Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @robuovo (l'uovo). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l'autore scrive di sé: "38 anni, receptionist con un dottorato in letteratura anglo-americana contemporanea, e una vita in continua ridefinizione...".

@robuovo è su Twitter dal 2011. "All'inizio mi divertivo a scrivere di politica, ma poi ho cominciato, un po' per volta, a buttare lì dei pensieri più personali, e una sera, per puro caso, giocando con le parole, è uscita l'immagine dell'uovo, che è una cosa perfetta ma fragile, parla ma non è ancora nato (e spesso, per pudore, o semplicemente per parlare piano, si nasconde tra parentesi)".

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@robuovo descrive, anzi "canta" (perché i suoi tweet sono poesia pura) l'amore perduto, l'amore che avrebbe potuto essere e non è stato, l'amore che esiste ma non è in questo mondo. La sua scrittura è una continua interrogazione sull'esistenza dell'altro. L'altro è possibilità dell'assenza ("se non ci fossi. e non so se sto parlando di te o di me") ovvero presenza che si nasconde ("ho la mente dappertutto e non ti trovo da nessuna parte") o anche presenza che non esiste "(e non credere sia facile far finta che non ci sei"). Come in certe pagine della grande mistica religiosa, l'altro non esiste ed esiste dappertutto ("e quindi così. non pensavo potessi non esistere e essere dappertutto"), è un vuoto ma anche una sfera perfetta ("stasera la luna è perfetta. un po' come te, che non esisti"), è talmente desiderato che anche se ci fosse non basterebbe a riempire tutto il desiderio ("comunque anche se ci fossi, non basteresti").

"chissà dove sei, e se senti tutto quello che ti sto raccontando" scrive l'autore in un altro tweet. La sua scrittura è proprio il resoconto di questa esperienza dell'altro, che non si riferisce a emozioni epidermiche, a fatti accaduti, a una persone in carne ed ossa ma a tentativi ideali, a scoperte fuggevoli, a desideri di qualcosa che vive qui e al tempo stesso in un universo parallelo ("nel mio universo parallelo, tu sei in questo"). Così l'altro è un "forse" ("finisce tutto dentro un forse, ed è lì che inizia l'infinito"), la sua bellezza è sottrazione ("quello che non mi dici, non mi chiedi, non pretendi") e la sua esistenza diventa il luogo di tutto "quello che non abbiamo fatto, o avremmo potuto essere; canzoni non ascoltate, cose dimenticate. lì, in fila, a farsi abbracciare". Come un mistico religioso, @robuovo vorrebbe perdersi dentro tutto quello che non sa ("e quindi forse sì, potrei fermarmi dentro tutto quello che non so di te") e vede nell'altro la risposta a una "domanda che ancora non avevo capito di essermi fatto".

"sarebbe troppo facile trovare alternative al tuo non esserci" scrive ancora l'autore, che aggiunge "è una vita che ti aspetto, e non voglio smettere adesso". In questo viaggio immaginario verso un altro ("succedono cose bellissime. è che non ho ancora capito dove"), @robuovo descrive tutto il paradosso di un essere che a forza di non esistere diventa reale ("se mi guardi così, smetto di inventarti") e che a forza di esistere diventa irreale ("vieni qui, che ho voglia di dimenticarti"). Come scrive in un suo tweet "dipende da dove sposti lo sguardo, da dove decidi di lasciare andare tutte le cose che non sai".

Presento una selezione di tweet di robuovo

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@robuovo, Tweet scelti

l'amore non è incondizionato. l'amore è un equilibrio instabile, si plasma, corre, cade, si costruisce, non si capisce, esplode, ride.

ci si stufa, all'improvviso. ed è un po' come dimenticare il testo di una canzone, o guardarsi negli occhi senza più vedere le galassie.

ti odio. e tutti i suoi contrari.

è quello che si trova negli angoli che ha sempre attirato la mia attenzione. un pezzetto di qualche vita, buttato lì.

tutta questa fretta di andare piano.

(è il rumore della vita che scorre, e di tutte le volte che non entri a farne parte)

sentirsi inutili fa paura. sentirsi necessari, anche.

mai una volta che il caffè mi porti qualcuno a letto.

nel mio universo parallelo, tu sei in questo.

(vorrei essere quella parola con la quale non finisci le frasi)

non ci sono risposte giuste o domande sbagliate. ma occhi che pensano e momenti che si spezzano.

forse la risposta sta lì, nelle cose che non raccontiamo neanche a noi stessi.

ci sono persone che ti dicono le cose una volta sola. ma quella volta è come un tatuaggio nell'anima.

basta poco. a non bastarsi o a dire basta.