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Frasi Belle

Frasi, citazioni e aforismi sul paese

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sul paese. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sul luogo, Frasi, citazioni e aforismi sul paesaggio, Frasi, citazioni e aforismi sul viaggio, i viaggiatori e il viaggiare e Le frasi più belle di Cesare Pavese.

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Frasi, citazioni e aforismi sul paese

Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
(Cesare Pavese)

Il mio paese è là dove passano le nuvole più belle.
(Jules Renard)

Pensai a quanti luoghi ci sono nel mondo che appartengono così a qualcuno, che qualcuno ha nel sangue e nessun altro li sa.
(Cesare Pavese)

Il mio paese.
È casa, radici, colori, respiri, sangue, orizzonte che mi appartiene.
E una strada che porta sempre dove bisogna essere, in quel punto esatto della felicità.
(Fabrizio Caramagna)

Io ce l’avevo nella memoria tutto quanto, ero io stesso il mio paese: bastava che chiudessi gli occhi e mi raccogliessi… per sentire che il mio sangue, le mie ossa, il mio respiro, tutto era fatto di quella sostanza e oltre me e quella terra non esisteva nulla.
(Cesare Pavese)

Che cos’è questa valle per una famiglia che venga dal mare, che non sappia niente della luna e dei falò? Bisogna averci fatto le ossa, averla nelle ossa come il vino e la polenta, allora la conosci senza bisogno di parlarne.
(Cesare Pavese)

Quando torno al mio paese sul mare, potrei camminare a occhi bendati e indicare i metri esatti in cui finiscono gli alberi della passeggiata e inizia la piazza principale.
Potrei riconoscere le nuvole e le stelle solo dal soffio della brezza
I luoghi che amiamo sono come le persone, identificabili da un un nonnulla. Da quel profumo del cielo, da quella asperità del terreno, da quel suono degli alberi.
(Fabrizio Caramagna)

Lascia il tuo paese, ma non lasciare che il tuo paese ti lasci.
(Proverbio afgano)

Dove c’è una bella ragazza è sempre il mio paese.
(Cesare Pavese)

Ti aspetto con gioia come se tu fossi un intero paese e completamente nuovo. Ti aspetto, sul confine tra me e te.
(Marina Cvetaeva)

Quando arrivi in un paese devi sederti da qualche parte e stare zitto. Nessuna foga di parlare. Aspettare che il silenzio ti porti qualche dono. Se hai fretta, in un paese non avrai fortuna.
(Franco Arminio)

Non c’è niente come tornare in un luogo che non è cambiato, per rendersi conto di quanto sei cambiato.
(Nelson Mandela)

Il mio paese sono quattro baracche e un gran fango, ma lo attraversa lo stradone principale dove giocavo da bambino. Siccome – ripeto – sono ambizioso, volevo girar tutto il mondo e, giunto nei siti più lontani, voltarmi e dire alla presenza di tutti: “Non avete mai sentito nominare quei quattro tetti? Ebbene, io vengo di là”.
(Cesare Pavese)

In fondo alla curva,
c’è il mio paese e i muri delle case e l’odore del vento.
“Dove sei stato” mi chiede il cielo,
in una lingua intraducibile che solo io e il mio paese sappiamo.
(Fabrizio Caramagna)

In certi paesi sembra non ci siano che pietre. Pietre nei selciati delle mulattiere, case fatte di pietre senza intonaco, muri a secco nelle fasce, la terra dei campi piena di pietre.
(Italo Calvino)

Ha scritto Leonardo Sciascia a proposito della tenerezza per il luogo natio: “Ho l’impressione che la mia nascita sia alquanto posteriore alla mia residenza qui. Risiedevo già qui e poi vi sono nato”. Non può essere diversamente. Questa arcana magia vale anche per me. Se mi riempio il palmo della mano di questa terra, entrando nel vigneto mentre il contadino zappa, la sento palpitare calda come avesse sangue e anima.
(Davide Lajolo)

Quando si torna a stare in un piccolo centro, dopo la grande città, ci si convince che lí sarà tutto più facile e gestibile, quasi come se la gente si fosse radunata e avesse deciso di «giocare alla vita di paese». Si arriva a credere che in un posto così non possa morire nessuno.
(Alice Munro)

Alcune persone sono quei paesini coi vicoli in cui puoi ancora lasciare la chiave sulla porta.
(france_1602, Twitter)

Tornare al proprio paese è come passare la mano su un vestito che ci è caro e che è pieno di stropicciature: in ogni grinza ci sono risate, ricordi e sogni.
(Fabrizio Caramagna)

Così questo paese, dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l’ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi, non so se da ragazzo mi sbagliavo poi molto.
(Cesare Pavese)

L’accento del paese natale resta nella mente e nel cuore, come nel linguaggio.
(François de La Rochefoucauld)

In ogni paese c’è una orrenda casa moderna. L’ha progettata un geometra, figlio del sindaco.
(Dino Risi)

Il paese era così piccolo che c’era una sola pagina gialla.
(Orson Bean)

L’anima mia ha una smania
tale d’altri paesi
che pare senza patria.
Sono in terre lontane, i grandi massi
su cui si posa il mio pensiero.
(Edith Södergran)

Ho smania del paese inesistente,
perché desiderare l’esistente
mi ha stancata.
(Edith Södergran)

Il mio paese sembra più leggero la sera,
quando la gente lascia le spiagge
e il bagnino chiude gli ombrelloni,
quando i colori appaiono più veri
nell’aria fresca
e il campanile segna un’ora
che esiste solo d’estate.
(Fabrizio Caramagna)

Mi piacerebbe vivere in uno di quei paesini sul mare…in cui le case sono colorate di bianco e di blu, sui balconi ci sono i fiori e nell’aria c’è profumo di limone.
(_ess, Twitter)

Di certi paesini, dove il tempo si è fermato, dove quando incroci un anziano ti guarda quasi “pretendendo” il saluto.
Dovrebbe essere così ovunque.
Ed è bellissimo.
(The Edge, Twitter)

Una cosa che faccio da un po’ di anni
è tornare al paese che io amo,
pormi la stessa domanda e osservare
come cambiano le risposte.
(Fabrizio Caramagna)

Sono nato e vivo in un piccolo paese e di conseguenza sono legato ad esso da un rapporto di fedeltà. Fare il paesologo significa proprio questo: avere un legame con il paese che si tramuta nell’avere una forma di attenzione a luoghi che spesso non ricevono attenzioni. Spesso i paesi si svuotano, se ne vanno tutti.
(Franco Arminio)

Prendi un angolo del tuo paese
e fallo sacro,
vai a fargli visita prima di partire
e quando torni.
(Franco Arminio)

Ama la tua città, ama il tuo paese,
questo è il primo comandamento
nella civiltà della geografia
in cui va sistemata con cura
ogni cosa nel suo spazio,
dal cuore di una donna
agli occhi di un gatto.
(Franco Arminio)

I paesi dell’Appennino vivono due tempi: uno è composto di 350 giorni, i giorni della sfiducia, i giorni in cui governano gli scoraggiatori militanti. In questi giorni i paesi sono musei delle porte chiuse. Sono i giorni dell’abbandono. Si può dire che se ne sono andati tutti, specialmente chi è rimasto. E spesso se n’è andato anche il sindaco. Lo trovi sul Comune, ti parla di soldi che non ci sono. Quasi sempre è un uomo stanco. Ecco il grande nemico dei paesi: il connubio di stanchezza e ripetizione.
Poi arrivano due settimane ad agosto in cui il paese prende un altro aspetto: sembra un villaggio turistico.
(Franco Arminio)

La mia idea è che i paesi possono avere un tempo pieno, i paesi non sono una questione marginale, andrebbero elevati a questione cruciale. Forse alla questione meridionale, che mai è stata risolta, oggi andrebbe affiancata la questione dei paesi, che è anche una questione delle montagne del Centro e del Nord.
(Franco Arminio)

Riabitare i paesi non è questione di soldi. I soldi servono a farli più brutti, a disanimarli. Per riabitare i paesi servono piccoli miracoli, miracoli talmente piccoli che li possono fare uomini qualunque, quelli che vediamo in piazza.
(Franco Arminio)

Per riabitare i paesi bisogna credere ai ragazzi che sono rimasti e a quelli che potrebbero tornare: abbiamo mai chiesto a qualcuno veramente se vuole tornare.
(Franco Arminio)

Il paese per me è il luogo del futuro, è il luogo dove impiantare la sagra del futuro, non è la conservazione del passato. Chi vive il paese come ancorato nel passato, secondo me non lo vive bene.
(Franco Arminio)

Non si scappa dai paesini di provincia. Immobili nel tempo, ti rendono un mostro se resti e un codardo se te ne vai. E nessuno perdona.
(idiosincratica, Twitter)

Ogni Paese ha le sue leggi, ogni famiglia le sue regole.
(Anonimo)

Ho bruciato ogni memoria
come un focolare misero.
I tetti del mio paese
Al ritorno non conosco.
(Gabriela Mistral)

Nei piccoli paesi la gente perde metà del suo tempo a spiare le cose degli altri e l’altra metà a riferire quello che ha scoperto o inventato.
(Aristide Gabelli)

Nei piccoli paesi, le notizie viaggiano alla velocità della noia.
(Carlos Ruiz Zafon)

Abito in uno di quei paesini in cui il successo sociale si misura ancora con quanta gente viene al tuo funerale
(PaolaVaresi, Twitter)

Nei paesi piccoli, e fra gli uomini e le società di piccolo spirito, si apprende assai più della natura umana, e sì del carattere generale, sì de’ caratteri accidentali degli uomini, di quello che si possa fare nelle grandi città, e nella perfetta conversazione.
(Giacomo Leopardi)

Se ciascuno potesse scegliersi il luogo dove nascere, certi paesi sarebbero completamente vuoti.
(Eric Linklater)

Sposati nel tuo paese, se vuoi saper chi pigli.
(Proverbio)

Quale altro posto, meglio di una stazione, riflette lo spirito di un paese, lo stato d’animo della gente, i suoi problemi?
(Tiziano Terzani)

Il paese delle vacanze
non sta lontano per niente:
se guardate sul calendario
lo trovate facilmente.
Occupa, tra Giugno e Settembre,
la stagione più bella.
Ci si arriva dopo gli esami.
Passaporto, la pagella.
Ogni giorno, qui, è domenica,
però si lavora assai:
tra giochi, tuffi e passeggiate
non si riposa mai.
(Gianni Rodari)

Chi esce dal proprio paese, trova la fortuna.
(Proverbio siciliano)

Tutto il mondo è paese.
(Proverbio)

Ogni uomo ha una pancia, ogni paese un’usanza.
(Proverbio)

È laggiù da qualche parte il mio paese, casa mia. Mia moglie prepara il cibo, mia figlia va a prendere l’acqua al fiume, le potrò mai rivedere?
(Dal film Il gladiatore)

Il Paese? Con la P grande? Voi ci credete ancora? Caro mio, se voi dite, chi è, dov’è, che cosa fa, dove si può trovare questo signor Paese ve ne sarò grato. Il Paese siamo io e voi, e l’usciere che sta in anticamera, e la signorina che ricopia lettere di là. Il Paese è tutti, il che vuol dire nessuno. E tanto valgono le nostre idee quanto quelle dei nostri avversari.
(Federico De Roberto)

Colori sparsi ai bordi delle strade come manciate di “ora puoi”,
Case cucite insieme come per tenersi strette
e tu che dovunque ti volti vedi un un sorriso.
Di tutto questo è fatto il paese che ami
quando lo rivedi.
(Fabrizio Caramagna)

Al mio paese non si contano i giorni della settimana e, non contando i giorni della settimana, si vive felici.
(Carlo Perasso)

Tra i mestieri nuovi: l’esploratore di tane, di buchi nel terreno, di varchi per il Paese delle meraviglie.
(Fabrizio Caramagna)

Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo sanno ascoltare.
(Giovanni Verga)

Come donna, non ho paese.
Come donna, non voglio nessun paese.
Come donna il mio paese è il mondo intero perché sono una donna libera.
(Virginia Woolf)

Un paese, è per me, un viso, un sorriso, un accoglienza, un nome, molto più che delle città, delle montagne, delle foreste o delle rive.
(Pierre Fillit)