Frasi sulla Pasqua di Papa Francesco

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La Santa domenica di Pasqua in cui si celebra la resurrezione di Cristo rappresenta uno dei momenti più importanti della fede cristiana.

Presento una raccolta di frasi sulla Pasqua di Papa Francesco. Tra i temi correlati si veda Le più belle frasi di auguri per Pasqua, Poesie sulla Pasqua, le 20 più belleFrasi, citazioni e aforismi sulla resurrezione e Le frasi più belle di Papa Francesco.

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Frasi sulla Pasqua di Papa Francesco

La nostra fede nasce il mattino di Pasqua: Gesù è vivo! Questa esperienza è il nocciolo del messaggio cristiano.

La Pasqua è la festa più importante della nostra fede, perché è la festa della nostra salvezza, la festa dell’amore di Dio per noi che celebra un grande unico mistero: la morte e la risurrezione del Signore Gesù.

Con Gesù Cristo che è risorto l’amore ha sconfitto l’odio, la vita ha vinto la morte, la luce ha scacciato le tenebre.

Oggi risuona l’annuncio più bello: «Il Signore è veramente risorto, come aveva predetto». Buona Pasqua a tutti!

La Pasqua di Resurrezione è la sorpresa di Dio per il suo popolo fedele: rallegrati, perché la tua vita nasconde un germe di risurrezione, un’offerta di vita che attende il risveglio.

La resurrezione di Cristo è la vera speranza del mondo, quella che non delude.

Lasciamo che la nostra esistenza sia conquistata e trasformata dalla Risurrezione!

C’è tanto bisogno oggi di speranza. E i cristiani sono chiamati a portare l’annuncio di Pasqua, cioè a suscitare e risuscitare la speranza nei cuori appesantiti dalla tristezza di chi fatica a trovare la luce della vita.

Lasciamo che il battito del cuore di Gesù trasformi il nostro debole palpito.

Non rassegnatevi, Dio è più grande del buio e della morte.

La speranza di Gesù è diversa. Immette nel cuore la certezza che Dio sa volgere tutto al bene, perché persino dalla tomba fa uscire la vita.

Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l’egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù.

Ci pervada la vergogna di aver scelto Barabba e non te,
il potere e non te,
l’apparenza e non te,
il dio denaro e non te,
la mondanità e non l’eternità.

Non si può vivere la Pasqua senza entrare nel mistero. Non è un fatto intellettuale, non è solo conoscere, leggere… È di più, è molto di più! “Entrare nel mistero” significa capacità di stupore, di contemplazione; capacità di ascoltare il silenzio e sentire il sussurro di un filo di silenzio sonoro in cui Dio ci parla.

Vorrei chiedervi: quale festa è la più importante per la nostra fede, il Natale o la Pasqua? Io fino 15 anni credevo fosse il Natale. Ma è la Pasqua, la festa della nostra salvezza, la celebrazione della Risurrezione. Poi viene Pasquetta per continuare a celebrare la Pasqua un giorno in più.

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Gesù dà la vita gratuitamente per farci santi, per rinnovarci, per perdonarci. E’ questo il senso della Pasqua.

Portate nelle vostre case e a quanti incontrate il gioioso annuncio che è risorto il Signore della vita, recando con sé amore, giustizia, rispetto e perdono.

Noi annunciamo la risurrezione di Cristo quando sappiamo sorridere con chi sorride e piangere con chi piange; quando camminiamo accanto a chi è triste e rischia di perdere la speranza; quando raccontiamo la nostra esperienza di fede a chi è alla ricerca di senso e di felicità.

E’ risorto come aveva detto! E la Risurrezione di Cristo che riapre l’orizzonte della speranza per tutti. Il palpitare del Risorto ci si offre come dono, come regalo, come orizzonte. Il palpitare del Risorto è ciò che ci è stato donato e che ci è chiesto di donare a nostra volta come forza trasformatrice, come fermento di nuova umanità.

Con la Risurrezione Cristo non ha solamente ribaltato la pietra del sepolcro, ma vuole anche far saltare tutte le barriere che ci chiudono nei nostri sterili pessimismi, nei nostri calcolati mondi concettuali che ci allontanano dalla vita, nelle nostre ossessionate ricerche di sicurezza e nelle smisurate ambizioni capaci di giocare con la dignità altrui.

In tutti quei luoghi dove sembra che il sepolcro abbia avuto l’ultima parola e dove sembra che la morte sia stata l’unica soluzione, il Signore è Vivo. E’ vivo e vuole risorgere in tanti volti che hanno seppellito la speranza, hanno seppellito i sogni, hanno seppellito la dignità.

Apriamo al Signore i nostri sepolcri, affinché Gesù entri e dia vita. La prima pietra da far rotolare è proprio la mancanza di speranza che ci chiude in noi stessi.

In certi posti la Pasqua si chiama “Pasqua fiorita”, perché fiorisce il Cristo nuovo!

“Non abbiate paura. È risorto”, sono parole che vogliono raggiungere le nostre convinzioni e certezze più profonde, i nostri modi di giudicare e di affrontare gli avvenimenti quotidiani; specialmente il nostro modo di relazionarci con gli altri. La tomba vuota vuole sfidare, smuovere, interrogare, ma soprattutto vuole incoraggiarci a credere e ad aver fiducia che Dio “avviene” in qualsiasi situazione, in qualsiasi persona, e che la sua luce può arrivare negli angoli più imprevedibili e più chiusi dell’esistenza

È Pasqua, ritroviamo il “fuoco” di Gesù.

La morte, la solitudine e la paura non sono più l’ultima parola. C’è una parola che va oltre e che solo Dio può pronunciare: è la parola della Risurrezione. Con la forza dell’amore di Dio, essa sconfigge il male, lava le colpe, restituisce l’innocenza ai peccatori, la gioia agli afflitti, dissipa l’odio, piega la durezza dei potenti, promuove la concordia e la pace.

Celebrare la Pasqua significa credere nuovamente che Dio irrompe e non cessa di irrompere nelle nostre storie sfidando i nostri determinismi uniformanti e paralizzanti. Celebrare la Pasqua significa lasciare che Gesù vinca quell’atteggiamento pusillanime che ci assedia e cerca di seppellire ogni tipo di speranza.

Vi invito a rompere le abitudini ripetitive, a rinnovare la nostra vita, le nostre scelte e la nostra esistenza.

Ecco che cos’è la Pasqua: è l’esodo, il passaggio dell’uomo dalla schiavitù del peccato, del male alla libertà dell’amore, del bene.

Che cosa significa che Gesù è risorto? Significa che l’amore di Dio è più forte del male e della stessa morte; significa che l’amore di Dio può trasformare la nostra vita, far fiorire quelle zone di deserto che ci sono nel nostro cuore. E questo può farlo l’amore di Dio!

Gesù, il crocifisso, è risorto! Questo avvenimento è alla base della nostra fede e della nostra speranza: se Cristo non fosse risorto, il Cristianesimo perderebbe il suo valore

Gli annunci di Dio sono sempre sorprese, perché il nostro Dio è il Dio delle sorprese. E così, dall’inizio della storia della salvezza, dal nostro padre Abramo, Ti sorprende: “Ma, vai, vai, lascia, vattene dalla tua terra e va”. E sempre, c’è una sorpresa dietro l’altra. Dio non sa fare un annuncio senza sorprenderci.

Il lunedì dopo Pasqua viene chiamato lunedì dell’Angelo.
Ci voleva un essere superiore per comunicare una realtà così sconvolgente, talmente incredibile, che forse nessun uomo avrebbe osato pronunciarla. Dopo questo primo annuncio, la comunità dei discepoli comincia a ripetere: «Davvero il Signore è risorto. Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone»

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