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Frasi, citazioni e aforismi sul Giappone e i giapponesi

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sul Giappone e i giapponesi.

Tra i temi correlati si veda 100 Proverbi giapponesi, Frasi, citazioni e aforismi sui samurai e I 60 haiku più belli di Matsuo Basho.

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Frasi, citazioni e aforismi sul Giappone e i giapponesi

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Frasi, citazioni e aforismi sul Giappone e i giapponesi

Dicono che il Giappone è nato da una spada. Dicono che gli antichi dei hanno immerso una lama di corallo nell’oceano e che, al momento di estrarla, quattro gocce perfette siano cadute nel mare e che quelle gocce sono diventate le isole del Giappone. Io dico, che il Giappone è stato creato da una manciata di uomini coraggiosi, guerrieri disposti a dare la vita per quella che sembra ormai una parola dimenticata: onore.
(dal film L’ultimo Samurai)

Dai fiori di ciliegio ai treni ad alta velocità, il fascino del Giappone risiede nella sua perfetta fusione tra vecchio e nuovo.
(Anonimo)

È come se il Giappone sussurrasse antichi segreti mentre gridasse innovazione a gran voce.
(Anonimo)

Una delle esperienze più incantevoli del mondo: vagare per il Giappone di tempio in valle, di villa in bosco, di fiume in monte, di lago in costa marina, con alcuni cari amici, senza un piano prestabilito.
(Fosco Maraini)

C’è un antico detto in Giappone, secondo cui la vita è come camminare da un lato all’altro dell’oscurità infinita, su un ponte di sogni. Dicono che stiamo attraversando tutti insieme il ponte dei sogni.
(Matthew Tobin Anderson)

I giapponesi vedono l’autoaffermazione come immorale e il sacrificio di sé è la strada sensata da intraprendere nella vita.
(Akira Kurosawa)

In giapponese, abbiamo una parola per quei sentimenti che sono troppo profondi per essere espressi in parole: Yugen. Yugen ci dà un senso profondo della bellezza e del mistero dell’universo.
(Dottor Qing Li)

Molti giapponesi non vanno mai veramente in pensione: continuano a fare ciò che amano finché la loro salute lo consente.
(Hector Garcia)

Bisogna imparare, se si vuole vedere la bellezza in Giappone, ad apprezzare una bellezza straordinariamente sobria e delicata.
(Mary Ritter)

Scoprire il Giappone è come esplorare un filo di perle al di là dell’oceano.
(Anonimo)

Il Giappone, non solo una mega città che prospera sull’elettronica e sull’efficienza, in realtà ha una venerazione quasi sacra della natura. Bisogna viaggiare fuori Tokyo per vivere veramente il “vecchio Giappone” e, cosa ancora più importante, sentire questi aspetti della cultura giapponese.
(Apolo Ohno)

In Giappone la bellezza è iniziatica, la si merita, è il premio di una lunga e talvolta penosa ricerca, è finale intuizione, possesso geloso. Il bello che è bello subito ha già in sé una vena di volgarità.
(Fosco Maraini)

La raffinatezza giapponese è la più persuasiva che esista al mondo, poiché i mezzi attraverso cui si esprime sono i più puri, umili, naturali.
(Fosco Maraini)

Non tutte le giapponesi sono belle, ma quando una è bella, le altre devono reggersi forte.
Ogni bellezza è struggente, ma la bellezza nipponica è ancora più struggente. Prima di tutto perchè quella carnagione lattea, quegli occhi soavi, quelle inimitabili ali del naso, quelle labbra dai contorni così marcati, quella dolcezza complicata dei tratti bastano a eclissare i volti meglio riusciti.
Poi perchè le sue maniere la stilizzano, facendo di lei un’opera d’arte inaccessibile all’umano intendimento.
(Amélie Nothomb)

Per capire l’unicità del Giappone bisogna partire dal sua ambiente e dalla sua posizione geografica. A un primo sguardo, il paese del Sol Levante sembra la versione della Gran Bretagna, cioè un arcipelago di notevoli dimensioni situato a poco distanza dalla massa continentale. Ma in realtà ci sono importanti differenze. Il Giappone è più grande e più isolato.
(Jared Diamond)

Il clima giapponese è particolarmente umido: con 4000 millimetri annui di precipitazioni è il paese più piovoso al mondo tra quelli a clima temperato. Inoltre le pioggie cadono soprattuto d’estate a differenza di quanto accade in Europa. Questa piovosità elevata e concentrata nella stagione vegetativa fa sì che il Giappone possa vantare la più alta resa agricola della zona temperata.
(Jared Diamond)

Fra le terre di Kai
e quelle di Saruga lambite dalle onde
sta la vetta del Fuji.
Gli alti cirri osano appena avvicinarsi, e mai
volano fin lassù gli uccelli. il ghiaccio
raggela irosi incendi e il fuoco
distrugge la caduta neva.
Vano è cercar parole, non v’è un nome
degno di lui.
(Mushimaro)

In italia non c’è nulla che possa paragonarsi al monte Fuji. Un punto cioè in cui il cielo e la terra, l’invisibile augusto e il visibile meravigliosamente bello, le radici più remote del tempo e l’attimo fuggente celebrino un loro incontro.
(Fosco Maraini)

Bello è anche il giorno bigio
in cui
la pioggia cela il Fuji.
(Matsuo Basho)

Attraverso tutta la letteratura, l’arte, la vita spontanea del popolo, il Fuji passa e ripassa come un filo d’oro in una stoffa ricamata. Si potrebbe comporre facilmente – ed è stato fatto – un’antologia dei canti, delle poesie, delle prose liriche dedicate al Fuji.
(Fosco Maraini)

Pazzo chi almeno una volta nella sua vita non sale sul Monte Fuji, ma anche chi sale più di una volta sul Monte Fuji, è pazzo.
(Proverbio giapponese)

Si dice spesso che i giapponesi siano estremamente puliti a casa, o all’interno di qualsiasi casa o ufficio, ma sporchi e disordinati fuori. “Vai a guardare una stazione ferroviaria”, mi è stato detto, “e rimarrai inorridito”. Sono andato e sono rimasto inorridito; inorridito dalla pulizia del luogo.
(George Mikes)

In Giappone, d’estate, il bel tempo ha sempre un non so che di miracoloso. Non è come in Italia, soprattutto nel Centro e nel Sud, dove il sereno costituisce il fondo scala normale delle possibilità celesti, ed i cirri, i cumuli, i nembi, se appaiono di questa stagione sembrano invadere un territorio non loro. Qui per il gioco dei monsoni le nubi arrivano cariche di umidità dai pascoli del Pacifico sconfinato e finiscono per roteare, congiungersi, sostare, piangere continuamente nel cielo dell’Arcipelago.
(Fosco Maraini)

Vi sono tre uomini al mondo che si trovano in una posizione del tutto straordinaria, che rappresentano per popoli interi il ponte miracoloso tra il visibile e l’invisibile, l’unione mistica tra gli slanci più profondi del nostro cuore e lo scintillio delle stelle della notte (…) Essi sono: il Papa (“il Padre”) a Roma, il Dalai Lama (“Maestro Oceano”) a Lhasa, il Tennō (“Celeste re”) a Tokyo.
(Fosco Maraini)

Se mai vi è un paese ove parrebbe del tutto giustificato imbattersi in dèi feroci, sanguinari, vendicativi, terribili, questp è il Giappone, patria dei terremoti, delle piene, dei vortici, dei maremoti, dei tifoni, delle frane, degli incendi, di ogni possibile disastro. Invece il cielo nipponico è popolato di divinità ben diposte verso gli uomini, e questi testimoniano i loro legami con l’invisibile piuttosto attraverso la gratitudine e la gioia che la paura e il sacrificio.
(Fosco Maraini)

Kyoto, la città dei Ruscelli di Cristallo, la città dei Monti Viola.
(Fosco Maraini)

Kyoto rappresenta la culla dell’arte e delle tradizioni, il centro visibile della fede, poiché lì stanno i templi più importanti delle propria confessione.
(Fosco Maraini)

A Tokyo la sera e la notte, cieli e luci offrono una continua fioritura di magie.
(Fosco Maraini)

Il giapponese è una lingua fondamentalmente diversa dal cinese, diversa quanto potrebbe esserlo il finno o il basco dall’italiano; rapporti dunque da puri estranei, non da cugini o da fratelli, come sussistono tra latino e tedesco, o spagnolo e francese.
(Fosco Maraini)

Meravigliose geishe! Il volto diventa una maschera vivente. La bocca è una finestra da cui lo sguardo si affaccia al nulla. Non sai più se vivi, o se anche tu fai parte di un mondo di oggetti inanimati che hanno acquistato anima e parola.
(Fosco Maraini)

Ad un certo momento apparve silenziosamente una geisha e si sedette con noi. Era straordinariamente bella; il volto coperto di quello spesso cerone che di giorno sembra gesso ed è brutto, ma che con la luce artificiale, specie se attenuata ad imitare la fiamma delle antiche lucerne, acquista virtù di porcellana; teneva la bocca leggermente aperta; i denti erano nerissimi, laccati come un metallo brunito.
(Fosco Maraini)

i giapponesi sono prontissimi a tirar giù domani, quasi con voluttà, ciò che avevano costruito ieri con immenso dispendio e fatica. Ecco perché le città giapponesi vivono in uno stato di perenne subbuglio.
(Fosco Maraini)

Quando un giapponese si lamenta, non significa che è arrabbiato, semplicemente è insoddisfatto. E quando alza la voce — che è una cosa rarissima — è veramente arrabbiato, oppure si tratta di un giapponese veramente indisciplinato. Quando invece i giapponesi appaiono estremamente calmi, con una faccia priva di espressione (come una maschera del Teatro Nō), significa che sono letteralmente furibondi, cioè talmente “incazzati” che sono arrivati a disprezzare la persona con cui stanno discutendo, tanto da non voler più nemmeno rivolgergli la parola. In quest’ultimo caso, la testa di un giapponese è piena stracolma di terribili parolacce… che non esistono nemmeno nel vocabolario!
(Keiko Ichiguchi)

La forza principale del Giappone sta nelle sue donne, uniche al mondo. Sono le donne che, col sacrificio della loro vita, rinunziano a tutto, alleggeriscono l’esistenza e danno la serenità e la forza agli uomini.
(Ercole Patti)

Abbiamo visto come il Giappone del dopoguerra per seguire l’infatuazione della prosperità economica, abbia dimenticato i grandi fondamenti della nazione; lo abbiamo visto perdere lo spirito nazionale e correre verso il futuro, senza correggere il presente; lo abbiamo visto piombare nell’ipocrisia e precipitare nel vuoto spirituale.
(Yukio Mishima)

Decisamente, questo popolo ha classe. Nessuna traccia di volgarità! Hanno “stile” come dovevano averne i francesi in un’altra epoca e come un po’ ne hanno ancora gli inglesi. Rigore e grazia − in una combinazione paradossale.
(Emil Cioran)

Il Giappone esce dal mare. Il mare l’ha respinto come una conchiglia di madreperla. Il mare conserva il diritto di distruggerlo e di riprenderselo.
(Jean Cocteau)

In Giappone più si sale nella scala sociale più si allarga il divario tra la facciata che le persone mostrano agli estranei (tatemate) e la loro vera natura (honne), tanto che molti finiscono col perdere la capacità di controllare questa dicotomia e assumere una rigidità costante.
(Antonietta Pastore)

In Giappone non si fa, non si mostrano in pubblico gli affetti privati, tanto meno negli ambienti che si frequentano per studio o per lavoro.
(Antonietta Pastore)

Se consideriamo la capacità di dominare l’espressione dei propri sentimenti un segno di civiltà, i giapponesi, di qualunque classe sociale siano, sono forse le persone più civili del mondo.
(Antonietta Pastore)

L’autorealizzazione non fa parte della mentalità dei giapponesi, lo scopo della vita per loro non è la ricerca della felicità personale, bensì l’adempimento del proprio dovere per il bene comune.
(Antonietta Pastore)

Tutto in Giappone è inquadrato, prestabilito, previsto. Ogni cosa si svolge secondo il programma precedentemente e minuziosamente elaborato. Le città sono suddivise in zone e quartieri in ognuno dei quali si va a fare una data cosa. Si cercano delle distrazioni? C’è il quartiere dei divertimenti costruito appositamente dove sono ammucchiati cinema, teatri, sale da gioco, caffè.
(Ercole Patti)

Le persone che non mantengono la parola in Giappone si uccidono. Le persone che non lo fanno qui uccidono te.
(Michael Caine)

I giapponesi non dormono, non schiacciano pisolini: fanno inemuri. Questa pratica diffusa consiste nell’addormentarsi in pubblico: nel bel mezzo di una conferenza, ad esempio, o a scuola o sui mezzi pubblici. Nessuno sembra farci troppo caso: il Giappone è uno dei Paesi in cui si dorme meno al mondo a causa dei ritmi di lavoro incalzanti e dormire in pubblico è quasi un segno d’onore, la prova che si è esausti per aver lavorato tanto e che ci si merita un “premio”
(Ilaria Betti, Huffingtonpost, gennaio 2017)

Sabotaggio: uno dei crimini nipponici più gravi, tanto odioso che si usa la parola francese, perché bisogna essere stranieri per concepire una bassezza simile.
(Amélie Nothomb)

La cucina giapponese non è qualcosa che si mangia, ma qualcosa che si guarda.
(Jun’ichirō Tanizaki)

Avevo la sensazione che la luce del mondo, la trasparenza delle ali delle libellule, la bellezza dei dolci giapponesi nel variare delle stagioni, il rosa pallido dei ciliegi lungo il fiume, la gioia di quando si sta per mangiare qualcosa di buono, il batticuore prima di partire per un viaggio… tutte queste cose ci venissero strappate via.
(Banana Yoshimoto)

La storia giapponese è stata descritta più volte come un succedersi di periodi in cui il paese si abbevera con foga giovanile alle sorgenti straniere, seguiti da altri in cui invece si ripiega su se stesso per digerire ed elaborare.
(Fosco Maraini)