Cesare Viviani, nato a Siena nel 1947, è considerato uno dei maggiori poeti contemporanei e forse il più radicale "amico dell'invisibile", per dirla con Montale.

In un'intervista a Poesia2punto0, così Viviani descrive il suo percorso poetico: "Per accennare al mio percorso, posso dire che credo di avere scritto sempre lo stesso libro, e da L’ostrabismo cara a Silenzio dell’universo è una sola l’origine della scrittura: è la parola che, uscita dall’inganno dei significati e dall’illusione dei referenti, dice se stessa, solo se stessa. Il lettore si trova di fronte una parola che dice prima di tutto la sua separazione dal noto, dal definito, poi si rivolge all’Altro, Altro veramente indefinibile".

Credo che pochi sappiano che Cesare Viviani non è solo uno dei maggiori poeti italiani (la bibliografia sul poeta Viviani è molta estesa, recentemente è uscito un bel saggio di Daniela Bisagno, L'orma dell'angelo, che fa il punto della situazione), ma è anche un brillante scrittore di aforismi. I suoi aforismi sono contenuti sia all'interno di due sillogi aforistiche (Pensieri per una poetica della veste edita da Crocetti nel 1988 e ahimé da tempo fuori catalogo e Il sogno dell'interpretazione, una critica radicale all'ideologia psicoanalitica Costa & Nolan, 1989) sia in molti testi di critica letteraria e persino nel romanzo Folle avena.

Che ci faccia uno come Marcello Marchesi nel grande mucchio degli autori fuori catalogo è una domanda che mi pongo spesso e a cui non riesco mai a dare una risposta.

Soprattutto se si pensa che una frase di Marchesi "Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano" ha dato il titolo - per una diabolica legge del contrappasso - a un fortunatissimo bestseller, una delle raccolte di battute più vendute e ristampate degli ultimi tempi, quella appunto di Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano di Gino & Michele e Matteo Molinari.

Praticamente non c'è un libro di Marchesi che non sia fuori catalogo. Dalle raccolte di poesie in forma epigrammatica e umoristica che l'autore scherzosamente definisce "colonnine di parole" (Essere e benessere, 1962, Il sadico del villaggio, 1964) alle memorie (Ricordi improbabili, 1972), dalla parodia dei proverbi (Cento neoproverbi, 1965) alla raccolta di calembour (Chi sarebbe 1967, Sancta Pubblicitas, 1970), dalla raccolta di pensieri e aforismi (Diario futile di un signore di mezza età 1963, Pensieri e soprappensieri, 1973, Amici nemici estranei, 1974) al romanzo (Il malloppo 1971, Sette zie 1977) e all'enciclopedia degli scherzi (Scherzi a parte, 1975)  è tutto rigorosamente fuori catalogo, e ahimè alcuni libri non si trovano neppure presso gli antiquari se non in edizioni rare e a prezzi vertiginosi! (per i molti, troppi aforisti fuori catalogo si vedano anche i miei articoli Libri di aforismi da ristampare).

Eppure Marcello Marchesi non solo è uno dei più brillanti umoristi del novecento, ma anche uno dei più arguti e ironici facitori di forme brevi ("Il foglio bianco mi spaventa. I pezzetti di carta, invece, il bordo dei giornali, le scatole di sigarette vuote mi ispirano, come mi ispirano i piccoli avvenimenti, le cose di poco momento, i pompons di cui è piena una giornata della vita") dove la barzelletta surrealista si mescola con il calembour, l'epigramma con il microracconto, la notazione diaristica con l'aforisma, il neoproverbio con la parodia, la sentenza con la boutade, lo slogan con il nonsense, il dialogo con la citazione.

Nell'introduzione al libro di aforismi, Tagliar corto, Dino Basili, a proposito della sua vocazione aforistica, dice: "Scrivo corto da quando ho cominciato a tenere la penna in mano. Agli esami di maturità il mio tema superava appena la prima pagina del foglio protocollo. 'Allunga allunga' implorava il fedele compagno di banco. Non gli diedi ascolto e andò benissimo. Ebbi poi la comprensione del relatore per la smilza tesi di laurea sullo scioglimento delle assemblee legislative e la complicità dei direttori dei giornali per i quali ho lavorato. Ero felice quando dovevo scrivere brevi commenti o fare titoli. Andare oltre la terza cartella dattiloscritta è tuttora un tormento". E ancora: "Da un po' di tempo il libraio mi lascia da parte tutta la scrittura corta che viene stampata e la leggo senza fretta. Ha ragione Herman Hesse: 'L'aforisma è godibile in soltanto in dosi minime'. Mai più di una dozzina alla volta, meglio la mattina di buon'ora che prima di addormentarsi".

[caption id="attachment_1884" align="alignleft" width="258" caption="Dino Basili (foto per gentile concessione di Dino Basili)"][/caption]

Dino Basili nasce nel 1934 a Roma dove attualmente vive. Ha collaborato con numerosi quotidiani e settimanali ed è stato dirigente in Rai (in particolare tra il 1969 e il 1997 ha diretto l'ufficio stampa, la divisione per i rapporti esterni e la seconda rete radiofonica). Ha svolto anche diversi incarichi istituzionali, in particolare è stato capo ufficio stampa del Senato nella VI legislatura e consigliere del Presidente della Repubblica per le attività culturali tra il 1985 e il 1990.

L'attività letteraria di Dino Basili è rivolta prevalentemente alle forme brevi. Il primo libro di aforismi pubblicato da Basili è Mele a spicchi (Bietti, 1980) che raccoglie pezzi usciti nel 1979 in larga parte sul "Tempo" di Roma. Seguono Tagliar corto (1987, Mondadori), Amici amici (1989, Mondadori), I violini di Chagall (1991, Mondadori), L'amore è tutto (1996, Newton Compton) e Virgola e basta (2004, Ares).

Le opere di Dino Basili - in un genere editorialmente emarginato come quello aforistico - sono tra le poche ad avere avuto una largo eco di critica, entrando anche nella classifica dei libri più venduti. Nell'ambito delle forme brevi Dino Basili ha anche curato per la Mondadori il Manuale di Epitteto ("I primi aforismi che ho incontrato sono stati quelli del Manuale di Epitteto. Ero al Liceo e fu un colpo di fulmine" scrive in Tagliar corto) e i Pensieri di Giacomo Leopardi. Dino Basili è stato anche uno tra i pochi aforisti italiani (mi vengono in mente soltanto Giuseppe Pontiggia su Il Sole 24 ore e Guido Ceronetti su La Stampa) a pubblicare una parte dei suoi aforismi nelle terze pagine dei giornali ("quando sono passato dai giornali alla televisione, per mantenere un legame con la carta stampata, ho cominciato a pubblicare nelle terze pagine definizioni, frammenti, neomassime, racconti in quattro righe"). Nel 1988 per i suoi aforismi ha ricevuto il premio speciale Hemingway.

La gregueria, (o greguería con l'accento sulla i come vogliono gli spagnoli), è una frase ingegnosa e in generale breve che nasce da uno scontro casuale tra il pensiero e la realtà (fu lo stesso Ramón Gómez De La Serna a dare una definizione della greguería: "umorismo +metafora = greguería").

Secondo alcuni studiosi la prima greguería fu creata da Gómez De La Serna nel 1910, e fissano in tale data la ricorrenza del Centenario. Ad esempio l'Istituto Cervantes di Napoli, diretto da José Vicente Quirante Rives, ha organizzato nel marzo del 2010 una giornata di studio per celebrare il centenario della nascita della greguería e la prima visita di Ramón Gómez De La Serna a Napoli (si veda nel blog Ramongomezdelaserna.blogspot, che è quello più ricco di informazioni su Gómez De La Serna, il seguente articolo).

In realtà Laurie-Anne Laget, che è forse la principale studiosa di Ramón Gómez De La Serna (si deve a lei la scoperta di molte greguerías inedite nell'archivio presso l’Università di Pittsburgh, si veda il mio articolo Ramon Gomez De La Serna: 428 greguerias inedite), da me contattata, mi scrive che "la greguería è nata ufficialmente nel 1912 nell'ultimo numero (38) della rivista Prometeo che era allora diretta da Ramón Gómez De La Serna. Ma lo stesso Ramon ha creato in seguito delle false piste affermando "desde 1910 me dedico a la greguería" (dal 1910 mi dedico alla greguería" la prima frase del prologo alla raccolta delle greguerías)". Secondo Laurie-Anne Laget bisognerà attendere pertanto ancora un anno e mezzo per il vero centenario.

I due libri di aforismi dello scrittore polacco Stanislaw Jerzy Lec, Myśli nieuczesane (Pensieri spettinati) e  Myśli Nieuczesane Nowe (Nuovi pensieri spettinati), pubblicati in Polonia rispettivamente nel 1957 e nel 1964 (la pubblicazione senza censure si deve anche al clima di disgelo promosso dall'allora segretario del partito comunista polacco Wladislaw Gomulka), sono considerati da molti una delle opere più importanti se non la più importante, nel genere aforistico. "Un tono scettico e catastofista, che tuttavia non esclude l'humour e il lirismo" ("Un ton sceptique et catastrophiste, qui, pourtant, n'exclut ni l'humour ni le lyrisme") scrive Claude Roy. E Umberto Eco nella prefazione a I Pensieri spettinati scrive: "Se dovessi andare nella solita isola deserta e potessi portarmi dietro un solo libro, da leggere e rileggere, e la scelta fosse tra Kraus e Lec, io sceglierei Lec."

I pensieri di Lec erano inizialmente apparsi in Italia nel 1965 con il titolo di "Pensieri proibiti". La prima traduzione italiana si soffermava di preferenza sui pensieri dissidenti che più facilmente si riferivano alla situazione della Polonia socialista e più in generale di ogni regime totalitario. Poi nel corso del tempo il titolo Pensieri proibiti è stato cambiato in Pensieri spettinati, sono uscite diverse edizioni contenenti un maggior numero di aforismi fino ad arrivare all'edizione Bompiani tascabile del 2001 di Pensieri Spettinati con traduzione di Riccardo Landau e Pietro Marchesani e all'edizione Bompiani tascabile Altri pensieri spettinati, aforismi in margine a tovaglioli di carta" del 1999 con traduzione di Pietro Marchesani.

Purtroppo da qualche anno i due libri di Stanislaw Jerzy Lec sono difficilmente reperibili. Su Internet book shop la più importante libreria online e uno dei maggiori distributori in Italia, I pensieri spettinati edizione Bompiani tascabile 2001, sono indicati come "non disponibili", mentre Altri pensieri spettinati non compare neanche più in catalogo. Facendo una ricerca sull'altro più importante distributore Bol.it, emerge lo stesso risultato.

Per fare un paragone con altri generi letterari è come se I fiori del Male di Baudelaire o l'Amleto di Shakespeare o Madame Bovary di Flaubert non fossero più disponibili nelle librerie e si potessero acquistare usati solo su Ebay o su Maremagnum o su altre librerie antiquarie. A dir la verità, mentre i Pensieri Spettinati si possono ancora trovare in edizione usata presso qualche antiquario (a volte però i prezzi sono piuttosti alti!), ben più difficile è reperire Altri pensieri spettinati.