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Le frasi e i pensieri più celebri di Jean-Jacques Rousseau

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Jean-Jacques Rousseau (Ginevra, 28 giugno 1712 – Ermenonville, 2 luglio 1778) è uno tra i principali filosofi dell’Illuminismo. Pensatore originale, Jean-Jacques Rousseau è convinto assertore della bontà originaria di tutti gli esseri umani, creati dalla natura liberi e uguali, ma successivamente corrotti e schiavizzati dalla società. Una delle sue frasi più celebri recita: “L’uomo è nato libero e ovunque si trova in catene”.

Presento una raccolta delle frasi e i pensieri più celebri di Jean-Jacques Rousseau. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi di Henry David Thoreau, Frasi, citazioni e aforismi di Montesquieu, Le frasi e i pensieri più celebri di Voltaire e Frasi, citazioni e aforismi sull’illuminismo.

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Le frasi e i pensieri più celebri di Jean-Jacques Rousseau

L’uomo è nato libero e ovunque si trova in catene. Anche chi si crede il padrone degli altri non è meno schiavo di loro – L’homme est né libre, et partout il est dans les fers. Tel se croit maître des autres, qui ne laisse pas d’être plus esclave qu’eu

Chiunque arrossisce è già colpevole: la vera innocenza non ha vergogna di niente – Qui rougit est déjà coupable, la vraie innocence n’a honte de rien.

Tutti, schiavi e vittime dell’amor proprio, non vivono per vivere, ma per far credere di aver vissuto.

Felicità: un buon conto in banca, un buon cuoco ed una buona digestione.

Preferisco essere un uomo di paradossi che di pregiudizi.

Non riesco a persuadermi che, per aver ragione, si debba a tutti i costi avere l’ultima parola.

Il denaro che si possiede è strumento di libertà; quello che si insegue è strumento di schiavitù – L’argent qu’on possède est l’instrument de la liberté, celui qu’on pourchasse est celui de la servitude.

Criticare è così comodo. Si attacca con una parola, occorrono pagine per difendersi – La critique est une chose bien commode : on attaque avec un mot, il faut des pages pour se défendre.

Non ho mai visto una persona pentirsi di una buona azione.

Se mai la vanità fece felice qualcuno sulla terra, quel qualcuno non poteva essere altri che uno sciocco.

Le leggi sono utili a coloro che possiedono una proprietà e dannose a coloro che non la possiedono affatto.

Il cuore dell’uomo è il suo paradiso o il suo inferno.

Su nulla abbiamo meno potere che sul nostro cuore, e, lungi dal comandarlo, siamo obbligati ad obbedirgli.

Togli ai cuori l’amore per il bello, e avrai tolto tutto l’incanto della vita.

Il falso è suscettibile d’un infinità di combinazioni; ma la verità non ha che una maniera d’essere – Le faux est susceptible d’une infinité de combinaisons ; mais la vérité n’a qu’une manière d’être.

Ciò che l’uomo perde col contratto sociale è la sua libertà naturale; il diritto illimitato su tutto ciò di cui tenta e riesce a impadronirsi; ciò che guadagna è la libertà civile e la proprietà di tutto ciò che possiede.

Ci sono sempre quattro versioni di ogni storia: la tua versione, la loro, la verità, e ciò che è davvero successo.

Non abbiamo bisogno di buoni politici, ma di buoni cittadini.

Ogni uomo è utile all’umanità per il solo fatto di esistere.

La sola abitudine che si deve lasciar prendere al fanciullo è quella di non contrarne nessuna.

Si deve arrossire per il peccato commesso e non per la sua riparazione.

L’avversità è senza dubbio un grande maestro, ma è un maestro che si fa pagare caro le sue lezioni.

Non è facile come si pensa rinunciare alla virtù; essa tormenta a lungo coloro che la abbandonano.

Una grande passione infelice è una grande fonte di saggezza.

Se si potesse prolungare la felicità dell’amore nel matrimonio, si avrebbe il paradiso in terra.

L’arte di assassinare i piaceri non è altro che quella di essere avari.

Tutti gli animali diffidano dell’uomo, e non hanno tutti i torti, ma quando sono sicuri che non vuol fargli del male, la loro fiducia diventa così grande che bisogna essere più che barbari per abusarne.

È chiaramente contro la legge di natura, in qualsiasi modo la si definisca, che un fanciullo comandi a un vecchio, un imbecille guidi un saggio e che un pugno di uomini nuoti nel superfluo, mentre la moltitudine affamata manca del necessario.

II primo che, avendo cintato un terreno, pensò di dire “questo è mio” e trovò delle persone abbastanza stupide da credergli, fu il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie ed errori avrebbe risparmiato al genere umano chi, strappando i piuoli o colmando il fossato, avesse gridato ai suoi simili: “Guardatevi dal dare ascolto a questo impostore! Se dimenticate che i frutti sono di tutti e la terra non è di nessuno, siete perduti!”

L’ineguaglianza, quasi inesistente nello stato di natura, ricava la sua forza e il suo incremento dallo sviluppo delle nostre facoltà e dai progressi dello spirito umano e diviene infine stabile e legittima con l’istituzione della proprietà e delle leggi.

L’ordine sociale è un diritto sacro, che sta a base di tutti gli altri. Tuttavia questo diritto non deriva dalla natura, ma è fondato su convenzioni.

L’uomo civile nasce, vive e muore nella schiavitù: alla nascita lo si stringe nelle fasce, alla morte lo si inchioda nella bara; finché conserva la figura umana, è prigioniero delle nostre istituzioni.

La natura ha fatto l’uomo felice e buono, ma la società lo deprava e lo rende miserabile.

Un uomo veramente felice non parla, non ride: la sua felicità, per così dire, se la stringe al cuore. La giocosità chiassosa, la gioia turbolenta nascondono il disgusto e la noia.

Una delle proprietà della virtù è di non suscitare invidia.

Più moltiplicherete le leggi, più le renderete detestabili.

Io so e sento che fare del bene è la vera felicità di cui il cuore umano può godere.

La libertà dell’uomo consiste nel non fare mai ciò che non desidera fare.

Il paese delle chimere è, in questo mondo, l’unico degno d’essere abitato.

Odio i libri; insegnano solo a parlare di ciò che non si sa.

L’abuso di libri uccide la scienza. Credendo di sapere quello che si è letto, ci si crede dispensati dall’apprendere. Troppe letture servono solo a creare ignoranti presuntuosi.

Più il corpo è debole più comanda: più è forte meglio obbedisce.

Non c’è che una scienza da insegnare ai fanciulli: è quella dei doveri dell’uomo.

L’uomo selvaggio e l’uomo incivilito differiscono talmente, nel fondo del cuore e delle inclinazioni, che ciò che forma la felicità suprema dell’uno, ridurrebbe l’altro alla disperazione.

La Democrazia esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi.

Le persone che sanno poco sono solitamente dei grandi parlatori, mentre gli uomini che sanno molto dicono poco.

Noi nasciamo, per così dire, due volte: l’una per esistere, l’altra per vivere.

La temperanza e il lavoro sono i due veri medici dell’uomo: il lavoro aguzza l’appetito e la temperanza impedisce di farne abuso.

Rinunciare alla propria libertà significa rinunciare alla propria qualifica di uomo, ai diritti dell’umanità e anche ai propri doveri.

Se ci fosse un popolo di dei, si governerebbe democraticamente. Un governo così perfetto non è adatto agli uomini.

Oso quasi dire che lo stato di riflessione è uno stato contro natura, e che l’uomo che medita è un animale depravato.

Non sono fatto come nessuno di quanti ho incontrati; oso credere di non essere fatto come nessuno di quanti esistono. Se pure non valgo di più, quanto meno sono diverso.

Per scrivere una buona lettera d’amore, bisogna iniziare senza sapere cosa si vuole dire e finire senza sapere cosa si è detto.

Se voglio dipingere la primavera bisogna ch’io sia in inverno; se voglio descrivere un bel paesaggio bisogna ch’io sia tra quattro mura, e ho detto cento volte che se mai fossi messo alla Bastiglia, vi dipingerei il quadro della libertà.

Uomini, siate umani, è il vostro primo dovere; siate umani verso tutte le condizioni, verso tutte le età, verso tutto ciò che non è estraneo all’uomo. Quale saggezza può mai esistere fuori dell’umanità?

I popoli, una volta avvezzi ad avere padroni, non sono più in grado di farne a meno.

Queste due parole, patria e cittadino, devono essere cancellate dalle lingue moderne.

I frutti sono di tutti e la terra di nessuno.

La ricchezza dei poveri è rappresentata dai loro figli; quella dei ricchi dai loro genitori.

Conosco troppo gli uomini per ignorare che spesso l’offeso perdona, ma l’offensore non perdona mai.

Invece di lasciar marcire un bambino nell’aria viziata di una camera lo si porti ogni giorno in mezzo ad un prato. Là che corra, che ruzzi, che cada cento volte al giorno, tanto meglio: imparerà più presto a rialzarsi.

Noi siamo nati deboli, abbiamo bisogno di forza; impotenti, abbiamo bisogno di aiuto, sciocchi, abbiamo bisogno della ragione. Tutto ciò che ci manca alla nascita, tutto ciò che ci serve quando arriviamo alla proprietà di un uomo, è il dono dell’istruzione.

Per essere giusti bisogna essere severi: il tollerare le ingiustizie che uno ha il diritto e il dovere di reprimere, equivale a essere ingiusto.

Ove si escludano la forza, la salute e la buona coscienza di sé, tutti gli altri beni di questa vita sono opinione; eccettuati i dolori del corpo e i rimorsi della coscienza, tutti i nostri mali sono immaginari.

L’amor di sé fa più libertini che l’amore.

Tutti i sentimenti che dominiamo sono legittimi, tutti quelli che ci dominano sono criminali.

Tutte le cose sono create buone da Dio, tutte degenerano tra le mani dell’uomo. Egli costringe un terreno a nutrire i prodotti di un altro, un albero a portare frutti non suoi; mescola e confonde i climi, gli elementi, le stagioni; mutila il cane, il cavallo, lo schiavo; tutto sconvolge, tutto sfigura, ama la deformità, le anomalie; nulla accetta come natura lo ha fatto, neppure il suo simile: pretende ammaestrarlo per sé come cavallo da giostra, dargli una sagoma di suo gusto, come ad albero di giardino.

Le nostre anime si sono corrotte nella misura in cui le nostre scienze, le nostre arti, hanno progredito verso la perfezione.

L’uomo che ha vissuto di più non è quello che può annoverare il maggior numero d’anni, ma colui che più intensamente ha sentito la vita.

Sono le case a fare un borgo, ma sono gli uomini a fare una città.

Si pensa soltanto a conservare il proprio bambino: non è sufficiente; occorre insegnargli a conservarsi da sé quando sarà adulto, a sopportare le percosse del destino, a sfidare l’opulenza e la miseria, a vivere, se necessario, tra i ghiacci dell’Islanda o tra le rocce infocate di Malta. Usate pure ogni possibile precauzione perché non muoia: dovrà ben morire una volta; e quand’anche la sua morte non fosse effetto delle troppe attenzioni, queste sarebbero pur sempre inopportune. Non importa tanto impedirgli di morire, quanto farlo vivere. E vivere non è respirare: è agire, è fare uso degli organi, dei sensi, delle facoltà, di tutte quelle parti di noi stessi per cui abbiamo il sentimento di esistere.

È troppo difficile pensare nobilmente quando si pensa a guadagnarsi da vivere.

Quello fra noi che sa meglio sopportare i beni e i mali di questa vita è, a parer mio, il meglio educato.

Il denaro è seme di denaro, e il primo centesimo è qualche volta più difficile da acquistare che il secondo milione.

La prima legge della rassegnazione ci viene dalla natura. I selvaggi, non diversamente dagli animali, si ribellano assai poco contro la morte e la sopportano quasi senza lamenti.

È sufficiente non esser mai ingiusto per essere sempre innocente?

Sono la forza e la libertà a fare gli uomini eccellenti. Debolezza e schiavitù hanno creato solo uomini malvagi.

Se anche Sparta e Roma sono perite, quale Stato può sperare di durare in eterno?

I nostri primi maestri di filosofia sono i nostri piedi, le nostre mani, i nostri occhi.

Vi è forse nel mondo uno spettacolo cosi commovente, cosi degno di rispetto come quello di una madre di famiglia circondata dai suoi figliuoli, intenta a organizzare i lavori domestici, procurando cosi una vita felice al marito e governando saggiamente la casa?

Questa è la semplicità dei geni autentici: essi non sono né intriganti né attivi; ignorano la strada degli onori e della fortuna né pensano a cercarli; non fanno confronti con nessuno: traggono ogni risorsa da sé stessi, sono insensibili alle offese e poco sensibili alle lodi; se conoscono sé stessi, non si assegnano un posto, e godono di sé stessi senza sopravvalutarsi.

Tutti lavoriamo per arrivare al riposo: è ancora la pigrizia a renderci laboriosi.

Prendi la direzione opposta all’abitudine e quasi sempre farai bene.

La verità è il più prezioso di tutti i beni.