Le frasi più belle e romantiche di Pretty Woman

Pretty Woman - Aforisticamente
Pretty Woman - Aforisticamente

A 30 anni dall’uscita (1990), Pretty woman, commedia con Giulia Roberts e Richard Gere del 1990, resta uno dei film più romantici di sempre. Non solo per la trama a lieto fine ma anche per le indimenticabili frasi diventate cult. La storia racconta di Vivian Ward, giovane prostituta di Hollywood, la cui vita è destinata a cambiare nel momento in cui incontra Edward Lewis, un affarista miliardario e senza scrupoli appena uscito dall’ennesimo fallimento sentimentale

Presento una raccolta delle frasi più belle e romantiche di Pretty Woman. Tra i temi correlati Le frasi più belle del film Titanic e Le 50 frasi d’amore tratte dai film.

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Le frasi più belle e romantiche di Pretty Woman

Vivian: Sei in ritardo.
Edward: Sei bellissima.
Vivian: Non sei in ritardo.

Edward: Che cosa vuoi Vivian?
Vivian: Voglio la favola.

Edward: E che succede dopo che lui ha scalato la torre e salvato lei?
Vivian: Che lei salva lui!

Vivian: Nei negozi non sono gentili, non mi va.
Edward: Non sono mai gentili con la gente, sono gentili con le carte di credito.

Edward: Come va?
Vivian: Bene.
Edward: Bene. È la settima volta che dici bene da dopo la partita. Non avresti un’altra parola?
Vivian: Stronzo, eccone un’altra!
Edward: Era meglio bene.

Kit (collega di strada di Vivian): Tu fammi un solo esempio di una che conosciamo alla quale è andata bene.
Vivian: Vuoi un esempio? Vuoi che ti faccia un nome? Vuoi che ti dica un nome insomma, uno qualunque.
Kit: Sì, uno. Me ne basta uno.
Vivian: Dio, che ossessione sono i nomi… quel gran c**o di Cenerentola!

Vivian: Mi guardano tutti, perché?
Edward: Non guardano te, guardano me!

[Edward accompagna Vivian a comprarsi un esorbitante guardaroba e invita il direttore del negozio Hollister a essere gentile e deferente con Vivian]
Hollister: Mi scusi signore, esattamente per sfacciata somma di denaro, che intendeva… disinvolta o diciamo spudorata?.
Edward: Spudorata diciamo.
Hollister: Quanto mi piace quest’uomo.

Edward: La reazione della gente che vede l’opera per la prima volta è molto drammatica… o l’amano o la detestano. E se l’amano, l’amano per sempre, altrimenti impareranno ad apprezzarla ma non la sentiranno mai veramente.
[A spettacolo concluso]
Una signora vicina di palco: Le è piaciuta, sì, l’opera, cara?.
Vivian: Oh, mi si sono aggrovigliate le budella.

Edward: Elegante. Qualche domanda?
Vivian: Posso chiamarti Eddie?
Edward: No, se vuoi che ti risponda.
Vivian: Avrei accettato per duemila.
Edward: Sarei arrivato a quattro. Allora a stasera.

Edward : Odio puntualizzare l’ovvio, ma tu sei una prostituta Vivian.

Vivian: Sono una puttana, ma non bacio sulle labbra.
Edward: Ho un sacco di soldi.
Vivian: Smack.

Edward: Tu e io siamo talmente simili, Vivian: fottiamo il prossimo per il denaro

Vivian: Voi dovete essere avvocato: sprizzate qualche cosa di maligno e di inutile.

Vivian: è molto più facile credere alle cattiverie, ci hai mai fatto caso?

Vivian: E che ne fai delle compagnie quando le compri?
Edward: Le vendo. [cercando di sistemarsi la cravatta]
Vivian: Lascia fare me. Le vendi.
Edward: Be’, io non vendo tutta la compagnia, la faccio in tante parti e poi le vendo. Valgono più dell’intero.
Vivian: Allora sarebbe un po’ come rubare macchina per rivendere i pezzi, vero?
Edward: Sì, una specie ma è legale.
Vivian: Ecco vedi, ora è perfetto. [la cravatta]
Edward: Non male. Proprio niente male. Dov’è che hai imparato?
Vivian [in tono sarcastico]: Be’, mi sono scopata la squadra olimpionica!

Questa è Hollywood, la terra dei sogni. Alcuni si realizzano altri no, ma voi continuate a sognare.