Frasi, citazioni e aforismi sul portiere

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Frasi, citazioni e aforismi sul portiere

Lo chiamano anche portiere, numero uno, estremo difensore, guardapali, ma potrebbero benissimo chiamarlo martire, paganini, penitente, pagliaccio da circo. Dicono che dove passa lui non cresca più erba.
(Eduardo Galeano)

E’ un solitario. Condannato a guardare la partita da lontano. Senza muoversi dalla porta, attende in solitudine, fra i tre pali, la sua fucilazione. Prima vestiva di nero come l’arbitro. Ora l’arbitro non è più mascherato da corvo e il portiere consola la sua solitudine con la fantasia dei colori.
(Eduardo Galeano)

Un eroe non ha bisogno di un mantello. Ha bisogno solo di un paio di guanti.
(Anonimo)

Solo i portieri sanno cosa significa davvero il profumo dell’erba. Gli altri calciatori non ne hanno idea. Perché loro sull’erba corrono, al massimo ogni tanto scivolano oppure, oggi, si rotolano un po’.
Ma il portiere no. Il portiere ci lavora con l’erba. E praticamente ogni suo gesto, ogni suo intervento finisce sempre allo stesso modo, con il naso dentro l’erba.
(Dino Zoff)

Vedo il pallone calciato che arriva
come una locomotiva
e sono solo nel cielo
mentre volo incontro al tiro
e voi trattenete il respiro.
(Stefano Benni)

Ci sono molti modi di fare il portiere, ma nessuno è facile. Ci sono portieri che bloccano e quelli che giocano, esistono portiere showman e sobri, kamikaze e prudenti. Hanno bisogno dell’esperienza quanto dell’agilità dei riflessi.
(Jorge Valdano)

Vivono all’interno dell’area. In quella prigione dalle sbarre bianche, adagiate e friabili, hanno due mani di vantaggio sul resto della squadra, e per questo privilegio si vestono di un altro colore.
(Jorge Valdano)

Gli altri giocatori possono sbagliarsi di brutto una volta o anche di più, ma si riscattano con una finta spettacolare, un passaggio magistrale, un tiro a colpo sicuro: lui no. La folla non perdona il portiere. E’ uscito a vuoto? Ha fatto una papera? Gli è sfuggito il pallone? Le mani di acciaio sono diventate di seta? Con una sola papera il portiere rovina una partita o perde un campionato, e allora il pubblico dimentica immediatamente tutte le prodezze e lo condanna alla disgrazia eterna. La maledizione lo perseguiterà fino alla fine dei suoi giorni.
(Eduardo Galeano)

Lui i gol non li segna. Sta lì per impedire che vengano fatti. Il gol, festa del calcio: il goleador crea l’allegria e il portiere, guastafeste, la disfa. Porta sulle spalle il numero uno. Primo nel guadagnare? No, primo a pagare. Il portiere ha sempre la colpa. E se non ce l’ha paga lo stesso. Quando un giocatore qualsiasi commette un fallo da rigore, il castigato è lui: lo lasciano lì, abbandonato davanti al suo carnefice, nell’immensità della porta vuota. E quando la squadra ha una giornata negativa, è lui che paga il conto sotto una grandinata di palloni, espiando peccati altrui.
(Eduardo Galeano)

Juan Santurain annota: “I gol vengono segnati a tutta la squadra ma l’unico realmente battuto è il portiere”. Vero. E’ lui che viaggia fino in fondo alla rete per togliersi dalla carne quella spina rotonda. Andare a prendere quella palla maledetta è come cercare qualcosa dentro il proprio fallimento. Le prime cento volte è dura, poi finisce per forgiare il proprio carattere.
(Jorge Valdano)

so di gente che si sveglia la notte e si mette a urlare MA CHE PARATA È CHE PARATA HA FATTO.
(bebeVEVO, Twitter)

Il portiere impregna di personalità tutta la squadra.
(Dino Zoff)

In una squadra di calcio esistono nove ruoli e due professioni: il portiere e il centravanti.
(Dadà)

Ho sempre ammirato i portieri per la loro diversità: li consideravo i più completi, i più atletici, i più forti. Nulla del loro corpo andava sprecato o si poteva trascurare negli allenamenti.
(Marco Ansaldo)

I portieri sono gli eroi solitari. Quelli che non possono sbagliare. Là, abbandonati al proprio destino sotto gli occhi dello stadio.
(Marco Ansaldo)

Un portiere deve essere masochista. Come ruolo può essere paragonato all’arbitro. Ha il potere di comandare ma può solo subire gol, non può segnare, e deve sopportare offese continue. La psicologia dovrebbe studiare questo ruolo così contraddittorio. Per me fare una papera è uno shock. Ci metto giorni a riprendermi. Invidio chi ne commette di più. Lo shock non è così grande.
(Gianluigi Buffon)

Se non sei tormentato dopo aver fatto un errore, non sei un grande portiere. In quel momento, non importa quello che hai fatto in passato, perché sembra non avere futuro.
(Lev Yashin)

È un ruolo ingrato. Basta esserne consapevoli, saper reagire alle difficoltà, stare sempre lucidi.
(José Manuel Reina)

Ho sempre desiderato essere portiere, forse perché in campo il portiere è un uomo solo e a me piacciono gli sport individuali.
(Dino Zoff)

I portieri servono a evitare i gol e chi li evita con semplicità arriva a essere un’artista.
(Jorge Valdano)

Mi piacciono quelli che escono e restano tranquilli; nè portiere statua che abitano all’ombra dei tre pali, nè portieri volanti che anticipano i propri difensori. Uscire è un modo di abbreviare le cose. Dice il loco Gatti, portiere, quarantaquattro anni: “Uscendo, mi evito la necessità di parare”.
(Jorge Valdano)

Il portiere è un ruolo a rischio: ti martellano, e tu sei solo. Ti devi prendere la responsabilità, anche se agisci d’istinto.
(Emiliano Viviano)

Il portiere su e giù cammina come sentinella.
Il pericolo lontano è ancora, ma se in un nembo s’avvicina
oh allora una giovane fiera s’accovaccia e all’erta spia.
(Umberto Saba)

La sensazione di vedere Yuri Gagarin volare nello spazio è superata solo dal godimento di parare un rigore.
(Lev Yashin)

Lev Yashin chiudeva la porta senza lasciare neppure un piccolo spiraglio. Questo gigante dalle lunghe braccia di ragno, sempre vestito di nero, aveva uno stile spoglio, un’eleganza nuda che disdegnava la spettacolarità dei gesti eccessivi. Era solito parare tiri fulminanti alzando solo una mano, tenaglia che afferrava e triturava qualsiasi proiettile, mentre il corpo restava immobile come una roccia. E senza muoversi, poteva anche deviare il pallone solo lanciandogli uno sguardo.
(Su Lev Yashin)

Raccontano che Alfredo Di Stefano finì di spaventare un giovane portiere dicendogli: “Se entrano quelle dirette nello specchio della porta non ti preoccupare. Ma fammi il piacere di non mandare dentro anche quelle che finiscono fuori…”
(Jorge Valdano)

La vita è fatta di piccole solitudini, quella del portiere di più.
(Fabien Barthez)

Zamora era il terrore degli attaccanti. Se lo guardavano negli occhi erano perduti. Con Zamora in porta, lo specchio si rimpiccioliva e i pali si allontanavano fino a perdersi di vista.
(Eduardo Galeano)

Contro l’Olanda mi sentivo invincibile. Urlavo “tirate, tirate, tanto prendo tutto”. Dal 33′ eravamo in dieci per il rosso a Zambrotta, ma ci sono gare in cui un portiere s’incazza e decide che non ce n’è per nessuno.
(Francesco Toldo)

Italia-Paraguay 3-1 22 aprile 1998. Amichevole, un colpo di testa da due metri. Avevo diciannove anni. La mia più bella parata in assoluto.
(Gianluigi Buffon)

Vincere la depressione è stata la miglior parata della mia vita.
(Gianluigi Buffon)

Amedeo Carrizo creò uno stile nel calcio sudamericano. Fu il primo portiere che ebbe il coraggio di uscire dall’area per spingersi all’attacco a suo rischio e pericolo, creando delle insidie e persino dribblando gli avversari in più di un’occasione.
(Eduardo Galeano)

Un personaggio bellissimo, un loco. L’ho già detto: è stato lui a inventarsi che i portieri tirassero i rigori, punizioni e facessero gol. Che nessuno si azzardi a togliergli il brevetto, chiaro?
(Armando Maradona su René Higuita)

Perché l’uomo più grasso del mondo non può diventare un portiere di hockey?
(Steven Wright)

Gianluigi Buffon è un punto di riferimento per me ma anche per i portieri della mia generazione. Quando ho cominciato a giocare sognavo di diventare come lui ed ogni volta che lo affronto è sempre un piacere
(Iker Casillas)

Trovare il nuovo Buffon è difficile, uno come lui è impossibile da imitare, è il Maradona dei portieri.
(Emiliano Viviano)

Il portiere dei campioni è l’uomo solo che aspetta. Ha lunghi minuti di contemplazione, ma non può concedersi il lusso della distrazione. E’ spettatore, ma con occhi da protagonista, felino che ha bisogno di pazienza. Compare così poco sulla scena che si notano molto di più le sue incertezze. Decine di minuti a ruminare l’ultimo errore senza potersi vendicare fino a quando, in un istante non scelto, gli si presenta il nuovo, impegnativo compito.
(Jorge Valdano)