Il Conte Nudo, I Conti del conte

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Nel secolo della velocità, in cui scrivere brevemente per essere letti subito sembra rispondere a un bisogno oltre che una moda, Twitter (con il limite massimo è 140 caratteri) si sta affermando il luogo privilegiato della generazione spontanea dello scrivere breve. La “maledetta ambizione” dello scrittore francese Joubert di “mettere un intero libro in una pagina, una pagina in una frase e quella frase in una parola” diventa finalmente realtà in questo nuovo social media. Un tweet di 140 caratteri rivela la capacità di far stare “l’universo dentro un granello di senape”, come dicevano gli orientali. Ed è in grado di creare il massimo di senso con il minimo di parole. Il romanzo, e talora anche la poesia, possono avere forme ha lunghe e dispersive, un tweet ben scritto ha invece sempre il sentimento dell’intensità e della concentrazione.

Nel proliferare di messaggi brevi (si cinguettano oltre 1 miliardo di tweet ogni settimana), in mezzo al brusio dei tanti messaggi banali, ripetitivi, autoreferenziali, ci sono su Twitter forme che hanno una qualità letteraria indubbia: microracconti, poesie brevi, haiku, slogan, battute, calembour e ovviamente aforismi. Twitter è un continuo laboratorio di sperimentazione e creazione letteraria dove il feeedback è immediato, la stroncatura o la lode non sono mai finte (come invece spesso succede nelle recensioni sulle pagine culturali) e dove c’è una continua circolazione di idee, pensieri, frasi che creano nuove idee, pensieri, frasi, in un processo creativo e altamente concorrenziale. Da oltre un anno sto conducendo una mappatura delle migliori voci di Twitter e sono giunto alla conclusione che dietro ognuno di questi account (spesso biograficamente anonimi e privi di menzioni geografiche e spaziali) si nasconde un “autore” che – per originalità e qualità dei testi – non ha nulla di meno rispetto ad alcuni grandi scrittori di forme brevi del Novecento letterario.

Spesso questi autori non hanno consapevolezza di essere “autori”, tanto che alcuni di loro smettono improvvisamente di scrivere (sono diventati “account fossili”, l’immagine di stelle che brillavano tanto tempo fa) oppure cambiano regolarmente il nome dell’account (un po’ come se Tomas Tranströmer o Alice Munro cambiassero nome ogni 6 mesi depistando il lettore!) oppure (come annotavo sopra) si nascondono dietro avatar fittizi non rivelando nulla della loro biografia. In questo processo di non consapevolezza della propria “autorialità” si sta per fortuna innestando un processo inverso in cui gli autori di Twitter iniziano, al contrario, ad essere consapevoli di essere davvero “autori” e decidono di dare una veste più letteraria a ciò che scrivono, attraverso la pubblicazione di un libro.

E’ quello che ha fatto @ilcontenudo (Il Conte Nudo)  che ha deciso di raccogliere i suoi migliori tweet e di pubblicarli in un libro dal titolo I conti del conte. Il Conte Nudo, che nel libro svela la sua identità e anche il suo luogo e anno di nascita (segno anche questo di una decisa consapevolezza di “autorialità” rispetto ai tanti account biograficamente anonimi che ci sono su Twitter), ha raccolto quasi 500 dei suoi migliori tweet (500 è il numero perfetto per una raccolta di aforismi, La Rochefoucauld nelle sue famose “Maximes” ne ha pubblicati 504) presentandoli al lettore in una forma graficamente simile a Twitter (sembra quasi di leggerli nei incastonati nei blocchetti di Twitter, segno di una felice contaminazione tra due medium così diversi come internet e il libro), ma con una collocazione e disposizione ovviamente del tutto diversa da quella cronologica di Twitter.

I Conti del conte sono acquistabili presso i principali distributori tra cui Amazon. Per una maggiore conoscenza della scrittura di @ilcontenudo invito il lettore a leggere la mia recensione ai suoi tweet, che compare anche nell’introduzione del libro.

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