Frasi, citazioni e aforismi di Marshall McLuhan

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Marshall McLuhan (Edmonton, 21 luglio 1911 – Toronto, 31 dicembre 1980) è stato un sociologo canadese. Teorico della comunicazione e del nuovo ruolo dei mass media, a Marshall McLuhan si devono il celebre slogan “il mezzo è il messaggio” e la definizione di “villaggio globale”.

Presento un’ampia raccolta di frasi, citazioni e aforismi di Marshall McLuhan. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sui mass media, Frasi, citazioni e aforismi sulla pubblicità e Frasi, citazioni e aforismi sulla comunicazione.

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Frasi, citazioni e aforismi di Marshall McLuhan

La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di pubblicità, non ha nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo.

La pubblicità è la più grande forma d’arte del Ventesimo secolo.
[Advertising is the greatest art form of the twentieth century]

Nel ritmo velocissimo della vita moderna, tutti hanno bisogno di una nuova carriera, di un nuovo lavoro e di una personalità totalmente nuova ogni dieci anni.

Oggi la parola scritta non risponde più al bisogno dell’informazione: è stata inghiottita dall’immagine.

Ognuno tende a fondere la sua identità con quella di altre persone alla velocità della luce. Questo è ciò che si chiama essere un uomo di massa.

Gli intervalli di attenzione diventano sempre più ristretti e ciò si accompagna a un’identità molto debole.

Il pubblico è un numero bombardato da numeri.

L’azione dei media è quella di far accadere le cose piuttosto che di darne conoscenza.

Quando le nuove tecnologie si impongono a società abituate da tempo alle tecnologie più vecchie, ne conseguono ansietà di ogni tipo.

I nuovi media sono nuove lingue, la loro grammatica e sintassi sono ancora sconosciute.

I media stessi sono l’avanguardia della nostra società. Le avanguardie non esistono più nella pittura, nella musica e nella poesia, sono i media stessi.

La nuova interdipendenza creata dall’elettronica ricrea il mondo a immagine di un villaggio globale.

La televisione è sensuale come le calze a rete.

La televisione sta insegnando per tutto il tempo. Fa più educazione delle scuole e di tutte le istituzioni di insegnamento superiore.

Le vere notizie sono le cattive notizie.

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Gli annunci pubblicitari costituiscono l’unica ‘buona notizia’ sul giornale.

L’onnipresenza è diventata una normale dimensione umana.

I padroni dei media si sforzano sempre di dare al pubblico ciò che esso vuole perché sentono che il loro potere è nel medium e non nel messaggio o nel programma.

La mia definizione dei media è molto estesa; include ogni tecnologia che crea estensioni del corpo e dei sensi umani, dai vestiti al computer.

Il contenuto di un medium è sempre un altro medium.

Il medium è il messaggio.
[The medium is the message]

In Gesù Cristo non c’è distanza tra il mezzo e il messaggio: anzi è l’unico caso in cui si può dire che il mezzo e il messaggio si identificano perfettamente.

La luce elettrica è pura informazione. È un medium senza un messaggio.

L’invenzione della stampa abolì l’anonimato, promuovendo il concetto di fama letteraria e l’abitudine di considerare lo sforzo intellettuale come proprietà privata.

La politica sarà rimpiazzata dall’immaginario. Il politico sarà felice di abdicare in favore della sua immagine, perché l’immagine sarò molto più potente di quanto egli potrebbe mai essere.

Le società sono sempre state modellate più dal tipo dei media con cui gli uomini comunicano che dal contenuto della comunicazione.

I sondaggi di opinione creano la non-persona: l’uomo che non è mai esistito.

Più le banche dati registrano informazioni su ciascuno di noi, meno esistiamo.

Oggi il tiranno non governa più con il bastone o con il pugno di ferro ma, travestito da ricercatore di mercato, pascola il suo gregge sui sentieri della praticità e della comodità.

Il lavoro è il narcotico per la noia.

Nulla retrocede come il successo.

La politica offre le risposte di ieri alle domande di oggi.

Il linguaggio fa per l’intelligenza ciò che fa la ruota per i piedi e il corpo. Permette di passare da una cosa all’altra con maggiore facilità e velocità.

In televisione, le immagini vengono proiettate su di te. Tu sei lo schermo. Le immagini ti avvolgono. Tu sei il punto di fuga.

Oggi i modelli di eloquenza non sono i classici, ma le agenzie pubblicitarie.

Gli ambienti non sono solo contenitori, ma sono processi che cambiano totalmente il contenuto.

Ogni tecnologia crea nuove tensioni e nuovi bisogni negli esseri umani che l’hanno generata.

In un’epoca di innovazioni multiple e massicce, l’obsolescenza diventa l’ossessione principale.

La moda e la pubblicità producono uniformità, mentre pretendono di soddisfare la passione del pubblico per la diversità.

Per l’uomo tribale, lo spazio era il mistero incontrollabile. Per l’uomo tecnologico, è il tempo a occupare lo stesso ruolo.

L’accettazione docile e subliminale della loro influenza ha trasformato i media in prigioni senza muri per gli uomini che ne fanno uso.

Inchiostro e fotografia stanno soppiantando carri armati e soldati. La penna diventa di giorno in giorno più potente della spada.

Diventiamo quello che vediamo. Noi diamo forma ai nostri strumenti e da lì in poi i nostri strumenti danno forma a noi.

Con il telegrafo, l’uomo occidentale ha iniziato ad allungare i suoi nervi fuori dal proprio corpo. Le tecnologie precedenti erano state estensioni di organi fisici: la ruota è un prolungamento dei piedi; le mura della città sono un’esteriorizzazione collettiva della pelle. I media elettronici, invece, sono estensioni del sistema nervoso centrale, ossia un ambito inclusivo e simultaneo. A partire dal telegrafo, abbiamo esteso il cervello e i nervi dell’uomo in tutto il globo.

L’era elettronica comporta un malessere totale, come quello che potrebbe provare una persona che abbia il cervello fuori dalla scatola cranica. Siamo diventati particolarmente vulnerabili.

Siamo diventati come l’uomo paleolitico più primitivo, di nuovo vagabondi globali; ma siamo ormai raccoglitori di informazioni piuttosto che di cibo. D’ora in poi la fonte di cibo, di ricchezza e della vita stessa sarà l’informazione.

La fotografia estende e moltiplica l’immagine umana alle proporzioni di una merce prodotta in serie. Le dive del cinema e gli attori più popolari sono da essa consegnati al pubblico dominio. Diventano sogni che col denaro si possono acquistare. Possono essere comprati, abbracciati e toccati più facilmente che le prostitute.

Gli inserzionisti comprano spazio e tempo sui giornali e sulle riviste alla radio e alla tv; in altre parole comprano un pezzo del lettore, dell’ascoltatore o dello spettatore esattamente come se affittassero le nostre case per una riunione pubblica.

In America i film non sono inframmezzati da inserzioni pubblicitarie soltanto perché il cinema è in se stesso la maggior forma di propaganda per i beni di consumo.

Ogni miglioramento nelle comunicazioni aumenta le difficoltà di comprensione.

Una volta che abbiamo consegnato in nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti. Cedere occhi, orecchie e nervi a interessi commerciali è come consegnare il linguaggio comune a un’azienda privata o dare in monopolio a una società l’atmosfera terrestre.

Il contante è la carta di credito del povero.

L’uomo lavora quando è parzialmente coinvolto. Quando è totalmente coinvolto, sta giocando o seguendo la sua passione.

La pubblicità e Hollywood tentano costantemente di penetrare l’inconscio di un vasto pubblico, non per capirne le menti, ma per imporre determinati sogni collettivi e sfruttarli a fini di lucro.

La tecnologia è un invisibile tiranno che porta i suoi effetti distruttivi nei più profondi recessi della psiche, più di quanto possano fare i denti a sciabola della tigre o dell’orso.

Le agenzia di pubblicità esprimono per la collettività ciò che i sogni esprimono per l’individuo.

Le parole e la saggezza non si incontreranno mai.

Lo spirito di rivalità è un’esca sicura, un richiamo fortissimo per tutti coloro che non sono dotati di particolare sensibilità per i valori della vita comune.

Quello di cui c’è bisogno non è attaccare la lampante imbecillità, ma spiegare ciò che la sostiene.

Se ci mettiamo a parlare in una stanza buia, le parole assumono improvvisamente nuovi significati; così tutte le qualità che la pagina stampata ha sottratto al linguaggio ritornano nel buio della radio.

Non è libertà di ascolto la possibilità di accendere o spegnere la radio.

Oggi il futuro non è più pensato come migliore, ma come diverso: non è il futuro umano, ma l’anteprima dei modelli del prossimo anno.

Le società sono sempre state modellate più dalla natura dei media con cui gli esseri umani comunicano che dal contenuto della comunicazione

L’uomo non è una creatura sulla terra che ha un linguaggio, l’uomo è linguaggio.

La maggior parte della gente è terribilmente a disagio se non sa di avere la stessa opinione dei propri simili.

Non essere consapevoli vuol dire non esistere.

Ogni parola parlata è una divinità momentanea.

Ogni tecnologia è un prodotto di base per una comunità, come una materia prima naturale.

Ogni tecnologia ha il potere di ottundere la consapevolezza umana.

Non c’è più pubblico nel nostro mondo, su questo pianeta tutto il pubblico è stato reso attivo e partecipe.

I media sono materie prime come le risorse naturali, come il carbone, il cotone o il petrolio.

L’artista è una persona esperta nell’addestramento della percezione.

La portabilità del libro, come quella del cavalletto, ha aggiunto nuovo impulso allacultura dell’individualismo

I nuovi media e le nuove tecnologie con cui amplifichiamo ed estendiamo noi stessi costituiscono una sorta di enorme operazione chirurgica collettiva eseguita sul corpo sociale con la più totale assenza di precauzioni antisettiche.

Soltanto i segreti insignificanti hanno bisogno di protezione. Le grandi scoperte sono protette dalla pubblica incredulità.

La pubblicità oggi sembra basarsi sull’avanzatissimo principio secondo il quale la più piccola unità modulare, se ripetuta in modo rumoroso e ridondante, finirà gradatamente per imporsi. Il principio del rumore viene spinto così fino al livello della persuasione, e ciò corrisponde di fatto alle tecniche del lavaggio del cervello.

Ogni medium è un’arma poderosa per aggredire altri media.

Le persone in realtà non leggono i giornali. Entrano ogni mattina dentro di loro come un bagno caldo

Il poeta, l’artista, il detective – chiunque riesca ad affilare la nostra percezione tende ad essere antisociale.

Lo specialista è uno che non commette mai piccoli errori mentre si muove verso il grande errore.

La passione più profonda dell’uomo è l suo desiderio di trovare un significato.

La vera definizione di un fanatico, sarebbe quella di un individuo che ha afferrato una singola verità, ma senza volere né poter essere in grado di porla in relazione con altre verità.

L’interesse per l’effetto anziché per il significato è una novità fondamentale dell’era elettrica in quanto l’effetto mette in gioco la situazione totale e non un solo livello d ’informazione.

Il funerale di Kennedy rivelò il potere della tv di coinvolgere un’intera popolazione in un processo rituale. In confronto i giornali, i cinema e persino la radio sono soltanto congegni per produrre beni di consumo.

La nostra età dell’ansia è, in gran parte, il risultato del cercare di fare il lavoro di oggi con strumenti e concetti di ieri.

La lingua è una forma di balbuzie organizzata.

Fino a quando non fu inventata la scrittura, l’uomo visse nello spazio acustico: sconfinato, senza direzioni, senza orizzonte, nell’oscurità della mente, nel mondo delle emozioni, dall’intuizione primordiale, dal terrore.

Ogni cultura ed ogni epoca hanno un modello preferito di percezione e di conoscenza e tendono a prescriverlo per tutti e per tutto.

Ogni invenzione o tecnologia è un’estensione o un’autoamputazione del nostro corpo, che impone nuovi rapporti e nuovi equilibri tra gli altri organi e le altre estensioni del corpo.

La televisione porta la brutalità della guerra nel comfort del salotto. Il Vietnam è stato perduto nei salotti d’America, non sui campi di battaglia del Vietnam.

L’artista è sempre impegnato a scrivere una storia dettagliata del futuro perché è l’unica persona consapevole della natura del presente

L’automobile è divenuta il carapace, il guscio protettivo e aggressivo, dell’uomo urbano e suburbano.

L’automobile è diventata un articolo di vestiario senza il quale ci sentiamo nudi, incerti, incompleti nel complesso urbano.

Non ci sono passeggeri sulla nave spaziale Terra. Siamo tutti parte dell’equipaggio.

Il nostro indirizzo permanente è domani.

Boyoboy oboyoboy oboyoboyoboyoboyoboyoboy …
(Ultime parole di Marshall McLuhan dopo l’ictus del settembre 1979)

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