezioso ai vivi. Sa quante donne anziane ci dicono: “Mio figlio non mi telefona adesso che sono viva, figuriamoci se verrà a trovarmi al cimitero”. Per molti, infine, la cremazione rappresenta un modo “ecologico” per ricongiungersi alla natura…
(Giovanni Pollini, amministratore nazionale della federazione italiana per la cremazione)

La cremazione, da gesto di rottura nei confronti del cattolicesimo, è entrata a far parte del costume anche dei cattolici. Oggi non ne farei una questione ideologica-dottrinale. Detto questo, è innegabile che certi segni, come ad esempio il non mangiar carne il venerdì o appunto l’inumazione, avevano una loro eloquenza anche sociale e sociologica. L’inumazione, in particolare, aveva una valenza educativa: essa distingueva i cristiani dai pagani, la carne messa come un seme nella terra (in-humus) destinata a rifiorire, a risorgere
(Massimo Introvigne)

La Chiesa fu contraria alla cremazione perché fin dai tempi della Rivoluzione Francese, liberi pensatori, atei, materialisti e massoni ne fecero l’espressione del proprio anticlericalismo. La pratica venne condannata formalmente dal diritto canonico: a chi ne disponeva il ricorso veniva comminata la privazione dei sacramenti e delle esequie ecclesiastiche. Occorrerà attendere il luglio del 1963, perché il papa di allora, Paolo VI, venute meno certe condizioni storiche e culturali, “sdoganasse” la pratica della cremazione purchè non venisse scelta “in odio alla religione cattolica”. Una decisione che accolsi con favore perché personalmente ho avvertito sempre una certa repulsione per l’inumazione.
(Franco Cardini)

La cremazione, in uso attualmente in varie culture dell’Oriente, può conciliarsi con l’idea di sopravvivenza, per la quale potrebbe rappresentare come una purificazione. C’è anche chi la vede come una soluzione pratica per il problema dei cimiteri nelle aree urbane. Essa non è proibita dalla religione cattolica, se praticata senza un atteggiamento antireligioso o materialista.
(Fiorenzo Facchini)

La cremazione è un aspetto dell’uso del fuoco di cui non ho ancora parlato, anche se ovviamente le sue origini risalgono a un periodo molto anteriore all’epoca di Odisseo. Come la sepoltura, è considerata un segno della religiosità umana, che si manifesta fin dal Paleolitico superiore.
(Johan Goudsblom)

Seguendo l’antichissima tradizione cristiana, la Chiesa raccomanda insistentemente che i corpi dei defunti vengano seppelliti nel cimitero o in altro luogo sacro. Nel ricordo della morte, sepoltura e risurrezione del Signore, mistero alla luce del quale si manifesta il senso cristiano della morte, l’inumazione è innanzitutto la forma più idonea per esprimere la fede e la speranza nella risurrezione corporale.
(Istruzione “Ad resurgendum cum Christo” circa la sepoltura dei defunti, 2016)

Seppellendo i corpi dei fedeli defunti, la Chiesa conferma la fede nella risurrezione della carne, e intende mettere in rilievo l’alta dignità del corpo umano come parte integrante della persona della quale il corpo condivide la storia. (….) Laddove ragioni di tipo igienico, economico o sociale portino a scegliere la cremazione, scelta che non deve essere contraria alla volontà esplicita o ragionevolmente presunta del fedele defunto, la Chiesa non scorge ragioni dottrinali per impedire tale prassi, poiché la cremazione del cadavere non tocca l’anima e non impedisce all’onnipotenza divina di risuscitare il corpo e quindi non contiene l’oggettiva negazione della dottrina cristiana sull’immortalità dell’anima e la risurrezione dei corpi.
La Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi poiché con essa si mostra una maggiore stima verso i defunti; tuttavia la cremazione non è vietata, «a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla dottrina cristiana».
(Istruzione “Ad resurgendum cum Christo” circa la sepoltura dei defunti, 2016)

Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non sia permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti, tenendo presente che per tali modi di procedere non possono essere addotte le ragioni igieniche, sociali o economiche che possono motivare la scelta della cremazione.
Nel caso che il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione e la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto.
(Istruzione “Ad resurgendum cum Christo” circa la sepoltura dei defunti, 2016)

Sappiamo che la sepoltura e le tombe per i morti risalgono a cinquantamila anni fa, all’uomo di Neanderthal: il corpo del morto non era abbandonato in preda agli animali o alle intemperie ma veniva messo in una grotta, sotto terra, adagiato in una posizione di riposo e attorniato da pietre e oggetti che diventavano come un segno – e forse anche un’offerta – lasciato dai vivi per il morto
(Enzo Bianchi)

La Chiesa ha una liturgia per la morte del cristiano e per la sua sepoltura, per questo i cristiani hanno onorato più di altre culture le spoglie mortali, per questo hanno voluto attraverso il segno di una tomba, semplice o monumentale, fare memoria di chi è morto e renderlo presente nell’intercessione di tutta la comunione dei santi del cielo e della terra.Oggi questa consapevolezza essenziale del destino dell’umanità, questa “sacramentalità” del corpo anche morto e della tomba che lo “localizza” sta venendo meno, causando una grave ferita alla fede cristiana. La pratica della cremazione, ormai ammessa da più Chiese, oltre a restare estranea alla tradizione cristiana, impoverisce e indebolisce quella “comunione” che il cristiano deve sempre avere non solo con i vivi ma anche con i morti.
(Enzo Bianchi)

Se c’è dispersione delle ceneri, se non c’è più un segno per chi è passato su questa terra, se non c’è più un richiamo che ci chieda prossimità e dono – almeno ogni tanto, tramite la visita al cimitero e l’offerta di un mazzo di fiori o di una fiammella di luce – allora diventa difficile conservare il legame con i morti e anche “fare lutto”.
(Enzo Bianchi)

Dio non ha bisogno delle nostre ossa per resuscitarci nell’ultimo giorno. Il Signore riuscirà a ricomporre i corpi anche se qualcuno li ha bruciati o se sono stati polverizzati in qualche incidente. Chiaro che il pericolo dell’insinuarsi di una concezione panteistica nella cremazione esiste e bisogna vigilare caso per caso. La sepoltura nella terra consente un’elaborazione del lutto più graduale, un distacco meno immediato. E forse nella crescita del fenomeno della cremazione possiamo leggere un ulteriore indizio della fatica della società contemporanea nello stare di fronte alla morte
(Roberto Repole, Presidente Associazione teologi italiani)

La cremazione aiuta anche a spezzare l’attaccamento al corpo. D’altro canto, è meglio non cremare i santi illuminati, perché il loro corpo fisico trattiene vibrazioni elevate, che aiuta coloro che pregheranno accanto alle loro tombe
(Swami Kriyananda)

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