Frasi, citazioni e aforismi di Isaac Asimov

Isaac Asimov - Aforisticamente
Isaac Asimov - Aforisticamente

Isaac Asimov (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992) è considerato uno dei massimi scrittori di fantascienza. Isaac Asimov è anche autore di numerosi libri di divulgazione scientifica (l’astronomo Carl Sagan una volta lo ha definito “Il più grande divulgatore dei nostri giorni”).

Presento una raccolta di Frasi, citazioni e aforismi di Isaac Asimov. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Albert Einstein, Frasi, citazioni e aforismi di Ray Bradbury e Le frasi più belle e famose di Piero Angela.

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Frasi, citazioni e aforismi di Isaac Asimov

La violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci.
[Violence is the last refuge of the incompetent.]

Il modo più semplice per risolvere un problema è negare che esista.

Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli.
[If knowledge can create problems, it is not through ignorance that we can solve them.]

Se fossimo soli l’immensità sarebbe davvero uno spreco.

Nella vita, a differenza che negli scacchi, il gioco continua dopo lo scacco matto.

Quelle persone che pensano di sapere tutto sono una grande irritazione per coloro che sanno tutto.

Le tue credenze sono le tue finestre sul mondo. Puliscile di tanto in tanto, altrimenti non entrerà la luce.

Se la corrente ti sta portando dove vuoi andare, non discutere.

L’aspetto più triste della vita in questo momento è che la scienza raccoglie conoscenza più velocemente di quanto la società raccolga saggezza.

La vita è piacevole. La morte è pacifica. È la transizione che crea dei problemi.

Il primo problema di vita è minimizzare l’attrito con la folla che ti circonda da tutti i lati.

Sono conscio dello stato della mia ignoranza e pronto a imparare da chiunque indipendentemente dalla sua qualifica.

Scrivo per lo stesso motivo per cui respiro – perché, se non lo facessi, morirei.

L’auto-apprendimento è l’unico tipo di apprendimento che esista.

Parte della disumanità del computer sta nel fatto che, una volta programmato e messo in funzione, si comporta in maniera perfettamente onesta.

L’espressione più eccitante da ascoltare nella scienza, quella che annuncia le più grandi scoperte, non è ‘Eureka’ ma ‘Che strano…’.

Non lasciare mai che il tuo senso della morale ti prevenga dal fare ciò che è giusto.

L’intelligenza è un incidente dell’evoluzione e non necessariamente un vantaggio.

La scienza non è mai ferma: essa è come un panorama che si dissolve impercettibilmente e si trasforma sotto i nostri occhi. Non è possibile in un momento qualsiasi coglierla in tutti i suoi particolari senza trovarsi immediatamente superati.

Il cervello umano è il pezzo di materia organizzato nel modo più meraviglioso di tutto l’universo conosciuto

In ogni secolo gli esseri umani hanno pensato di aver capito definitivamente l’Universo e, in ogni secolo, si è capito che avevano sbagliato. Da ciò segue che l’unica cosa certa che possiamo dire oggi sulle nostre attuali conoscenze è che sono sbagliate.

In tutta la storia della Galassia non risulta che alcuna civiltà sia mai stata così sciocca da usare le esplosioni nucleari come armi belliche.

C’è soltanto una guerra che può permettersi il genere umano: la guerra contro la propria estinzione.

Letta correttamente, la Bibbia è per l’ateismo la forza più potente mai concepita.

Ardo dal desiderio di spiegare, e la mia massima soddisfazione è prendere qualcosa di ragionevolmente intricato e renderlo chiaro passo dopo passo. È il modo più facile per chiarire le cose a me stesso.

Se la popolazione mondiale continuerà a crescere con il ritmo attuale tra duemila anni l’umanità peserà più della terra.

Io non temo i computer. Temo la loro mancanza.

Pensare è l’attività che io amo di più, e scrivere per me è semplicemente pensare attraverso le mie dita. Io posso scrivere fino a 18 ore al giorno. Digitando 90 parole al minuto, ho scritto fino a più di 50 pagine al giorno. Nulla interferisce con la mia concentrazione. Puoi mettere su un’orgia nel mio ufficio e io non guarderei neppure – beh, o forse una sola volta.

Questo è un altro problema con l’educazione, per come l’abbiamo adesso. Le persone pensano all’educazione come qualcosa che devono terminare. E per di più, quando la terminano, diventa un rito di passaggio. Hai finito con la scuola. Non sei più un bambino, e quindi tutte le cose che ti ricordano la scuola – leggere libri, avere idee, fare domande – è roba da bambini. Ora sei un adulto, non devi fare più quel genere di cose.

Qualsiasi innovazione tecnologica può essere pericolosa: il fuoco lo è stato fin dal principio, e il linguaggio ancor di più; si può dire che entrambi siano ancora pericolosi al giorno d’oggi, ma nessun uomo potrebbe dirsi tale senza il fuoco e senza la parola.

Per avere successo, la pianificazione da sola non è sufficiente. Bisogna anche improvvisare.

La vera delizia è nello scoprire piuttosto che nel conoscere.

Se non fossi stato ateo, avrei creduto in un Dio che salva le persone non sulla base delle cose che dicono, ma sulla base del loro modo di vivere. Avrei creduto in un Dio che preferisce salvare un onesto e rispettoso ateo e non un predicatore televisivo le cui parole sono Dio Dio Dio ma le cui azioni sono sbagliate sbagliate sbagliate.

Io sono un ateo, in tutto e per tutto, ma ci è voluto parecchio tempo per dirlo. Io sono stato ateo per anni e anni, ma in qualche modo sentivo che era una scorrettezza intellettuale dire si è atei, perché suppone una conoscenza che non si ha.
In qualche modo era meglio dire che si è umanisti o agnostici. Io non ho prove evidenti che Dio non esista, ma ho il così forte sospetto che non ci sia e che non voglio sprecare il mio tempo.

Arrendersi all’ignoranza e chiamarla Dio è sempre stato e sempre sarà frettoloso e intempestivo.

Perché il Creatore si diletta a ingannarci? Lo diverte il vederci imboccare una strada sbagliata? Vuole sperimentare se gli esseri umani possono rinnegare i propri sensi e la propria ragione per rimanere fedeli a un mito? Lo fa per disporre di una scusa per mandarci all’inferno colpevoli di non aver rinnegato i nostri sensi e la nostra ragione?
È mai possibile che il Creatore sia un burlone crudele e maligno, con un senso dell’umorismo così perverso e puerile?
Se è così, tanto varrebbe che i creazionisti fossero schietti, e lo dicessero.

La mia sensazione è semplicemente che, se c’è un Dio, ha fatto un lavoro così brutto che non vale la pena discuterne.

Non c’è nulla di spaventoso in un eterno sonno senza sogni. Sicuramente è meglio dell’eterno tormento all’inferno e dell’eterna noia in cielo.

L’intuizione è l’arte, peculiare della mente umana, di elaborare la risposta corretta da dati che sono, di per sé, incompleti o addirittura fuorvianti.

La mente umana lavora a basso regime. In genere si dice che si serva solo del venti per cento delle sue capacità. Quando momentaneamente un essere umano ha un lampo di genio, significa che per un istante riesce a utilizzarle tutte.

Il numero di Realtà è infinito. Il numero di ogni sottoclasse di Realtà è infinito. Ad esempio, il numero di Realtà che contengono l’Eternità è infinito, il numero di Realtà che non la contengono è infinito, il numero di Realtà in cui l’Eternità esiste ma viene abolita è infinito.

La Terra non dovrebbe essere suddivisa in centinaia di sezioni diverse, ognuna abitata da un segmento auto-definito dell’umanità che considera il proprio benessere e la propria “sicurezza nazionale” di primaria importanza e al di sopra di ogni altra considerazione.

È il cambiamento, il cambiamento continuo, il cambiamento inevitabile, che è il fattore dominante nella società di oggi. Nessuna decisione sensata può più essere presa senza prendere in considerazione non solo il mondo così com’è, ma il mondo come sarà …
Questo significa che i nostri statisti, i nostri uomini d’affari, i nostri uomini devono adottare un modo di pensare fantascientifico

Le barzellette giuste, raccontate correttamente, possono fare di più per illuminare le questioni di politica, filosofia e letteratura di qualsiasi altro genere di argomenti noiosi.

Non credi ai dischi volanti, mi chiedono? Non credi nella telepatia? Nelle antiche popolazioni di astronauti? Nel triangolo delle Bermuda? Nella vita dopo la morte?
No, rispondo. No, no, no, no, e ancora no.
Una persona di recente, pungolata dalla mia litania di negazioni, esclamò: “Ma c’è qualcosa in cui credi?”
“Sì”, ho risposto. “Credo nell’evidenza. Credo nell’osservazione, nella misurazione, e nel ragionamento, confermato da osservatori indipendenti”.

Un sottile ragionamento errato può dare vita ad una indagine proficua che rivela verità di grande valore.

La fase finale dell’eternità e l’inizio dell’infinito.

C’è un culto dell’ignoranza negli Stati Uniti, e c’è sempre stato. Una vena di anti-intellettualismo si è insinuata nei gangli vitali della nostra politica e cultura, alimentata dalla falsa nozione che democrazia significhi “la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza”.

Auguri per la nuova libreria, perché non è solo una libreria. Si tratta di una nave spaziale che ti porterà fino agli estremi confini dell’universo, una macchina del tempo che ti porterà in un lontano passato e in un futuro lontano, un insegnante che ne sa più di ogni essere umano, un amico che ti divertirà e consolerà – e soprattutto, un ponte, per una vita migliore e più felice e più utile.

Dì alla gente che lo strato di ozono si sta esaurendo, che le foreste vengono abbattute, che i deserti stanno avanzando, che l’effetto serra aumenterà il livello del mare di 2 metri, che la sovrappopolazione ci sta soffocando, che l’inquinamento ci sta uccidendo, che la guerra nucleare potrebbe distruggerci – e sbadiglieranno e si coricheranno per un comodo pisolino. Ma dì loro che i marziani stanno atterrando e urleranno e scapperanno.

Le leggi della storia sono assolute come quelle della fisica, e se in essa le probabilità di errore sono maggiori è solo perché la storia ha a che fare con gli esseri umani, che sono assai meno numerosi degli atomi, ed è per questa ragione che le variazioni individuali hanno un maggior valore.

Non ci sono lieti fine nella storia, solo momenti di crisi che passano.

Se il mio dottore mi dicesse che mi rimangono solo sei minuti da vivere, non ci rimuginerei sopra. Batterei a macchina un po’ più veloce.

Ciò che dura nella mente del lettore non è la frase ma l’effetto creato dalla frase: risate, lacrime, dolore, gioia. Se la frase non influisce sul lettore, cosa ci fa lì? Falle fare il suo lavoro o tagliala senza pietà e rimorso.

Sebbene il momento di morire stia avvicinandosi, non ho paura di morire e di andare all’Inferno o (che sarebbe notevolmente peggio) di andare alla versione popolare del Paradiso. Io mi aspetto che la morte sia il nulla e, per avermi tolto ogni possibile paura della morte, debbo ringraziare l’ateismo.

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Le Tre Leggi della Robotica di Isaac Asimov

Prima Legge:
Un robot non può recare danno agli esseri Umani, né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, gli esseri Umani ricevano danno.

Seconda Legge:
Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri Umani, a meno che ciò non contrasti con la Prima Legge.

Terza Legge:
Un robot deve salvaguardare la propria esistenza, a meno che ciò non contrasti con la Prima o la Seconda Legge.