Scrittori di aforismi su Twitter, Vallizam

Nella sezione Scrittori di aforismi su Twitter l’articolo di oggi è dedicato a @vallizam (Prì). Nella breve nota biografica che mi ha inviato, l’autrice scrive di sé: “”Se Dio mi avesse voluta socievole non avrebbe messo in giro tutta ‘sta gente’ credo renda l’idea della mia indole scontrosa e solitaria. A parte la persona che amo, che viene prima di tutto, per stare bene a me basta un foglio e una matita, la musica e il mare. Spesso ringhio ma in fondo rido quasi sempre, anche da sola. Quello che penso mi si legge in viso e chi non sa leggere lo aiuto io. Ma non bisogna avere paura di me… Che poi chi lo dice che non sia solo timidezza? I pochi che sono riusciti a rompere questa corazza, raccontano di un mondo delicato e bellissimo. Ma la gente, si sa, beve parecchio”.

@vallizam si è iscritta a Twitter nel dicembre 2011. “Mi sono iscritta per passare il tempo quando sono sola, per il piacere di condividere pensieri, le mie foto, i miei disegni e per sorridere e alleggerire un po’ ‘sta vita infame'”. E a proposito del suo nickname “vallizam” l’autrice spiega: “E’ il primo con cui mi sono iscritta. Prì invece è abbreviativo di Principessa e me lo ha dato il caro @buiobuione nei nostri interminabili teatrini improvvisati, che forse qualcuno ricorderà, ah i bei tempi su Tuitter…”.

vallizam

Autrice di un celebre tweet scopiazzato non solo in molte bacheche di Facebook, ma persino in un libro pubblicato da una famosa celebrità (“Chissà se poi li ritrovano i turisti a cui do indicazioni”), @vallizam scrive tweet ironici e disincantati sotto cui, talvolta, appare una lieve e metafisica tristezza (“Ma voi la tristezza sotto tutta questa ironia la vedete?”), che talora diventa uno sbuffare (“-Che fai nella vita? -Sbuffo”) e un prendere le distanze di fronte ai meccanismi illogici e incoerenti e guidati dall’apparenza del mondo in cui viviamo (“Ci sto provando a farmi piacere gli umani, ma risultati ancora non ne vedo”).

@vallizam non non ha la pretesa di rivelare chissà quale verità assoluta (“I depositari della verità assoluta a sinistra, tutti gli altri seguitemi che ci facciamo una spaghettata”) semmai accenni e frammenti di piccole verità come – tra i tanti – in questo tweet: “Da piccola guardavo le formichine che con santa pazienza portavano instancabili quei pesi enormi sulle spalle. Ora so che erano tutte donne”. Se il mondo è incoerente e la realtà descrivibile solo per minuscoli frammenti, allora non resta che “andare fuori tema anche sull’argomento a piacere” e toccare i tasti dell’ironia e del disincanto e dell’inevitabile perplessità di fronte alle cose e alla persone. Che come scrive in un tweet, con il suo inconfondibile tono leggero e pensieroso a un tempo, “Secondo me, scendere dagli alberi tutti insieme è stata una decisione avventata”.

Presento una raccolta dei migliori tweet di @vallizam.

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@vallizam, Tweet scelti

Chissà se poi li ritrovano i turisti a cui do indicazioni.

Ci vogliono spalle larghe. Lasciateli perdere gli addominali.

Io andavo fuori tema anche sull’argomento a piacere.

O è divertente
O a letto è da impazzire
O è bello come il sole
O è brillante
O è dolce
O è cazzuto
Ma già assemblato non c’è?

Odio fingermi scema ma il risparmio energetico è notevole.

Da piccola guardavo le formichine che con santa pazienza portavano instancabili quei pesi enormi sulle spalle. Ora so che erano tutte donne.

Anche sommaria, ma fatela una selezione.

Se volevo essere un ripiego, nascevo origami.

Riesco a tagliarmi anche col manico.

‘Sta cosa di commentare tutti insieme i programmi tv, fa molto casa di riposo.

La felicità non dipende da noi, l’infelicità spesso sì.

Ogni tanto un regalo fatevelo: arrendetevi.

Guardate che sono followers, non discepoli. Tornate coi piedi per terra.

Ognuno ha i mulini a vento che si merita.

Deludetemi tutti in una volta, ché non ho tempo da perdere.

Cause comuni di infarto acuto
fumo
ipertensione
colesterolo
allungare la mano nel buio per posare l’iphone e lasciarlo cadere nel vuoto

Non sono asociale. Tutelo la mia pace interiore.

Posso fare fino a 4 cose contemporaneamente, tipo
­stare distesa
fissare il vuoto
respirare
rispondere su wApp “sono oberata, a dopo”.

Sorridere, ringraziare e uscire di scena.

Io finché non vado a letto, la considero ora di cena.

Comunque resta il mistero di questi quattro sciacqualattughe che qui diventano personaggi.

Uomini divertenti senza mai essere volgari, intriganti senza mai parlare di sesso, commoventi senza essere noiosi.. Loro.

Che belle le persone sottovoce.

Si scrive “non fa niente, non ti preoccupare” e si scrive mentre scendono le lacrime.

Sono passata dallo scazzo all’indifferenza alla rabbia alla felicità alla tristezza. E ancora il verde non scatta.

Poi ti distrai un attimo e ricordi tutto.

I depositari della verità assoluta a sinistra, tutti gli altri seguitemi che ci facciamo una spaghettata.

Nel mio mondo ideale, al posto di quello col cocco, passa quello con lo stinco di maiale.

“Io ci sono” per me significa che ci sei. Non che devo venirti a stanare io, coi cani molecolari.

Invece quando leggo certi tweet, penso: Dio fregatene di me, aiuta questo qua che ha più bisogno.

Rifiuto l’umanità e vado avanti.

La Felicità ha ottimi riflessi, mi ha scansata all’ultimo minuto.

­Che vuoi dalla vita?
­Un po’ di silenzio.

Che poi che ve ne fate di una brava a letto che non sa cucinare? O pensate di mangiare pompini colazione, pranzo e cena?

Ho una valigia piena di sogni, bloccata alla dogana.

Non per vantarmi, ma non saprei di cosa vantarmi.

Mangiare fuori orario è l’unica cosa che differenzia la mia vita da quella in una casa di riposo per anziani.

Chiamate Amore qualsiasi cosa.

Non cercate sempre consensi. Abituatevi alle badilate in faccia.

Vita, dai, facciamo pace.

Voglio un lavoro che posso fare da casa. A letto. Mentre dormo.

Corriamo così veloci verso il niente, che quasi quasi conviene inciampare.

Ho ancora fame
Ho ancora sonno
Ho ancora voglia
Sulla mia lapide, grazie.

Forse ho pochi amici perché spezzo gli spaghetti.

È Primavera quando ti vai spogliando ai semafori.

Mangio di più in quei 12 min che aspetto di scolare la pasta, che in tutto il resto della giornata.

C’è molta più poesia nella cruda ferocia della realtà, a volte, che in mille stucchevoli versi.

Dividiamoci per “livelli di dignità”.

Amo il prossimo, quando sparisce dietro l’angolo.

Siamo tutti il falso allarme di qualcuno.

Uomini che ancora si vantano dell’erezione mattutina, che vi ricordo si trova a pag 2 dei libri di fisiologia umana.

Ho imparato a ridere di qualsiasi cosa quando ho capito che nessuno lo avrebbe fatto al posto mio.

Ho finito gli applausi, ho finito gli sconti e la voglia di chiudere un occhio. Prendetemi così o niente.

Vi hanno hackerato gli ultimi tre neuroni.

Finirò nel girone di quelli che non li voleva nessuno, non sapevano dove metterli e li hanno messi in quel girone.

Perdo pezzi, ma non il vizio.

Spengo riaccendo e siete sempre uguali.

Le persone le divido in due categorie: quelle che la mattina guardano l’agenda e quelle che guardano il cielo.

A volte la vedo addosso agli altri la vita che vorrei.

Quando un siciliano dice oggi a colazione mi tengo leggero, significa che tamponerà col tovagliolino l’olio in eccesso del calzone fritto.

La mattina dovremmo avere la possibilità di scegliere le prime 15 persone da vedere.

Ma nella lotta contro l’egocentrismo, la ricerca a che punto è?

Ho un po’ di nausea, forse sono incinta di 2kg di barattolino Sammontana al cioccolato e vaniglia mandorlata.

Fate le vostre scelte, fuori dal branco. Solo così si chiamano scelte.

E quando non ci speri più, eccola la fitta al cuore. E il vuoto non fa più paura, è una notte d’estate da ballare scalzi fino all’alba.

E’ più facile trovarmi da sola in un angolo, che nei ritagli di tempo di qualcuno.

Perdo neuroni a ciuffi.

La mia felicità è la somma di quei mille brevi istanti in cui abbiamo sfiorato la tragedia.

Twitter mi ricorda tanto le vecchiette dietro le persiane, nei paesini della Sicilia anni ’50.

Quando non commento è perché oltre un certo livello di ridicolo, subentra la paralisi.

La bellezza avrebbe potuto salvare il mondo, se solo non l’avessimo fatta fuori senza alcuna pietà..

Beati i bambini che “io con te non ci parlo!”
Beati i bambini e io.

Darwin scusami se ti ho deluso.

Potrei fissare per ore un criceto sulla ruota e sarebbe sempre meno noioso di molta gente che conosco.

Concedetemi altri cinque minuti di lacrime nell’angolino, prima di tornare a fare la spavalda.

Non ti ho RT, stavo pulendo lo schermo dell’ipad.

“Scendo a comprare il gelato, tu non ti muovere” tra le frasi d’amore più belle di sempre.

Gente che ci interagisci 3 volte e già va a scegliere la carta da parati per la stanza del bambino.

Ho i pensieri scoordinati, figuriamoci l’intimo.

Dei cattivi non ho più paura. Dei deboli sì.

Eppure quello giusto esiste, me lo sento… Nascosto da tutti quelli sbagliati.

Sei cresciuto quando vorresti paletta e secchiello, non per un castello di sabbia, ma per murare vivo qualcuno.

Basterebbe ridurre la giornata a quei due, tre minuti in cui fai pipì e non pensi davvero a niente.

Gli uomini preferiscono le bionde le more le rosse quelle col ciuffo verde rasta lisce ricce col piercing coi tatuaggi e senza.

Per tutte queste persone intriganti e misteriose che poi si rivelano più pallose di un cruciverba facilitato, preghiamo.

Tra il serio e lo sfacelo.

Gente piacevole come una nuova ondata di gelo su tutta la penisola e isole maggiori.

In questa vita mi manca qualcuno che si preoccupi di sapere se dormo serenamente o se sono serenamente morta nel sonno.

Certe giornate neanche se le smonti e le rimonti.

Sta cosa delle strisce sta creando troppe aspettative nei pedoni.

Ringrazio quanti hanno profuso il loro impegno in tal senso ma conto di morire con le mie sole forze.

Si stava meglio in prigione per due giri.

Ma voi come fate a innamorarvi, non avete sonno?

In bilico tra “vi uccido tutti” e “uccidetemi ve ne prego”.

Quelli che si RT i complimenti ricevuti, tengono la mamma mummificata in soffitta.

Per molto tempo, da bambina, mi sono chiesta che ci facessi ancora viva.

Quello che non ti uccide, continua a provarci.

Bello che RT parte delle vostre conversazioni. Mi andrei a leggere anche il resto ma ho i testimoni di Geova al citofono.

Ho chiuso la porta a chiave? No, non mi alzo. L’acqua in bagno? Boh, vabbè. E il gas? Speriamo bene. Minchia il caricabatteria! Alziamoci..

Tra i due litiganti ci sono io che passo il tempo confrontando il residuo fisso delle acque minerali.

Mi piace essere gentile con le persone.
Ogni tanto. Per disorientarle.

Esiste solo “l’ho vissuto sulla mia pelle”. E non c’è “posso immaginare” che tenga.