Frasi, citazioni e aforismi sulla granita

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla granita. Tra i temi correlati si veda Frasi, aforismi e battute divertenti sul gelato, Frasi, citazioni e aforismi sulla Sicilia e Frasi, citazioni e aforismi sul ghiaccio.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla granita

L’uomo dei miei sogni è quello che, quando ho voglia di una granita al limone, mi scende un iceberg e ci gratta sopra Amalfi.
(Ilikeparadox, Twitter)

In Sicilia la granita si gusta tutto l’anno ma è in estate che il suo consumo cresce a dismisura. Con la granita infatti si fa prima di tutto colazione, ma si può anche pranzare, è un fresco e dissetante spuntino pomeridiano e, perché no, la degna conclusione di una cena estiva se non addirittura la sua sostituta. Insomma ogni occasione è quella giusta per lasciarsi rapire da questa autentica squisitezza
(Raffaella Maugeri)

Chi si ricorda più della neve che i carretti portavano giù dalle neviere di montagna, coperta di sale e paglia, e di cui per le strade si gridava la vendita e dalle case si accorreva a comprarla a refrigerio delle mense estive? Due soldi di neve, quattro soldi: e la si metteva nell’apposito incavo di certe bottiglie (non ne ho più viste in giro), a far fresca l’acqua, a rendere quei fortissimi vini rossi all’illusione della leggerezza. Mezza lira di neve poi bastava a gelare quell’insieme di acqua, zucchero, limone e bianco d’uovo battuto a schiuma, che era la granita: la granita di una volta che ancora, fortunatamente, in qualche paese fuori mano è possibile trovare.
(Leonardo Sciascia)

La neve da “muntagna”, dalle “nivere” dell’Etna, arrivava in piena estate, ottima per confezionare le granite, si vendeva “na vanedda a nivi”, oggi via Lancaster. La neve d’inverno veniva posta in grossi fossi appositamente scavati nel terreno e ricoperta di cenere vulcanica o dentro grotte vulcaniche, d’estate veniva ripresa e confezionata in “balle”, ricoperta di felci e paglia e trasportata a valle con carretti o muli in sacchi di juta
(Antonino Cucuccio)

La tradizione odierna vuole che ad accompagnare la granita ci sia la classica “brioscia co tuppu”, ovvero una soffice brioche di forma semisferica con in cima un tondeggiante cappellino e un siciliano doc è proprio dalla cima della brioche che inizia a mangiare, magari spalmandovi sopra una bella cucchiaiata di granita, rituale che tutti conoscono e quasi nessuno si esime dal compiere.
(Raffaella Maugeri)

Un giorno capirete che la brioche con la granita è l’unica vera cosa che vi manca nella vostra vita.
(_iaci, Twitter)

“Cosa vuoi?”
(Stoffa pesante per coprirmi il fianco, qualche pensiero meno esigente, e forse, un traguardo).
“Granita di caffè con panna”.
(iparchia, Twitter)

Se Dio esiste ha qualcosa a che fare con la Granita di Mandorle.
(ziacoca, Twitter)

Scinnì, individuò un bar, s’assittò a un tavolino all’aperto, ordinò una granita di caffè e una brioscia.
(Andrea Camilleri)

La consistenza tipica della granita varia a seconda della zona della Sicilia in cui ci si trova, così come variano i gusti e ne prevalgono alcuni rispetto ad altri. Infatti la granita più compatta è tipica della zona occidentale dell’isola, mentre la Sicilia orientale e sud-orientale predilige una granita dalla consistenza semi-liquida, più grossolana nel messinese e più setosa nelle province di Catania e Siracusa, ma naturalmente non si tratta di regole fisse
(Raffaella Maugeri)

All’origine, per fare la granita si cominciava dalla materia prima, cioè con le mandorle con tutto il guscio che si doveva schiacciare, dopo che si spezzava si doveva come diciamo in siciliano “scartari” cioè togliere il guscio separandolo dal frutto, a mano, una ad una! Dopo di che si mettevano a bollire le mandorle sgusciate e si toglieva la pellicina mentre erano ancora caldissime, e le mani si bruciavano. Poi avveniva la lavorazione con le raffinatrici per macinare queste mandorle insieme con lo zucchero e raffinarle fino a far uscire l’impasto che si presentava come un velo dal quale, lavorandolo con le mani, si ricavavano i panetti che venivano conservati avvolti nei panni e da cui poi si faceva la granita.
(Nivarata, Festival della granita siciliana)

La granita è diventata una sorta di sinonimo di sicilianità, a Palermo come a Catania, la granita si consuma tanto a colazione (accompagnata dall’immancabile «brioscia» con il «tuppo») quanto di sera, la ritroviamo sia nel Gattopardo di Tomasi di Lampedusa (il principe Fabrizio si infastidisce per le mosche nel bicchiere di granita) che nei gialli del commissario Montalbano di Camilleri.
(Rocco Moliterni)

Spiagge
di cocco e di granite
di muscoli e bikini
di straniere e di bagnini
quel disco nel juke box
suona la tua canzone
per la tua storia che
nasce sotto l’ombrellone…
(Renato Zero)

Charlie Brown, che ama la granita alla menta senza menta [fotografia dei miei punti di riferimento]
(e_senzaimmagini, Twitter)

Quel momento in cui bevi velocissimo la granita, ti si ghiaccia il cervello e senti un tuo neurone dire all’altro “Jack, fa freddo…”
(p_episcopo, Twitter)

Prende la granita verde e poi si la menta.
Fa sempre così.
(Cambioabito, Twitter)

Le delusioni non sono cocenti, sono il ghiaccio della granita una volta che succhi tutto lo sciroppo.
(la_peau_douce, Twitter)

Dai, ché con la freddezza che abbiamo imparato a usare nella vita
poi a un certo punto ci potremo fare il ghiaccio per la granita.
(labbaronessa, Twitter)

– Buongiorno, una granita per favore.
– Come la vuole?
– Senza ghiaccio, grazie.
(IlBomma, Twitter)

Cerco un centro di granita permanente.
(pellescura, Twitter)

Poveretto chi non sa
sciare né pattinare!
Di tanta neve, che se ne fa?
Tutto quel ghiaccio non gli serve a nulla.
Di tanta gioia lui non può godere:
al massimo si farà
una granita in un bicchiere.
(Gianni Rodari)

Tipico dolce freddo della tradizione siciliana, la granita ha conquistato in fretta l’Italia, anche se si fa in fretta a dire granita: quella vera si ottiene congelando un succo aromatizzato di frutta (ma non solo): dal limone al latte di mandorla, dal caffè alla menta, dall’anguria alla pesca. Se invece del succo si usa la polpa del frutto otterremo una cremolata (eccezionale quella di gelsi: in vacanza a Pantelleria l’apprezzava anche Madonna). Ma se invece di far congelare il succo, semplicemente lo versiamo sul ghiaccio già tritato avremo una ghiacciata, la cui versione più famosa è la «grattachecca», rito e mito dell’estate romana
(Rocco Moliterni)

Le giornate dal fresco tepore, limpide, sonore, profumate, strabocchevoli, ridondanti erano simili a coppe di cristallo di sorbetto persiano, piene fino all’orlo, adorne di fiocchi di neve alla rosa.
(Herman Melville)