Le frasi più belle e famose di Cartesio

Cartesio, in francese René Descartes (31 marzo 1596 – Stoccolma, 11 febbraio 1650), è ritenuto il fondatore della matematica e della filosofia moderna.

Presento una raccolta delle frasi più belle e famose di Cartesio. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni, aforismi e pensieri di Blaise Pascal, Le frasi più belle e famose di Immanuel Kant e Le frasi più belle e famose di Spinoza.

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Le frasi più belle e famose di Cartesio

Cogito ergo sum – Penso dunque sono.
(in realtà in latino Cartesio scrive “Ego cogito, ergo sum, sive existo“, che, tradotto dal latino, suona come: “Io penso, dunque sono, ossia esisto”)

Quello che so, è che esisto e che sono pensante.

E che cosa devo pensare ora, quando suppongo che un potentissimo ingannatore – e, se è giusto dirlo, maligno – si adopera in ogni modo ad ingannarmi quanto può? (…) Mi è sembrato di provare molte sensazioni nel sonno, che poi mi sono accorto di non aver provato. Pensare? Ho trovato: è il pensiero; questa sola facoltà non può essere staccata da me. “Io sono, io esisto”; è certo. Ma per quanto tempo? Evidentemente per tutto il tempo che penso; infatti potrebbe anche accadere che, se cessassi da ogni pensiero, cessassi di essere tutto quanto.

Dunque sono esattamente soltanto una cosa che pensa, cioè una mente, un animo, un intelletto o piuttosto una ragione, parole che prima erano, per me, prive di significato. Ma dunque sono una cosa, e che esiste realmente. Ma quale cosa? L’ho detto: una cosa che pensa.

Conversare con uomini d’altri secoli é quasi lo stesso che viaggiare.

Dubium sapientiae initium – Il dubbio è l’origine della saggezza.

De omnibus dubitandum – Dubita di tutto.

Se vuoi essere un vero cercatore della verità, è necessario che almeno una volta nella tua vita tu dubiti, per quanto possibile, di tutte le cose.

Provando a mettere in discussione tutto. Abbiamo portato il dubbio all’ennesima potenza, l’abbiamo fatto cadere su ogni cosa, ma non siamo riusciti a farlo cadere sulla nostra stessa esistenza.

Chi pensa esiste.
Chi non pensa non esiste.
Se si pensa di esistere, si esiste perché si pensa.

Io sono un essere che pensa, che dubita, che nega, che conosce solo poche cose, che ne ignora molte, che odia, che vuole e che non vuole, che immagina, che ama e che sente. E che pur sapendo che tutte queste cose potrebbero anche non esistere, sa invece che esistono tutte dentro il suo cervello.

La ragione è la sola cosa che ci rende uomini.

Natura abhorret vacuum – La natura ha orrore del vuoto

Il più grande bene che possa esservi in uno Stato è avere dei veri filosofi.

Sono abituato a dormire e nei miei sogni immaginare le stesse cose che i pazzi immaginano quando sono svegli.

L’ingratitudine è una mescolanza di egoismo, orgoglio e stupidità

Il buon senso è tra tutte le cose quella meglio distribuita: ciascuno infatti ritiene di esserne così ben fornito, che persino quelli che su di ogni altra cosa sono i più difficili a contentarsi, di solito non ne desiderano di più di quanto non ne posseggono.

Le passioni sono tutte buone per natura: bisogna solo evitarne il cattivo uso e l’eccesso.

Notai che la verità: io penso, dunque sono era così solida e certa, che non avrebbero potuto rimuoverla neppure le più stravaganti supposizioni degli scettici, e quindi giudicai che potevo accoglierla senza esitazione, come primo principio della filosofia che andavo ricercando.

Volendo seriamente ricercare la verità delle cose, non si deve scegliere una scienza particolare, infatti esse sono tutte connesse tra loro e dipendenti l’una dall’altra. Si deve piuttosto pensare soltanto ad aumentare il lume naturale della ragione, non per risolvere questa o quella difficoltà di scuola, ma perché in ogni circostanza della vita l’intelletto indichi alla volontà ciò che si debba scegliere.

Spero che i posteri mi giudicheranno con benevolenza, non solo per le cose che ho spiegato, ma anche per quelle che ho intenzionalmente omesso, così da lasciare ad altri il piacere della scoperta.

La ragione non è nulla senza l’immaginazione.

Se l’uomo è libero, allora è Dio che non lo è.

Non c’è anima tanto debole che non possa ben guidata acquistare un assoluto dominio delle sue passioni.

È assai più l’abitudine e l’esempio a persuaderci di qualche cosa anziché una conoscenza certa.

È almeno certo, tanto quanto una dimostrazione in geometria, che Dio è o esiste.

I numeri perfetti sono molto rari, proprio come gli uomini perfetti.

Non c’è nulla interamente in nostro potere, se non i nostri pensieri.

Vivere senza filosofare è in realtà lo stesso che tenere gli occhi chiusi senza tentare di aprirli.

Ogni problema che ho risolto è diventato regola che è servita più tardi per risolvere altri problemi

Non mancano dolcezze nell’amare qualcuno senza osare di dichiararglielo.

Già dall’epoca del collegio avevo imparato che niente di così strano e poco credibile si può immaginare, che non sia stato sostenuto da qualche filosofo; e poi, viaggiando, mi ero reso conto che non tutti quelli che la pensano molto diversamente da noi sono perciò barbari e selvaggi, anzi.

Le percezioni dei sensi non insegnano che cosa ci sia veramente nelle cose; ma che cosa giovi o nuoccia al corpo umano.

Tutto ciò che ho ammesso fino ad ora come il sapere più vero e sicuro, l’ho appreso dai sensi: ora, ho qualche volta provato che questi sensi erano ingannatori, ed è regola di prudenza non fidarsi mai interamente di quelli che ci hanno una volta ingannati.

Nella foggia dei nostri abiti la stessa cosa che ci è piaciuta dieci anni fa, e che forse ci piacerà di nuovo prima che ne passino altri dieci, ci sembra oggi stravagante e ridicola.

Dunque, donde nascono i miei errori? Da ciò solo, che la volontà essendo molto più ampia e più estesa dell’intelletto, io non la contengo negli stessi limiti, ma l’estendo anche alle cose che non intendo, alle quali essendo di per sé indifferente, essa si smarrisce assai facilmente, e sceglie il male per il bene, o il falso per il vero. E questo fa sì ch’io m’inganni e pecchi.

So che gli animali fanno molte cose meglio di noi, ma questo non mi sorprende. Si può citare questo esempio persino per provare che essi agiscono naturalmente e meccanicamente, come un orologio che segna il tempo meglio di quanto faccia il nostro giudizio. Senza dubbio quando le rondini arrivano in primavera, agiscono come orologi.

Tutto quel che dicono gli atei per impugnare l’esistenza di Dio dipende sempre, o dal fingere in Dio affezioni umane, o dall’aver attribuito ai nostri spiriti tanta forza e saggezza da far presumere di determinare e comprendere ciò che Dio può e deve fare.

Vedo manifestamente che si trova più realtà nella sostanza infinita che nella sostanza finita, e quindi che ho, in certo modo, in me prima la nozione dell’infinito che del finito, cioè prima la nozione di Dio che di me stesso. Perché come potrei conoscere che dubito e che desidero, cioè che mi manca qualcosa, e che non sono del tutto perfetto, se non avessi in me idea di un essere più perfetto del mio, dal cui paragone riconoscere i difetti della mia natura?

Le due operazioni della nostra comprensione, intuizione e deduzione, sone le sole sulle quali abbiamo detto si deve fare affidamento per l’acquisizione della conoscenza.

Io sono davvero sorpreso quando considero quanto sia debole la mia mente e quanto prona all’errore.

Lo spirito umano, riflettendo su sé stesso, conosce di non essere altro che una cosa che pensa.

La moltitudine delle leggi fornisce spesso scuse ai vizi.

Anche se la capacità di imbrogliare è segno di acutezza e di potere, l’intenzione di imbrogliare è senza dubbio segno di cattiveria o di debolezza.

La maggioranza dei consensi non è una prova che valga per stabilire verità piuttosto ardue a scoprire, perché in tal caso è di gran lunga più probabile che sia stato un solo uomo a scoprirle che non un intero popolo.