Frasi di filosofi greci, dai Presocratici fino a Plotino

Annunci

La filosofia greca rappresenta la culla del pensiero filosofico occidentale. Dal punto di vista cronologico, si colloca in un periodo storico che va dal VII secolo a.C. alla chiusura dell’Accademia di Atene, avvenuta nel 529 d.C. secondo l’editto di Giustiniano.

Nell’arco di questi secoli moltissimi filosofi greci si sono susseguiti interrogandosi sulla vita, l’uomo, Dio e l’universo e il bene e il male, i vizi e le virtù.

Presento una raccolta di frasi di filosofi greci, dai Presocratici fino a Plotino.
Tra i temi correlati si veda Frasi di filosofi celebri sulla vita e l’uomo, Frasi, citazioni e aforismi sulla filosofia, Frasi, detti e proverbi greci antichi, Frasi, pensieri e citazioni di Platone e Frasi, citazioni, massime e pensieri di Aristotele.

**

Frasi di filosofi greci, dai Presocratici fino a Plotino

**

Talete (640/625 a.C. – 547 a.C.)

L’essere più antico è Dio, perché non generato.
(Talete)

Il tempo è più saggio di tutti, scopre sempre tutto.
(Talete)

**

Anassimandro di Mileto ( 610/609 a.C. – 546 a.C.)

Le cose sono piene di dei.
(Anassimandro)

L’acqua è il principio dell’universo.
(Anassimandro)

Ci sono molti mondi e molti sistemi di Universi che esistono tutti allo stesso tempo.
(Anassimandro)

**

Biante (600 a.C. – 530 a.C.)

Cambiare luogo non fa diventare assennati, né toglie la stupidità.
(Biante)

Il potere rivela l’uomo.
(Biante)

Amate i vostri amici con discrezione; pensate che possono diventare vostri nemici. Odiate i vostri nemici con moderazione; perché può darsi che un giorno divengano vostri amici.
(Biante)

Annunci

Qual è l’animale più pericoloso? Tra gli animali feroci il tiranno; tra gli animali domestici l’adulatore.
(Biante)

**

Pitagora (575 a.C. – 490 a.C.)

L’inizio della saggezza è il silenzio.
(Pitagora)

L’uomo è mortale a causa dei suoi timori e immortale a causa dei suoi desideri.
(Pitagora)

Qualsiasi cosa un uomo faccia agli animali, gli verrà ripagata con la stessa moneta.
(Pitagora)

Il corpo è il carcere dell’anima.
(Pitagora)

I numeri governano il mondo.
(Pitagora)

**

Eraclito (535 a.C. – 475 a.C.)

Tutto scorre – πάντα ῥεῖ (panta rei)
(Eraclito)

Nessun uomo entra mai due volte nello stesso fiume, perché il fiume non è mai lo stesso, ed egli non è lo stesso uomo.
(Eraclito)

Ciò che è opposto si concilia, dalle cose in contrasto nasce l’armonia più bella, e tutto si genera per via di contesa.
(Eraclito)

Per quanto tu cammini, e anche percorrendo ogni strada, non potrai raggiungere i confini dell’anima: tanto è profonda la sua vera essenza.
(Eraclito)

L’uomo più saggio davanti al dio sembrerà una scimmia, per saggezza, per avvenenza e per ogni altra cosa.
(Eraclito)

**

Parmenide (515 a.C. – 450 a.C.)

Tutto ciò che esiste è sempre esistito. Niente può venire dal nulla. E qualcosa che esiste non può essere trasformato in nulla.
(Parmenide)

L’essere è, il non essere non è, pensare ed essere sono la stessa cosa.
(Parmenide)

La guerra è l’arte di distruggere gli uomini, la politica è l’arte di ingannarli.
(Parmenide)

**

Anassagora (496 a.C. – 428 a.C.)

I fenomeni visibili sono uno sguardo lanciato su ciò che non è visibile.
(Anassagora)

**

Empedocle (495 a.C – 435 a.C.)

Tutto ha una coscienza ed ha parte nel pensiero.
(Empedocle)

Un tempo io fui già fanciullo e fanciulla, arbusto, uccello e muto pesce che salta fuori dal mare.
(Empedocle)

**

Protagora (481 a.C. – 420 a.C.)

L’uomo è la misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, e di quelle che non sono, in quanto non sono.
(Protagora)

Riguardo agli dèi, non ho la possibilità di accertare né che sono, né che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l’oscurità dell’argomento e la brevità della vita umana.
(Protagora)

**

Democrito (460 a.C. – 370 a.C. circa)

Al saggio tutta la Terra è aperta, perché patria di un’ anima bella è il mondo intero .
(Democrito)

In realtà non conosciamo nulla, perché la verità sta nel profondo.
(Democrito)

L’amicizia di una sola persona intelligente vale più di quella di tutti gli altri messi insieme. (Democrito)

La parola è un’ombra dell’azione.
(Democrito)

**

Socrate (469 a.C. -399 a.C.)

Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.
(Socrate)

La meraviglia è un sentimento assolutamente tipico del filosofo. La filosofia non ha altra origine che questa.
(Socrate)

Tutto il mio sapere è sapere che non so.
(Socrate)

Io non posso insegnare niente a nessuno, io posso solo farlo pensare.
(Socrate)

Sposati: se trovi una buona moglie sarai felice, se ne trovi una cattiva, diventerai filosofo.
(Socrate)

Oramai già è giunta l’ora per me di morire, per voi di vivere. Chi di noi andrà verso miglior destino è ignoto a tutti, tranne che alla divinità.
(Socrate)

Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo.
(Socrate)

**

Ippocrate (460 a.C. – 377 a.C.)

La vita è breve, l’arte vasta, l’occasione fuggevole, l’esperimento malcerto, il giudizio difficile [Vita brevis, ars longa, occasio volucris, periculosa experimentia, judicium difficile]
(Ippocrate)

**

Antistene (436 a.C. -366 a.C.)

Bisogna stare attenti ai nemici, perché sono i primi a notare i nostri errori.
(Antistene)

Non si deve far smettere chi contraddice contraddicendolo, ma convincendolo: neppure il pazzo infatti è curato da chi diventa a sua volta pazzo.
(Antistene)

**

Aristippo di Cirene (435 a.C. – 366 a.C.)

È meglio essere povero che incolto: il povero, infatti, manca solo di denaro, l’incolto di umanità.
(Aristippo)

**

Platone (428 o 427 a. C. – 348 o 347 a.C.)

Per il bene degli Stati sarebbe necessario che i filosofi fossero re o che i re fossero filosofi.
(Platone)

Ognuno diventa poeta, anche se prima era privo di ispirazione, quando Amore lo tocca.
(Platone)

La pena che i buoni devono scontare per l’indifferenza alla cosa pubblica è quella di essere governati da uomini malvagi.
(Platone)

Vivere bene e vivere onestamente è tutt’uno.
(Platone)

Il supremo male che possa capitare è commettere ingiustizia; non vorrei né patirla né commetterla,ma, fra le due, preferirei piuttosto patire che commettere ingiustizia.
(Platone)

Il bello è lo splendore del Vero.
(Platone)

Ci sono tre classi di uomini: gli amanti della saggezza, gli amanti dell’onore, e gli amanti del guadagno.
(Platone)

Amore è possesso perenne del bene.
(Platone)

Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco, che in un anno di conversazione.
(Platone)

**

Aristotele (384 a.C. – 322 a.C.)

Conoscere te stesso è il principio di tutta la saggezza.
(Aristotele)

Siamo ciò che facciamo ripetutamente. L’eccellenza, quindi, non è un atto, ma un’abitudine.
(Aristotele)

Il saggio cerca di raggiungere l’assenza di dolore, non il piacere.
(Aristotele)

C’è solo un modo per evitare le critiche: non fare nulla, non dire nulla e non essere nulla.
(Aristotele)

L’amicizia è una sola anima che abita in due corpi, un cuore che batte in due anime.
(Aristotele)

Ci sono tre tipi di amicizia: amicizia basata sul piacere; amicizia basata sull’interesse; amicizia basata sul bene.
(Aristotele)

L’uomo è per natura un animale destinato a vivere in comunità.
(Aristotele)

Considero più valoroso colui che sottomette i propri desideri che non colui che conquista i propri nemici; perché la vittoria più dura è contro se stessi.
(Aristotele)

Chi è incapace di vivere in società, o non ne ha bisogno perché è sufficiente a se stesso, deve essere o una bestia o un dio.
(Aristotele)

**

Diogene il cinico (390 a.C. – 323 a.C.)

Preferisco avere una goccia di fortuna che una botte di saggezza.
(Diogene il cinico)

Il mercato è un luogo appartato dove gli uomini possono ingannarsi l’un l’altro.
(Diogene il cinico)

La folla è madre di tiranni.
(Diogene il cinico)

Non il vivere è un male, ma il vivere male.
(Diogene il cinico)

**

Epicuro (342 a.C. – 270 a.C.)

Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità
(Epicuro)

Di fronte ad ogni desiderio bisogna porsi questa domanda: che cosa accadrà se il mio desiderio sarà esaudito, e che cosa accadrà se non lo sarà?
(Epicuro)

La morte non va temuta perché quando ci siamo noi non c’è lei e quando c’è lei non ci siamo noi.
(Epicuro)

Nessun piacere è di per se stesso un male: però i mezzi per procurarsi certi piaceri arrecano molti più tormenti che piaceri.
(Epicuro)

Meglio essere senza fortuna ma saggi, che fortunati e stolti.
(Epicuro)

Di tutte le cose che la saggezza procura per ottenere un’esistenza felice, la più grande è l’amicizia.
(Epicuro)

Non si deve invidiare nessuno; i buoni non meritano invidia; per quanto riguarda i cattivi, più hanno fortuna e più si rovinano.
(Epicuro)

**

Zenone di Cizio (333 a.C. – 264 a.C.)

Come parlare della Luce se non si è avuto, almeno una volta, l’esperienza del Buio?
(Zenone di Cizio)

Lo scopo della vita è di vivere in accordo con la natura.
(Zenone di Cizio)

Un amico è un altro me stesso.
(Zenone di Cizio)

**

Ecatone di Rodi (II secolo a.C.)

Ti indicherò un filtro amoroso senza veleni, senza erbe, senza formule magiche: se vuoi essere amato, ama.
(Ecatone di Rodi)

Chiedi quali progressi abbia fatto? Ho iniziato a essere amico di me stesso.
(Ecatone di Rodi)

**

Epitteto (50 d.C. – 130 circa d.C.)

Dio ci ha dato due orecchie, ma soltanto una bocca, proprio per ascoltare il doppio e parlare la metà.
(Epitteto)

La felicità non consiste nell’acquistare e godere, ma nel non desiderare nulla, perché consiste nell’essere liberi.
(Epitteto)

L’uomo saggio non si addolora per le cose che non ha, ma si rallegra per quelli che ha.
(Epitteto)

Innanzitutto dì a te stesso chi vuoi essere; poi fa’ ogni cosa di conseguenza.
(Epitteto)

Gli uomini sono agitati e turbati non dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose.
(Epitteto)

**

Celso (II secolo d.C.)

Anche se una cosa ti sembra cattiva, non per questo consta che sia cattiva: perché tu non sai cosa è utile a te, o a un altro, o al tutto.
(Celso)

**

Plotino (203/205 d.C. – 270 d.C.)

Il nostro impegno non è rivolto a liberarci dal peccato, ma ad essere Dio.
(Plotino)

Infelice è colui che non consegue il Bello, il solo Bello.
(Plotino)

Tutte le cose sono piene di segni, ed è un uomo saggio chi riesce ad imparare una cosa da un’altra.
(Plotino)

Dire che la natura divina è infinita – essa infatti non è certamente limitata – che cosa può significare se non che essa non può esaurirsi? Ma se non può esaurirsi, vuol dire che è presente in ogni singola cosa. Infatti, se non potesse essere presente, mancherebbe e allora ci sarebbe un punto nel quale essa non è.
(Plotino)

È già abbastanza faticoso portarsi dietro questo involucro che la natura ci ha messo intorno, non vedo perché farlo diventare più duraturo, ritraendolo, come se poi fosse una cosa degna di essere guardata.
(Plotino)

**

Porfirio (233 d.C. – 305 d.C.)

Il bene, in tutte le sue espressioni, è docile e piano, procede per gradi e non oltrepassa mai il limite.
(Porfirio)

Fin quando uno commette ingiustizia, anche se possiede tutte le ricchezze e tutte le terre di questo mondo, continua a restare povero.
(Porfirio)

Gli animali sembrano possedere una sensibilità ben superiore alla nostra.
(Porfirio)

Annunci