Le più belle poesie d’amore di Paul Éluard

Paul Eluard - Aforisticamente
Paul Eluard - Aforisticamente
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Paul Éluard, pseudonimo di Eugène Émile Paul Grindel (Saint-Denis, 14 dicembre 1895 – Charenton-le-Pont, 18 novembre 1952), poeta francese, è stato tra i maggiori esponenti del movimento surrealista, raggiungendo il vertice della propria opera con “Poésie ininterrompue” (1945).

In Paul Éluard l’amore è il fulcro di ogni cosa: la corrispondenza di due anime, la loro intima comunione è l’unico modo di superare il vuoto della solitudine e di dare un senso alla vita.

Silvano Del Missier, parlando di Paul Éluard, definisce “l’amore fra l’uomo e la donna, delirio del desiderio e dei sensi, ma anche purezza e comunione di due anime, che colma l’angoscia della solitudine, getta un ponte fra noi e i nostri simili”.

Presento una raccolta delle più belle poesie d’amore di Paul Éluard. Tra i temi correlati si veda Le frasi e gli aforismi più belli di Alda Merini, Le frasi e poesie più belle di Marina Cvetaeva, Le frasi e poesie più belle di Emily Dickinson e Le più belle poesie di Arthur Rimbaud.

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Le più belle poesie d’amore di Paul Éluard

E ti amo troppo,
lo dico con ardore,
con fede, di sogno in sogno,
ho cambiato universo,
sono passato nel tuo.

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Se dovessi ricominciare da capo,
ti incontrerei senza cercarti.

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Ero così vicino a te
Che ho freddo
Vicino agli altri

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Per molto tempo ho avuto un volto inutile
Ma ora
Ho un volto per essere amato
Un volto per essere felice.

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Noi due

Noi due tenendoci per mano
Ci crediamo dovunque a casa nostra
Sotto l’albero dolce sotto il cielo nero
Sotto ogni tetto nell’intimità
Nella strada vuota in pieno sole
Negli occhi vaghi della folla
Accanto a saggi e a folli
Tra i fanciulli e gli adulti
L’amore non è fatto di misteri
Noi siamo l’evidenza stessa
Credono d’essere a casa nostra
Tutti gli innamorati.

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Davanti ai miei occhi eri luce
Davanti all’Amore amore.

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Fuggiamo il riposo
Fuggiamo il sonno
Superemo in velocità l’alba e la primavera
E preparemo giorni e stagioni
A misura dei nostri sogni.

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Citerò per primi gli elementi
La tua voce i tuoi occhi le tue mani le tue labbra

Io esisto ma esisterei
Se non ci fossi anche tu?

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Anche quando dormiamo vegliamo l’uno sull’altro
E questo amore più greve del frutto maturo di un lago
Senza riso e senza pianto dura da sempre
Un giorno dopo l’altro una notte dopo di noi.

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Aria viva

Ho guardato davanti a me
In mezzo alla folla ti ho veduta
In mezzo al grano ti ho veduta
Sotto un albero ti ho veduta

Al termine di ogni mio viaggio
Al fondo di tutti i miei tormenti
Alla svolta di ogni risata
Che uscivi dall’acqua e dal fuoco

D’estate e d’inverno ti ho veduta
Nella mia casa ti ho veduta
Tra le mie braccia ti ho veduta
Dentro i miei sogni ti ho veduta

Io non ti lascerò mai più.

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Certezza

Se ti parlo è per sentirti meglio
Se ti sento sono sicuro di capire
Se tu sorridi è per colmarmi di te
Se tu sorridi io vedo il mondo intero
Se ti stringo è per perpetuarmi
Se viviamo sarà tutto a piacere
Se ti lascio ci ricorderemo
Nel lasciarci noi ci ritroveremo.

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Avrò notizie di te
se entro nel sole.
Nel magma dei vulcani
coglierò il tuo colore.
Ti cercherò
nel fondo degli abissi,
nel mormorio del vento.
T’ascolterò
adagiati sulla luna,
ci parleremo,
ci culleremo nell’occhio del ciclone,
Perché nel mondo dei sogni
io t’ho incontrato.

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I nostri occhi restituiscono la luce
E la luce il silenzio
Per non riconoscersi più
Per sopravvivere all’assenza

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E’ vero, mi sento al centro del mondo
quando sono dentro il tuo abbraccio,
per questo ho paura di inciampare un giorno nella tua assenza.

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L’innamorata

Mi sta dritta sulle palpebre
E i suoi capelli sono nei miei,
Di queste mie mani ha la forma,
Di questi miei occhi ha il colore,
Dentro l’ombra mia s’affonda
Come un sasso in cielo.

Tiene gli occhi sempre aperti
Né mi lascia mai dormire.
I suoi sogni in piena luce
Fanno evaporare i soli,
E io rido, piango e rido,
Parlo e non so che dire.

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Sei la fame il pane la sete la grande ebbrezza
E l’ultimo connubio tra sogno e virtù.

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Tutte le donne felici hanno
Ritrovato il loro marito.
Egli torna dal sole
Tanto è il calore che porta.
Ride e piano saluta
Prima di dare un bacio alla sua meraviglia.

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Quel che mi piace del tuo volto è l’apparire
D’un lume ardente in pieno giorno.

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Il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue nei tuoi sguardi.

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Come la luce vive d’innocenza
il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue nei tuoi sguardi.

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Sui miei rifugi distrutti
Sui miei fari crollati
Sui muri del mio tormento
Scrivo il tuo nome.

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Ti amo

Ti amo per tutte le donne che non ho conosciuto
Ti amo per tutti i tempi che non ho vissuto
Per l’odore del mare aperto e l’odore del pane fresco
Per la neve che si scioglie per i primi fiori
Per gli animali puri che l’uomo non spaventa
Ti amo per amare
Ti amo per tutte le donne che non amo

Chi mi riflette se non tu stessa io mi vedo così poco
Senza di te non vedo che un vasto deserto
Tra il passato e il presente
Ci sono state tutte queste morti superate in silenzio
Non ho potuto attraversare il muro del mio specchio
Ho dovuto imparare parola per parola la vita
Come si dimentica

Ti amo per la tua saggezza che non è la mia
Per la salute
Ti amo contro tutto quello che è illusione
Per questo cuore immortale che io non possiedo
Tu credi di essere il dubbio e non sei che ragione
Tu sei il sole forte che dà alla testa
Quando sono sicuro di me.

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Nessuno può conoscermi

Nessuno può conoscermi
Come tu mi conosci

Gli occhi tuoi dove dormiamo
Tutti e due
Alle mie luci d’uomo han dato sorte
Migliore che alle notti della terra

Gli occhi tuoi dove viaggio
Han dato ai gesti delle strade un senso
Separato dal mondo

Negli occhi tuoi coloro che ci svelano
La solitudine nostra infinita
Non sono più quel che credevan essere

Nessuno può conoscerti
Come io ti conosco.

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Sogno di tutte le belle
Che di notte vanno in giro,
Lente e calme,
Con la luna che viaggia.

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In pena

In pena per un cielo infranto
per la pioggia che ci bagnerà
vado pensando alla gioia grande
che se vorremo ci prenderà.
Tra dovere ed inquietudine
esita quasta vita rude.
(È una molto grande pena
confessarlo, ora)
Qui ogni cosa odora d’erba.
Su tutto il cielo, in cielo, il volo delle rondini
ci distrae, ci fa pensare…
Io penso una speranza quieta.

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In virtù dell’amore

Ho liberato la stanza dove dormo, dove sogno,
Liberato la campagna e la città dove passo,
Dove sogno da veglio, dove il sole si alza,
Dove nei miei occhi assenti, la luce si addensa.

Mondo a casaccio, senza superficie e senza fondo,
Dalle grazie dimenticate appena riconosciute,
La nascita e la morte mescolano il loro contagio
Nelle pieghe della terra e del cielo confusi.

Non ho separato nulla ma ho raddoppiato il mio cuore.
Amando, ho creato tutto: reale, immaginario.
Ho dato la sua ragione, la sua forma, il suo calore
E il suo ruolo immortale a colei che mi illumina.

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Senza avvenire

La donna circuisce un piccolo uomo collerico
Che non vuole né dormire né sognare ma conoscere
E che rifiuta di morire senza amare tutto

Piccola donna paziente tu lo fai calmare
E impazzire secondo la volontà della tua carne

Pesi sul suo cuore e dai sollievo al suo corpo
Nel buio terribile lo rendi immobile
Egli vive senza avvenire.

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La nostra vita

Non andremo allo scopo ad uno ad uno ma per due
Conoscendoci a due a due noi ci conosceremo tutti
Noi ci ameremo tutti e i nostri bambini rideranno
Della leggenda nera in cui piange un solitario.

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Parlare
senza avere niente da dire
comunicare
in silenzio
i bisogni dell’anima
dar voce
alle rughe del volto
alle ciglia degli occhi
agli angoli della bocca
parlare
tenendosi per mano
tacere
tenendosi per mano.

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La notte

Abbiamo passato la notte ti tengo la mano io veglio
Ti sostengo con tutte le mie forze
Incido su una pietra la stella delle tue forze
Solchi profondi dove scaturirà la bontà del tuo corpo
Ascolto in me la tua intima voce la tua voce per gli altri
E rido ancora di quell’orgogliosa che tratti
Come una mendicante
Dei folli che rispetti degli ingenui in cui credi
E nella mia testa che a notte
Dolcemente s’accorda con la tua
Mi meraviglio della sconosciuta che diventi
Una sconosciuta che ti assomiglia e assomiglia
A tutto ciò che amo
Che sempre si rinnova.

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Libertà

Su quaderni di scolaro
Su i miei banchi e gli alberi
Su la sabbia su la neve
Scrivo il tuo nome

Su ogni pagina che ho letto
Su ogni pagina che è bianca
Sasso sangue carta o cenere
Scrivo il tuo nome

Su le immagini dorate
Su le armi dei guerrieri
Su la corona dei re
Scrivo il tuo nome

Su la giungla ed il deserto
Su i nidi su le ginestre
Su la eco dell’infanzia
Scrivo il tuo nome
Su i miracoli notturni
Sul pan bianco dei miei giorni
Le stagioni fidanzate
Scrivo il tuo nome

Su tutti i miei lembi d’azzurro
Su lo stagno sole sfatto
E sul lago luna viva
Scrivo il tuo nome

Su le piane e l’orizzonte
Su le ali degli uccelli
E il mulino delle ombre
Scrivo il tuo nome

Su ogni alito di aurora
Su le onde su le barche
Su la montagna demente
Scrivo il tuo nome

Su la schiuma delle nuvole
Su i sudori d’uragano
Su la pioggia spessa e smorta
Scrivo il tuo nome

Su le forme scintillanti
Le campane dei colori
Su la verità fisica
Scrivo il tuo nome

Su i sentieri risvegliati
Su le strade dispiegate
Su le piazze che dilagano
Scrivo il tuo nome

Sopra il lume che s’accende
Sopra il lume che si spegne
Su le mie case raccolte
Scrivo il tuo nome

Sopra il frutto schiuso in due
Dello specchio e della stanza
Sul mio letto guscio vuoto
Scrivo il tuo nome

Sul mio cane ghiotto e tenero
Su le sue orecchie dritte
Su la sua zampa maldestra
Scrivo il tuo nome

Sul decollo della soglia
Su gli oggetti familiari
Su la santa onda del fuoco
Scrivo il tuo nome

Su ogni carne consentita
Su la fronte dei miei amici
Su ogni mano che si tende
Scrivo il tuo nome

Sopra i vetri di stupore
Su le labbra attente
Tanto più su del silenzio
Scrivo il tuo nome

Sopra i miei rifugi infranti
Sopra i miei fari crollati
Su le mura del mio tedio
Scrivo il tuo nome

Su l’assenza che non chiede
Su la nuda solitudine

Su i gradini della morte
Scrivo il tuo nome

Sul vigore ritornato
Sul pericolo svanito
Su l’immemore speranza
Scrivo il tuo nome
E in virtù d’una Parola
Ricomincio la mia vita
Sono nato per conoscerti
Per chiamarti

Libertà.

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Ed è negli occhi di
un bambino, nei i suoi
occhi scuri e profondi,
come notti in bianco,
che nasce la luce.

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Ho misurato la mia impazienza
Dalle donne che inventavo.

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Quando il gatto
danza è per isolare
la sua prigione
e quando pensa
è solo fino alle
pareti dei suoi occhi.

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Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore

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La curva dei tuoi occhi

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e fida
e se non so più quello che ho vissuto
è perché non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che il mondo coprono di luce,
navi che il cielo recano ed il mare,
caccia dei suoni e fonti dei colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata su paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue in quegli sguardi.

**

Il tempo si serve

I tuoi capelli d’arancio dentro il vuoto del mondo
dentro il vuoto dei vetri sporchi di silenzio
e d’ombra dome le mie mani nude cercano tutti i tuoi riflessi.
La forma del tuo cuore è chimerica
e il tuo amore assomiglia al mio desiderio perduto
oh sospiro d’ambra, sogni, sguardi.
Ma tu non sei rimasta sempre con me. La mia memoria
è ancora oscurata dall’averti vista venire
e andare. Il tempo si serve delle parole come l’amore.

**

Buona giustizia

È la calda legge d’uomini
Con le uve fanno vino
Col carbone fanno fuoco
Con i baci fanno uomini

È la dura legge d’uomini
Rimanere integri contro
E la guerra e la sciagura
Contro i rischi della morte

È la dolce legge d’uomini
Tramutare l’acqua in luce
Ed i sogni in realtà
E in fratelli i tuoi nemici

Una legge antica e nuova
che si va compiendo e va
Dal cuore infante che non sa
Fino alla ragion suprema.

**

Arance i tuoi capelli

Arance i tuoi capelli e intorno il vuoto
Del mondo, e intorno il vuoto anche dei vetri
Carichi d’ombra e di silenzio dove
Cercano tutti i tuoi riflessi queste
Mie mani nude.

Chimerica è la forma del tuo cuore
E il tuo amore assomiglia al mio perduto
Desiderio. O sospiri d’ambra, sogni,
Sguardi.

Ma tu non sei rimasta sempre
Con me. La mia memoria è ancora nebbia,
Ché t’ha vista venire, andare. Il tempo
Di parole si avvale, come amore.

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