Le frasi e gli aforismi più celebri di Jules Renard

Jules Renard - Aforisticamente
Jules Renard - Aforisticamente
Annunci

Jules Renard (Châlons-du-Maine 1864 – Parigi 1910), scrittore e aforista francese, è autore del celebre romanzo Pel di carota e del Diario (in francese Journal), uno dei più bei diari della letteratura europea, capolavoro di introspezione e ironia, pieno di frammenti brevi e aforismi.

Il Diario (Journal) venne scritto da Jules Renard dal 1887 fino ai suoi ultimi giorni, nel 1910.

A proposito del suo diario Jules Renard scrive in una nota quasi profetica: “Ho letto qualche pagina di questo diario. Alla fin dei conti è quello che avrò fatto di meglio e di più utile nella mia vita”. E in un’altra pagina – a sottolineare l’aspetto umoristico e ironico della sua opera – aggiunge: “Le mie battute faranno fortuna, io no”.

Presento una raccolta delle frasi e aforismi più celebri di Jules Renard tratti dai suoi Diari. Tra i temi correlati Gli aforismi più belli di Karl Kraus, Gli aforismi più belli di Georg Christoph  LichtenbergFrasi, aforismi e massime di Francois de La Rochefoucauld.

**

Le frasi e gli aforismi più celebri di Jules Renard

Se dovessi ricominciare la mia vita, non vorrei cambiare nulla; solo vorrei aprire gli occhi un po’ di più.
[Si je devais recommencer ma vie, je n’y voudrais rien changer ; seulement j’ouvrirais un peu plus grand les yeux]

Non basta essere felici! È necessario anche che gli altri non lo siano.
[Il ne suffit pas d’être heureux : il faut encore que les autres ne le soient pas.]

Cercate il ridicolo in tutto, lo troverete.
[Cherchez le ridicule en tout, vous le trouverez.]

Salvo complicazioni, morirà.

Ogni donna contiene una suocera.

Ci si fida tanto della posterità. Ma perché gli uomini di domani dovrebbero essere meno stupidi di quelli di oggi?

Ci sono momenti in cui tutto va per il verso giusto. Non occorre spaventarsi. Passano subito.
[Il y a des moments où tout réussit. Il ne faut pas s’effrayer. Ca passe]

Una volta che la mia decisione è presa, esito lungamente.
[Une fois que ma décision est prise, j’hésite longuement]

Il fallimento non è l’unica punizione per la pigrizia; vi è anche il successo degli altri.

Umorismo: pudore, gioco dello spirito. È l’igiene morale e quotidiana dell’anima.

Se si costruisse la casa della felicità, la stanza più grande sarebbe la sala d’attesa.
[Si l’on bâtissait la maison du bonheur, la plus grande pièce serait la salle d’attente.]

Si collocano gli elogi come si colloca il denaro: perché ci vengano restituiti con gli interessi.

Dio non crede al nostro Dio.

La parola più vera, la parola più esatta, quella più densa di significato è la parola «nulla».

Un gatto che dorme venti ore al giorno su ventiquattro, è forse la cosa che è meglio riuscita a Dio.

Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti.

Che voi gettiate un oceano o un bicchiere dentro una cruna d’ago, ci passerà sempre solo una goccia d’acqua.

Ci sono persone che quando parlano pestano i piedi alla nostra anima.

L’uomo davvero libero è colui che sa rifiutare un invito a cena senza dover dare giustificazioni.
[L’homme vraiment libre est celui qui sait refuser une invitation à dîner sans donner d’explications.]

Tutta la nostra critica è l’arte di rimproverare agli altri di non avere le qualità che noi crediamo di avere.

L’opera degli altri mi disgusta, e la mia non mi piace. Ecco la mia forza e la mia debolezza.

E’ talmente cornuto che, per fare l’amore con la propria moglie, si traveste da vicino.

Cosa importa quello che faccio? Domandatemi quello che penso.

Non so se ho gusto, però ho un disgusto molto forte.

Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza di essere ancora felice.

Servono al mio cervello due ore di sogni perché poi ottenga da lui un quarto d’ora di lavoro.

Allegro come quando piove e si sa che un amico è fuori e se la prende tutta.

La donna parla sempre della sua età ma non la dice mai.

Essere felici vuol dire essere invidiati. Ora c’è sempre qualcuno che ci invidia. Si tratta di scoprirlo.

Lo so: tutti i grandi uomini, in principio, furono incompresi; ma io non sono un grande uomo e vorrei essere compreso subito.

La pigrizia non è altro che l’abitudine di riposarsi prima di essere stanchi.

Certi uomini hanno l’aria di essersi sposati solamente per impedire alle loro mogli di sposarsi con altri.

Per avere successo, occorre fare bassezze o capolavori. Di cosa vi sentite più capace?

E’ molto più difficile non credere che credere in Dio, i veri atei sono pressoché introvabili.

Un egoista si risente sempre nell’incontrare un altro egoista come se lui solo avesse il diritto di esserlo.

E’ così vanitoso che si suiciderebbe per rendersi interessante.

La vecchiaia è quando si comincia a dire: «Non mi sono mai sentito così giovane».

Mi vento di avere sempre l’ultima parola nella relazione con mia moglie e questa parola è generalmente “sì”.

È la più fedele di tutte le mogli: essa infatti non ha ingannato nessuno dei suoi amanti.

Se dentro una frase c’è la parola “culo, il pubblico, per quanto sublime, non sentirà che quella.

Il talento è come il denaro. Non è necessario averlo per parlarne.

Il sole non è ancora tramontato che già la luna si alza, per vedere questo famoso sole di cui si parla tanto.

La chiarezza è la cortesia dello scrittore.

Ci sono degli amici. Non ci sono dei veri amici.
[Il y a des amis. Il n’y a pas de vrais amis]

La mia bontà è un chiaro di luna che non riscalda.

L’umorista è un uomo di buon malumore.

Mi è più facile non spendere nulla che spendere poco.

Amicizia: matrimonio di due esseri che non possono dormire insieme.

Fra il mio cervello e me resta sempre uno strato dove non riesco a penetrare.

Sono uno scrittore cui solamente il desiderio della perfezione impedisce di essere grande.

Il lavoro pensa, la pigrizia sogna.

I piatti incrinati durano più dei piatti intatti.

C’è un solo modo per essere meno egoisti degli altri: confessando il proprio egoismo.

La vecchiaia arriva bruscamente, come la neve. Una mattina, svegliandosi, ci si accorge che tutto è bianco.

Per quanto la nostra vita sia integra possiamo essere sempre classificati in una qualche categoria di ladri.

Le più belle pagine sulla campagna si scrivono in piena città.

Si hanno vent’anni dai quindici ai trent’anni.

Quando si fa un’indiscrezione, si crede di cavarsela raccomandando di essere discreti di quanto non lo siamo stati noi stessi.

Sono un uomo felice perché ho rinunciato alla felicità.

In fondo a ogni patriottismo c’è la guerra: ecco perché io non sono un patriota.

Quanta gente ha voluto uccidersi e si è limitata invece a lacerare la propria fotografia!

C’è il pauroso che guarda sotto il letto, e il pauroso che non osa neanche guardare sotto il letto.

Non posso guardare una foglia d’albero senza essere schiacciato dall’universo.

La nostra bontà non è che la nostra cattiveria che dorme.

Il “non so che” di una donna, c’è solo questo che conta.

L’invidia, il sentimento più sincero e puro.

“Non mi occupo di politica” come se uno dicesse “non mi occupo della vita.

Io ti amerò il tempo necessario per riconoscere che il tuo grazioso neo non è che una verruca.

Il teatro non è che un gioco che si dà arie di vita.

Essere annoiati è un insulto verso se stessi.

Il sapiente generalizza, l’artista individualizza.

Quando mi restano soltanto cento soldi ho paura; quando non ho che dieci soldi, ritrovo la mia tranquillità morale.

Leggerezza di non essere conosciuto, il dispetto di non essere salutato.

Nietzsche. Che cosa penso? Che ci sono un mucchio di lettere inutili nel suo cognome.

Io sarei anarchico se fossi infelice. Ma non ho niente di cui lamentarmi. Come si potrebbe essere al tempo stesso anarchici e soddisfatti?

L’orrore per i borghesi è un atteggiamento borghese.

Quando un uomo ha dimostrato di aver talento, gli resta da dimostrare di sapersene servire.

Sono romantico per qualche minuto al giorno, ma nessuna donna ne approfitta.

Io sono un orologio il cui pendolo oscilla senza stancarsi dall’orgoglio all’umiltà.

Per aver successo bisogna aggiungere acqua al proprio vino, finché non c’è più vino.

Guardalo, è un marito fedele. Ma non c’è uomo più triste sulla terra.

Si può essere poeta e avere i capelli corti. Si può essere poeta e pagare regolarmente l’affitto. Si può essere poeta e fare l’amore con la propria moglie.

Amo gli uomini più o meno, a seconda della quantità di annotazioni che posso tirarne fuori.

Non sono sincero nemmeno quando dico che non sono sincero.

Dio. Ancora uno che si crede immortale!

La margherita, una bella signora in abito bianco a lunghe pieghe, con una piccolo paglietta dorata sulla testa.

C’è in me un bisogno quasi incessante di dir male degli altri, e una grande indifferenza nel far del male agli altri.

Elogio funebre. la metà di questi elogi gli sarebbero bastati quando era vivo.

Carità ipocrita che dona sei soldi per avere venti franchi di gratitudine.

Un uomo di carattere non ha un buon carattere.

Ci si abitua subito alla morte degli altri. Quanto tempo ci vuole per abituarsi alla nostra!

Un direttore di rivista vi farà perdere un’ora buona, per spiegarvi i motivi per i quali non ha tempo di leggere il vostro manoscritto. Ma almeno quell’ora per leggerlo, l’aveva.

Il nostro sogno urta contro il mistero come la mosca contro un vetro. Meno pietoso dell’uomo, Dio non apre mai la finestra.

Quarantaquattro anni è l’età in cui si comincia a non poter più sperare di vivere il doppio.

Ogni momento mi spengo e mi riaccendo. La mia anima è piena di fiammiferi spenti.

Il sole si alza prima di me, ma io mi corico dopo di lui. Siamo pari.

C’è la falsa modestia, ma non esiste il falso orgoglio.

Ci sono persone così noiose che ci fanno perdere una giornata in cinque minuti.

Una descrizione che supera le dieci parole non è più visibile.

L’angolo della scollatura dell’abito di una giovane donna pallida, che si apre come per respirare un po’ d’aria, ci turba più di tante oscenità.

La vita non è né lunga né corta. Ha delle lungaggini.

Nella mia vita non vedo che motivi per non scrivere un romanzo.

La beata solitudine nella quale si può finalmente pulirsi minuziosamente il naso.

L’uccello non si posa sul rosaio perché c’è una rosa: vi si posa perché ha visto dei pidocchi.

Malattie: prova d’esame della morte.

La morte ci assaggia spesso.

Le stupidaggini che sente dire il quadro di un museo, e gli orrori che sente dire, forse, una salma.

La nostra intelligenza è una candela in pieno vento.

La paura della noia è la sola scusa del lavoro.

La salute migliore è non sentire la propria salute.

Se pensassimo a tutte le fortune che abbiamo avuto senza meritarle non oseremmo più lamentarci.

La morte degli altri ci aiuta a vivere.

Ho paura di non amare il mondo solamente perché il mondo non è ai miei piedi.

Se mi ricorderete con una statua, fateci un buco sulla testa perché gli uccelli possano venirci a bere.

Aveva più capelli bianchi che capelli.

Ogni anno, un difetto in più. Ecco il nostro solo progresso.

Immaginate la vita senza la morte. Per la disperazione si tenterebbe tutti i giorni di uccidersi.

Le mie battute faranno fortuna, io no.
[Mes mots feront fortune : moi pas !]

I contadini guardano troppo il cimitero e non abbastanza la morte.

Bisogna essere malati per un anno intero per capire quanto è lungo un anno!

L’acqua limacciosa della memoria, dove tutto ciò che cade si nasconde. Se la si muove, qualcosa torna a galla.

Quando si è malati il viso comincia subito a decomporsi e comincia a riaffiorare subito la terra di cui siamo fatti.

Vorrei essere uno di quegli uomini che avevano poche cose da dire e che le hanno dette in poche parole.

La morte potrebbe essere un sonno profondo se, tratto tratto, si potesse aprire un occhio.

Quelli che hanno parlato meglio della morte sono tutti morti.

Non capisco nulla della vita, ma non dico sia impossibile che Dio ci capisca qualcosa.

Annunci