Frasi, citazioni e aforismi sullo squalo

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sullo squalo. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla balenaFrasi, citazioni e aforismi sui delfini, Frasi, citazioni e aforismi sulla paura, Frasi, citazioni e aforismi sul mare e Frasi, citazioni e aforismi sui pesci.

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Frasi, citazioni e aforismi sullo squalo

La paura degli squali è atavica e persistente per gli umani e quasi nessuno di noi ha evitato di vedere almeno un documentario su questi animali che supponiamo feroci.
(Mario Tozzi)

Eccomi così a sognare squali e a pensare alle loro enormi fauci munite di molte file di denti e capaci di troncare un uomo in due. Sentivo già perfino una fitta ai fianchi.
(Jules Verne)

Certe persone non cambiano mai. Restano tali e squali.
(Losca71, Twitter)

Gli squali più pericolosi, quelli delle specie d’alto mare, possiedono fauci con sei file di denti. Ci è capitato di pescare un bestione di colore bianco. Nel suo ventre abbiamo trovato i resti di un intero delfino, e un secchio metallico perso da qualche nave. Bestie come quelle soffrono di una fame inesauribile. Per questo addentano, stritolano e inghiottono di tutto.
(Folco Quilici)

Pensate che lo squalo quando viene preso dalla frenesia del cibo, mangia di tutto. Nello stomaco di un esemplare di sette metri, catturato, e a ventre aperto, è stato rinvenuto un copertone d’auto, una tanica di benzina vuota, il collare di un grosso cane e così via. Parlare di un appetito pantagruelico, sembra quanto mai appropriato.
(Giorgio Celli)

Le dimensioni di uno squalo possono indurre i non esperti in errore. Di per sé, dimensioni imponenti non significano affatto squalo pericoloso, aggressivo. Lo dimostra nelle acque tropicali lo squalo balena; e in quelle mediterranee lo squalo elefante.
(Folco Quilici)

All’inizio della gravidanza il corpo della femmina dello squalo toro contiene una dozzina di minuscoli feti ma, come questi cominciano a crescere, si divorano l’un l’altro mentre sono ancora nell’ovidotto. Gli embrioni più grossi e più robusti, già muniti di denti affilati, fanno a pezzi e divorano quelli più piccoli. Quando le altre uova cominciano a svilupparsi, vengono mangiate anch’esse, fino a che rimane un solo embrione grosso e ben nutrito, pieno dei suoi fratelli e sorelle mai nati.
(Desmond Morris)

Io continuo ad avere paura degli squali anche se dovessi andare a squazzare in un lago di montagna.
(Cezar Paul-Bădescu)

Parliamo di squali. Ho paura degli squali. Solo in acqua, però. Se ne incontrassi uno per strada gli direi tranquillamente: – Cazzo vuoi? – Stessa cosa per i leoni: in acqua non mi farebbero nessuna paura. Coccodrilli? Sono fottuto ovunque.
(Daniele Luttazzi)

Chi ha avuto esperienze ravvicinate con gli squali descrive il loro sguardo come inespressivo, senza anima. Lo stesso capitano Quint del film “Lo squalo”, sopravvissuto nel pacifico all’affondamento dell’incrociatore Indianapolis durante la seconda guerra mondiale, dopo anni ricorda lo sguardo “apparentemente senza vita” degli squali mentre divoravano centinaia di naufragi.
(Marco Benedet)

Lo squalo bianco è l’animale perfetto. L’unico che non abbia avuto bisogno di evolversi dalla preistoria a oggi, sopravvissuto anche all’estinzione dei dinosauri. Una incontrastata macchina da guerra, non ha sentimenti né vita di gruppo, cannibalismo dei feti, potenza di morso 500 kg al centimetro cubo, un occhio nero, inespressivo e feroce.
(Massimiliano Parente)

Stare in una gabbia e aspettare che uno squalo bianco si avvicini attirato da sangue e teste di tonno non solo è innaturale, è pericoloso. Li fa avvicinare alla costa dove c’è gente che fa il surf. E qualcuno, per garantire un vero thrill ai suoi clienti, spalma sangue e frattaglie sulle sbarre e all’interno. Non fa bene agli squali, che ci lasciano i denti, ma neanche all’umano che viene identificato con il cibo tout court.
(Claudio Di Manao)

E’ vero, lo squalo bianco è una macchina da guerra, un bestione di sei metri e due tonnellate all’apice della catena alimentare. Un solitario che non ha nemici (tranne le orche, in gruppo) che avverte le minime vibrazioni sonore, i minimi campi bio-elettrici delle prede, anche mezzo miliardesimo di volt, che percepisce una goccia di sangue in milioni di litri d’acqua. Davanti alle coste australiane a volte attacca i surfisti, una trentina di vittime in vent’anni.
(Carlo Grande)

Ma tra il suono della risacca e l’odore delle creme solari, mentre piovono sulla nostra testa «le risate delle signore» proviamo a riflettere: gli squali bianchi sono rarissimi, una specie protetta; e nel mondo muoiono molte più persone per inquinamento o incidenti stradali o punture di calabroni.
(Carlo Grande)

C’è sempre qualcuno o qualcosa
che ti aspetta,
qualcosa di più forte, più intelligente,
più malefico, più resistente,
più dolce, più grasso, più grande, più piccolo,
e qualcosa con occhi di tigre e fauci di squalo,
qualcosa di più pazzo della pazzia,
di più furbo della furbizia
(Charles Bukowski)

La prima forma di squalo comparve nei mari del pianeta terra 370 milioni di anni fa. Gli squali hanno uno scheletro di cartilagine, destinato a decomporsi poco dopo la morte, perciò l’unica traccia che resta di loro nei millenni sono i denti. Fecero la loro apparizione prima dei dinosauri, in un’era in cui la terraferma era abitata solo da piante, insetti, e piccole forme di anfibi e rettili.
(Pietro Spirito)

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Il grande squalo scivolava silenzioso nelle acque notturne, spinto da brevi colpi della coda a mezzaluna. La bocca era aperta solo quel tanto che bastava per far giungere un flusso d’acqua alle branchie. Quasi non c’era altro movimento: un’occasionale correzione della rotta, apparentemente senza meta, con il lieve sollevarsi e abbassarsi di una pinna pettorale, così come un uccello muta direzione inclinando un’ala e alzando l’altra. Gli occhi erano ciechi nel buio fitto, e gli altri sensi non trasmettevano nulla di insolito a quel piccolo, rudimentale cervello. Pareva che dormisse, non fosse stato per il moto dettato in milioni d’anni dall’istinto di conservazione.
(Peter Benchley , incipit del libro Lo squalo)

Gli squali hanno tutto ciò che uno scienziato sogna. Sono bellissimi, Dio, quanto sono belli! Sono come una macchina incredibilmente perfetta. Sono più belli di qualsiasi volatile. Sono più misteriosi di qualsiasi animale sulla terra. Nessuno conosce con certezza quanto tempo vivono o a quali impulsi essi rispondono, a parte la fame. Ci sono più di duecento e cinquanta specie di squali, e tutti sono diversi l’uno dall’altro.
(Peter Benchley)

Squali da quattro soldi, eh? Io ho visto reti che costavano cinquemila dollari, con duemila dollari di pesce dentro, venire attaccate da quei bestioni! Be’, alla fine sembrava che ci fosse passata in mezzo una locomotiva con tutti i vagoni.
(Dal film Lo squalo)

Ellen: Mio marito dice che lei è un pescecanologo.
Matt [ride mentre mastica, rischiando quasi di soffocare]: Mi scusi… Non mi ero mai sentito definire in questo modo! Ma sì, è vero, è vero. Mi piacciono gli squali.
Ellen: Ma come le “piacciono gli squali”?!
Matt: Sì, mi piacciono. Mi sono simpatici. A dodici anni mio padre mi regalò una barchetta e io andai a pescare a Cape Code. Facevo la traina e riavvolgendo la lenza mi accorsi di aver preso uno squalo lungo due metri che si mise a mangiarmi la barca! Cominciò a mangiarmi i remi, gli scalmi, il cuscino del sedile… Insomma trasformò la mia barchetta in un fuoribordo! Eh, io ero morto di paura, però riuscii a salvarmi e quando arrivai sulla spiaggia mi voltai e vidi la mia barca ridotta a pezzi e fu da allora che mi misi a studiare gli squali.
(Dal film Lo squalo)

Gli squali sono stati progettati dall’evoluzione come delle macchine biologiche formidabili: la loro dentatura, che al contrario della nostra, si rinnova continuamente, il loro occhio, che se non percepisce i colori, può vedere molto bene in penombra, il loro olfatto, che sente il sangue a distanze di chilometri, beh, dimostrano come si tratti di esseri prediletti dalla Natura.
(Giorgio Celli)

Gli squali, questi predatori molto temuti, anche se in fondo in fondo a torto, dato che non sono quei mangiatori di uomini che si millanta, presentano una particolare sensibilità alle vibrazioni di pressione dell’acqua. Se cadete da una barca, e nei dintorni presumete che ci siano degli squali pericolosi, la cosa più sbagliata che potete fare è agitarvi e muovervi convulsamente nel mezzo liquido. Il vostro starnazzare crea, difatti delle onde di compressione che vanno a colpire il pesce, risvegliando il suo istinto predatorio, e il suo appetito
(Giorgio Celli)

Gli squali sono presenti, senza grandi cambiamenti corporei, da poco meno di quattrocento milioni di anni, mentre noi siamo comparsi da cinque, sette milioni di anni, dei parvenu, che stanno distruggendo tutto, squali compresi!
(Giorgio Celli)

Gli squali degli oceani di tutto il mondo vengono oggi decimati da una guerra senza quartiere, condotta da uomini che non esitano a mutilarli delle pinne e ributtarli in mare ancora vivi (finning), destinandoli a una morte atroce, solo per soddisfare la voglia di pietanze esotiche remunerative come l’oro (fino a ottanta euro per una ciotola di zuppa). A questo gigantesco affare sono stati immolati cento milioni di squali nell’ultimo mezzo secolo, cifra che porta dritta dritta all’estinzione. Chi sono davvero i cattivi?
(Mario Tozzi)

Gli squali sono animali antichissimi e predatori perfetti, ormai però in via di estinzione anche a causa della loro ingiustificata pessima fama. Nel film Lo squalo (1975) il protagonista è una specie di serial killer dotato di volontà omicida, quando sappiamo benissimo che nessuno squalo attaccherebbe un uomo senza motivo.
(Mario Tozzi)

L’uomo civilizzato fa fatica a mettersi nei panni di una preda, come invece succedeva quando, tanto tempo fa, viveva immerso nella natura. Ed ecco allora che il caso più frequente per tramutarci in prede è quando, durante le agognate vacanze, ci immergiamo in qualche mare più o meno lontano, ove il ruolo di predatori è assunto soprattutto dagli squali, per i quali un essere umano è una preda come un’altra.
(Danilo Mainardi)

Ci sono solo tre predatori che mettono paura all’uomo medio; lo squalo mangia uomini, un branco di lupi, e il dipartimento delle tasse.
(Sir Charles J.C. Lyall)

Statisticamente muore più gente nel sonno che attaccata da uno squalo. Come fate ad andare a letto tranquilli?
(Anonimo)

Al mondo si registrano più vittime, ogni anno, a causa della caduta di noci di cocco che non per il morso di un pescecane.
(Mario Tozzi)

Anche gli squali quando mostrano i denti sembra che sorridano
(Diceroio, Twitter)

Se il tuffatore pensasse sempre allo squalo, non metterebbe mai le mani sulla perla.
(Sa’di Shirazi)

A prescindere dalle idee, ammiro chi fa autocritica. Ci vuole coraggio, è come sanguinare davanti agli squali.
(Samanthifera, Twitter)

Non lasciate amore in giro che poi gli squali arrivano.
(DavideMapelli, Twitter)

Un urlo che nessuno all’infuori di te può sentire. Un boato così forte che le orecchie rintronano e la testa fa male. Si dimena nel petto come un grande squalo bianco intrappolato nel mare; ruggisce come la mamma orsa a cui è stato rapito il cucciolo.
(Cecilia Ahern)

Honolulu, ha tutto quanto. Sabbia per i bambini, sole per la moglie, pescecani per la suocera.
(Ken Dodd)

Io sono uno squalo buono, non un automa divoratore di pesci. Se voglio cambiare questa immagine di me devo prima cambiare me stesso. I pesci sono amici, non cibo.
(Bruto, nel cartone animato Alla ricerca di Nemo)

Lo squalo
Per saltar di palo in frasca,
vi dirò che amo la pesca,
ho uno squalo nella vasca,
schizza l’acqua, fa burrasca:
spero bene che non esca.
(Toti Scialoja)

Impossibile pronunciare la parola “squalo” senza che questa ci susciti un brivido. Letteratura e cinema hanno contribuito nel tempo a esaltarne la caratteristica di “mangiatore di uomini”. In realtà studiosi e subacquei ci offrono un’immagine diversa di questo carnivoro che è il terrore dei mari da oltre 400 milioni di anni e di cui sono registrate più di 350 specie, molte delle quali in via di estinzione a causa dei danni prodotti dalla pesca e dall’inquinamento
(Yves Paccalet)

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