Le 50 frasi più belle di Michael Jordan

Michael Jordan (New York, 17 febbraio 1963) è considerato il più grande giocatore di pallacanestro di tutti i tempi. Di lui Larry Bird dirà: “Penso sia semplicemente Dio travestito da Michael Jordan”.

Presento una raccolta delle 50 frasi più belle di Michael Jordan. Tra i temi correlati si veda Le più belle frasi motivazionali, Frasi, citazioni e aforismi sul successo, Frasi, citazioni e aforismi sui campioni, Frasi, citazioni e aforismi sul basket e la pallacanestro e Frasi, citazioni e aforismi sullo sport e gli sportivi.

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Le 50 frasi più belle di Michael Jordan

Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto – I’ve missed more than 9000 shots in my career. I’ve lost almost 300 games. 26 times, I’ve been trusted to take the game winning shot and missed. I’ve failed over and over and over again in my life. And that is why I succeed.

Posso accettare la sconfitta, tutti falliscono in qualcosa. Ma non posso accettare di rinunciare a provarci – I can accept failure, everyone fails at something. But I can’t accept not trying.

Non ho mai badato alle conseguenze dello sbagliare un tiro importante. Perché? Perché, quando pensi alle conseguenze pensi sempre ad un risultato negativo.

Passo dopo passo. Non conosco altra maniera per raggiungere i successi.

Per imparare ad avere successo, devi prima imparare a fallire.

Il talento fa vincere le partite, l’intelligenza e il lavoro di squadra fanno vincere un campionato – Talent wins games, but teamwork and intelligence wins championships.

Alcune persone vogliono che accada, alcune desiderano che accada, altri lo fanno accadere – Some people want it to happen, some wish it would happen, others make it happen.

Devi aspettarti grandi cose da te stesso, prima ancora di farle.

Più sudi in allenamento, meno sanguini in battaglia!

Allenati come se non avessi mai vinto. Gioca come se non avessi mai perso.

So che la paura rappresenta un ostacolo per alcune persone, ma è un’illusione per me. Le sconfitte mi hanno sempre motivato per fare di più la volta successiva.

Quando ero giovane, ho dovuto imparare i fondamentali del basket. Puoi avere tutte le capacità fisiche del mondo, ma devi sempre conoscere i fondamentali.

Se lavori duramente, sarai ricompensato. Non ci sono scorciatoie nella vita.

Se ci si arrende una volta diventa un’abitudine. Mai arrendersi!

Mai dire mai, perché i limiti, come le paure, spesso sono solo un’illusione – Never say never, because limits, like fears, are often just an illusion,

Il campo da basket per me, durante una partita, è il posto più pacifico che io possa immaginare. Sul campo da basket, non mi preoccupo di niente. Quando sono là, nessuno mi può disturbare.

Quando entro in campo, non devo pensare a nient’altro. Se ho un problema al di fuori del basket, so che dopo aver giocato la mia mente sarà più lucida e potrò trovare una soluzione migliore. È come una terapia. Mi rilassa e mi permette di risolvere i problemi.

Direi ai giocatori di rilassarsi e di non pensare a quello che c’è in palio. Di pensare solo alla partita di basket. Se inizi a pensare a chi vincerà il campionato, hai già perso la tua concentrazione.

Ogni volta che mi sento stanco mentre mi sto esercitando e allenando, chiudo gli occhi per vedere quella foto, per vedere quella classifica con su scritto il mio nome. Questo di solito mi motiva a lavorare ancora.

Il cuore è ciò che ti permette di passare dal fare bene all’eccellenza.

Non importa quanta energia spendi per arrivare in fondo a una partita decisiva; quello che conta è ciò che ti rimane in corpo per vincerla.

Non pensare mai alle conseguenze del fallimento, penserai sempre a risultati negativi. Pensa solo concetti positivi e la tua mente graviterà attorno a questi pensieri!

Non è quanto duramente ti impegni lungo la strada, bensì avere qualcosa dentro di te per cui sai che devi farcela.

Per avere successo, devi essere egoista, altrimenti non lo raggiungerai mai. Ma una volta ottenuto, devi essere altruista.

L’insegnamento è un regalo, anche quando il tuo insegnante è il dolore.

Il meglio viene dal peggio.

Tutti noi voliamo. Una volta che si lascia la terra, si vola. Alcune persone volano più a lungo rispetto ad altri.

Gli ostacoli non ti devono necessariamente fermare. Se ti trovi un muro davanti, non tornare indietro arrendendoti. Scopri come saltarlo, farci un buco o girarci intorno.

Anche quando sarà vecchio e grigio di capelli, quando non sarò più in grado di giocare, amerò ancora questo gioco.

Saper difendere è una chiave essenziale del mio gioco. Dopo una certa età non puoi far conto soltanto sulla tua prestanza, ma devi saperti gestire e usare il cervello specie sotto al tuo canestro.

A Chicago ero spesso la colonna portante, quello che faceva la voce grossa in squadra e forse, a volte, anche un po’ un egoista. Ma alla fine vincevamo noi. Ricordo un aneddoto. Coach Tex Winter, dopo che segnai 24 punti consecutivi, mi apostrofa così: “Ehi Mike, non esiste l’Io in uno sport di squadra”. Gli dissi: “Ma io ho appena vinto”.

Il mio corpo poteva sopportare le stampelle, ma la mia mente non poteva sopportare di essere fuori dal campo.

Che cos’è l’amore? L’amore è giocare ogni gioco come se fosse l’ultimo!

Nella Nba di oggi, meno fisica e con queste regole, andrei in lunetta spesso e potrei segnare 100 punti in una partita.

I miei eroi sono e sono stati i miei genitori. Non riesco a vedere qualcun altro come eroe.

Ho costruito il mio talento sulle spalle del talento di qualcun altro.

So bene di essere nero, ma mi piacerebbe essere visto come persona, e questo è il desiderio di ognuno.

Credo che la grandezza sia un processo evolutivo che cambia e si evolve nel tempo.

Prima il mio nome era Mike, tutti mi chiamavano Mike Jordan, ma dopo il tiro ero diventato Michael Jordan.
[Dopo aver vinto il titolo NCAA nel 1982 con la squadra UNC]

[Durante la conferenza stampa in cui annuncia il primo ritiro dal basket, 6 ottobre 1993] Nella vita sportiva arriva un momento in cui ognuno deve smettere di giocare. O si fa la scelta da soli, o la fa qualcun altro, magari la stampa o il presidente di una società. Io ho la fortuna di averla presa autonomamente. Non è stato facile, mi rendo conto che non c’ è molta gente che opta di andarsene proprio al momento del massimo successo, ma io non rimpiango nulla.

Sono tornato – I’m back [Annunciando il suo ritorno al basket, 18 marzo 1995]

[18 febbraio 1999, due anni prima del suo ritorno in NBA con i Washington Wizards] Sono in pensione al 99,9%. Naturalmente, resta sempre quello 0,1%…

[In occasione del secondo ed ultimo ritorno, febbraio 2001] Torno per amore di questo sport. Perché non m’ importa di rovinare l’ immagine di quanto ho fatto finora, perché quello che ho vinto non me lo può togliere nessuno. Torno per insegnare ai giovani che mi circondano quello che serve per diventare vincenti. Non devo dimostrare niente a nessuno. Quando sento che la gente fa la fila per venire a vedermi, mi carico e mi esalto. Sento che le gambe stanno tornando. Sento che posso essere quello che ero. Solo con qualche anno in più.

Nella Nba di oggi, meno fisica e con queste regole, andrei in lunetta spesso e potrei segnare 100 punti in una partita.

Mio padre diceva sempre che non è mai troppo tardi per fare qualunque cosa tu desideri: E aggiungeva: “Non saprai mai quello che puoi compiere sinché non provi”.

Non sorprendetevi di vedermi un giorno giocare a 50 anni. Non ridete, i limiti, come le paure, sono spesso soltanto illusioni.

Anche quando sarà vecchio e grigio di capelli, quando non sarò più in grado di giocare, amerò ancora questo gioco.

Voglio essere il ponte per la prossima generazione.

Un giocatore vincente lo noti dall’intensità del suo sguardo e gli occhi di Jordan lanciano lampi. (Clyde Drexler)

Per acclamazione, Michael Jordan è il più grande giocatore di pallacanestro di tutti i tempi.
(Sito web della National Basket Association – NBA)