25 poesie sul mare

Poesie Mare - Aforisticamente
Poesie Mare - Aforisticamente

In questa raccolta il lettore troverà le più belle poesie sul mare, 25 poesie straordinarie e luminose che descrivono tutto il fascino e la bellezza del mare.

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25 poesie sul mare

Sandro Penna, Il mare è tutto azzurro

Il mare è tutto azzurro.
Il mare è tutto calmo.
Nel cuore è quasi un urlo
di gioia. E tutto è calmo.

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Costantino Kavafis, Mare al mattino

Mare al mattino, cielo senza nubi
d’un viola splendido, riva gialla; tutto
grande e bello, fulgido nella luce.
Mi fermerò qui”.

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Rafael Alberti, Il mare

Il mare. Il mare
Il mare. Solo il mare!

Perché mi hai portato, padre,
in città?

Perché mi hai sradicato
dal mare?

Nei sogni la mareggiata
mi tira il cuore.
Se lo vorrebbe portare via.

Padre, perché mi hai portato qui?

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Giorgio Caproni, Albaro

Se al crepuscolo, almeno,
ci fosse, dietro i vetri, il mare…
Amore…
Tremore
in trasparenza…
Se almeno
questo fosse il rumore
del mare…
Non
lo sopporto più il rumore
della storia…
Vento
afono…
Glissando…
Sparire
come il giorno che muore
dietro i vetri…
Il mare…
Il mare in luogo della storia…
Oh, amore.

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Fabrizio Caramagna, Ho passato la giornata

Ho passato la giornata a medicarmi le ferite con i raggi del sole.
Ho passato il pomeriggio a cancellare la mia infelicità con l’acqua salata.
Ho passato la sera a togliere le paure dalla mente, mettendovi dentro stelle e canzoni.
Se qualcuno mi chiede come ho passato la mia giornata al mare, io rispondo: “A guarire”.
Perché nient’altro al mondo mi guarisce come il mare.

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Odisseas Elitis, Nel paradiso ho disegnato un’isola

Nel paradiso ho disegnato un’isola
a te uguale e una casa sul mare
con un grande letto e una piccola porta.

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Pedro Salinas, Mare lontano

Se non è il mare, è la sua immagine,
la sua figura, rovesciata, nel cielo.

Se non è il mare, è la sua voce
sottile,
attraverso il vasto mondo,
amplificata dal vento.

Se non è il mare, è il suo nome
in una lingua senza labbra,
senza luogo,
senza altra parola che questa:
mare.

Se non è il mare, è la sua idea
di fuoco, impenetrabile, pura;
e io,
ardente, affogo in lei.

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Nazim Hikmet, Arrivederci fratello mare

Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.

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Khalil Gibran, Sabbia e Spuma

Per sempre camminerò su questi lidi,
Tra la sabbia e la spuma,
L’alta marea cancellerà le mie orme,
E il vento soffierà via la spuma.
Ma il mare e la spiaggia rimarranno
Per sempre.

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Charles Baudelaire, L’uomo e il mare

Uomo libero, tu amerai sempre il mare!
Il mare è il tuo specchio; contempli la tua anima
Nello svolgersi infinito della sua onda,
E il tuo spirito non è un abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti nel seno della tua immagine;
L’accarezzi con gli occhi e con le braccia e il tuo cuore
Si distrae a volte dal suo battito
Al rumore di questa distesa indomita e selvaggia.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
Uomo, nulla ha mai sondato il fondo dei tuoi abissi,
O mare, nulla conosce le tue intime ricchezze
Tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti!
E tuttavia ecco che da innumerevoli secoli
Vi combattete senza pietà né rimorsi,
Talmente amate la carneficina e la morte,
O eterni rivali, o fratelli implacabili!

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José Saramago, Acqua che all’acqua torna

Acqua che all’acqua torna, di luce sfrangiata,
si apre l’onda in spuma.
Movimento perpetuo, arco perfetto,
che si erge, ricade e rifluisce,
onda del mare che il mare stesso nutre,
amore che di se stesso si alimenta.

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Fabrizio Caramagna, Quando sono al mare

Quando sono al mare, la mia vita è finalmente vuota e leggera.
Non devo dimostrare più niente a nessuno.
Quando entro in acqua il mare conosce tutte le mie debolezze e non le giudica.
Io racconto, lui ascolta. Io lo guardo, lui si fa guardare.
Mentre sono dentro l’acqua e nuoto verso l’orizzonte,
sento che il tempo per un attimo ha lasciato la sua presa,
sento che l’universo mi lascia fare e non mi chiede nulla,
sento che tutte le anime che sono stato mi vengono a trovare
e mi portano al largo, dove l’acqua è più luminosa
e il mondo è ancora buono.

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Giovanni Pascoli, Mare

M’affaccio alla finestra, e vedo il mare:
vanno le stelle, tremolano l’onde.
Vedo stelle passare, onde passare:
un guizzo chiama, un palpito risponde.
Ecco sospira l’acqua, alita il vento:
sul mare è apparso un bel ponte d’argento.
Ponte gettato sui laghi sereni,
per chi dunque sei fatto e dove meni?

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Mario Luzi, Onde

Qui è la lotta con se stesso del mare
che nelle cale livide si torce
si svelle dalla sua continuità,
s’innalza, manda un fremito e ricade.
Il mare, sai, mi associa al suo tormento,
il mare viene, volge in fuga, viene,
coniuga tempo e spazio in questa voce
che soffre e prega rotta alle scogliere.

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Sophia De Mello Breyner Andresen, Mezzogiorno

Mezzogiorno. Un angolo di spiaggia senza gente.
In alto il sole, alto, enorme, aperto,
Ha reso il cielo di ogni dio deserto.
La luce cade implacabile come un castigo.
Non ci sono fantasmi né anime,
E il mare immenso solitario e antico
Sembra applaudire.

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Emily Dickinson, Come se il mare separandosi

Come se il mare separandosi
svelasse un altro mare,
questo un altro, ed i tre
solo il presagio fossero
d’un infinito di mari
non visitati da rive –
il mare stesso al mare fosse riva-
questo è l’eternità.

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Juleta Dobles, Il mare dentro

Anche lontano dal mare,
ho un po’ di mare nei miei occhi
a mandare riflessi azzurri.

Solo un profilo, un orizzonte
raccolto e vivo
che mi chiama e richiama
con la sua chiara presenza
di amico, amante, amato.
E con la sua insenatura torbida o limpida
dove affondare lo sguardo
e tutte le stanchezze.

Ogni mattino al risveglio lo bevo
come una dolce droga.
Divino nel suo colore il futuro del giorno.
Mi dondolo al suo lontano movimento,
mi immergo nella sua luce,
tagliata dalla nebbia
in pallide isolette,
Ed è più reale e più mio
di tutti gli oceani
che non posso contenere.

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Ángel Crespo, Seconda eternità

Ho messo le mani nell’acqua
per assomigliare alle isole.

Il mare mi è passato tra le dita
come l’aria attraverso le fessure.

Sotto le mie parole
si rincorrevano le sirene.

Quando volli tornare a terra
la spiaggia era scomparsa.

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Antun Soljan, Il mare è sempre davanti a me

Siedo al ristorante, ho terminato il pranzo, vedo il mare.
Mi nascondo col giornale, lo sollevo in alto:
non mi sento bene davanti a questo grande occhio.
Mi volto dall’altra parte, mi agito, mi rannicchio,
ma il mare è sempre davanti a me, fuoriesce dalla stampa
inonda la carta del giornale, sommerge le fotografie;
anziché l’odore della stampa, sento l’odore della salvia.”

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Ángel González, Sono i gabbiani, amore

Sono i gabbiani, amore.
I lenti, alti gabbiani.

Il mare d’inverno. L’acqua grigia
macchia fredda gli scogli.
Le tue gambe, le tue dolci gambe,
commuovono le onde.
Un cielo sporco si rovescia
sul mare. Il vento cancella
il profilo dei crinali
di sabbia. Le noiose
pozze di sale di freddo
copiano la tua luce e la tua ombra.
Qualcosa grida, lassù,
ma tu non ascolti, assorta.

Sono i gabbiani, amore.
I lenti, alti gabbiani.

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Arthur Rimbaud, L’eternità

È ritrovata.
Che cosa? L’eternità.
È il mare mischiato
col sole.
Anima sentinella,
mormoriamo la confessione
della notte così nulla
e del giorno infuocato.
Dagli umani suffragi,
dagli slanci comuni
là ti liberi
e voli dove vuoi.
Poiché soltanto da voi,
o braci di raso,
il dovere si esala
senza che si dica: finalmente.
Là, nessuna speranza,
nessun orietur.
Scienza con pazienza,
il supplizio è sicuro.
È ritrovata.
Che cosa? L’eternità.
È il mare mischiato
col sole.

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Umberto Saba, Più soli

Giungemmo dove si ritrova il mare,
con spiagge solitarie, onde turchine.
Dai due arsenali, da tante officine,
da Trieste che amiamo attraversare

tutta al ritorno, sempre più lontani,
e più nostri, in più deserta riviera.
Sopra uno scoglio nella rossa sera
seduti accanto, non l’abbandonavo
con lo sguardo, ma sempre l’affondavo,
sempre più invano nei suoi occhi strani
di luna che tra le nubi viaggia;
che mentre intorno a un’anima selvaggia
e ad una bella persona m’affanno,
i suoi pensieri chi sa dove vanno!

Da una nave tra molte altre ormeggiata
venne un suon di fanfara e si distese;
nei suoi occhi una lacrima s’accese,
rifulse sulla guancia imporporata.

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Jules Supervielle, Il mare

È tutto quello che avremmo voluto fare
e non abbiamo mai fatto,
È chi ha voluto prendere la parola
e non ha trovato la parola giusta,
Tutto quello che se ne è andato
senza rivelarci il suo segreto,
Quello che possiamo toccare e persino scavare
con il ferro senza mai raggiungerlo,
Quello che si è fatto onde e poi ancora onde
perché si cerca senza trovarsi,
Quello che è diventato schiuma
per non morire del tutto,
Quello che si è trasformato in scia di qualche secondo
per il gusto fondamentale dell’eterno,
Quello che avanza negli abissi
e non salirà mai in superficie,
Quello che sale in superficie
e teme gli abissi,
Tutto questo e altro ancora,
Il mare.

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Kenneth Rexroth, Fare l’amore con te

Fare l’amore con te
è come bere acqua di mare.
E più ne bevo
più ho sete,
finché niente potrà spegnere la mia sete
se non bere l’intero mare.

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Salvatore Quasimodo, Ho dimenticato il mare

La luna rossa, il vento, il tuo colore
di donna del Nord, la distesa di neve…
Il mio cuore è ormai su queste praterie
in queste acque annuvolate dalle nebbie.
Ho dimenticato il mare…