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Ivano Fossati (Genova, 21 settembre 1951) è considerato uno dei più importanti cantautori italiani (più volte vincitore della Targa Tenco). Ritiratosi dalle scene musicali nel marzo del 2012, esordisce nel mondo della narrativa con il romanzo Tretrecinque, edito da Einaudi nel 2014.

Presento una raccolta delle frasi più belle di Ivano Fossati tratte dalle sue canzoni e dalle sue interviste. Tra i temi correlati si veda Le frasi più belle di Fabrizio De André, Le frasi più belle di Gino Paoli e Le frasi più belle di Roberto Vecchioni.

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Le frasi più belle di Ivano Fossati

C’è un tempo negato e uno segreto
un tempo distante che è roba degli altri
un momento che era meglio partire
e quella volta che noi due era meglio parlarci.
(da C’è tempo)

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
guardare il passaggio del sole d’estate
e saper raccontare ai nostri bambini quando
è l’ora muta delle fate.
(da C’è tempo)

C’è un giorno che ci siamo perduti
Come smarrire un anello in un prato
E c’era tutto un programma futuro
Che non abbiamo avverato.
(da C’è tempo)

C’è un tempo bellissimo, tutto sudato
Una stagione ribelle
L’istante in cui scocca l’unica freccia
Che arriva alla volta celeste
E trafigge le stelle
È un giorno che tutta la gente
Si tende la mano
È il medesimo istante per tutti
Che sarà benedetto, io credo
(da C’è tempo)

Dicono che c’è un tempo per seminare
e uno più lungo per aspettare
io dico che c’era un tempo sognato
che bisognava sognare.
(da C’è tempo)

Mio fratello che guardi il mondo
e il mondo non somiglia a te,
mio fratello che guardi il cielo
e il cielo non ti guarda.
(da Mio fratello che guardi il mondo)

Se c’è una strada sotto il mare
prima o poi ci troverà,
se non c’è strada dentro il cuore degli altri
prima o poi si traccerà…
(da Mio fratello che guardi il mondo)

Bella
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l’altro
(da Il bacio sulla bocca)

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare
(da Il bacio sulla bocca)

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.
(da Il bacio sulla bocca)

Presto, dov’è la mia faccia più dura
che si non veda che ho paura
(da E anche io)

E se l’amore è tutto segni da decifrare,
perdona se non ho avuto il tempo di imparare.
(da Carte da decifrare)

La mia banda suona il rock
e tutto il resto all’occorrenza
sappiamo bene che da noi
fare tutto è un’esigenza.
È un rock bambino
soltanto un po’ latino
una musica che è speranza
una musica che è pazienza.
(da La mia banda suona il rock)

La costruzione di un amore
Spezza le vene delle mani
Mescola il sangue col sudore
Se te ne rimane.
La costruzione di un amore
Non ripaga del dolore
È come un’altare di sabbia
In riva al mare.
(da La costruzione di un amore)

La costruzione del mio amore
Mi piace guardarla salire
Come un grattacielo di cento piani
O come un girasole.
(da La costruzione di un amore)

E intanto guardo questo amore
Che si fa più vicino al cielo
Come se dopo tanto amore
Bastasse ancora il cielo.
(da La costruzione di un amore)

Staremo accanto alla finestra
dritti nell’aria della sera
ritorneremo a respirare
ricorderemo la maniera.
(da Ventilazione)

Per niente facili uomini così poco allineati li puoi
Cercare ai numeri di ieri se nella notte non li avranno cambiati.
(da La musica che gira intorno)

Sarà la musica che gira intorno quella che non ha futuro
Sarà la musica che gira intorno saremo noi che abbiamo
Nella testa un maledetto muro
(da La musica che gira intorno)

Sono un visionario vedo quello che non c’è
sogno una macchina
che riavvolge il tempo.
(da La bottega di filosofia)

Mi dicono che Dio esiste
ma si accontenta
di camere doppie con la vista siderale
mentre qui da noi
piove sempre.
(da Labile)

Quanto amore andò sprecato
amando – disanimando
ti ricorderai di me?
(da Labile)

Se fossi un vero viaggiatore
t’avrei già incontrato…
(da Carte da decifrare)

Alzati che si sta alzando la canzone popolare
Se c’è qualcosa da capire ancora ce lo dirà
Se c’è qualcosa da chiarire ancora ce lo dirà.
(da La canzone popolare)

E prendiamola fra le braccia questa vita danzante,
questi pezzi di amore caro, quest’esistenza tremante
che sono io e che sei anche tu,
che sono io e che sei anche tu.
(da La canzone popolare)

E a tutti griderò
Di non partire più
E di non obbedire
Per andare a morire
Per non importa chi.
(da Il Disertore)

Di andare ai cocktails con la pistola
Non ne posso più
Piña colada o coca cola
Non ne posso più.
(da Panama)

È tutta musica leggera
ma come vedi la dobbiamo cantare,
è tutta musica leggera
ma la dobbiamo imparare.
(da Una notte in Italia

Certi giorni non so nemmeno
Come pregare
Certe volte non so davvero
Cosa aspettare
Certe notti sono sicuro
Che sbaglio io
Toccami la mano e lo saprò.
(da Denny)

L’amore fa guerra agli idioti
agli arroganti pericolosi
fa bellissima la stanchezza
avvicina la fortuna quando può.
(da L’amore fa)

L’amore fa belli gli uomini
sagge le donne
l’amore fa cantare le allodole
dolce la pioggia d’autunno
e vi dico che fa viaggiare,
si’ illumina le strade
fa grandi le occasioni
di credere e di imparare.
Cose che fanno ridere
l’amore fa cose che
fanno piangere.
(da L’amore fa)

Ah, se potessi raccontare tutto quello che vedo e sento
dall’orizzonte di questo cielo che picchia giù nel mare
e in questa notte cieca di luna e te se stai ad ascoltare.
(da La barca di legno rosa)

Mi piacciono tanto gli aeroplani quando alzano il muso da terra,
non mi hanno mai fatto paura,
solo certe ali nere di certe macchine per la guerra
mi fanno chiudere ancora gli occhi e ancora il cuore.
(da Sigonella)

Se si alzasse la speranza che come gli aeroplani può volare,
se questa terra smettesse di tremare,
perché trema l’aria come tremo io, tremano i vetri in camera mia,
tremano le parole della mia povera calligrafia,
se si rialzasse la speranza che come tutti quanti può volare,
se questa terra smettesse di affondare.
(da Sigonella)

Ma sapere dove andare è come sapere cosa dire
Come sapere dove mettere le mani
Io non so nemmeno se ho capito quando t’ho perduta
Qui fioriscono le rose ma dentro casa è inverno e fuori no
(da E Di Nuovo Cambio Casa)

Voltati per un sorriso qui nel buio
tienimi la mano
guarda come corrono quei due nell’ombra
e che bagliori fa la gelosia
(da Ombre e luce)

Ora ho un contratto con gli angeli
e ti ritrovo di sicuro vita
in qualche mese d’agosto accecante
o in un tempo meno illuso
che vuoi tu.
(da La disciplina della terra)

Non si regala l’intelligenza e la compagnia:
non è il caso d’aspettare,
non è il caso d’aspettare mai più.
(da La disciplina della terra)

Ma soprattutto ci vuole coraggio
a trascinare le nostre suole
da una terra che ci odia
ad un’altra che non ci vuole.
(da Pane e coraggio)

Sono giorni duri.
Sono giorni bugiardi.
Cara democrazia.
Ritorna a casa che non è tardi.
(da Cara democrazia)

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Interviste a Ivano Fossati

Ai giovani dico sempre: siate europei, non italiani.

È un’Italia ostaggio del desiderio sfrenato di visibilità, soldi, potere. Un’Italia arrogante, con poca cultura. Il rock ci insegna che certi concetti vanno urlati. Se non urla la voce, urlano gli strumenti
(La Stampa, 2008)

So che c’è un momento splendente nella nostra carriera, nella nostra vita. Per me è iniziato quando avevo venticinque anni e ho cominciato a capire cosa volevo essere
(Corriere della sera, 2019)

Siamo passati dalla centralità della musica al fatto che sia diventata il carburante per i cellulari. Si ascoltavano le cose con attenzione, si discutevano, si imparava a sognare o a ragionare. Esattamente come se si leggesse un libro. Non c’era differenza tra immergersi nella letteratura o nella musica.
(Corriere della sera, 2019)

Il mio tempo era quando avevo venti, trenta anni. È lì, in quella fila di vinili. Io non lo ripudio, sto bene là in mezzo. Poi tutto quello che posso imparare, rispetto alla modernità, cerco di apprenderlo. Non mi piace millantare un senso di iper attualità che poi vedo, in realtà, non appartenere a nessuno.
(Corriere della sera, 2019)

C’è ancora rimedio a tutto. Basta continuare a parlare mettendo i verbi al loro posto, difendersi dalla pubblicità, non lasciarsi troppo convincere dalle idee trendy in circolazione. Credo che le persone abbiano ancora tutta la possibilità di mantenere la propria cultura a un livello accettabile
(Il Tirreno, 2006)

Avrò voglia di raccontare finché sarò curioso. Finché sarò capace di osservare, avrò cose da scrivere e, per il momento la curiosità è intatta.
(Il Tirreno, 2006)

Io mi sento libero, però devo sempre aggiungere, nel modo in cui ci si può sentire liberi in un paese occidentale dove gli esseri umani comunque sono legati da mille e mille fili visibili e invisibili. Dunque siamo liberi di una libertà relativa.
(Capital)

Facciamo di tutto per cancellare la memoria, come se facesse paura, come se fosse scomoda. Io invece cerco di tenermela più che posso. La memoria delle cose viste, delle persone, degli avvenimenti, i libri letti, gli affetti, di tutto. E anche la memoria delle cose meno belle. Perché siamo fatti di quello. Gli esseri umani sono fatti di acqua e memoria. E’ uno dei beni supremi che abbiamo durante questa vita. Non vedo perché cancellarlo fingendo che sia più leggera di quello che è.
(Capital)

Certamente mi sento italiano. Ci sono giorni in cui penso che vorrei vivere da un’altra parte, in un altro Paese. Però poi per fortuna sento che dentro c’è questa luce che brilla, che mi fa immediatamente tornare a pensare che non bisogna invece stare accanto al proprio Paese e vivere i passaggi buoni come i passaggi difficili. Si deve essere in ogni caso felici della propria terra perché è un bene altissimo quello di poter essere appartenenti ad una terra nobile, anche nei momenti difficili, anzi soprattutto nei momenti difficili.
(Capital)

Al di là di tutti i posti del mondo che ho visto rimangono quei trenta chilometri che vanno da Genova a Sestri Levante. Quello è l’unico posto al mondo dove posso pensare di vivere.
(Capital)

Siamo come equilibristi. Abbiamo un punto di partenza, che rappresenta tutto quello avevamo nel passato, la discografia, il mondo della musica per come lo conoscevamo. Poi c’è questo filo sospeso sul vuoto su cui ci dovremmo muovere, attenti a non cadere nel baratro. Dall’altra parte c’è il futuro, quello che ci sarà, che ci aspetta. Solo che al momento vediamo solo il filo e il baratro, senza sapere quanto il punto di approdo è lontano e cosa ci aspetta.
(Il Fatto quotidiano, 2016)

La recensione negativa ferisce ma fa quasi “piacere”, se ha fondamento. L’acquiescenza mi dà fastidio, i complimenti immotivati mi disturbano. Nei Settanta si creavano dialettiche brutali ma stimolanti tra artista e giornalista, oggi quasi mai.

Ho scritto Tretrecinque perché gran parte dei pensieri, dei fatti e dei personaggi che lo compongono non avrebbero trovato spazio nelle canzoni. Nemmeno lungo gli anni. Non tutto può essere cantato al ritmo della musica. Bisogna chiudere gli occhi, immaginare, prendersi del tempo e provare a raccontare. E riuscire a raccontare è tanto, forse è meglio di tutto.

Si tratta di una decisione serena, presa in tanto tempo. Ho sempre pensato che, alla mia età, avrei voluto cambiare. Mi sono sempre chiesto se al prossimo disco avrei potuto garantire la stessa passione che mi ha portato fino a qui. Non credo che potrei ancora fare qualcosa che aggiunga altro rispetto a quello che ho fatto fino ad ora
(Ivano Fossati da Fabio Fazio, annunciando il suo ritiro)

Tirarsi fuori dai meccanismi discografici non equivale a dire addio alla musica. Non è la musica che abbandono, anzi voglio studiare, suonare molto, rimanere appassionato.