Frasi e citazioni su Michelangelo Buonarroti

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Michelangelo Buonarroti (Caprese, 6 marzo 1475 – Roma, 18 febbraio 1564), scultore, pittore, architetto e poeta, è considerato come uno dei maggiori artisti di tutti i tempi.

Tra le sue opere più importanti ricordiamo il David, la Pietà del Vaticano, la Cupola di San Pietro e il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina.

Presento una raccolta di frasi e citazioni su Michelangelo Buonarroti, con una appendice finale che contiene le frasi più celebri di Michelangelo Buonarroti (nel caos di internet molti siti web attribuiscono, ahimè, a Michelangelo Buonarroti frasi che invece sono dell’aforista contemporaneo Michelangelo Cammarata!!).

Tra i temi correlati si veda Frasi e citazioni su Caravaggio, Le frasi più celebri di Leonardo da Vinci, Frasi, citazioni e aforismi sulla Gioconda e 200 Frasi, citazioni e aforismi sull’arte.

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Frasi e citazioni su Michelangelo Buonarroti

Michel, più che mortale, Angel divino.
(Ludovico Ariosto)

E ben debbo io osservarvi che il mondo ha molti re e un sol Michelagnolo.
(Pietro Aretino)

Se non è Michelangelo è Dio.
(Federico Zeri)

Michelangelo è cosa piuttosto celeste che terrena.
(Giorgio Vasari)

Io sono talmente entusiasta di Michelangelo, che nemmeno la Natura mi soddisfa più dopo di lui, non potendola vedere con occhi grandi come i suoi.
(Johann Wolfgang von Goethe)

Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un’idea completa di ciò che un uomo è capace di raggiungere.
(Johann Wolfgang von Goethe)

Entrando nella Cappella Sistina ci troviamo dentro la pittura di Michelangelo ma anche, e quasi letteralmente, nel suo cielo.
(Vittorio Sgarbi)

Il solo sentimento che la divinità possa ispirare ai deboli mortali è il terrore: e Michelangelo sembra nato apposta per imprimere questo spavento nelle anime.
(Stendhal)

L’arte di Michelangelo riesce a riprodurre la natura ad un livello di perfezione che non si dà più possibilità di andare oltre.
(Vittorio Sgarbi)

In essa sono contorni di gambe bellissime et appiccature e sveltezza di fianchi divine; né mai più s’è veduto un posamento sì dolce né grazia che tal cosa pareggi, né piedi, né mani, né testa che a ogni suo membro di bontà d’artificio e di parità, né di disegno s’accordi tanto. E certo chi vede questa non dee curarsi di vedere altra opera di scultura fatta nei nostri tempi o ne gli altri da qualsivoglia artefice.
(Giorgio Vasari sul David di Michelangelo)

[Riguardo alla Pietà] non pensi mai, scultore né artefice raro, potere aggiungere di disegno né di grazia, né con fatica poter mai di finezza, pulitezza e di straforare il marmo tanto con arte, quanto Michelagnolo vi fece, perché si scorge in quella tutto il valore et il potere dell’arte.
(Giorgio Vasari sulla Pietà di Michelangelo)

Sarà la più bella scultura di Roma.
(Il garante firmando il contratto per la Pietà, scultura in marmo commissionata dall’anziano cardinale francese Jean Bilhères de Langraulas)

Michelangelo cercava sempre di concepire le sue figure come se fossero nascoste all’interno del blocco di marmo.
(Ernst Gombrich)

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Ci sono anime nelle quali le impressioni scaturiscono come fulmini e le cui azioni sono scatti, come lampi. Tali i personaggi di Michelangelo.
(Hippolyte Taine)

Le tendenze artistiche di Michelangelo si rivelarono di buon’ora, ma non trovarono da prima incoraggiamento nella famiglia del giovane. Difatti, anche in questo, diversamente da Leonardo e da Raffaello i quali crebbero in un ambiente favorevole allo sviluppo del loro genio in erba, Michelangelo, invece, incontrò nel padre suo una opposizione seria.
(Evelyn Franceschi Marini)

Si voltò a guardare il celebre affresco di Michelangelo dietro l’altare, ma il Giudizio universale non placò la sua apprensione. L’opera, alta quindici metri, raffigurava Gesù Cristo nell’atto di dividere i virtuosi dai peccatori. Fra i corpi straziati che ardevano tra le fiamme dell’inferno c’era persino uno dei rivali di Michelangelo, rappresentato con orecchie d’asino.
(Dan Brawn)

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Le frasi più celebri di Michelangelo Buonarroti

L’amore è l’ala che Dio ha dato all’anima per salire sino a lui.

Signore, fa che io possa sempre desiderare più di quanto riesca a realizzare.

Se la gente sapesse quante ore ho sudato per realizzarlo, non mi considererebbe un genio.

Il marmo è come l’uomo, prima di intraprendere qualcosa, devi conoscerlo bene e sapere tutto ciò che ha dentro.

Tu vedi un blocco, pensa all’immagine: l’immagine è dentro, basta soltanto spogliarla.

Io intendo scultura quella che si fa per forza di levare: quella che si fa per via di porre, è simile alla pittura.
(Michelangelo Buonarroti, lettera a Benedetto Varchi)

Nulla somiglia maggiormente alla fonte celeste da cui proveniamo quanto le bellezze che si offrono agli occhi delle persone ricettive.

Desti a me quest’anima divina e poi la imprigionasti in un corpo debole e fragile, com’è triste viverci dentro.

Si dipinge col cervello et non con le mani.

Grato m’è ‘l sonno e più l’esser di sasso,
mentre che ‘l danno e la vergogna dura.
(Rime)

Io so che la sa che amore non vuol maestro e che chi ama non dorme.
(Lettera a Vittoria Colonna)

Se strisci sempre non cadi mai.

Il core è veramente la casa dell’anima.

L’uomo non de’ ridere quando ‘l mondo tutto piange.

Come fiamma più cresce più contesa
dal vento, ogni virtù che ‘l cielo esalta
tanto più splende quant’è più offesa.
(Rime)

Ch’assai acquista chi perdendo impara.

Tutta la matematica del mondo non potrà mai supplire la mancanza di genio.

Vorrei voler, Signor, quel ch’io non voglio.

Si affermano mille menzogne sui più celebri pittori, e la prima è il dire che essi sono strani, e che la loro conversazione è dura e insopportabile. E così, non la gente moderata, ma quella stupida, li giudica fantastici e capricciosi.

Io ho bevuto circa due mesi sera e mattina d una acqua d una fontana che è a quaranta miglia presso Roma, la quale rompe la pietra; e questa ha rotto la mia e fattomene orinar gran parte. Bisògniamene fare munizione in casa e non bere né cucinar con altra.
(Michelangelo Buonarrotti a proposito dei suoi calcoli renali, lettera del 1549)

La mia allegrezza è la malinconia.

E non so di che sorte sia la vita mia: perché sto sempre solo, vo poco attorno e non parlo a persona.

Sia dolce il dubbio a chi nuocer può ‘l vero.

Io sto ancora imparando.

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