Frasi, citazioni e aforismi sulla maratona

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sulla maratona. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla corsa e il correre e Le più belle frasi motivazionali.

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Frasi, citazioni e aforismi sulla maratona

Se vuoi correre un miglio, corri un miglio. Se vuoi vivere un’altra vita, corri una maratona.
(Emil Zatopek)

La maratona si corre per 30 km con le gambe, 10 km con la testa, 2 km con il cuore e 195 metri con le lacrime agli occhi.
(Anonimo)

Amo l’atletica perché è poesia
Se la notte sogno,
sogno di essere un maratoneta.
(Eugenio Montale)

La maratona è una corsa che affascina tanti podisti perché rappresenta una sorta di sfida con i propri limiti. Ci sono corse anche più lunghe che mettono a dura prova il proprio corpo e la mente, però la maratona è anche storia.
(Orlando Pizzolato)

La maratona è un pensiero teso verso l’infinito, cui solo la tenacia, l’umiltà, il desiderio e la follia di un uomo, possono imporre il confine materiale di un arrivo.
(Flavio Pagano)

La maratona è un’arte. Ogni gara va forgiata, modellata, scolpita nello spazio dai passi di chi la corre. Ogni chilometro percorso, è un tratto di percorso cancellato, un pezzo di marmo tolto dal blocco. Perché la maratona, come una scultura, si costruisce sottraendo.
(Flavio Pagano)

Nessuno può sentirsi sicuro di vincere, al momento di partire. Non si può star certi nemmeno di arrivare fino in fondo.
La maratona è l’unica gara che si può perdere anche correndo da soli.
(Flavio Pagano)

È incredibile come l’uomo sia capace di offendere, fare del male, combattere le guerre e uccidere per denaro, fama o altro, e poi una semplice Maratona riesca ad unire culture, popoli e religioni di tutto il mondo. Questo è il miracolo dello sport.
(Ismaele Morabito)

La maratona rappresenta l’esistenza: ha punti bassissimi, che devi superare, e momenti d’estasi, che ti sforzi di prolungare. È un’esperienza spirituale attraverso la quale entri più profondamente in contatto con te stessa, trovando le risposte che cercavi.
(Paula Radcliffe)

Se vuoi sapere come sarai tra dieci anni, guardati allo specchio dopo aver corso una maratona.
(Jeff Scaf)

Ho imparato che terminare una maratona non è solo un traguardo atletico, è uno stato mentale, uno stato mentale che dice che tutto è possibile.
(John Hanc)

Affronto i compiti che ho davanti e li porto a compimento a uno a uno, fino a esaurimento delle forze. Concentro la mia attenzione su ogni singolo passo, ma al tempo stesso cerco di avere una visione globale, e di guardare lontano. Perché si dica quel che si vuole, ma io sono un maratoneta.
(Haruki Murakami)

La fatica è una realtà inevitabile, mentre la possibilità di farcela o meno è a esclusiva discrezione di ogni individuo. Credo che queste parole riassumano alla perfezione la natura di quell’evento sportivo che si chiama maratona.
(Haruki Murakami)

Partecipare alla maratona e portarla a termine per me è più importante di qualunque cosa. Tagliare il traguardo, non camminare e correre con piacere. Queste tre cose, nell’ordine, sono i miei obiettivi.
(Haruki Murakami)

La maratona è un evento pieno di fascino, in essa c’è tutto: il dramma, la sfida, il cameratismo, l’eroismo. Nessun corridore può sognare di essere un campione olimpico, ma può sognare di finire una maratona.
(Fred Lebow)

La maratona è una bella sfida con se stessi prima che con gli altri.
(Stefano Baldini)

È chiaro che la storia è dei vincitori: Filippide corse 42 chilometri per annunciare la vittoria di Maratona. Nessuno ha mai registrato quanto percorse il soldato che annunciò la sconfitta.
(Franco Rossi)

Ssapete perché la maratona ha una misura così stramba? Una quarantina di chilometri è all’incirca la distanza da Maratona ad Atene. Ai giochi olimpici di Londra del 1908 alle26 miglia esatte (41.843 metri) dal Castello di Windsor allo stadio previste per la competizione, gli organizzatori aggiunsero altri 352 metri per fare arrivare gli atleti proprio davanti al palazzo reale. Totale, appunto, 42195 metri. E sinceramente, dopo 42 chilomentri di corsa, anche duecento metri possono sembrare infiniti.
(Riccardo Bruno,Maurizio Lorenzini)

Anche se un numero pretende di quantificarne la distanza, in miglia o in chilometri che siano, in realtà la vera lunghezza di una maratona non si può misurare.
Cento metri sono cento metri. Quattrocento, sono quattrocento. E anche tremila sono tremila. Persino diecimila sono un numero di metri concepibile a mente.
Ma quanto sono lunghi quarantamila metri?
È difficile dirlo. Possono sembrare pochi. Ma anche quarantamila giorni possono sembrare pochi, eppure sono più di quanti ne contiene un secolo intero.
Solo chi li percorre sa quanto sono lunghi quarantamila metr
(Flavio Pagano)

La maratona, che può apparire la più tattica delle gare, che forse lo è, resta sempre aperta all’alea dell’imprevisto. Nessuno vede l’arrivo ai momento di partire. Il traguardo, nella maratona, maratona, è un’Idea. Per questo correrla è prima di tutto un’esperienza spirituale, che insegna come il corpo non sia altro che la parte dell’anima sensibile alla forza di gravità.
(Flavio Pagano)

Come un musicista che esegue una partitura, un maratoneta non darà mai due volte la stessa interpretazione di una gara, nemmeno se essa avviene sul preciso, identico percorso. Non è possibile. E non sarebbe bello.
(Flavio Pagano)

La maratona è una sorta di credo permanente: basta aver corso volta soltanto per sentirsi maratoneti a vita. Un po’ come per la psicanalisi. Sì, la considero una forma di arte marziale, una disciplina interiore. Lo è intrinsecamente. Per gli allenamenti che richiede, per il modo in cui ti porta a percepire l’ambiente, per lo sforzo che esige dal tuo corpo. Il maratoneta è un samurai con le scarpette al posto della spada: è estremamente severo verso se stesso, non si perdona mai, è costantemente in lotta contro i propri limiti… Sbaglia chi pensa alla maratona come a una scelta sportiva, è una disciplina massimamente estetica. È proprio una visione del mondo: non sono solo quei quarantadue chilometri da correre nel minor tempo possibile, è l’idea di resistere, di andare oltre…
(Mauro Covacich)

La maratona è un’arte marziale. Chi la corre compie una scelta estetica, non una sportiva. Lo sport non c’entra niente. Vorrei dire: Resistere alla più alta velocità possibile per una strada così lunga è la cosa più bella che una mente umana possa produrre. La mente non è il cervello, la mente è il sistema del corpo che pensa. La mente è la rete in cui il mio avampiede, il mio cuore, il mio glicogeno, i miei desideri, la mia memoria, tutto me stesso dialoga con tutto me stesso e con ciò che dall’esterno modifica o può modificare me stesso.
(Mauro Covacich)

La maratona, l’Everest degli sport, ha un significato particolare, nella mente delle persone: è una sfida che conferisce un senso di soddisfazione diverso da quello offerto da una gara di 10.000 metri o da una mezza maratona. Chiamatela pure mistica della maratona”
(Jeff Galloway)

Sento le gambe che vanno ancora più veloci di quanto vorrei. Una parte di me vorrebbe che quel momento durasse in eterno, un’altra invece vorrebbe raggiungere il traguardo il più velocemente possibile. E’ come se il mio corpo autonomamente volesse trascinarmi oltre l’arrivo per catapultarmi in cima al mondo della maratona.
(Stefano Baldini, prima di vincere la medaglia d’oro alla Maratona d’Atene)

Ho divorato l’ultimo chilometro con la certezza assoluta che l’oro sarebbe stato mio. Una curva a sinistra mi ha infilato sotto le tribune e, dopo qualche secondo, sono stato colpito in faccia dallo schiaffo di luce dello Stadio Panathinaiko, unico luogo illuminato di una intera città immersa nell’imbrunire e in attesa dell’epilogo dell’Olimpiade.
(Stefano Baldini, prima di vincere la medaglia d’oro alla Maratona d’Atene)

Immaginando il proprio miglior risultato come unico avversario, sconfiggersi è il chiodo fisso del maratoneta.
(Mauro Covacich)

La maratona è un bagaglio sbagliato, lo srotoli e non finisce mai, eppure pareva poco, quattro passi in famiglia, invece diventa tanto, un tempo dilatato, una clessidra dalla sabbia inarrestabile. Non c’è guerra né pace che tenga, la maratona non ripaga, né promette armistizi. Ti succhia il corpo, ti toglie la voglia, però ti rimette in strada, pure se sei uno straccio. Ti ammazza, ma non ti cancella. Ti trasporta da altre parti, ti trapianta altri sogni, e dormi che è meglio. È crudele la maratona, mai nulla di vicino, tutto sempre al di là dell’infinito.
(Emanuela Audisio)

La maratona è sempre una tempesta sbagliata: troppo caldo, freddo, vento, sole, pioggia, afa, umidità. Devi cercare soste nell’anima, inventarti un riparo, mentre cerchi un’officina per riparare un guasto che non ti fa più andare. Tutto è impietoso: ti inquadrano mentre vomiti, mentre il fisico dice basta, mentre imbratti siepi e cespugli, e ci fosse mai qualcosa di più alto di una pianta di capperi a proteggerti dall’indiscrezione del calvario.
(Emanuela Audisio)

La maratona può umiliarti.
(Bill Rodger)

Descrivere la sofferenza di una maratona a qualcuno che non l’ha mai fatta è come cercare di spiegare i colori a qualcuno che è nato cieco.
(Jerome Drayton)

La differenza tra un chilometro e la maratona è la differenza tra bruciarsi le dita con un fiammifero e essere lentamente arrostito sui carboni ardenti.
(Hal Higdon)

Superato il muro del trentesimo chilometro, tutti quei momenti diventano l’energia che i muscoli non trovano più. Resta solo la tua maratona da portare a termine, non importa se filando via ancora fluido e leggero o se stringendo i denti. E’ un impegno che hai preso con te stesso e sei pronto a tutto pur di non tradirlo.
(Marco Patucchi)

È il momento più bello perché nella mia testa, mentre vado giù, non c’è nemmeno un pensiero o una parola o un’immagine o qualunque altra cosa. Sono vuoto, vuoto com’ero prima di nascere.
(Alan Sillitoe, La solitudine del maratoneta)

A volte, quando corro, dopo i primi dieci chilometri, quando comincia la fase di svuotamento e dai pensieri scompaiono le arrabbiature per le ingiustizie subite e non vi è più traccia di rancori e livori, vi è tangibilmente un grande beneficio che è paragonabile a un enorme pulsante con la scritta “reset”.
(Maria Cristina Savoldi Bellavitis)

La cosa che più mi affascinava e mi affascina della maratona è proprio questa: è una metafora della vita. La sfida, infatti, è assolutamente personale. Per prepararla occorrono sacrificio, volontà e passione. Gli imprevisti però sono sempre in agguato. Ti sei preparato per un anno intero, arrivi a New York, ti ammali e non corri. Ma il punto centrale è che non importa se vinci o perdi, se arrivi primo o ultimo, se impieghi tre o sei ore, ciò che conta è finirla
(Maurizio Lupi)

Uomini, oggi moriamo un po’.
(Emil Zatopek all’inizio della Maratona Olimpica del 1956)

Dopo la maratona non sono stato in grado di camminare per una settimana intera, così tanto la gara mi ha tolto energie. Ma è stata la stanchezza più piacevole che abbia mai conosciuto.
(Emil Zatopek)

Chi corre a questo livello non lo fa per stare bene. Qui siamo totalmente al di fuori dei parametri del fitness. La maratona fa male, debilita l’organismo. Può portare all’anemia, al logoramento dei muscoli, dei legamenti, perché il corpo umano non è pensato per correre quei duecentocinquanta chilometri alla settimana che in media corrono i campioni quando si allenano.
(Mauro Covacich)

Per un maratoneta che si alleni quotidianamente con impegno, avere problemi alle ginocchia è normale. Pare che quando si corre, ogni volta che il piede tocca terra l’impatto sulle gambe equivalga al peso corporeo moltiplicato per tre. Ed è uno shock che si ripete circa diecimila volte al giorno.
(Haruki Murakami)

Se all’inizio della mia carriera di scrittore non avessi cominciato anche quella di maratoneta, ho l’impressione che le mie opere sarebbero state diverse.
(Haruki Murakami)

Se mai ci sarà un epitaffio sulla mia tomba, e se posso sceglierlo io, vorrei che venissero scolpite queste parole:
“Murakami Haruki
Scrittore (e maratoneta)
1949-20**
Se non altro, fino alla fine non ha camminato”.
(Haruki Murakami)