Frasi, citazioni e aforismi sul Prodotto Interno Lordo (PIL)

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Il Prodotto interno lordo è il valore totale di mercato di tutti i servizi e beni finali prodotti dall’economia di un paese in un certo lasso di tempo.

Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sul Prodotto Interno Lordo (PIL). Tra i temi correlati si veda Frasi, aforismi e battute divertenti sull’economia e gli economisti, Frasi, citazioni e aforismi sulle tasse e Frasi, aforismi e battute divertenti sull’Iva.

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Frasi, citazioni e aforismi sul Prodotto Interno Lordo (PIL)

Il PIL è l’indicatore più potente della storia.
(Philip Lepenies)

Il PIL una delle più grandi invenzioni del XX secolo.
(Ministero del Commercio degli Stati Uniti)

Il PIL misura un’economia ma non è in grado di quantificare benessere e felicità.
(Simon Kuznets, inventore del Pil nel 1934)

Il PIL suona come un buon indicatore di ricchezza, ma include cose che non ci rendono più ricchi, lasciandone fuori altre che hanno un impatto positivo sul nostro benessere.
(Bjørn Lomborg)

“Ehi ragazzo, vai fortissimo nelle flessioni. Come ti chiami?”.
“Pil, signore!”.
(Lia Celi)

Basare la salute di una società sui progressi del PIL, è l’anticamera dell’irrazionalità barbarica.
(Fabrizio Caramagna)

Il PIL non sarà mai altruista.
(Fabrizio Caramagna)

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
(Robert Kennedy, Discorso sul PIL, 18 Marzo 1968)

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
(Robert Kennedy, Discorso sul PIL, 18 Marzo 1968)

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
(Robert Kennedy, Discorso sul PIL, 18 Marzo 1968)

Per 60 anni il prodotto interno lordo, o PIL, è stato il metro con cui il mondo ha misurato e compreso il progresso economico e sociale. Tuttavia, non è riuscito a cogliere alcuni dei fattori che fanno la differenza nella vita delle persone e contribuiscono alla loro felicità, come la sicurezza, il tempo libero, la distribuzione del reddito e un ambiente pulito.
(Joseph Stiglitz, premio nobel per l’economia)

Il Pil deve misurare la felicità delle nazioni.
(Gianroberto Casaleggio)

Noi siamo vivi in un paese di morti, di vecchi che occupano ogni spazio e si credono eterni, che si nutrono di potere e si sono fottuti la vita. Noi non siamo in vendita, non siamo merce, non crediamo a una società basata sul profitto, sul Pil.
(Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo)

Cos’è il PIL, il Prodotto Interno Lordo? Il misuratore della crescita della società? La trasformazione in denaro, un concetto astratto, della nostra salute, del nostro tempo, dell’ambiente? Nessuno ha mai calcolato il COSTO del PIL. I danni dei capannoni vuoti, delle merci inutili, dei camion che girano vuoti come insetti impazziti, della distruzione del pianeta. Nessuno ha mai stimato il valore del tempo perduto per le code, per gli anni sprecati a lavorare per produrre oggetti inutili. Per gli anni buttati per comprare oggetti inutili creati dalla pubblicità. Il tempo, la Terra, la vita, la famiglia (gli unici importanti) sono concetti troppo semplici per il PIL. Un mostro che divora il mondo. Lo mangia e lo accumula. Lo digerisce e lo trasforma in nulla. L’equazione PIL = ricchezza è un incantesimo. I prodotti inutili non diventano utili perché qualcuno li compra.
(Beppe Grillo)

La nostra società ha legato il suo destino a un’organizzazione fondata sull’accumulazione illimitata. Questo sistema è condannato alla crescita. Non appena la crescita rallenta o si ferma è la crisi, il panico. Ritroviamo l'”Accumulate! Accumulate! Questa la legge, questi i profeti!” del vecchio Marx. Questa necessità fa della crescita una “camicia di forza”. L’occupazione, il pagamento delle pensioni, la spesa pubblica (istruzione, sicurezza, giustizia, cultura, trasporti, sanità ecc.) presuppongono l’aumento costante del prodotto interno lordo (PIL).
(Serge Latouche, La decrescita felice)

Se l’indice del Prodotto Interno Lordo (PIL) del mio paese non è elevato, l’indice di Felicità Interna Lorda (FIL) è invece più che soddisfacente.
(Rappresentante dello stato del Bhutan)

l PIL è una misura dell’attività economica, non dello standard di vita. Ma i termini sono così spesso confusi che i giornalisti oggi li trattano come sinonimi. Le basse vendite al dettaglio dei mesi precedenti sono state recentemente descritte da questo giornale come “desolate” e “cupe”. Le vendite elevate sono sempre “buone notizie”, le vendite basse sono sempre “cattive notizie”.
(George Mombiot)

il problema con il prodotto interno lordo è il fatto che è, appunto, lordo. Non ci sono detrazioni coinvolte: ogni attività economica viene considerata come se si trattasse di un valore positivo. Il danno sociale è aggiunto, non sottratto, al bene sociale. Un incidente ferroviario che genera un valore di 1 miliardo di sterline per riparazioni delle rotaie, spese mediche e spese funerarie, è ritenuto, da questo punto di vista, vantaggioso come un servizio continuo che generi 1 miliardo di sterline dalla vendita di biglietti.
(George Mombiot)

Se lasci asciugare al sole i tuoi vestiti, il servizio è gratuito e non compare nel prodotto interno lordo; se metti il tuo ​​bucato nella lavatrice, brucerai combustibili fossili, aumenterai la tua emissione di carbone, renderai l’economia più insostenibile – ma darai al PIL uno slancio.
(Eric Zencey)

Stiamo consumando il passato, il presente e il futuro di questa biosfera, la nostra unica casa, in una corsa impensabile per profitti e PIL che chiamiamo “progresso”.
(Pavan Sukhdev)

La scrittura e la lettura sono beni preziosi e comuni, e mi piace pensare a un indicatore che si chiami Pil, dove “l” sta però per lettori. Per una comunità di persone più consapevoli, più riflessive, più forti.
(Giuseppe Civati)

il PIL non misura soltanto la crescita economica di un paese, il progresso materiale e il benessere individuale. Esso determina lo status di una nazione, dando accesso a club esclusivi, come l’OCSE o il G8 e il G20, con un impatto enorme sugli equilibri politici mondiali. Allo stesso tempo, questo semplice indicatore influenza i flussi internazionali di capitale, segnala oscillazioni negli standard di vita tra paesi, e decide il destino dei leader politici.
(Edoardo Campanella)

Il PIL diminuisce se prodotti ad alta efficienza energetica riducono il consumo di energia elettrica, ma aumenta con attività inquinanti che riducono lo stock di risorse naturali. E se investiamo in campagne contro il fumo o nella lotta al terrorismo, il PIL cresce, senza creare nuova ricchezza
(Edoardo Campanella)

Il PIL esclude tutte le attività che si svolgono nell’economia senza un corrispettivo monetario, come le attività domestiche. Il premio Nobel Paul Samuelson era solito scherzare sul fatto che il PIL crolla quando un uomo sposa la sua cameriera. Allo stesso modo, una maggiore partecipazione femminile alla forza lavoro induce le famiglie ad affidare al mercato attività come la pulizia, il cucinare o la cura di bambini e anziani, facendo così aumentare fittiziamente il PIL.
(Edoardo Campanella)

Anche se il PIL complessivo della Cina supera quella degli Stati Uniti, le due economie hanno strutture e livelli di sofisticazione molto diversi. In Cina il reddito pro capite – una misura più accurata di benessere economico – è pari a solo il 20% di quello americano, e ci vorranno decenni per colmare il differenziale.
(Joseph Nye, Università di Harvard)

Il PIL è ai massimi storici, ma io sono 6 mesi che non prendo lo stipendio. Che faccio, gioisco?!?
(Fabrizio Caramagna)

Davanti alla mattinata di neve il mondo si divide in due: quelli felici e quelli che «ci mancava solo questa», i primi sono romantici, i secondi di solito servono al Pil
(Ester Viola)

Il pilu è buon umore, il pilu è reddito, il pilu è operosità, il pilu è qualità, il pilu è lavoro, il pilu è sviluppo.
(Dal film Qualunquemente)

Chiu pilu pì tutti!
(Dal film Qualunquemente)

Costruiremo un ponte di pilu, con otto corsie di pilu e una corsia di peluche per gli amici!
(Dal film Qualunquemente)

Io non sono qui a vantarmi perché non sono le dimensioni del PIL che contano, ma come lo usi.
(Maurizio Crozza)

La percentuale del PIL dedicata alla ricerca è inferiore a quella di tutti i maggiori Paesi europei.
(Margherita Hack)

Abbiamo smesso di pensare da quando ci hanno detto che la ricchezza interiore non genera Pil.
(Tragi_com78, Twitter)

– Come mai la circonferenza ti viene pari a zero?
– Ho moltiplicato il diametro per pil greco.
(Arcobalengo, Twitter)

Lo Stato ha il Pil scarico.
(Fabrizio Caramagna)

Le persone oggi non sono più felici di quanto lo fossero 50 anni fa, nonostante il reddito pro-capite sia raddoppiato o quadruplicato
(Derek Bok)

Il PIL è un aggregatore di reddito, non una misura della sua distribuzione. Due paesi ugualmente ricchi in termini aggregati potrebbero differire notevolmente in termini di benessere individuale e felicità.
(Edoardo Campanella)

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