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Frasi, citazioni e aforismi sugli operai

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Presento una raccolta di frasi, citazioni e aforismi sugli operai. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sul lavoro, Frasi, citazioni e aforismi sullo sciopero e Frasi, citazioni e aforismi sulla disoccupazione.

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Frasi, citazioni e aforismi sugli operai

Operai

La vita ha due doni preziosi: la bellezza e la verità. La prima l’ho trovata nel cuore di chi ama e la seconda nella mano di chi lavora.
(Khalil Gibran)

Le due cose più importanti non compaiono nel bilancio di un’impresa: la sua reputazione ed i suoi uomini.
(Henry Ford)

Lavoratori di tutto il mondo unitevi.
I filosofi hanno solo interpretato il mondo in diversi modi;
il punto è di cambiarlo.
(Epitaffio sul monumento a Karl Marx eretto dal Partito Comunista Britannico a Londra)

Tutta la mia vita e la mia opera testimoniano anche – io lo spero – la fedeltà a un ammonimento severo che mio Padre quando incominciai il mio lavoro ebbe a farmi: «Ricordati – mi disse – che la disoccupazione è la malattia mortale della società moderna; perciò ti affido una consegna: tu devi lottare con ogni mezzo affinché gli operai di questa fabbrica non abbiano da subire il tragico peso dell’ozio forzato, della miseria avvilente che si accompagna alla perdita del lavoro».
(Adriano Olivetti)

Quello che si fa lavorando non è sudiciume: è polvere, è calcio, è vernice, è tutto quello che vuoi; ma non sudiciume. Il lavoro non insudicia. Non dir mai d’un operaio che vien dal lavoro: – È sporco.
Devi dire: – Ha sui panni i segni, le tracce del suo lavoro.
(Edmondo De Amicis)

Il mattino è trascorso
e la fabbrica libera donne e operai.
(Cesare Pavese)

Ciò che resta originario nell’operaio è ciò che non è verbale: per esempio la sua fisicità, la sua voce, il suo corpo. Il corpo: ecco una terra non ancora colonizzata dal potere.
(Pier Paolo Pasolini)

La lingua dovrebbe essere la creazione congiunta di poeti e operai.
(George Orwell)

Dall’opera si conosce l’operaio.
(Aristofane)

Un buon operaio non è mai pagato troppo caro.
(Proverbio francese)

L’operaio conosce la domenica meglio del prete.
(Mirko Badiale)

È la sera che dà sollievo
Agli spiriti divorati da un dolore selvaggio,
Al pensatore ostinato la cui fronte si piega,
All’operaio curvo che ritorna al suo letto.
(Charles Baudelaire)

Il lavoro dovrebbe essere una grande gioia ed è ancora per molti tormento, tormento di non averlo, tormento di fare un lavoro che non serva, non giovi a un nobile scopo.
(Adriano Olivetti)

− Quando andiamo noi operai in TV cala l’ascolto.
− Manca la suspence. Lo sanno tutti che alla fine lo prendiamo nel di dietro.
(Altan)

Un tempo gli operai non erano servi.
Lavoravano.
Coltivavano un onore, assoluto, come si addice a un onore.
La gamba di una sedia doveva essere ben fatta.
Era naturale, era inteso. Era un primato.
Non occorreva che fosse ben fatta per il salario, o in
modo proporzionale al salario.
Non doveva essere ben fatta per il padrone,
né per gli intenditori, né per i clienti del padrone.
Doveva essere ben fatta di per sé, in sé, nella sua stessa natura (…)
Per loro, in loro non c’era neppure l’ombra di una riflessione.
Il lavoro stava là. Si lavorava bene.
Non si trattava di essere visti o di non essere visti.
Era il lavoro in sé che doveva essere ben fatto.
(Charles Peguy)

L’operaio diventa tanto più povero quanto maggiore è la ricchezza che produce, quanto più la sua produzione cresce di potenza e di estensione. L’operaio diventa una merce tanto più vile quanto più grande è la quantità di merce che produce. La svalorizzazione del mondo umano cresce in rapporto diretto con la valorizzazione del mondo delle cose. Il lavoro non produce soltanto merci; produce se stesso e l’operaio come una merce, e proprio nella stessa proporzione in cui produce in generale le merci.
(Karl Marx)

Bisogna proprio che la vita sociale sia corrotta fino al midollo se gli operai si sentono a casa loro in fabbrica quando scioperano e ci si sentono estranei quando lavorano. Dovrebbe essere vero il contrario.
(Simone Weil)

Perciò l’operaio solo fuori dal lavoro si sente presso di sé, e si sente fuori di sé nel lavoro.
(Karl Marx)

“È ora, è ora, potere a chi lavora!”
(Slogan del movimento operaio degli anni settanta)

Mi oppongo a un ordine sociale in cui è possibile per un uomo che non fa assolutamente nulla di utile accumulare una fortuna di centinaia di milioni di dollari, mentre milioni di uomini e donne che lavorano tutti i giorni della loro vita hanno qualcosa di appena sufficiente per un’esistenza misera.
(Eugene V. Debs)

I ricchi buttarono letteralmente i poveri fuori dalla vecchia locanda e li misero sulla strada, informandoli in tono sbrigativo che era la strada del progresso. Li costrinsero letteralmente a entrare nelle fabbriche e nella moderna schiavitù del salario, assicurandoli di continuo che quella era la sola via per raggiungere il benessere e la civiltà.
(GK Chesterton)

La fabbrica non può guardare solo all’indice dei profitti. Deve distribuire ricchezza, cultura, servizi, democrazia. Io penso la fabbrica per l’uomo, non l’uomo per la fabbrica, giusto? Occorre superare le divisioni fra capitale e lavoro, industria e agricoltura, produzione e cultura. A volte, quando lavoro fino a tardi vedo le luci degli operai che fanno il doppio turno, degli impiegati, degli ingegneri, e mi viene voglia di andare a porgere un saluto pieno di riconoscenza.
(Adriano Olivetti)

Se un operaio di una fabbrica deve sfinirsi per dodici ore e anche di più, non potrà mai diventare un uomo. E invece qualsiasi lavoro deve avere lo scopo di soddisfare l’uomo. Perciò bisogna che questi possa diventare, nel suo lavoro, un maestro, cioè deve poterlo creare come una totalità. Ma chi, in una fabbrica di spilli, attacca soltanto la capocchia, chi stira soltanto il fil di ferro, ecc., lavora meccanicamente, come se fosse una macchina: resta un poveraccio, non può diventare un maestro: il suo lavoro non può soddisfarlo, ma soltanto sfinirlo.
(Max Stirner)

Da ogni parte si è cacciato via il vivente artigiano per far posto a un operaio senz’anima ma più veloce. La spoletta sfugge alle dita del tessitore e cade tra dita d’acciaio che la fanno girare più rapidamente.
(Thomas Carlyle)

Conoscevo la monotonia terribile e il peso dei gesti ripetuti all’infinito davanti a un trapano o a una pressa, e sapevo che era necessario togliere l’uomo da questa degradante schiavitù. Bisognava dare consapevolezza di fini al lavoro.
(Adriano Olivetti)

Chiusi in un ordine, compassati e svelti,
relegati a un filo di benessere
senza perdere un colpo – e su tutto implacabile
e ipnotico il ballo dei pezzi dall’una all’altra sala.
(Vittorio Sereni, Una visita in fabbrica)

Gli operai non sono soltanto servi della classe dei borghesi, ma vengono asserviti giorno per giorno, ora per ora dalla macchina, dal sorvegliante, e soprattutto dal singolo borghese fabbricante in persona. Questo dispotismo è tanto più meschino, odioso ed esasperante, quanto più apertamente esso proclama come fine ultimo il guadagno.
(Karl Marx e Friedrich Engels)

Nella stessa proporzione in cui si sviluppa la borghesia, cioè il capitale, si sviluppa il proletariato, la classe degli operai moderni, che vivono solo fintantoché trovano lavoro, e che trovano lavoro solo fintantoché il loro lavoro aumenta il capitale. Questi operai, che sono costretti a vendersi al minuto, sono una merce come ogni altro articolo commerciale, e sono quindi esposti, come le altre merci, a tutte le alterne vicende della concorrenza, a tutte le oscillazioni del mercato.
(Karl Marx e Friedrich Engels)

La classe operaia è la classe più lungimirante, disinteressata, la classe dallo spirito rivoluzionario più conseguente.
(Mao Tse-Tung)

Se nella presente società cessasse la miseria, capitalisti e proprietari più non troverebbero né operai, né fittaiuoli che volessero lavorare per loro conto, cesserebbe ogni produzione; la miseria gli fa abilità ad usufruttare gli altrui lavori, la miseria è il punto d’appoggio su cui librasi, è la base su cui poggia, chiave della volta che sostiene l’edifizio sociale, è il solo movente che produce quella vantata armonia sociale, per cui pochi si giovano del frutto dei lavori di molti.
(Carlo Pisacane)

L’operaio è diventato una merce ed è una fortuna per lui trovare un acquirente. E la domanda, da cui dipende la vita dell’operaio, dipende dal capriccio dei ricchi e dei capitalisti.
(Karl Marx)

Più oggetti l’operaio produce, meno può possederne e tanto più cade sotto il dominio del suo prodotto, del capitale.
(Karl Marx)

Certamente il lavoro produce meraviglie per i ricchi, ma produce lo spogliamento dell’operaio. Produce palazzi, ma caverne per l’operaio. Produce bellezza, ma deformità per l’operaio. Esso sostituisce il lavoro con le macchine, ma respinge una parte dei lavoratori ad un lavoro barbarico, e riduce a macchine l’altra parte. Produce spiritualità, e produce l’imbecillità, il cretinismo dell’operaio.
(Karl Marx)

L’operaio di una città moderna usufruisce oggi di un benessere materiale superiore a quello di un nobile dei secoli scorsi.
(Ignazio Silone)

Allorché gli uomini di Stato più eminenti e gli operai sono concordi in un programma, si ha la certezza che questo risponde ai veri bisogni di un paese.
(Giovanni Giolitti)

La realtà del lavoro operaio ha rappresentato una parte importante della mia vita ed io non lo dimentico.
(Giorgio Napolitano)

E io – disse –
nient’affatto mito, eroe o dio, ma semplice operaio
al pari di te, di te e dell’altro – proletario dell’arte
innamorato sempre degli alberi, degli uccelli, degli animali e degli uomini,
innamorato soprattutto della bellezza dei pensieri puliti
e della bellezza dei corpi giovanili – un operaio
che scrive, scrive incessantemente su tutti e tutto
e ha un nome breve e facile a pronunciarsi: Ghiannis Ritsos.
(Ghiannis Ritsos)

Operaio. Sempre onesto, quando non fa sommosse.
(Gustave Flaubert)

E poi, via, siamo seri: gli operai padroni del mondo è una bella frase, ma i problemi di chi lavora sono di tutt’altro genere!
(Sebastiano Vassalli)

Nelle aziende bisogna recuperare la cultura, il senso di appartenenza. Una volta l’operaio vestiva da operaio anche al sabato perché era orgoglioso di quello che era. Oggi chi lavora in un call center non ha nessun senso di appartenenza.
(Ascanio Celestini)

Un uomo che lavora con le sue mani è un operaio; un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano; ma un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista.
(San Francesco d’Assisi)

Noi attori siamo come operai di fabbrica: forniamo i nostri servizi ai registi.
(Chow Yun-Fat)

Io seguo con simpatia gli sforzi degli operai che realmente costruiscono un ordine nuovo. Non sento in me la forza di seguirli nell’opera loro, almeno per ora. Ma mi par di vedere che a poco a poco si chiarisca e si imposti la più grande battaglia del secolo. Allora il mio posto sarebbe dalla parte che ha più religiosità e spirito di sacrificio.
(Piero Gobetti)

Non sono nato alle pubbliche assemblee; ma se v’è radunanza alla quale ami trovarmi, è quella degli operai. In mezzo a quei semplici cuori, io mi sento in famiglia.
(Giuseppe Garibaldi)

Sono nuovamente colpito dal fatto che un operaio, non appena fa carriera nei sindacati o si interessa alla politica laburista, diventa, lo voglia o no, un borghese. È così: combattendo la borghesia, ne assume l’aspetto.
(George Orwell)

Il responsabile delle risorse umane, così si dice, come se gli operai e gli impiegati fossero un minerale che si cava nelle miniere, un fiume che scorre accanto al call center dove l’azienda va a pesca.
(Ascanio Celestini)

Gli utopisti vogliono che tutti gli uomini siano ricchi o agiati egualmente, questa eguaglianza nella ricchezza o nell’agiatezza, è la promessa con la quale allettano gli operai; perché se gli operai sapessero che il risultato dell’agitazione, sarà, come abbiamo visto, l’indigenza e la mediocrità universale, non darebbero loro ascolto.
(Federico De Roberto)

L’operaio è fatto esattamente come ogni altro uomo, e perciò vuole esattamente quel che vogliono gli altri, in quel determinato momento storico: il frigorifero, l’utilitaria, la camicia bianca, la domestica a ore e i film di James Bond.
(Luciano Bianciardi)

Le attività ricreative dei lavoratori americani per il week-end:
1. Sport preferito dagli operai generici: bowling.
2. Sport preferito dagli operai specializzati: calcio.
3. Sporto preferito dai supervisori: baseball.
4. Sport preferito dai quadri intermedi: tennis.
5. Sport preferito dai dirigenti: golf.
Conclusione: Più sei negli alti gradi della dirigenza, più piccole sono le palle…”
(Greg Ross)

La forma appuntita delle piramidi sta a dimostrare che, ieri come oggi, man mano che il tempo passava, gli operai tendevano a lavorare sempre meno…
(Gianni Palladino)

Il lavoratore diviene un rivoluzionario quando si libera del proprio ‘operaismo’, quando giunge a detestare il proprio ruolo di classe senza mezzi termini, qui e ora, e quando comincia a scrollarsi di dosso quei caratteri che i marxisti più gli ammirano – l’etica del lavoro, la struttura caratteriale derivante dalla disciplina industriale, il rispetto per la gerarchia, l’obbedienza ai capi, il consumismo, le scorie del puritanesimo.
(Murray Bookchin)

Tutta la storia dell’industria moderna mostra che il capitale, se non gli vengono posti dei freni, lavora senza scrupoli e senza misericordia per precipitare tutta la classe operaia a questo livello della più profonda degradazione.
(Karl Marx)

Gli operai non sono bestie; sono anime cristiane! Dio ne chiederà conto ai colpevoli!
(Dmitrij Merežkovskij)

Il più grande operaio della natura è il tempo.
(Georges-Louis Leclerc de Buffon)

Borghese vuole dire ciò che l’operaio diventa appena gli si offre la minima opportunità.
(Ezra Pound)

Una dittatura del proletariato non sarà mai proletaria.
(Will Durant)

La differenza tra un intellettuale e un operaio? L’operaio si lava le mani prima di pisciare e l’intellettuale dopo.
(Jacques Prévert)

Solo gli operai sanno quanto vale il tempo; se lo fanno sempre pagare.
(Voltaire)

Il pane dei bisognosi è la vita dei poveri, toglierlo a loro è commettere un assassinio. Uccide il prossimo chi gli toglie il nutrimento, versa sangue chi rifiuta il salario all’operaio.
(Siracide, Antico Testamento)

I tipi di lavoro sono due: primo, modificare la posizione di materia sulla o vicino alla superficie della Terra rispettivamente ad altra materia simile; secondo, dire ad altre persone di fare questo. Il primo tipo è brutto e mal pagato; il secondo è piacevole e pagato molto bene.
(Bertrand Russell)

Questa nuova serie di edifici posta di fronte alla fabbrica sta a testimoniare con la diligente efficienza dei suoi molteplici strumenti di azione culturale e sociale che l’uomo che vive la lunga giornata nell’officina non sigilla la sua umanità nella tuta di lavoro.
(Adriano Olivetti, in occasione dell’inaugurazione ad Ivrea dei nuovi edifici per ì Servizi sociali di Fabbrica)

Lavorando ogni giorno tra le pareti della fabbrica e le macchine e i banchi e gli altri uomini per produrre qualcosa che vediamo correre nelle vie del mondo e ritornare a noi in salari che sono poi pane, vino e casa, partecipiamo ogni giorno alla vita pulsante della fabbrica, alle sue cose più piccole e alle sue cose più grandi, finiamo per amarla, per affezionarci e allora essa diventa veramente nostra, il lavoro diventa a poco a poco parte della nostra anima, diventa quindi una immensa forza spirituale.
(Adriano Olivetti)

Beh, ecco, se mi posso permettere, spesso il termine utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia a lavorarci. E allora può diventare qualcosa di infinitamente più grande
(Adriano Olivetti)