Frasi, citazioni e aforismi sull’astronauta

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sull’astronauta. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sul volo e il volare, Frasi, citazioni e aforismi sull’universo, Frasi, citazioni e aforismi sulle stelle e Frasi, citazioni e aforismi sulla luna.

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Frasi, citazioni e aforismi sull’astronauta

astronauta

Houston, qui base della Tranquillità. L’Eagle è atterrato.
(Neil Armstrong, pilota e astronauta statunitense, primo uomo a mettere piede sulla Luna sul modulo spaziale Apollo 11, il 20 luglio del 1969)

Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità.
(Neil Armstrong, pilota e astronauta statunitense, primo uomo a mettere piede sulla Luna sul modulo spaziale Apollo 11, il 20 luglio del 1969)

Qui uomini dal pianeta Terra fecero il primo passo sulla Luna, Luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace per tutta l’umanità.
(Inciso sulla targa lasciata dai primi uomini che hanno messo piede sulla Luna)

Sto tornando a bordo… ed è il momento più triste della mia vita.
(Ed White a conclusione della prima passeggiata spaziale americana durante la missione Gemini 4 su 3 Giugno 1965)

Improvvisamente mi colpì l’idea che quel piccolo puntino che vedevo, così bello e così blu, fosse la Terra. Alzai il pollice e chiusi un occhio, e il mio dito nascose completamente il nostro pianeta. Non mi sentii un gigante, affatto. Mi sentii molto, molto piccolo.
(Neil Armstrong mentre guarda la Terra dalla Luna nel luglio 1969)

Non significa niente per me. Non ho alcuna opinione a questo proposito, e non mi interessa.
(Pablo Picasso a proposito del successo della missione Apollo 11 atterrata sulla luna il 20 luglio del 1969)

Ad un certo punto della mia vita ho interrotto gli studi universitari e mi sono arruolato. Incursore del “col Moschin” sono stato mandato in missione in Libano. Ed è qui che ho conosciuto Oriana Fallaci. Fu proprio lei, sulla nave che ci riportava in patria a chiedermi “cosa volevo fare da grande”. “Non so – risposi – mi piacerebbe andare nello spazio”. E lei: “tutto si può fare…”. Quando siamo tornati mi ha stimolato a riprendere gli studi e mi ha aiutato.
(Paolo Nespoli, astronauta italiano)

(Le ultime parole famose) Mettere un uomo su un razzo multistadio e proiettarlo nel campo di controllo gravitazionale della luna dove i passeggeri possano effettuare osservazioni scientifiche, forse atterrare vivi, e poi ritornare sulla terra – tutto questo costituisce un sogno selvaggio degno di Giulio Verne. Io sono abbastanza temerario da sostenere che un tale viaggio fatto dall’uomo non accadrà mai nonostante tutti i futuri progressi.
(Lee de Forest, scienziato, inventore, regista)

Da quassù la Terra è bellissima, senza frontiere né confini.
(Jurij Gagarin, osservando la terra dall’astronave Soyouz)

Quando ho guardato la Terra, in piedi sulla Luna, ho pianto.
(Alan Shepard durante la missione Apollo 14 nel febbraio 1971)

Che magnifica desolazione.
(Buzz Aldrin appena disceso sulla Luna, astronauta statunitense)

Guardare il mondo dalla Cupola è indescrivibile. Si ha il senso di fragilità del pianeta Terra, con la sua atmosfera sottilissima, e dell’incredibile bellezza di questo gioiello sospeso nel velluto nero dello spazio.
(Luca Parmitano, astronauta italiano)

Mai come nello spazio ti accorgi che i confini non esistono. Dall’alto l’Europa é un reticolo di luci, collegamenti, i cui confini sono solo dentro le menti delle persone
(Luca Parmitano, astronauta italiano)

Guardare la Terra dal finestrino è affascinante, soprattutto nei momenti dell’alba e del tramonto. Si può notare molto la sottile atmosfera che avvolge il nostro pianeta e che ci differenzia da Marte; se non ci fosse l’atmosfera, la Terra sarebbe completamente diversa ed è per questo che dobbiamo trattarla bene.
(Paolo Nespoli, astronauta italiano)

Il primo e il secondo giorno puntavamo lo sguardo verso i nostri paesi.
Il terzo e il quarto giorno cercavamo i nostri continenti.
Il quinto giorno acquistammo la consapevolezza che la Terra è un tutto unico.
(Sultan bin Salman Al Saud, Payload Specialist nella missione dello Shuttle Discovery, STS-51G)

Il panorama era molto bello. Ma non ho visto la Grande Muraglia della Cina.
(Yang Liwei, primo astronauta della Cina, parlando, nel mese di ottobre 2003, sulla sua incapacità di vedere la Grande Muraglia cinese dallo spazio)

Non vedo nessun Dio quassù.
Non c’è nessun Dio quassù.
(Jurij Gagarin, primo uomo ad andare nello spazio nel 1961)

Padre, ti ringrazio, specialmente per avermi consentito di compiere questo volo. Grazie per il privilegio che mi hai dato di trovarmi in questa posizione, di stare qui in questo meraviglioso luogo che mi consente di vedere tante cose stupefacenti e meravigliose che tu hai creato
(L Gordon Cooper Jr, astronauta statunitense. Preghiera mentre è in orbita intorno alla terra con la navicella Gemini 5, 22 maggio 1963)

Poggiare il piede sulla superficie lunare, toccare le sue pietre, assaporare il panico e lo splendore dell’evento, sentire in fondo allo stomaco la separazione dalla terra… queste costituiscono le sensazioni più romantiche che un esploratore possa mai conoscere… questa è la sola cosa che posso dire a riguardo. I risvolti pratici non mi interessano.
(Vladimir Nabokov)

Houston, abbiamo un problema – Houston, we have a problem.
(Jim Lovell, astronauta statunitense sul modulo lunare Apollo 13, aprile 1970)

Il fallimento non è un’opzione.
(Frase attribuita a Gene Kranz durante la missione di soccorso Apollo 13 nell’aprile del 1970.

Ci sono solo due problemi da risolvere quando si va sulla luna: primo, come arrivarci; e secondo, come tornare indietro. La chiave sta nel non partire prima di aver risolto entrambi i problemi.
(Neil Armstrong, pilota e astronauta statunitense, primo uomo a mettere piede sulla Luna, il 20 luglio del 1969)

Che cosa rende un uomo disposto a sedersi in cima a un enorme fuoco d’artificio, come un razzo Redstone, Atlas, Titan o Saturno, e aspettare che qualcuno accenda la miccia?
(Tom Wolfe)

Decidere di fare l’astronauta non è come decidere di fare l’avvocato o l’architetto. Si devono verificare una serie di condizioni e ci vuole anche una buona dose di fortuna
(Samantha Cristoforetti, astronauta italiana)

È difficile raccontare un momento particolare di quel giorno dove tutti gli eventi si sono susseguiti rapidamente. Posso dire che quando siamo arrivati in rampa, sulle scalette il vento portava tutto il vapore del combustibile verso di noi. Noi eravamo avvolti e la nostra visuale era a intermittenza. È stato quasi un abbraccio freddo e surreale da parte del pianeta terra. Poi ci sono stati vari momenti, la partenza, l’accelerazione, il distacco, l’ingresso nella prima orbita, la prima alba, l’arrivo sulla Iss. La prima volta che ho visto la Stazione ero a circa 30 metri di distanza. La prima immagine è stata la transizione quando il sole sta per scomparire e per pochi secondi la luce è arancione. Poi ho vissuto un torrente di emozioni, l’ingresso e l’abbraccio dei colleghi
(Samantha Cristoforetti)

Essere senza peso è la sensazione più bella per Samantha. “È una sensazione eccezionale quella di lasciarsi andare e fluttuare, chiudere gli occhi e cercare di capire i trucchi del cervello.
(Samantha Cristoforetti)

Nello spazio sviluppi una coscienza globale immediata, un sentimento verso le persone, un’intensa insoddisfazione verso la situazione del mondo e una compulsione a fare qualcosa per questo. Da qui fuori sulla Luna, i politici internazionali sembrano così insignificanti. Tu vorresti prendere uno di loro per la nuca, trascinarlo fuori a un quarto di milioni di miglia dalla Terra e dirgli “Guarda questo, figlio di…!”.
(Edgar Mitchell, astronauta statunitense dell’Apollo 14)

Per anni i politici hanno promesso la luna. Io sono il primo in grado di darvela.
(Richard Nixon, messaggio radio agli astronauti sulla luna, 20 luglio 1969)

Quando mi videro con la mia tuta spaziale trascinando il paracadute quando camminavo, iniziarono ad indietreggiare impauriti. Dissi loro di non spaventarsi, che ero un sovietico come loro, tornato dallo spazio e che doveva trovare un telefono per chiamare Mosca.
(Jurij Gagarin mentre racconta il momento in cui fu “avvistato” al rientro sulla Terra da un gruppo di contadini)

(Al padre che gli chiedeva se avesse paura) Papà, in Corea mi sono alzato in volo per ottanta volte, e mi sparavano addosso da tutte le parti. Adesso non c’è nessuno che punti le mitragliatrici contro di me. Lo spazio è libero, e questa è un’impresa preparata e studiata, non un’avventura.
(Neil Armstrong, pilota e astronauta statunitense, primo uomo a mettere piede sulla Luna)

Si dice spesso che il corpo dell’astronauta nello spazio è il modello di invecchiamento con una serie di effetti che accadono in maniera accelerata». Perdita di massa muscolare e ossea, ad esempio.
(Samantha Cristoforetti, astronauta italiana)

Il miglior computer che si possa mettere a bordo delle navi spaziali è l’uomo, ed è l’unico che può venire prodotto in grandi quantità da personale non addestrato.
(Wernher Von Braun, in risposta a chi gli chiedeva se l’uomo può venire sostituito dai computer nei voli spaziali)

Mentre vagavo nello spazio, un pensiero continuava a ronzarmi nella testa: ogni parte di questo razzo è stata fornita da quelli che hanno fatto l’offerta più bassa.
(John Glenn, astronauta americano)

Chiunque si trova sul più grande sistema al mondo di combustione idrogeno-ossigeno, sapendo che sta per schiacchiare un pulsante e non è un po’ preoccupato, non comprende appieno la situazione.
(John Young, rispondendo alla domanda se era nervoso a fare il primo volo sullo Space Shuttle nel 1981)

Mi sdraiai sulla schiena, sorpreso di quanto fossi calmo e concentrato, ancorato a quattro milioni e mezzo di chili di combustibile esplosivo.
(Ron Garan)

2001 – Odissea nello spazio» di Stanley Kubrick è il film unico che ha segnato per sempre il cinema di fantascienza, condensandone e fissandone gli universi col suo stile imitato e inimitabile: il candore e la freddezza, la danza degli astri, la posizione del veicolo spaziale nell’oscurità sconfinata del sistema stellare, il modo di muoversi e la vita quotidiana degli astronauti, le porte autochiudentesi, i corridoi rotondi come l’anima di un enorme tubo bianco.
(Lietta Tornabuoni)

Se gli scienziati spaziali sono così intelligenti, perché contano sempre all’indietro?
(Robert Orben)

Per carità. Io odio il pericolo, specialmente se inutile, e il pericolo è il lato più irritante del nostro mestiere. Come si può trasformare in avventura un normalissimo fatto di tecnologia? E perché rischiare la vita guidando un’astronave? Illogico quanto rischiare la vita usando un frullatore elettrico per fare un frappè. Non dev’esserci nulla di pericoloso a fare un frappè e non dev’esserci nulla di pericoloso a guidare un’astronave. Una volta applicato questo concetto, cade il discorso sull’avventura. Il gusto di andare su tanto per andare su…
(Neil Armstrong, pilota e astronauta statunitense, primo uomo a mettere piede sulla Luna)

A un certo punto della mia vita, decido di rinunciare al mio sogno di essere un astronauta e seguo il mio secondo sogno, quello di essere uno scrittore. Ho poi sentito che era anche vietato fumare nella stazione spaziale.
(Michael Kroft)

A volte i giovani, ai quali adoro rivolgermi perché sono i più importanti, mi chiedono cosa raccomandi per diventare astronauta. La prima raccomandazione che faccio è che non tutti possono diventare astronauta. I sogni possono essere elevati a qualsiasi livello, partendo dal più umile arrivando a quello più grandioso e che ognuno deve realizzarsi nel proprio contributo, nel proprio sogno senza lasciarsi affascinare da un mondo piuttosto che da un altro
(Luca Parmitano, astronauta italiano)

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