Frasi, citazioni e aforismi sull’aldilà

Che cosa c’è nell’aldilà, oltre la vita terrena? Ogni cultura e ogni religione hanno immaginato a modo loro quello che ci attende dopo la morte – un premio, una punizione o semplicemente un qualcosa che è difficile rappresentare a parole. E ovviamente c’è anche chi nell’aldilà non ci crede proprio. Presento un’ampia raccolta di frasi, citazioni e aforismi sull’aldilà. Tra i temi correlati si veda anche Frasi, citazioni e aforismi sull’immortalità, Frasi, citazioni e aforismi sull’anima, Frasi, citazioni e aforismi sulla morte, Frasi, citazioni e aforismi sul paradiso e Frasi, citazioni e aforismi sull’ateismo e gli atei.

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Frasi, citazioni e aforismi sull’aldilà

Aldilà

A volte vorrei interrogare la mia ombra. Lei conosce già il buio di cui è fatto l’aldilà.
(Fabrizio Caramagna)

L’aldilà è un posto eminente. Il luogo della realtà vera. Quella attuale è solo un teatro di ombre.
(Antonio Socci)

Dopo la morte attendono gli uomini cose che non sperano e neppure immaginano.
(Eraclito)

La morte non è una luce che si spegne. E’ mettere fuori la lampada perché è arrivata l’alba
(Rabindranath Tagore)

Forse non sono stelle, ma piuttosto aperture nel Cielo attraverso le quali l’amore dei nostri cari scomparsi rifluisce e brilla su di noi per farci sapere che essi sono felici.
(Detto Esquimese)

L’aldilà non è qualcosa di lontano e di indecifrabile. Esso è qui fra noi, mio caro Nino. La morte è un’altra forma della vita. Un giorno anche noi la vivremo o forse l’abbiamo già vissuta.
(Dal film Fantasma d’amore)

Una delle domande che mi faccio è: ma dove finisce, quando moriamo, la nostra anima o coscienza, che dir si voglia? Viene dispersa e finisce nello spazio oppure resta in qualche modo composta e va da qualche altra parte, in una dimensione che l’accoglie? Ci sono tante testimonianze che indicherebbero che quest’anima vada effettivamente in un altro luogo insieme ad altre anime.
Io credo che sia tutto un discorso di energie, di cui noi siamo fatti, che al momento della morte si trasformano. Einstein lo dice: massa=energia. Ma la scienza di Einstein dice anche che non esistono solo le 3 dimensioni in cui siamo in questo momento (altezza, larghezza e profondità) ma ci sono dimensioni nascoste. Nessuno sa come siano fatte, chi ci viva o come ci viva, ma la cosa importante è che la matematica le ammette. Non descrive i fantasmi, ma queste dimensioni sì.
(Ade Capone)

(Sonmi~451) “Voglio dire che lo sarò per sempre. La nostra vita non è nostra. Da grembo a tomba, siamo legati ad altri passati e presenti… E da ogni crimine e ogni gentilezza generiamo il nostro futuro”.
(Archivista) “Nella tua rivelazione hai parlato delle conseguenze della vita di un individuo che si spandono per tutta l’eternità… Questo vuol dire che credi a una vita nell’aldilà? Nel Paradiso e nell’Inferno?”
(Sonmi~451) “Io credo che la morte sia solo una porta. Quando essa si chiude, un’altra si apre. Se tenessi ad immaginare un Paradiso io immaginerei ad una porta che si apre e dietro di essa lo troverei lì, ad attendermi”.
(Dal film Cloud Atlas)

Quello che succede dopo la morte è così indicibilmente glorioso che la nostra immaginazione e i nostri sentimenti non sono sufficienti a darne nemmeno un’idea approssimativa. Pochi giorni prima della morte, la faccia di mia sorella assunse l’espressione di una sublimità così sovrumana che ero perfino impaurito. (…) La dissoluzione della nostra forma legata al tempo non comporta nessuna perdita di senso nell’eternità. Piuttosto, il mignolo riconosce di essere parte della mano.
(Carl Gustav Jung)

C’è un dentro che non è da nessuna parte, come il silenzio, come l’aldilà. Dov’è l’aldilà? Se tu fossi un pesce riflessivo e portato alla metafisica, diresti: ’Ci deve pur essere qualcosa al di là dell’acqua’. Ecco: il dentro è da quelle parti.
(Tiziano Terzani)

L’aldilà preferisco non immaginarlo. Per non guastarmi la sorpresa.
(Roberto Gervaso)

Per tranquillizzare i bambini
basta la cioccolata.
Agli adulti serve l’aldilà.
(Valeriu Butulescu)

Dopo la tua morte, sarai quello che eri prima della nascita.
(Arthur Schopenhauer)

Appena nati, i bambini tengono l’aldilà ancora stretto nelle loro manine rinchiuse.
(Fabrizio Caramagna)

La nostra nascita è come un sonno e un oblio;
l’anima che sorge con noi, stella della nostra vita,
ebbe altrove la sua dimora.
(William Wordsworth)

Tutte le oscurità della morte si risolvono nella chiarezza suprema della vita eterna.
(Adrienne von Speyr)

La musica è ciò che ci permette di intrattenerci con l’aldilà
(Robert Schumann)

Vedere la morte come la fine della vita è come vedere l’orizzonte come la fine del mare.
(David Searls)

Sono sempre ossessionato dal pensiero della morte: v’è una vita nell’aldilà? E se c’è, mi potranno cambiare un biglietto da cinquanta?
(Woody Allen)

Ho un solo desiderio per l’aldilà, che non vengano a cercarmi i rompiballe.
(Alda Merini)

In qualche modo i sogni sono un confine sfuocato tra qui e l’aldilà.
(Cecilia Ahern)

Una persona, spesso a causa di un grave incidente, cade in coma e viene dichiarata clinicamente morta. Non respira più, il battito è fermo: dovrebbe iniziare la decomposizione del corpo, a partire dal cervello, perchè il cuore non pompa più sangue. Invece non inizia la decomposizione, non c’è alcun danno cerebrale. Anzi, passa un periodo che va da pochi minuti fino a mezz’ora o un’ora, durante il quale i parenti sono attorno al letto disperati e i medici si affannano a rianimarlo perchè il soggetto è clinicamente morto. Invece, questo individuo vede dall’alto la propria stanza d’ospedale ed assiste a tutte queste scene.
(Ade Capone)

Addirittura, poi, a volte può uscire dalla stanza, andare in giro per l’ospedale o sorvolare la città. Questa è un’esperienza comune a tantissime persone, più di quanto non si creda, e tutte hanno sempre raccontato di essere approdati, dopo questo volo, in un tunnel di luce calda che dà serenità. In fondo al tunnel c’è un nucleo di luce più intensa, che essi percepiscono come amore. Ma talora vedono anche altre entità più piccole, benevole, anche loro piene d’amore, che li accolgono lungo la strada.
(Ade Capone)

All’improvviso però il paziente torna indietro: il corpo che era stato dato per morto si rianima (e già questo è un mezzo miracolo) e il paziente racconta questa esperienza. La scienza dice che al momento della morte il cervello emette delle endorfine, per attutire il dolore, fisico soprattutto. Le endorfine sono delle sostanze oppiacee, degli allucinogeni come delle droghe e per la scienza sarebbero l’origine di queste visioni.
Però ciò non spiega come sia possibile che la persona che sta a letto veda parti di città che non ha mai visto o che ciechi dalla nascita descrivano scene che non avrebbero mai potuto osservare coi loro occhi. È ovvio che l’endorfina non è una spiegazione sufficiente e non giustifica come sia possibile che un cervello rimasto senza sangue e senza ossigeno non si decomponga.
(Ade Capone)

Ho visto davanti a me un sentiero luminoso lungo il quale mi sono incamminato pervaso da una profonda, dolcissima serenità. Il corpo si è trovato immerso in un’onda che mi sollevava dolcemente e mi portava in alto, un’onda non di acqua ma di luce purissima, una luce liquida. Niente a che vedere con quella terrena (…) È difficile trovare parole esatte per descrivere nei dettagli quel posto. Forse le più azzeccate sono quelle scritte da frate Bonaventura mentre descrive la morte del suo compagno Francesco: “È sommerso nell’abisso della chiarità eterna”. Ecco, l’abisso di chiarità è una bella descrizione.
(Cino Tortorella, descrivendo la sua esperienza di pre-morte)

Tutto ha avuto inizio in un mondo di nuvole bianche e rosa stagliate contro un cielo blu scuro come la notte e stormi di esseri luminosi che lasciavano dietro di sé una scia altrettanto lucente.
(Alexander Eben, neurochirurgo di Harward, descrivendo la sua esperienza di pre-morte nel libro L’esistenza del Paradiso: viaggio di un neurochirurgo nell’aldilà)

In quei giorni ho visitato un regno fatto di nuvole, entità superiori, mentre un vento divino mi diceva che ero amato e adorato, per sempre. Un lunghissimo viaggio, incalcolabilmente positivo.
(Alexander Eben, neurochirurgo di Harward, descrivendo la sua esperienza di pre-morte nel libro L’esistenza del Paradiso: viaggio di un neurochirurgo nell’aldilà)

È stato come nascere in un mondo più grande e come se l’universo stesso fosse un gigantesco utero cosmico. La sfera mi guidava attraverso questo spazio sterminato.
(Alexander Eben, neurochirurgo di Harward, descrivendo la sua esperienza di pre-morte nel libro L’esistenza del Paradiso: viaggio di un neurochirurgo nell’aldilà)

Io non credo nell’aldilà. Io credo che sia tutto qui, e che questo sia il modo migliore di vivere.
(Natalie Portman)

Considero il cervello come un computer che smetterà di funzionare quando i suoi componenti si guastano. Non c’è paradiso né aldilà per i computer rotti. È una fiaba per persone che hanno paura del buio.
(Stephen Hawking)

Quando morirò marcirò e niente del mio ego rimarrà.
(Bertrand Russel)

Penso che le persone credano nell’aldilà perché detestano l’idea di morire, perché vogliono continuare a vivere e odiano pensare che altri loro simili possano trasferirsi in casa loro e buttare tutte le loro cose nel bidone della spazzatura.
(Mark Haddon)

Non esistono prove conclusive della continuazione della vita dopo la morte. Ma non esistono neppure prove contrarie. Ben presto lo saprai. Quindi perché agitarti?
(Robert A. Heinlein)

Quante religioni là fuori! L’appartenenza religiosa è un biglietto della lotteria. Il biglietto vincente, se ce n’è uno, sarà annunciato nell’aldilà, se ce ne sarà uno.
(Manfred Wheidorn)

Se Dio è imperscrutabile nell’aldiquà perché non dovrebbe esserlo nell’aldilà?
(Roberto Gervaso)

Quello che nessuno ha mai osato pensare dell’aldilà è che potrebbe essere assolutamente identico a dove siamo ora.
(Adam Phillips)

Ecco la mia domanda: che età avrò quando sarò nell’aldilà?
(Jodi Picoult)

La mia visione della vita dopo la morte è fatta di diversi livelli, a seconda di quale vita spirituale viviamo.
(John Edward)

Capita anche a te di pensare che aldilà del mare vive una città dove gli uomini sanno già volare?
(Antonello Venditti)

Quando udite lo stormire delle fronde nell’aria, ascoltate nuovamente; può esservi qualcosa aldilà.
Quando una gioia sconosciuta vi colma l’anima e questa si espande fuori… verso qualche mistero amato, senza sapere dove, allora sappiate che è il mistero stesso che viene verso di voi, con le braccia amorevoli distese benché invisibili.
Noi che viviamo nell’invisibile, non siamo invisibili l’un all’altro.
(Emma Barker)

L’aldilà è ovunque! Noi siamo circondati dall’aldilà. Quell’aldilà è l’essenza del divino, ed è lì che dobbiamo penetrare. E’ dentro di noi, è fuori di noi, è sempre presente. Se lo dimenticate… questo è ciò che fate normalmente, poiché guardare all’aldilà è molto scomodo e non vi piace. E’ come guardare dentro un abisso: vi assale un tremito, vi sentite male.
(Osho)

Una storia zen. Un monaco zen era in punto di morte. Era vecchissimo: aveva novant’anni. All’improvviso aprì gli occhi e chiese “Dove sono le mie scarpe?”. Il suo discepolo esclamò: “Dove vorresti andare? Sei impazzito? Stai morendo: il medico ha detto che non hai più possibilità di vivere, ti rimangono solo pochi minuti”. E il monaco: “Proprio per questo motivo ho chiesto le mie scarpe, vorrei andare al cimitero. Non voglio essere trasportato. Voglio camminare con le mie gambe e incontrare la morte al cimitero. (…)” Andò al cimitero con le sue gambe; non solo, scavò la sua fossa, vi si sdraiò e morì. Che coraggio nell’accettare l’ignoto, che coraggio ad andare spontaneamente nell’aldilà, dopo avergli dato il benvenuto! In questo modo egli ha trasformato la morte: in questo modo non è stata affatto una morte. Un uomo tanto coraggioso non muore mai, sconfigge la morte. Un uomo tanto coraggioso va oltre la morte. Per colui che entra spontaneamente l’aldilà, non è mai una morte: è un’accoglienza.
(Osho)

Mi dà un profondo senso di conforto pensare che le cose viste sono temporali e le cose invisibili sono eterne.
(Helen Keller)

Naturalmente non si muore. Nessuno muore. La morte non esiste. Hai solo raggiunto un nuovo livello di visione, un nuovo regno della coscienza, un nuovo mondo sconosciuto.
(Henry Miller)

Dio, l’anima, la Provvidenza e l’aldilà, con la sua chiara e acquietante giustizia per tutti. Ce n’è abbastanza per costruirvi saldamente tutta un’esistenza, come su pochi pilastri di roccia gettati nel fiume rapido e insidioso della vita.
(Carlo Gnocchi)

Senza la religione staremmo tutti meglio. Saremmo liberi di esultare per il privilegio che abbiamo di essere nati, grati di vivere una vita, questa, terrena, abbandonando il presuntuoso desiderio di averne una seconda, eterna, nell’aldilà.
(Richard Dawkins)

Se l’uomo distoglierà dall’aldilà le sue speranze e concentrerà sulla vita terrena tutte le forze rese così disponibili, riuscirà probabilmente a rendere la vita sopportabile per tutti e la civiltà non più oppressiva per alcuni.
(Sigmund Freud)

Nessuna religione ha mai potuto fare a meno di promettere “ricompense”, sia che queste si riferissero all’aldilà che all’aldiquà; l’uomo infatti è avido, e gratis non fa niente.
(Max Stirner)

Di tutte le tirannie che affliggono l’umanità, quella religiosa è la peggiore. Tutte le altre forme di tirannia sono limitate al mondo in cui viviamo, mentre questa cerca di estendersi nell’aldilà e cerca di perseguitarci per l’eternità.
(Thomas Paine)

Un’idea mi frulla
scema come una rosa
Dopo di noi non c’è nulla
Nemmeno il nulla
che già sarebbe qualcosa.
(Giorgio Caproni)

Dio ha sbagliato in questo mondo. Perché dovrebbe riuscire nell’altro?
(Paul Morand)

Penso che il cervello sia l’anima, non credo alla vita dopo la morte e tanto meno a un paradiso in versione condominiale, dove reincontrare amici, nemici, parenti, conoscenti.
(Margherita Hack)

Non credo in una vita ultraterrena. Comunque porto sempre con me la biancheria di ricambio.
(Woody Allen)

Come Dio non è nient’altro che l’essenza dell’uomo purificata da ciò che all’individuo umano appare − tanto nel sentire quanto nel pensare − quale limite, quale male, così l’aldilà non è nient’altro che l’aldiquà libero da ciò che appare quale limite, quale male.
(Ludwig Feuerbach)

Se si trasferisce il centro di gravità della vita non nella vita, ma nell’aldilà – nel nulla – si è tolto il centro di gravità alla vita in generale.
(Friedrich Nietzsche)

Favoleggiare di un mondo «altro» da questo non ha alcun senso, qualora non prevalga in noi un istinto di denigrazione, svilimento, diffidenza verso la vita; in quest’ultimo caso ci vendichiamo della vita con la fantasmagoria di un’«altra» vita, di una vita «migliore».
(Friedrich Nietzsche)

La vita ha bisogno d’un alibi: quello dell’aldilà, quello dell’arte… Se non altro, dell’alibi della prole. A sé la vita non basta.
(Camillo Sbarbaro)

È soprattutto l’idea che, morti, si ricominci in qualche modo a vivere che mi fa temere l’aldilà.
(Roberto Gervaso)

Le vie del destino sono davvero difficili a comprendersi. Se non ci fosse una qualche compensazione nell’aldilà, allora questo mondo sarebbe davvero una beffa crudele.
(Arthur Conan Doyle)

Penso con sollievo che la morte mi ricondurrà dov’ero, cioè da nessuna parte. Ma questo cielo notturno mi seduce e mi fa credere per un momento in un aldilà dove si possono capire le cose incomprensibili dell’aldiqua.
(Luigi Pintor)

Siccome non abbiamo ricordo dei momenti prima di nascere, allora non c’è bisogno di preoccuparsi di cosa succederà dopo la morte.
(Douglas Coupland)

La vera antitesi non è tra vita e morte, bensì tra fede in un aldilà e no.
(Alessandro Morandotti)

Il volume di prove circa la sopravvivenza dopo la morte è così immenso che ignorarlo è come stare ai piedi del Monte Everest e insistere sul fatto che non si può vedere la montagna.
(Colin Wilson)

Io credo che esista qualcosa oltre questa realtà quotidiana. Ma il punto sai qual è? Il punto è che non si capisce esattamente come sia fatto, perché i vari Aldilà sono tutti credibili. È credibile anche quello degli Aborigeni australiani, che parlano del Tempo del Sogno.
Essi sostengono che noi veniamo da lì, quando nasciamo, e lì torniamo alla nostra morte. La cosa straordinaria a sostegno di questa teoria è che ci sono Aborigeni che abitano a migliaia di chilometri di distanza, che non si sono mai conosciuti, ma che se si incontrano per caso sanno tutto uno dell’altro, come se le loro anime fossero state veramente insieme- prima della nascita- nel Tempo del Sogno.
(Ade Capone)

Non è possibile il minimo dubbio riguardo a quanto è detto giustamente della vita eterna nell’Apocalisse di Giovanni: “Non vi sarà più notte; non hanno più bisogno né della luce della lampada, né di quella del sole, perché il Signore Iddio splenderà su di loro” (22,5). Questo non si può intendere se non della luce vera sensibile con la quale saranno illuminati gli occhi dei beati.
(Pavel Aleksandrovič Florenskij)

Per un cristiano, quella che chiamiamo vita è una preparazione a quello che chiamiamo l’aldilà, l’altra vita.
(Jean Guitton)

Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,
né mai entrarono in cuore di uomo,
queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.
(San Paolo)

Vai avanti, entri nel tuo aldilà personale, e cominci ad accorgerti che puoi superare delle soglie che prima neanche vedevi, e fare passi da gigante: dipende solo da te, dal tuo coraggio interiore.
(Igor Sibaldi)

Quando sei morto, dove sei andato? Che cosa hai visto? Cosa c’è oltre la vita? E che cos’è la vita se non trascende la morte? Sono interrogativi in compagnia dei quali non si può vivere ma senza i quali la vita non ha senso.
(Antonio Scurati)

Ci sono solo due modi per vivere la tua vita. Uno è come se niente è un miracolo. L’altro è come se tutto è un miracolo.
(Albert Einstein)

Quando il cuore piange per ciò che ha perso, l’anima ride per quello che ha trovato.
(Detto Sufi)

Quella che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla
(Lao Tzu)