Frasi, citazioni e aforismi di Herman Melville

Herman Melville (New York, 1 agosto 1819 – New York, 28 settembre 1891) è stato uno scrittore statunitense, autore nel 1851 del romanzo Moby Dick, considerato uno dei capolavori della letteratura americana.

Su Herman Melville e Moby Dick, Carl Schmitt scrive: “Melville è per gli oceani del mondo quello che Omero è per il Mediterraneo orientale. In un formidabile romanzo, Moby Dick (1851), egli ha scritto la storia della grande balena Moby Dick e del suo cacciatore, il capitano Achab, e creato così il più grande epos dell’oceano in quanto elemento”.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Herman Melville. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla balena, Frasi, citazioni e aforismi sul mare e Le frasi più belle di Edgar Allan Poe.

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Frasi, citazioni e aforismi di Herman Melville

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Moby Dick o la balena (Moby-Dick or The Whale, 1851)

Chiamatemi Ismaele. Qualche anno fa — non importa ch’io vi dica quanti — avendo poco o punto denaro in tasca e niente che particolarmente m’interessasse a terra, pensai di mettermi a navigare per un po’, e di vedere così la parte acquea del mondo. Faccio in questo modo, io, per cacciar la malinconia e regolare la circolazione.
(Incipit di Moby Dick)

Ogniqualvolta mi accorgo di mettere il muso; ogniqualvolta giunge sull’anima mia un umido e piovoso novembre; ogniqualvolta mi sorprendo fermo, senza volerlo, dinanzi alle agenzie di pompe funebri o pronto a far da coda a ogni funerale che incontro; e specialmente ogniqualvolta l’umor nero mi invade a tal punto che soltanto un saldo principio morale può trattenermi dall’andare per le vie col deliberato e metodico proposito di togliere il cappello di testa alla gente — allora reputo sia giunto per me il momento di prendere al più presto il mare
(Incipit di Moby Dick)

Il mare è l’immagine dell’inafferrabile fantasma della vita.

Sulla terra non c’è follia degli animali che non sia infinitamente superata dalla demenza degli uomini.

Quanto a me, io sono tormentato da una smania sempiterna per le cose lontane. Mi piace navigare mari proibiti e approdare su coste barbariche.

Ora nuotare in oceano aperto… per chi sia esperto di nuoto è facile come viaggiare a terra su di una carrozza… ma la spaventosa solitudine ad essere intollerabile. L’intenso concentrarsi dell’io in una tale crudele immensità mio Dio chi potrà mai esprimerlo?

Queequeg era nativo di Rokovoko, un’isola lontanissima a sud-ovest. Non è segnata in nessuna carta: i luoghi veri non lo sono mai.

Secondo me Achab deve avere quella che a terra chiamano la coscienza; è una specie di micragna, dicono, peggio del mal di denti.

Achab era socialmente inaccessibile. Era incluso di nome nel censimento della Cristianità, ma di fatto vi era sempre estraneo. Viveva nel mondo come l’ultimo degli orsi feroci viveva nel Missouri.

Tutti i grandi uomini tragici lo sono per via di qualcosa di anormale. Puoi starne sicuro, tu giovane ambizioso, che ogni grandezza mortale non è che malattia

Deviarmi? La via del mio fermo proposito è segnata da rotaie di ferro per correre sulle quali il mio spirito è scanalato. Su precipizi senza fondo, attraverso i cuori infestati delle montagne, sotto i letti dei torrenti, io mi precipito infallibilmente. Nessun ostacolo c’è, nessun gomito su questa mia strada di ferro.

Sdegnai la terra limitata – quella strada comune tutta segnata dalle impronte di tacchi e di zoccoli servili – e mi volsi ad ammirare la magnanimità del mare che non lascia ricordi.

Chi di voi mi segnala una balena con la testa bianca, la fronte rugosa e la mandibola storta, chi di voi avvista questa balena bianca con tre buchi nella pinna destra della coda, guardate! Chi segnala questa balena avrà questa oncia, ragazzi.

Laggiù soffia! Laggiù soffia! La gobba come un mucchio di neve! È Moby Dick!

Perché una baleniera è stata la mia Yale, e anche la mia Harvard.

Per raggiungere il suo obiettivo Achab doveva servirsi di strumenti; e di tutti gli strumenti in uso all’ombra della luna, gli uomini sono i più soggetti a guastarsi.

Ho veduto la Passione e la Vanità battere i piedi sulla magnanima terra vivente, ma non per questo la terra alterare le sue maree e le sue stagioni.

Credo che ciò che chiamano la mia ombra sulla terra sia la mia sostanza vera. Credo che nel guardare alle cose spirituali noi siamo come ostriche che osservano il sole attraverso l’acqua e ritengono quell’acqua densa la più sottile delle atmosfere. Credo che il mio corpo sia soltanto la feccia del mio essere migliore. Di fatto, prenda il mio corpo chi vuole: prendetelo, non sono affatto io. E allora tre evviva a Nantucket, e venga la lancia sfondata, e il corpo sfondato, quando vogliono, poiché, di sfondarmi l’anima, nemmeno Giove è capace.

Per me la Balena Bianca è questo muro, che mi è stato spinto accanto. Talvolta penso che di là non ci sia nulla. ma mi basta. Essa mi occupa, mi sovraccarica: io vedo in lei una forza atroce innerbata da una malizia imperscrutabile.

Dobbiamo continuare a inseguire questo pesce assassino finché non affoga l’ultimo uomo? Dovremo farci tirare da lui in fondo al mare? O farci trascinare all’inferno?
Oh si, continuare la caccia è un’empietà e una bestemmia!

Ma è tutta gente di terra; negli altri giorni della settimana è rinchiusa tra pareti di assi e intonaco – legata ai banchi d’una bottega, inchiodata ai sedili, attaccata alle scrivanie.

Che cos’è mai, quale cosa senza nome, imperscrutabile e ultraterrena è mai; quale signore e padrone nascosto e ingannatore, quale tiranno spietato mi comanda, perché contro tutti gli affetti e i desideri umani, io debba continuare a sospingere, ad agitarmi, a menare gomitate senza posa, accingendomi temerario a ciò che nel mio cuore, vero, naturale, non ho mai osato nemmeno di osare?

Achab ammucchiava sulla gobba bianca della balena la somma di tutta la rabbia, di tutto l’odio sentiti dalla sua razza fin dai tempi di Adamo; e poi, come se il suo petto fosse stato un mortaio, le sparava addosso la carica del suo cuore ardente.

Oh, Dio! quali estasi torturanti sopporta colui che è consumato da un’unica inappagata brama di vendetta! Dorme coi pugni serrati; e si sveglia con le unghie piene di sangue che gli trafiggono le palme.

Nel giro di un istante, i grandi cuori condensano qualche volta, in una sola fitta acutissima, la somma di tutte quelle scialbe sofferenze benevolmente disperse lungo tutta la vita di uomini più deboli.

Oh! c’era un tempo che, come l’aurora nobilmente m’incitava, così il tramonto mi portava sollievo. Ora non più. Questa bella luce non mi rischiara più: ogni bellezza mi è d’angoscia, dacchè non posso più goderla. Dotato della percezione superiore, mi manca la bassa potenza di godere: sono dannato così nel modo più sottile e perverso; sono dannato in mezzo al Paradiso! Addio! Addio!

C’è una saggezza che è dolore, ma c’è un dolore che è follia.

Siediti come un sultano tra le lune di Saturno e prendi l’uomo solo, molto in astratto: ti sembrerà un prodigio, una grandezza e un dolore. Ma dallo stesso pulpito prendi l’umanità in massa e, nella maggior parte, ti sembrerà un’accozzaglia di duplicati superflui, sia contemporanei che ereditari.

Non sognare mai con la mano alla barra! Non voltare le spalle alla bussola; accetta il primo avvertimento del timone che sussulta, e non credere al fuoco artificiale, quando la sua vampata fa apparire spettrale ogni cosa. Domani, alla luce naturale del sole, i cieli saranno limpidi. Quelli che luccicavano come demoni tra le fiamme forcute, il mattino li farà apparire assai più netti, più docili almeno; il sole glorioso, aureo e felice, l’unica vera luce: tutte le altre non sono che menzogne!

Un angelo non è altro che un pescecane ben controllato.

Una risata è la risposta più saggia, la più facile a tutto quello che è strampalato; e accada quel che deve accadere, rimane sempre una consolazione.

Se io fossi il vento, non soffierei più su un mondo tanto malvagio e miserabile… Eppure, lo ripeto e lo giuro, c’è qualcosa di glorioso e di benigno nel vento.

Per produrre un grande libro, bisogna scegliere un grande argomento. Nessun opera grande e duratura potrà mai venire scritta sulla pulce, benché molti abbiano tentato.

Nel tempestoso Atlantico del mio essere, io sempre godo di una muta calma nell’intimo e, mentre pesanti pianeti di dolore incessante mi ruotano intorno, laggiù in fondo continuo a bagnarmi in un’eterna soavità di gioia.

La pazzia umana è spesso una cosa scaltra e terribilmente felina. Quando pensi che se ne sia andata, può darsi che si sia soltanto trasformata in qualche forma ancora più subdola.

L’inferno è un’idea nata in origine dall’indigestione di un pasticcio di mele.

Dio ti aiuti, vecchio, i tuoi pensieri hanno creato una creatura dentro di te; e colui che l’intensità del pensiero rende un Prometeo, di quel cuore per sempre si ciberà un avvoltoio; quell’avvoltoio è la creatura stessa che egli crea.

Anche se in molti dei suoi aspetti questo mondo visibile sembra formato nell’amore, le sfere invisibili furono formate nella paura.

La vera forza non toglie mai alla bellezza o all’armonia, spesso anzi dona; e in tutto ciò che è sovranamente bello la forza ha larga parte nell’incantesimo.

Il giro del mondo! In questa frase c’è di che ispirare orgogliosi sensi; ma dove mai conduce tutta questa circumnavigazione? Attraverso pericoli innumerevoli, solamente allo stesso punto dal quale siamo partiti, dove coloro che ci siamo lasciati dietro, al sicuro, sono sempre stati davanti a noi.

È come se tu vedessi bagliori di quella nostra verità insopportabile: che il pensiero, tutto il pensiero serio e profondo, non è che l’impavido sforzo della mente di mantenersi libera in mare aperto, mentre i venti più violenti della terra e del cielo cospirano per gettarla sulla costa miserabile e infida.

Il caso, sebbene costretto al suo gioco tra le linee dritte della necessità, e diretto obliquamente nei suoi movimenti dal libero arbitrio, sebbene così comandato da quei due, il caso li comanda a turno, e dà l’ultimo colpo, quello che li forma, agli eventi.

In questo mondo, il peccato che paga può viaggiare liberamente e senza passaporto, mentre la virtù, se è povera, viene fermata a ogni frontiera.

Le cose più meravigliose sono sempre quelle inesprimibili, le memorie profonde non concedono epitaffi.

La vecchiaia ama sempre la veglia; quasi che l’uomo, quanto più lungo è il tempo che l’ha tenuto allacciato alla vita, tanto di meno abbia a che fare con ciò che rammenta la morte.

Qualunque sia la superiorità intellettuale di un uomo, essa non può mai assumere una supremazia pratica e utile sugli altri senza l’aiuto di qualche artificio e schermo, che in se stesso sarà sempre più o meno basso e meschino.

Meglio dormire con un cannibale sobrio che con un cristiano ubriaco.

Se non puoi ottenere niente di meglio dal mondo, ricavane almeno un buon pasto.

Il mare nero si gonfiava, si gonfiava senza posa, come se le sue grandi maree fossero la sua coscienza, e la grande anima del mondo sentisse angoscia e rimorso del lungo peccato e dolore che aveva causato.

Gli uomini possono apparire detestabili come società per azioni e come popoli; furfanti possono essere, sciocchi e assassini; gli uomini possono avere volti ignobili e insignificanti; l’uomo ideale tuttavia è una creatura tanto nobile e splendente, tanto grandiosa e luminosa che sopra ogni sua macchia ignominiosa tutti i suoi compagni dovrebbero affrettarsi a gettare i loro manti più preziosi

Un uomo totalmente privo di paura è un compagno molto più pericoloso di un vigliacco.

Una nobile nave, ma in qualche modo una nave malinconica. Tutte le cose nobili hanno un’ombra di malinconia.

Non c’è progresso fermo e irreversibile in questa vita; non avanziamo per gradi fissi verso l’ultima pausa finale: attraverso l’incanto inconscio dell’infanzia, la fede spensierata dell’adolescenza, il dubbio della gioventù (destino comune), e poi lo scetticismo, e l’incredulità, per fermarci alla fine, maturi, nella pace pensosa del Forse. No, una volta arrivati alla fine ripercorriamo la strada, e siamo eternamente bambini, ragazzi, uomini e Forse. Dov’è l’ultimo porto da cui non salperemo mai più? In quale etere estatico naviga il mondo, di cui i più stanchi non si stancano mai?

Di sotto al cappello abbassato sul viso, Achab lasciò cadere una lacrima nel mare; e tutto il Pacifico non conteneva ricchezze pari a quell’unica piccola goccia.

[Ultime parole] Verso di te rotolo, verso di te, balena che tutto distruggi senza riportar vittoria; fino all’ultimo mi azzuffo con te, dal cuore dell’inferno ti trafiggo; in nome dell’odio ti sputo addosso l’estremo respiro. Affonda tutte le bare e tutti i catafalchi in un vortice solo! e poiché né questi né quelle possono essere per me, ch’io ti trascini sbranata mentre continuo a darti la caccia, benché sia legato a te, dannata balena! Così, lascio andare la lancia!

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Bartleby lo scrivano (Bartleby the Scrivener)

La ragione per cui la massa degli uomini teme Dio, e sotto sotto Lo ama poco, è perché tende a fidarsi poco del Suo cuore, e se L’immagina tutto cervello come un orologio.
[The reason the mass of men fear God, and at bottom dislike Him, is because they rather distrust His heart, and fancy Him all brain like a watch]

Ho ancora davanti agli occhi quella figura: pallidamente distinta, penosamente rispettabile, inguaribilmente desolata! Era Bartleby.

La felicità corteggia la luce, perciò pensiamo che il mondo sia felice, mentre la miseria si nasconde tenendosi lontana, così pensiamo che non esista.

Per un essere sensibile, non di rado la compassione è dolore.

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Varie

È meglio fallire nell’originalità che avere successo nell’imitazione. Chi non ha mai fallito in qualcosa non può essere grande. Il fallimento è la vera prova della grandezza
[It is better to fail in originality than to succeed in imitation. He who has never failed somewhere, that man can not be great. Failure is the true test of greatness]

Devi avere un sacco di stanze con vista sul mare per dire la verità.
[You must have plenty of sea-room to tell the truth in]

Il povero vecchio passato, schiavo del futuro.

La più sottile depravazione si unisce abitualmente a una prudenza non comune, perché deve tutto nascondere

Tutte le cose profonde e le emozioni delle cose sono precedute e seguite dal silenzio.

Un sorriso è il mezzo scelto per ogni ambiguità.

La sola vera infedeltà ha luogo quando un uomo vivo vota la propria morte.