Rastko Zakic è uno degli scrittori di aforismi più censurati in Yugoslavia, con addirittuta sette libri passati al vaglio della censura all'epoca di Tito (il primo pubblicato nel 1967 fu subito ritirato dalla vendita e distrutto dopo la decisione del Comitato comunale della Lega dei comunisti di Kraljevo, nel 1967).

Nel 1984, qualche anno dopo la morte di Tito, un impenitente Zakic pubblicò tutti gli aforismi precedentemente censurati, ma in una forma totalmente rovesciata (il libro si intitolò "Nuove parole incrociate"), e per tale motivo venne arrestato dai dirigenti comunisti.

Dopo essere stato trascinato in tribunale, Zakic fece convocare in aula dei matematici e filosofi per sostenere che non poteva essere processato due volte per aver detto cose opposte. Ma Zakic non riuscì convincere i giudici. Zakic ricorda però che la polizia segreta, per scagionarlo da ogni accusa, gli offrì di spiare i suoi colleghi, scrittori di aforismi. Con loro grande sorpresa, Zakic fu d'accordo, ma solo se avessero acconsentito a dargli una uniforme speciale della polizia - una richiesta, egli ricorda, che non fu presa molto bene. "Ho voluto prendere in giro l'ipocrisia del comunismo", ha detto di recente, spiegando il suo lavoro. "Non potevo rispondere alla loro follia che con una maggior follia."

[caption id="attachment_3493" align="aligncenter" width="300" caption="Rastko Zakic (Foto per gentile concessione dell'autore)"][/caption]

Milan Todorov nasce nel 1951 a Arandjelovo nella regione di Vojvodina, in Serbia. Si laurea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Novi Sad. E' scrittore di aforismi, critico letterario e drammaturgo (l'opera teatrale Kuninsko Leto è stata portata in scena nella stagione 1985/86 presso il teatro nazionale di Novi Sad). Tra le sue sillogi aforistiche si segnalano Crveni i plavi (1981), Sirotinkska zabava (1990) e Ostrvo bez blaga (2003).

[caption id="attachment_3198" align="aligncenter" width="242" caption="Milan Todorov (Foto per gentile concessione dell'autore)"][/caption]

Milan Todorov ha scritto anche poesie e racconti satirici. Per la sua opera ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti. I suoi aforismi sono apparsi in diverse antologie e sono stati tradotti in inglese, polacco, russo, rumeno, italiano, greco, francese, sloveno, macedone e tedesco. Vive a Petrovaradin, una piccola città sul Danubio, vicino a Novi Sad, dove esercita l'attività di enologo e viticoltore.

I temi presenti nell'opera di Todorov sono quelli che il lettore del mio blog ha già avuto modo di conoscere leggendo gli altri scrittori di aforismi serbi: il culto della personalità in una società totalitaria, la guerra civile e il genocidio ("La famiglia in lutto è la cellula fondamentale della nostra società"), la crisi economica, la corruzione politica, l'abuso di potere della polizia, la perdita dei valori morali, la stupidità e l'ipocrisia dominante. Negli aforismi di Todorov c'è un umorismo davvero nero e un senso paradossale della realtà, ottenuto attraverso una lieve variazione del linguaggio. Ecco alcuni esempi: "La faccia è salva. E' stato preso un pezzo di pelle dalle natiche" e "Molti giovani non sono tornati dalla guerra. Ai giovani, tutto è permesso" e anche "I rifugiati che desiderano tornare alle loro case dovranno bussare a una porta sfondata".

Presento qui di seguito una selezione di aforismi di Milan Todorov. Ringrazio Milan Bestic per avermi segnalato l'autore e per avermi fornito il materiale e Olja Arsic per avermi aiutato nella traduzione di alcuni aforismi:

In un genere come quello aforistico visto come una successione di pensieri e di linee ("piccoli spasmi retorici" li definisce Pascal Quignard) separati da uno spazio bianco e avente come tema le cosiddette verità eterne (Il mondo, il tempo, la vita, Dio, le religioni, la donna, l'amore, la fortuna, il carattere, etc), nel corso degli ultimi anni alcuni aforisti hanno provato a introdurre delle sperimentazioni sia formali che contenutistiche. Nel mio blog Aforisticamente mi sono soffermato sull'aforisma visivo di Silvana Baroni ("aforismi accompagnati da un'immagine che ne moltiplica le vibrazioni semantiche e di senso, tanto da costruire una vera e propria architettura aforistica visiva"), sulle guide turistiche di Mieczysław Kozłowski (ne ha scritte tre in forma aforistica: "Il valzer di Vienna" ("Wiedeński Walc"), "Parigi, ah, Parigi!" ("Paryż, ach Paryż") e "Le maschere di Venezia" ("Maski Wenecji"), sul film aforistico del regista serbo Boris Mitic Goodbye, how are you? , sull'aforisma di Franz Josef Czernin ("una matematizzazione che richiama quella del Tractatus di Wittgenstein"). Gli esempi sono moltissimi ed ovviamente non è possibile citarli tutti.

Uno degli autori che ha maggiormente sperimentato nuove forme aforistiche cercando di sovvertire i modelli tradizionali dell'aforisma di stampo rochefoucauldiano è l'aforista serbo Ilija Markovic (per la presentazione completa dell'autore con una selezione di aforismi tradotti in italiano, si veda anche il seguente articolo "L'aforisma in Serbia, Ilija Markovic").

Ilija Markovic ha inventato l'aforisma di soli numeri e senza lettere, il cosiddetto "aforisma logaritmico". Ecco due esempi:

Ilija Markovic, nato a Drijenjani nel 1940, vive a Novi Sad. Aforista, scrittore satirico ed editore (ha fondato la casa editrice Ilijada, gioco di parole tra il nome Ilija e l'Iliade) la sua opera è stata tradotta in 20 lingue, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti ed è presente in diverse antologie.

[caption id="attachment_2956" align="aligncenter" width="230" caption="Ilija Markovic (Foto per gentile concessione dell'autore)"][/caption]

La produzione aforistica di Ilija Markovic è particolarmente ricca, comincia nel 1972 con Vetrokazi-putokazi e arriva fino ai giorni nostri con Aforizmi izbor (2007). In alcune sue opere Ilja Markovic introduce quelle che io definisco delle vere e proprie "sperimentazioni aforistiche". In un genere come quello aforistico immutabile nel tempo, in una successione di pensieri e di linee ("piccoli spasmi retorici" li definisce Pascal Quignard) separati da uno spazio bianco, Ilja Markovic sperimenta forme nuove come il calendario aforistico, l'aforisma numerico, il romanzo per aforismi (400 pagine, 192 capitoli), il manoscritto aforistico, il documentario aforistico televisivo (per l'approfondimento si veda il mio articolo "La sperimentazione aforistica in Ilja Markovic).

Al pari di altri aforisti contemporanei sono numerose le riflessioni di Ilija Markovic sull'identità dell'aforisma (in particolare Aforizam je alfa i omega srpske satire è una intera silloge fatta di aforismi sull'aforisma, definizioni sulla definizione, concetti sul concetto, un vero e proprio meta-libro). Per Ilija Markovic da un lato, l’aforisma è davvero esigente, il massimo del significato col minimo numero di parole ("tre pensieri in due parole"), mentre dall'altro lato, offre grandi opportunità considerando che può diventare storia, romanzo e anche saggio. L'aforisma è anche "una goccia di verità nella quale si riflette il mare delle stupidaggini". Esso fiorisce dove c'è la gramigna e l'erbaccia ("Dove si moltiplica la gramigna, l'aforisma è lo splendore nell'erba"), l'aforisma denuncia l'ipocrisia e l'apparenza ("Gli scrittori satirici sono dei carnefici che non tagliano la testa, ma l'aureola") ma in talune circostanze può essere anche costretto al silenzio ("La forma più piccola di aforisma è la lingua serrata tra i denti").