Frasi, citazioni e aforismi di Victor Hugo

Victor-Hugo (Besançon, 26 febbraio 1802 – Parigi, 22 maggio 1885) è stato uno scrittore, poeta, drammaturgo e politico francese. Caposcuola del romanticismo, è considerato uno dei più grandi scrittori che la Francia abbia avuto.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Victor Hugo. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Albert Camus, Le frasi più belle e famose di Lev Tolstoj e Frasi, citazioni e aforismi di Marcel Proust.

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Frasi, citazioni e aforismi di Victor Hugo

V’è uno spettacolo più grande del mare, ed è il cielo; v’è uno spettacolo più grande del cielo, ed è l’interno dell’anima – Il y a un spectacle plus grand que la mer, c’est le ciel; il y a un spectacle plus grand que le ciel, c’est l’intérieur de l’âme.
(I miserabili)

Viaggiare è nascere e morire ad ogni istante – Voyager, c’est naître et mourir à chaque instant.
(I miserabili)

La vita è il fiore per il quale l’amore è il miele – La vie est une fleur, l’amour en est le miel.
(Il re si diverte)

La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è, o meglio, essere amati a dispetto di quello che si è.
(I miserabili)

Amare od aver amato, basta: non chiedete nulla, dopo. Non è possibile trovare altre perle nelle oscure pieghe della vita: amare è esser completi.
(I miserabili)

Credete, per essere forti. Amate, per essere felici.
(Oceano)

Si passa una metà della vita ad attendere chi ci amerà e l’altra metà a lasciare chi si ama.
(Oceano)

Fissa il tuo cane negli occhi e tenta ancora di affermare che gli animali non hanno un’anima.

Spesso ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.
(Oceano)

Una donna che ha un amante è un angelo. Una donna che ha due amanti è un mostro, una donna che ha tre amanti è una donna.

Ho incontrato per la via un giovane poverissimo che era innamorato: aveva un vecchio cappello, la giacca logora, l’acqua gli passava attraverso le suole delle scarpe e le stelle attraverso l’anima.

L’anima aiuta il corpo e in certi momenti lo solleva; è il solo uccello che sostenga la sua gabbia.
(I miserabili)

L’alba ha una sua misteriosa grandezza che si compone d’un residuo di sogno e d’un principio di pensiero.
(I lavoratori del mare)

La vita non è che una lunga perdita di ciò che si ama.
(L’uomo che ride)

Sapete che cos’è l’amicizia? Si, essere fratello e sorella, due anime che si toccano senza confondersi, le due dita della mano. E l’amore? Oh l’amore, è essere due e non essere che una persona sola. Un uomo e una donna che si fondono in un angelo. È il cielo.
(Notre-Dame di Parigi)

L’amore è come un albero: germina da sé, getta profondamente le sue radici in tutta la nostra vita, e continua spesso a verdeggiare sopra un cuore in rovina.
(Notre-Dame di Parigi)

La vita senza tenerezza e senza amore non era che un macchinario non oliato, pieno di cigolìi e di strappi.
(Notre-Dame di Parigi)

Si può anche non credere a niente, ma ci sono dei momenti nella vita in cui si prega il dio del primo tempio che ci sta dinanzi.
(Notre-Dame di Parigi)

Essere mezzo cieco è peggio che esser cieco, perché si vede quel che ci manca.
(Notre-Dame di Parigi)

Lo scetticismo è la carie dell’intelligenza.
(I miserabili)

Tutta la storia non è che una lunga ripetizione: un secolo plagia l’altro.
(I miserabili)

La giovinezza è la stagione delle pronte suture e delle cicatrici rapide
(I miserabili)

La guerra è la guerra degli uomini. La pace è la guerra delle idee.

Quasi tutto il segreto delle anime grandi si racchiude in questa parola: perseverando.
(I lavoratori del mare)

Tutto sta nell’andare alla meta, sia essa sulla terra, sia essa nel cielo: nel primo caso si è Colombo, nel secondo Gesù.
(I lavoratori del mare)

Le nostre chimere sono quel che più ci rassomiglia.
(I miserabili)

Amare un’altra persona significa vedere il volto di Dio.

Morire non è nulla; non vivere è spaventoso.
(I miserabili)

Chi apre la porta di una scuola, chiude una prigione.

Far ridere significa far dimenticare: quale miglior benefattore su questa terra di chi regala l’oblio!
(L’uomo che ride)

L’inaccessibile unito all’impenetrabile, l’impenetrabile unito all’inesplicabile, l’inesplicabile unito all’incommensurabile: questo è il cielo.
(I lavoratori del mare)

L’amore non ha mezzi termini; o perde, o salva. Tutto il destino umano è questo dilemma. Questo dilemma, perdita o salvezza, non c’è fatalità che lo ponga più inesorabile dell’amore.
(I miserabili)

La coscienza è il caos delle chimere, delle brame, dei tentativi; la fornace dei sogni; l’antro delle idee vergognose; il pandemonio dei sofismi; il campo di battaglia delle passioni.
(I miserabili)

L’inverno cambia in pietra l’acqua del cielo e il cuore dell’uomo.
(I miserabili)

Qualsiasi rivoluzione dovrebbe cominciare dalla riforma del dizionario.

Non imitare nulla e nessuno. Un leone che copia un leone diventa una scimmia.
(Oceano)

In fondo, Dio vuole che l’uomo disobbedisca. Disobbedire, è cercare.
(Oceano)

Solitario è un diminutivo di selvaggio, accettato dalla civiltà.
(Oceano)

Un’idea fissa conduce alla follia o all’eroismo.
(Novantatré)

Giunge un momento in cui la protesta non è più sufficiente: dopo la filosofia è necessaria l’azione.
(I miserabili)

Il riso è il sole, che scaccia l’inverno dal volto umano.
(I miserabili)

La miseria d’un giovane non è mai miserabile. Per povero che sia, il primo giovanotto venuto, colla sua salute, la forza, il passo svelto, gli occhi scintillanti, il sangue che gli circola con impeto, i capelli neri, le gote colorite, le labbra rosee, i denti bianchi e l’alito puro farà sempre invidia ad un vecchio imperatore.
(I miserabili)

Una fede: quanto è di più necessario all’uomo. Disgraziato colui che non crede in nulla.

Torturare un toro per il piacere, per il divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza.

Senza la Francia, il mondo sarebbe solo.

I diplomatici tradiscono tutto tranne le emozioni.

Dalla conchiglia si può capire il mollusco, dalla casa l’inquilino.
(I miserabili)

Dio è l’invisibile evidente.

La miglior religione è la tolleranza.

Chi non è capace di essere povero non è capace di essere libero.
(Oceano)

Il cane è la virtù che, non potendo farsi uomo, si è fatta bestia.
(Le contemplazioni)

Quarant’anni sono la vecchiaia della giovinezza, ma cinquant’anni sono la giovinezza della vecchiaia.

Esser santo è un’eccezione; esser giusto è la regola. Sbagliate, mancate, peccate, ma siate giusti.
(I miserabili)

L’uomo è costretto a fare; la donna può accontentarsi di essere.
(Oceano)

Viviamo in una società grigia; riuscire, ecco l’insegnamento instillato dalla corruzione dominante. Sia detto alla sfuggita, il successo è una cosa piuttosto lurida; la sua falsa somiglianza col merito inganna gli uomini
(I miserabili)

Le brutalità del progresso si chiamano rivoluzioni. Quando sono finite, si riconosce questo: che il genere umano è stato maltrattato, ma ha camminato.
(I miserabili)

Se volete rendere conto di cosa sia una Rivoluzione, chiamatela Progresso; e se volete capire cosa sia il Progresso, allora chiamatelo Domani.
(I miserabili)

Osare: il progresso si ottiene solo così.
(I miserabili)

Un uomo non è pigro se è assorto nei propri pensieri; esiste un lavoro visibile ed uno invisibile.
(I miserabili)

La plebaglia può fare solo delle sommosse. Per fare una rivoluzione ci vuole il popolo.
(Cose viste)

Il miserabile, ogni qual volta ha il tempo di pensare, si fa piccolo davanti alla legge e meschino davanti alla società; si getta bocconi, supplica e cerca di toccare il tasto della compassione. Si sente che sa d’aver torto.
(I miserabili)

La vita, la sventura, l’isolamento, l’abbandono, la povertà, sono campi di battaglia che hanno i loro eroi, eroi oscuri a volte più grandi degli eroi illustri.
(I miserabili)

La vera questione è: il lavoro non può essere una legge, senza essere un diritto.
(I miserabili)

Mettere, per mezzo del pensiero, l’infinito di quaggiù in contatto coll’infinito di lassù, è quello che si chiama pregare.
(I miserabili)

È dell’inferno dei poveri che è fatto il paradiso dei ricchi.
(L’uomo che ride)

La memoria è la tormentatrice dei gelosi.
(Notre-Dame di Parigi)

L’avversità crea degli uomini, e la prosperità crea dei mostri.

È facile essere buoni. Difficile è essere giusti.

Dio fece il gatto per dareall’uomo il piacere di accarezzare la tigre.

C’è un modo solo di rifiutare il Domani, è morire.
(I miserabili)

La radici poggiano in terra, il cervello poggia in Dio. Vale a dire nell’infinito.

Umanità significa identità: tutti gli uomini sono fatti della stessa argilla; nessuna differenza, almeno quaggiù, nella predestinazione; la medesima ombra prima, la medesima carne durante, la medesima cenere dopo. Ma l’ignoranza mescolata all’impasto umano lo rende nero incurabile penetrando nell’interno dell’uomo vi diventa il male.
(I miserabili)

Un uomo si giudicherebbe con ben maggior sicurezza da quel che sogna che da quel che pensa.
(I miserabili)

Si dovrebbe prendere la società ai quattro angoli della tovaglia e buttar tutto in aria!
(I miserabili)

La donna sente e parla col tenero istinto del cuore, ch’è infallibile. Nessuno sa dire meglio d’una donna, cose dolci e profonde: dolcezza e profondità, ecco la donna. Ed ecco il cielo.
(I miserabili)

Certe persone sono cattive unicamente per bisogno di parlare. La loro conversazione, chiacchiera nei salotti e cicaleccio nelle anticamere, somiglia a quei camini che consumano presto la legna: occorre loro molto combustibile, il prossimo.
(I miserabili)

L’oscurità dà le vertigini. L’uomo ha bisogno della luce: e chiunque si tuffi nell’opposto della luce si sente il cuore stretto. Quando l’occhio vede nero, la mente vede confuso; nell’eclisse, nella notte, nella caliginosa opacità v’è l’ansia, anche per i più forti.
(I miserabili)

La pigrizia è madre: ha un figlio, il furto, e una figlia, la fame.
(I miserabili)

Ogni bocca di sapiente che fa complimenti a un altro sapiente è un vaso di fiele spalmato di miele.
(I miserabili)

L’ostilità è aperta ovunque vi sia una bella donna.
(I miserabili)

Gli esseri i più feroci, sono disarmati quando s’accarezzano i loro figli.
(I miserabili)

Certi pensieri sono delle preghiere. Ci sono momenti in cui, qualunque sia l’atteggiamento del corpo, l’anima è in ginocchio.

Il destino, quando apre una porta, ne chiude un’altra. Dati certi passi avanti, non è possibile tornare indietro.
(L’uomo che ride)

Una donna degna d’essere amata deve esser capace di far perdere all’innamorato la ragione e l’egoismo. Deve possedere tutto quanto occorre per fare impazzire un uomo e rendere grande un’anima.
(Oceano)

La malinconia è la felicità di essere triste.
(I lavoratori del mare)

Fra innamorati le spiegazioni sono necessarie; fra amici sono superflue. L’affetto reciproco non ha quel grado di ardente sensibilità che fa sì che il minimo screzio sia un tormento. I vecchi amici si amano anche se ci sono degli screzi.
(Oceano)

Quando si è alla fine della vita, morire significa partire; ma quando si è al principio di essa, partire vuol dire morire.
(I miserabili)

La musica esprime ciò che è impossibile da dire e su cui è impossibile tacere.
(Canti del crepuscolo)

Ah! Non insultate mai la donna che cade! Chissà sotto quale fardello quella povera anima soccombe!

Nel destino di ogni uomo può esserci una fine del mondo fatta solo per lui. Si chiama disperazione. L’anima è piena di stelle cadenti.
(L’uomo che ride)

L’indietreggiare nel senso inverso dei nostri vizi, ci conduce ai vizi opposti.
(L’uomo che ride)

L’uomo è cattivo, l’uomo è deforme; la farfalla è riuscita, ma l’uomo ha fatto fiasco. Dio ha sbagliato questo animale. Una folla è una accolta di orrori; il primo venuto è un miserabile e chi dice donna dice danno.
(I miserabili)

Ho un padrone: è il dovere; ho un giudice: sono io.
(Oceano)

Gli ipocriti più miti sono anche i più temibili. Le maschere di velluto sono sempre nere.
(Oceano)

Non domandate il nome a colui che vi chiede un ricovero. Ha bisogno d’asilo soprattutto colui che ha un nome imbarazzante.
(I miserabili)

V’è nulla di più stupido del vincere; la vera gloria sta nel convincere.
(I miserabili)

L’amore vero si dispera o va in estasi per un guanto perduto o per un fazzoletto trovato, e ha bisogno dell’eternità per la sua devozione e le sue speranze. Si compone insieme dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo.
(I miserabili)

Non si può impedire al pensiero di tornare ad un’idea, più di quanto non si possa impedire al mare di tornare ad una sponda. Per il marinaio, questa faccenda si chiama la marea; per il colpevole, essa si chiama rimorso. Dio solleva l’anima come l’oceano.
(I miserabili)

Il cuore vive finché ha qualcosa da amare, così come il fuoco finché ha qualcosa da bruciare.
(Oceano)

L’unico vero lettore, è il lettore attento.
(L’uomo che ride)

Alla zampa di ogni uccello che vola è legato il filo dell’infinito.

La verità è come il sole: fa veder tutto, ma non si lascia guardare.
(Oceano)

Talvolta amico è parola priva di senso, nemico mai.
(Oceano)

L’anima dell’uomo ha tre chiavi che aprono tutto: la cifra, la lettera, la nota. Sapere, pensare, sognare.
(Oceano)

Dite che il poeta è tra le nuvole, ma tra le nuvole è anche la folgore.

L’uomo tende con tale naturalezza alla sofferenza e al dolore che la gioia, per lui, è solo un’occasione per distogliersene. I suoi piaceri li chiama diversivi.
(Oceano)

La natura si vergogna del nostro orgoglio. Quando l’uomo si erge più alto, il filo d’erba si china più in basso.
(Oceano)

Legge dell’uomo è di peccare il meno possibile. Non peccare affatto è il sogno dell’angelo; ma tutto quello che è terrestre è sottoposto al peccato, poiché il peccato è una gravitazione.
(I miserabili)

Non c’è il nulla. Zero non esiste. Ogni cosa è qualche cosa. Niente non è niente.
(I miserabili)

C’è nel giorno un’ora serena che si potrebbe definire assenza di rumore, è l’ora serena del crepuscolo.
(Victor Hugo)

Zero, non volendo andar nudo, s’è vestito di vanità.
(I miserabili)

Gesù disse: amate. La chiesa dice: pagate.
(La leggenda dei secoli)

Chi è soltanto audace non ha che un temperamento; chi è soltanto coraggioso non ha che una virtù; l’ostinato nel vero ha la grandezza. Quasi tutto il segreto delle anime grande si racchiude in questa parola: perseverando. La perseveranza è, rispetto al coraggio, ciò che è la ruota rispetto alla leva: il perpetuo rinnovarsi del punto d’appoggio.
(I lavoratori del mare)

Il Domani compie irresistibilmente l’opera sua, e la comincia oggi, arrivando sempre al suo scopo, nei modi più strani.
(I miserabili)

C’è una cosa più forte di tutti gli eserciti del mondo, e questa è un’idea il cui momento è ormai giunto.
(Storia di un crimine)

Gli occhi che piangono di più sono anche quelli che vedono meglio.
(Oceano)

La croce è folle; da ciò la sua gloria.
(I lavoratori del mare)

Il vero artista si comporta come un uccello posatosi su un fragile ramo che lo sente cedere sotto il suo peso ma canta ugualmente perché sa di avere le ali.

La popolarità? Spiccioli della gloria.
(Ruy Blas)

Non è la carne che è reale, è l’anima. La carne è cenere, l’anima è fiamma.
(L’uomo che ride)

Tradurre: travasare un liquido da un vaso dal collo grande a un vaso dal collo stretto. Si perde sempre qualcosa.

L’invenzione della stampa è il più grande avvenimento della storia. È la rivoluzione madre. È il modo di espressione dell’umanità che si rinnova totalmente, è il pensiero umano che lascia una forma e ne prende un’altra, è il vero mutamento di pelle di quel serpente simbolico che, da Adamo in poi, rappresenta l’intelligenza.
(Notre-Dame di Parigi)

Inferno cristiano: fuoco; inferno pagano: fuoco; inferno maomettano: fuoco; inferno indù: fiamme. A credere alle religioni, dio è un rosticciere.
(Cose viste)

I fanciulli accettano subito, familiarmente, la gioia e la felicità, poiché sono essi stessi felicità e gioia.
(I miserabili)

Un punto microscopico brilla, poi un altro, poi un altro: è l’impercettibile, è l’enorme. Questo lumicino è un focolare, una stella, un sole, un universo; ma questo universo è niente. Ogni numero è zero di fronte all’infinito
(I lavoratori del mare)

Ecco il mio motto: progresso costante. Se Dio avesse voluto che l’uomo indietreggiasse, gli avrebbe messo un occhio dietro la testa. Noi guardiamo sempre dalla parte dell’aurora, del bocciolo, della nascita
(I novantatré)

Sappiamo che esiste una filosofia che nega l’infinito. C’è anche una filosofia classificata patologicamente, che nega il sole. Questa filosofia si chiama cecità.
(I miserabili)

L’uomo giusto aggrotta le ciglia, ma non sorride mai d’un sorriso cattivo. Comprendiamo la collera, non la malignità.
(I miserabili)

Se uno scrittore dovesse scrivere soltanto per il suo tempo, avrei dovuto spezzare la mia penna e gettarla via.

Sono i libri che un uomo legge, quelli che lo accusano maggiormente.
(I miserabili)

Un complimento è come un bacio dato attraverso un velo.
(I miserabili)

Si è tanto abusato dello sguardo, nei romanzi d’amore, che si è finito per non averne più stima; e solo a stento si osa dire, ora, che due esseri si sono amati, perché si sono guardati. Eppure proprio così, e solo così ci si ama; il resto è soltanto il resto, e vien dopo.
(I miserabili)

La mente si arricchisce di quel che riceve, il cuore di quel che dà.

Preferirei un inferno intelligente a un paradiso stupido.
(Novantatrè)

Dio è il braccio, il caso è la fionda, l’uomo è il sasso. Provate a resistere, una volta lanciati.

Chi dà ai poveri presta a Dio.

C’è gente che pagherebbe per vendersi.

L’invidia è una buona stoffa per confezionare una spia.
(L’uomo che ride)

La spia va a caccia per conto d’altri, come il cane; l’invidioso va a caccia per conto proprio, come il gatto.
(L’uomo che ride)

È il destino che mescola le carte, ma è l’uomo che gioca la partita.

L’oppresso che accetta l’oppressione finisce per farsene complice.
(Su William Shakespeare)

La libertà comincia dall’ironia.
(La leggenda dei secoli)

Amare è la metà di credere.
(Canti del crepuscolo)

Io dico che l’umanità ha un sinonimo: eguaglianza; e che sotto il cielo vi è una cosa soltanto davanti alla quale dobbiamo inchinarci: il genio; ed una soltanto davanti alla quale dobbiamo inginocchiarci: la bontà.

Signori, l’uomo è divino. Dio non aveva fatto che l’acqua, ma l’uomo ha fatto il vino!

L’avvenire, fantasma a mani vuote, Che tutto promette e nulla ha!
(Le voci interiori)

Che cos’è la coscienza? È la bussola dell’ignoto.
(I miserabili)

Una parola che vi sfugga, presa nell’ingranaggio sconosciuto, può trascinarvi interamente sotto non si sa quali ruote.
(L’uomo che ride)

Parimente, quando ha esaurito tutte le miserie, le privazioni, le tempeste, i ruggiti, le catastrofi, le agonie, contro un uomo rimasto ancora in piedi, la Fatalità sorride, e l’uomo, divenuto ebbro all’improvviso, barcolla.
(L’uomo che ride)

Amici miei, tenete a mente questo: non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori.
(I miserabili)

Nulla somiglia tanto alla bocca d’un cannone quanto l’orlo d’una bottiglia d’inchiostro.
(Oceano)

Le città al pari delle foreste, hanno antri in cui si nasconde tutto ciò che esse hanno di più cattivo e di più terribile.
Solo che, nella città, ciò che si nasconde così è feroce, immondo e misero, cioè brutto; nelle foreste, ciò che si nasconde è feroce, selvaggio e grande, cioè bello. Tana per tana, quella delle bestie è preferibile a quella degli uomini. Le caverne sono meglio dei tuguri.
(I miserabili)

A torto si è voluto fare della borghesia una classe. La borghesia è semplicemente la parte soddisfatta del popolo. Il borghese è l’uomo seduto. Una sedia non è una casta
(I miserabili)

Gli animali hanno un grosso vantaggio sugli uomini: non possono essere stupidi.
(Oceano)

La speranza sarebbe la più grande delle forze umane se non esistesse la disperazione.
(Novantatré)

In letteratura il modo migliore per avere ragione è essere morti.

La ragione è l’intelligenza che fa esercizio fisico. L’immaginazione è l’intelligenza con un’erezione.

Ogni civiltà incomincia dalla teocrazia per finire nella democrazia.
(Notre-Dame di Parigi)

Un esercito è uno strano capolavoro di combinazioni, in cui la forza risulta da una somma enorme d’impotenza; in tal modo si spiega la guerra dell’umanità contro l’umanità, malgrado l’umanità.
(I miserabili)

Mario aveva ancor troppo poco vissuto, per sapere che non v’è nulla di più imminente dell’impossibile e che se v’è una cosa che bisogna sempre prevedere, è l’imprevisto.
(I miserabili)

Dio dà l’aria agli uomini e la legge la vende loro.
(I miserabili)

La donna nuda è una donna armata.
(L’uomo che ride)

Vero o falso che sia, quel che si dice degli uomini occupa spesso altrettanto posto nella loro vita, e soprattutto nel loro destino, quanto quello che fanno.
(I miserabili)

I tempi primitivi sono lirici, i tempi antichi sono epici, i tempi moderni sono drammatici.
(I miserabili)

Negli occhi del giovane, arde la fiamma; negli occhi del vecchio, brilla la luce.

Alla gente non manca la forza; manca la volontà.

La religione non è altro che l’ombra gettata dall’universo sull’intelligenza umana

Se Dio non avesse fatto la donna, non avrebbe fatto neppure il fiore.
(Le contemplazioni)

Cos’è un tuo bacio? Un lambire di fiamma.
(Notre-Dame di Parigi)

Comunismo. Un’uguaglianza di aquile e di passerotti, di colibrì e di pipistrelli, che consisterebbe nel mettere tutte le ali nella stessa gabbia e tutte le pupille nello stesso crepuscolo. Non ne voglio sapere.

Sapere, a volte sconcerta e spesso sconsiglia. Gama, sapendo, avrebbe indietreggiato di fronte al Capo delle Tempeste. Se Cristoforo Colombo fosse stato buon cosmografo, non avrebbe scoperto l’America. Se Galvani fosse stato un perfetto scienziato e avesse saputo che cos’è il ‘movimento di ritorno’, senza dubbio il sussulto della rana morta non avrebbe risvegliato la sua curiosità, non sarebbero state inventate quelle leggi meravigliose alle quali si è dato il nome di ‘galvanismo’; il secondo uomo che salì sul Monte Bianco fu uno scienziato, Saussure, il primo fu un pastore, Balma. Tali casi, diciamolo sorvolando, sono eccezioni che non menomano affatto la scienza, la quale resta la regola. L’ignorante può trovare; lo scienziato solo inventa.
(I lavoratori del mare)

Un ipocrita è un paziente nella doppia accezione del termine. Calcola un trionfo e sopporta un supplizio.

Un creditore è peggio di un proprietario di schiavi, perché il padrone possiede solo la tua persona, ma un creditore possiede la tua dignità, e può comandarla.

Che un uomo, sia pure dotato della più gran fermezza ed energia, cada in deliquio ad un’improvvisa percossa della fortuna, non deve meravigliare. Si uccide un uomo con l’imprevisto come un bue con la mazza.
(L’uomo che ride)

Prima della galera, ero un povero contadino, pochissimo intelligente, una specie d’idiota; e la galera m’ha cambiato. Ero stupido e sono diventato malvagio; ero un ceppo e sono diventato tizzone.
(I miserabili)

Quello che ci manca ci attira. Nessuno ama la luce come il cieco.
(I miserabili)

I grandi sono cià che vogliono, i piccoli ciò che possono.
(L’uomo che ride)

La sera, prima di coricarsi, disse ancora: «Non dobbiamo mai temere i ladri e gli assassini; sono pericoli esterni, piccoli. Ma dobbiamo temere noi stessi. I pregiudizi, ecco i ladri; i vizi, ecco gli omicidi. I grandi pericoli sono in noi. Cosa importa quel che minaccia il nostro capo o la nostra borsa? Pensiamo solo a quello che può minacciare la nostra anima.
(I miserabili)

L’estate che fugge è un amico che parte.
(Tutta la lira)

L’unico pericolo sociale è l’ignoranza.
(I miserabili)

Il ramo, quando una mano si approssima per staccarne un fiore freme e sembra nel medesimo tempo voler sfuggire a volersi offrire. Il corpo umano ha un simile fremito quando arriva l’istante in cui le dita misteriose della morte vogliono cogliere l’anima
(I miserabili)

Vorrei non procurarti altro che gioia e circondarti di una felicità calma e continua per compensarti un po’ di tutto quello che mi dai a piene mani nella generosità del tuo amore.

Quando due anime infine si sono trovate, si sono scoperte compatibili e complementari, hanno compreso di essere fatte l’una per l’altra, di essere, dunque, simili, si stabilisce tra loro per sempre un legame, ardente e puro, proprio come loro, un legame che inizia sulla terra e continua per sempre nei cieli… È questo l’amore che tu ispiri in me.

Credo ciò che dico, faccio ciò che credo.

La Francia ha perso un grande romanzo stanotte.
(Victor Hugo, La mattina dopo aver dormito con la sua amante)

La vita è una frase interrotta.