E' mancato lo scorso mese, il 14 aprile, Branislav (Brana) Crnčević , uno dei più importanti aforisti serbi della cosiddetta prima "generazione", quelli che hanno iniziato a scrivere i loro aforismi negli anni 60 e 70, sotto il regime comunista (la raccolta più conosciuta di Brana Crnčević è Piši kao što ćutiš scritta nel 1965 e poi ristampata nel 1973).

Brana Crnčević è stato tradotto in numerose lingue (compare anche nell'antologia sull'aforisma mondiale di Friedemann Spicker Aphorismen der Weltliteratur) e in Italia una selezione di aforismi di Crnčević è comparsa nella piccola antologia di aforisti serbi a cura di Vitomir Teofilović, stampata sulla rivista La Vallisa di Bari nel 1993 con traduzione di Dragan Mraović.

Come ha scritto Zoran Radosavljevic l'indomani della sua morte: "Brana Crnčević credeva nella teoria di un folle cosacco russo secondo cui l'uomo non muore del tutto. Quando qualcuno muore, il suo dono va a chi lo merita".

A un mese dalla scomparsa di Brana Crnčević, riproduco qui di seguito una selezione di aforismi, la maggior parte di essi del tutto inedita in Italia:

Vitomir Teofilović è nato nel 1943 a Vrčin, a pochi chilometri da Belgrado. Ha pubblicato cinque libri di aforismi "Dole crni petak“ (1978), "Primeri optimizma“ (1989), "Državni cirkus“ (1989), "Srbi i ostatak sveta“ (2006) e "Orvel neće" (2008). Ha anche pubblicato una raccolta di poesie "Sunce iznutra" e dei saggi filosofici. I suoi aforismi sono stati tradotti in diversi lingue (inglese, francese, russo, ceco, bulgaro, italiano) e compaiono in numerose antologie e raccolte aforistiche.

Vitomir Teofilović non è soltanto uno scrittore di aforismi, ma anche uno studioso del genere aforistico e delle forme brevi. Presidente dell'assemblea del Circolo Aforistico di Belgrado (Aleksandar Baljak ne è il Presidente esecutivo), ha curato diverse antologie dell'aforistica serba. In particolare ricordiamo l'antologia "Vrag i šala" riguardante mezzo secolo di aforisma serbo dal 1950 al 2000 (ha avuto due edizioni nel 2000 e 2001 ed è stata tradotta anche in russo nel 2003) e l'antologia "Slučajni uzorak" pubblicata nel 2006 e riguardante l'aforisma contemporaneo in Serbia, Montenegro e Bosnia Erzegovina.

Qui in Italia Vitomir Teofilović ha curato una piccola antologia dell'aforistica serbo pubblicata all’interno della rivista quadrimestrale La Vallisa di Bari nel lontano 1993 e comprendente dieci autori: Rasko Zakić, Vitomir Teofilović, Aleksandar Baljak, Petar Lazić, Milan Bestić, Vuk Gligorijević, Mitar Mitrović, Nenad Crncević, Brana Crncević, Vladimir Jovicević Jov. La scelta e la traduzione in italiano degli aforismi è stata fatta da Dragan Mraović (poeta e traduttore serbo nato nel 1947 a Novi Sad). L'antologia, ormai introvabile, è l'unica antologia dell'aforistica serba apparsa in Italia prima delle traduzioni e degli articoli pubblicati sul mio blog Aforisticamente.

Come scrive Žarko Trebješanin nell'Antologia di aforismi "Vek aforizma" (curata da Aleksandar Baljak) "Un satirico cerca di marcare ed evidenziare le origini dell'umano fraintendimento, della stupidità e della malizia. Più è inquinato l'ambiente sociale e spirituale e più è fertile la fioritura della satira. Nei paesi in cui la verità è perseguitata, dove le persone al potere sono intoccabili, dove la democrazia non vive, l'aforisma satirico fiorisce in modo eccellente. Non è un caso che sotto il regime serbo il Circolo aforistico di Belgrado abbia raggiunto livelli letterari di eccellenza nel panorama mondiale dell'aforisma".

Intorno al Circolo Aforistico di Belgrado - nato agli inizi degli anni 80 come associazione spontanea di scrittori e aforisti guidati da Aleksandar Baljak e accomunati dalla satira contro lo Politica vista come il Male assoluto - si sono riuniti oltre una cinquantina di scrittori di aforismi che hanno prodotti testi di grande valore letterario e morale. Come ho scritto in un mio precedente articolo a cui rimando (link), l’aforista serbo non è isolato nella sua torre d’avorio e non scrive per un pubblico ignoto, ma al contrario è legato da una rete di relazioni con gli altri aforisti serbi, attraverso incontri e confronti, manifestazioni e premi letterari, antologie, riviste in un "processo collettivo di creazione" che non ha eguali nella storia del genere. Solo nel Seicento francese si assiste a un analogo processo collettivo di creazione (i grandi moralisti – La Rochefoucauld, Pascal, Arnauld, Nicole e altri – sono accomunati dallo stesso codice culturale, si riuniscono nel salotto di madame de Sablè scambiando giudizi sulle produzioni scritte dall’uno e dall’altro ed elaborando un grande numero di scritti aforistici (le cosiddette "Maximes").

Tra i tanti scrittori serbi di aforismi vorrei segnalare in questo articolo Radomir (diminuitivo Rade) Jovanović. Radomir Jovanović è nato il 1939 a Srebrenica e attualmente risiede a Užice. Ha pubblicato sette libri di aforismi, epigrammi e satira: "San je da sve ovo sanjamo" - aforizmi 1994; "Kuća smeća" - aforizmi, 1995;  "Happygrami" - epigrami, 1995; "Srbija na isteku" – aforizmi, 1997; "Pusti, mužu, rogove" – erotski aforizmi, 1999; "Kratko i kasno" - aforizmi, 2008. i 2010; "Iz Crvene banovine" - erotski aforizmi, 2010. E' stato tradotto in diverse lingue tra cui inglese, tedesco, russo, polacco. E' rappresentato in numerose antologie nazionali e internazionali ed ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti tra cui il più recente è il premio "Radoje Domanović" nel 2009.

La maggior parte dei testi aforistici di Radomir Jovanović sono stati scritti negli anni 90, nel momento più buio del regime serbo, sotto i colpi della guerra civile. "La nostra guerra fratricida non avrà più vittime di quante ce ne erano nel conflitto tra Caino e Abele. Solo il 50 per cento" scrive ironicamente Jovanović in uno dei suoi aforismi. E in un altro aforisma in un modo molto lucido dice "Grazie al Leader ("Vođa" in serbo ha un significato molto particolare e in italiano si può tradurre come leader, presidente, capo, ma anche dittatore), tutti i Serbi vivranno in uno stato. Solo le loro case saranno in un altro" . Come scrive Žarko Trebješanin, "Radomir Jovanović mostra una raffinata ironia e anche autoironia quando descrive la mentalità serba. Ma nei suoi aforismi si evidenzia anche una critica senza nessuna pietà per l'oggetto della sua satira". A proposito della raccolta di aforismi "Kuća smeća" pubblicata nel 1995, il critico Duško M. Petrović scrive: "I libri di Jovanović sono raccolte di saggi, racconti, romanzi, poesie e poemi epici nella forma condensata dell'aforisma."

I lettori del mio blog hanno già avuto modo di leggere i miei numerosi articoli sull'aforistica serba, in cui ho anche presentato, per la prima volta in Italia, una selezione di aforismi di alcuni autori serbi (per i miei diversi articoli si veda il link).

L'aforistica serba è davvero ricca di autori ed eventi ("Il Satira Fest" , che ha avuto luogo ad inizi ottobre a Belgrado, è forse il più importante evento aforistico in Europa) e per questo nel mio blog dedico una grande attenzione a questo fenomeno.

Tra i tanti aforisti serbi vorrei segnalare in questo articolo Ninus Nestorović, nato nel 1965 a Smederevska Palanka e residente a Novi Sad (lavora a a Paraćin come ispettore doganale). Ninus Nestorović ha pubblicato quattro libri di aforismi: Izgužvane misli, 1997, Sizife, srbine! 1999, Neraskidiva Veza 2003, Vojna tajna 2006. Ha anche curato l'antologia di scrittori di aforismi della città di Novi Sad, Pečat vremena, 2003. Gli aforismi di Ninus Nestorović sono stati tradotti in diverse lingue e recentemente sono stati inclusi nell'antologia di aforisti serbi tradotti in lingua polacca, W krzywym zwierciadle, 2010. Ninus Nestorović ha vinto numerosi premi letterari tra cui il premio Vibova Nagrada nel 2000, è membro della Società degli scrittori della Vojvodina e fa parte del Circolo Aforistico di Belgrado (per l'approfondimento sul Circolo Aforistico di Belgrdo si veda il seguente link)

L'idea che sta dietro gli aforismi di Ninus Nestorović è quella di un umorismo nero ("senza pietà" scrive di lui un critico serbo) in cui basta una lieve variazione linguistica per creare un senso di assurdità e di paradosso: "La polizia ha avuto una brutta giornata, poi scese la notte ... Policija je imala loš dan, a onda je pala noć..." oppure "I voti sono contati durante la notte. Mentre un mondo giusto dorme Glasački listići se broje noću. Dok pošten svet spava".

Le tematiche sono il potere illimitato del leader in una società totalitaria (nei suoi aforismi Nestorovic usa diverse volte il termine "vođa" che in serbo ha un significato molto particolare e che in italiano si può tradurre come leader, presidente, capo, condottiero. Ad esempio "Il nostro leader è il migliore. Questo è tutto quello che so di lui...Naš vođa je najbolji! To je sve što znam o njemu..."), la guerra e i crimini di guerra ("Sto andando in guerra. Addio padre, madre addio, addio ragione! "Idem u rat. Zbogom oče, zbogom majko, zbogom pameti!"), la polizia corrotta e violenta ("Ho guardato il poliziotto che mi colpiva. E' bello da vedere l'uomo che sa fare volentieri il suo lavoro!" "Gledao sam policajca dok me je tukao. Lepo je posmatrati čoveka koji uživa u svom poslu!"). Onnipresente è il tema dell'impoverimento e disintegrazione morale della classe media e la stupidità e l'ipocrisia umana ("Il cervello umano è piccolo e primitivo. Molti ne hanno già abbandonato l'utilizzo" "Čovečiji mozak je mali i primitivan.Mnogi su ga već izbacili iz upotrebe").

Una delle caratteristiche dell'aforisma è la visione pessimistica del mondo, e questa caratteristica si ritrova anche in Ninus Nestorović. Come Sisifo che rotola la pietra e viene ricacciato indietro (l'immagine di Sisifo si ritrova in molti aforisti serbi), anche in Serbia tutto sarà come è sempre stato senza speranze di cambiamento ("Sisifo, tu sei un serbo! Sizife, srbine!" è il titolo di una della raccolta di aforismi di Nestorović)

Presento per la prima volta al pubblico italiano una selezione di 30 aforismi di Ninus Nestorović. Ringrazio Olja Arsic e Milan Beštić per avermi aiutato nella traduzione:

E' con grande orgoglio che annuncio un importante riconoscimento che è stato tributato alla mia persona e al blog Aforistica/mente. Il Circolo Aforistico di Belgrado (più volte ho sostenuto nei miei articoli che Belgrado si può definire "la capitale europea dell'aforisma") ha infatti deciso di assegnarmi, in occasione del Satira Fest, il premio  "Il cerchio d'oro" ("Zlatni krug") per la valorizzazione e la diffusione dell'aforisma serbo nel mondo.

In particolare il riconoscimento va ai miei sette articoli sull'aforistica serba apparsi in questo blog da gennaio 2010 ad oggi (si veda il link) e al mio articolo comparso su Samgha Wordpress "Il tempo degli aforisti serbi", poi ripreso nella sezione cultura di Affari Italiani.

Credo che in Italia, prima dei miei articoli, quasi nessuno conoscesse l'aforistica serba. Certo molti anni prima (sto parlando degli anni '90 Vitomir Teofilović aveva pubblicato presso una rivista letteraria italiana (la Vallisa di Bari) una piccola antologia di aforisti serbi con la traduzione di Dragan Mraović. Ma l'antologia di Vitomir Teofilović, per la particolare diffusione della rivista, venne letta soprattutto in ambito accademico.

La particolare situazione politica e sociale degli ultimi vent’anni in Serbia (guerre, iperinflazione, culto della personalità, censura, nazionalismi, pulizie etniche) ha favorito la proliferazione della satira e dell’aforisma visti come una specie di antidoto ai mali contemporanei. Così intorno al Circolo aforistico di Belgrado è nato uno dei movimenti letterari più importanti di questi anni, sicuramente il più importante in ambito aforistico. L’aforista serbo non è isolato nella sua torre d’avorio e non scrive per un pubblico ignoto, ma al contrario è legato da una rete di relazioni con gli altri aforisti serbi (attraverso incontri e confronti, manifestazioni e premi letterari, antologie, riviste) in un "processo collettivo di creazione" che vede coinvolti almeno una cinquantina di scrittori di aforismi. Si deve al Circolo aforistico di Belgrado e al regista regista Boris Mitić addirittura la nascita di quello che si può definire il primo film aforistico intitolato "Doviđenja, kako ste?" (Goodbye, How are you?"), un film-documentario che descrive gli effetti della guerra e della corruzione serba attraverso un linguaggio cinematografico originale, che raccoglie i migliori aforismi politici della vita serbo e jugoslava degli ultimi 50 anni.

Nei miei articoli descrivo la nascita del Circolo Aforistico di Belgrado e cito alcuni dei più importanti aforisti serbi contemporanei (Aleksandar Baljak, Milan Beštić, Aleksandar Čotrić, Slobodan Simić , Zoran T. Popović, Vesna Denčić) di cui ho tradotto una breve selezione di aforismi. Tuttavia le tematiche e l'elenco di autori serbi è davvero lungo, e nei prossimi articoli del mio blog cercherò di colmare questa lacuna.

Ringrazio il Circolo aforistico di Belgrado per il premio assegnatomi (la premiazione si terrà l'8 ottobre a Belgrado in occasione del Satira Fest) e i tanti lettori serbi che hanno dimostrato di apprezzare i miei articoli. Da mesi vado avanti nel mio blog con un oscuro ma prezioso lavoro che mette a disposizione dei lettori testi aforistici contemporanei di tutto il mondo mai tradotti prima, interviste, articoli specialistici, news e altro ancora, portando avanti l'idea (non so quante visionaria o reale) di "un genere aforistico contemporaneo" che pur nella diversità dei suoi autori e interpreti, ha una sua identità ben precisa e che pertanto richiede una sua trattazione separata rispetto ad altri generi letterari come il romanzo o la poesia (si veda anche il mio articolo su "Festivaletteratura Mantova 2010: per essere perfetto manca solo l'aforisma")

Trasmetto qui di seguito il comunicato stampa dell'agenzia di stampa serba Tanjug con la mia traduzione in italiano.  Ulteriori informazioni sulla programma del "Satira Fest"  (il più importante evento in Europa dedicato all'aforisma con 3 giorni di letture pubbliche) e sulla cerimonia di premiazione "Il cerchio d'oro" si trovano sul sito Aforizmi.org, su Cotric e su Jovonikolic