Hiram Barrios, Lapidario – Antologia dell’aforisma messicano

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E’ davvero un periodo di grande vitalità per le antologie aforistiche. Dopo l’antologia dell’aforisma spagnolo contemporaneo, Pensar por lo breve – aforística española de entresiglos, curata da José Ramón González, professore dell’Università di Valladolid, ho qui davanti ai miei occhi, fresca di stampa, l’antologia dell’aforisma messicano dal titolo Antología del aforismo mexicano 1869-2014. L’antologia è l’esito finale di un lavoro monumentale compiuto da Hiram Barrios, critico letterario, saggista, traduttore, professore di lingua e letteratura ispanica (presso l’Università Nazionale Autonoma del Messico) e ovviamente studioso del genere aforistico. Dal 1869 fino al 2014, da Juan M. Balbontin (1807-1883) fino a Piolo Juvera (1979) scorrono sotto i miei occhi cento scrittori messicani di aforismi per circa 400 pagine di antologia. Alcuni di questi sono noti al pubblico italiano per essere stati tradotti e pubblicati per la prima volta su Aforisticamente (Benjamín Barajas, Armando González Torres, Anna Kullick Lackner, Raul Aceves, Sergio Cordero), ma tutti gli altri autori sono assolutamente sconosciuti qui da noi – con l’eccezione del premio Nobel Octavio Paz, (che pubblicò i suoi primi aforismi nel 1941 a ventisette anni e gli ultimi nel 2000 a più di ottanta) e di José Bergamín, Max Aub ed Enrique Javiel Poncela (che sostarono in Messico per un periodo della loro vita).

Lapidario

L’antologia di Hiram Barrios conferma la grande vitalità dell’aforisma messicano e soprattutto smentisce i luoghi comuni che l’aforisma sia un genere prettamente europeo (nato in Grecia con Ippocrate e poi rinato in Francia con La Rochefoucauld), che poi si è espanso limitatamente ad alcuni paesi di lingua inglese (penso agli Stati Uniti). Come ho dimostrato più volte su Aforisticamente, l’aforisma vive e prospera anche in paesi periferici rispetto alla tradizione classica dell’aforisma (si vedano i miei articoli sull’aforisma nelle Isole Mauritius, Angola, Bolivia, Australia, per citarne alcuni) e l’antologia di Hiram Barrios ne è la dimostrazione più lampante (a titolo di esempio, il messicano Benjamín Barajas ha vinto nel 2014 uno dei premi letterari più prestigiosi in Europa sull’aforisma, “Il Premio internazionale per l’aforisma Torino in Sintesi – sezione stranieri”, sbaragliando la concorrenza di autori di tutto il mondo). Del resto come scrive molto bene Hiram Barrios nell’introduzione all’antologia “non esiste popolo che non abbia coltivato un qualche tipo di espressione breve, concentrata ed essenziale”.

Con questa antologia Hiram Barrios colma un grande vuoto nella storia della letteratura messicana e l’auspicio è che altri studiosi di altre nazioni lavorino ad antologie “nazionali” che permettano di far conoscere al lettore quelli che sono dei veri e propri gioielli nascosti della letteratura mondiale.

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