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Le frasi più celebri e belle di José Mourinho

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José Mourinho (Setúbal, 26 gennaio 1963), soprannominato anche Mou e Special One, è uno degli allenatori di calcio più vincenti degli ultimi anni. Orgoglioso, ironico e irriverente, José Mourinho è anche un personaggio capace di andare oltre la panchina e spiazzare il pubblico con le sue frasi geniali.

Presento una raccolta delle frasi più celebri e belle di José Mourinho. Tra i temi correlati Le frasi più belle di Zlatan Ibrahimovic, Le frasi più belle e celebri di Javier Zanetti e Frasi, citazioni e aforismi sul calcio e i calciatori.

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Le frasi più celebri e belle di José Mourinho

[Alla conferenza di presentazione al Chelsea, 2004)
Vi prego di non chiamarmi arrogante, ma sono campione d’Europa e credo di essere speciale.
[Please don’t call me arrogant, but I’m European champion and I think I’m a special one.] [Alla conferenza di presentazione al Chelsea, 2004)
Se avessi voluto un lavoro facile sarei rimasto al Porto: una bella sedia blu, una Champions League, Dio, e dopo Dio, io. Se fossi rimasto là, perdendo 10 gare e senza vincere la Champions League, la gente avrebbe continuato a fidarsi di me e a pensare che sono il migliore.

[Alla conferenza di presentazione al Chelsea, 2004)
Abbiamo grandi giocatori e, scusate se sono arrogante, abbiamo un grande allenatore.

[Nel 2009] Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me.

Chi sa solo di calcio, non sa niente di calcio.

Per essere un vincente, devi avere un talento speciale. Non sei speciale se non vinci, ma io vinco.

[Dopo aver ricevuto la laurea “honoris causa dall’università di Lisbona] Solo uno tra ventuno non voleva darmi la laurea honoris causa, ma è normale: neanche Gesù piaceva a tutti.

[Nel 2010 riferendosi a un rigore concesso ad Alessandro Del Piero alla Juve] Area con venticinque metri c’è solo una in Italia.

[Ritorno dei quarti Champions, il Chelsea batte il PSG, 2014] Giornalista: “Entra Schurrle e segna. Entra Demba Ba e segna. Questo si chiama?”
Mourinho: “Culo!”

Io sono una brava persona, sono cattolico e a volte Dio mi aiuta.

Se i giornalisti mi odiano non è un problema mio.

Un vincente non è mai stanco di vincere e io non voglio perdere mai.

Mi rialzo con i proieittili che mi sparano addosso e lo farò sempre. Sono nato in questo modo nel calcio e così morirò.

Sarei un mediocre? Rispetto le opinioni di tutti, anche quelle di Zeman. Scusi, ma dove gioca questo Zeman? Ah, è un allenatore. Non lo sapevo. Ora che sono in vacanza ho un sacco di tempo libero, mi informerò su Google.

Io ho studiato cinque ore al giorno l’italiano per diversi mesi per poter comunicare con voi giornalisti, con i tifosi e pensate che vi abbia mancato di rispetto? Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire “good morning” e “good afternoon”.

[Dopo la vittoria della Champions League con il Porto, il 26 maggio 2004] Non dimenticheremo mai questo giorno: le emozioni, le sensazioni, le immagini resteranno con noi per il resto della vita. Vivere con brutti ricordi è una tragedia; vivere con dei bei ricordi ci dà la forza per continuare la lotta. Siate voi stessi, non perdete l’identità come squadra, giocate come diavoli e vincete!

[All’Inter nel 2010] Per l’Inter è una stagione spettacolare, possiamo dirlo già ora. Possiamo chiudere con tre titoli, due, uno o zero. Tra zero e tre c’è differenza e spesso dipende dai dettagli.

[Zero Tituli] A me non piace la prostituzione intellettuale, a me piace l’onestà intellettuale.
Negli ultimi due giorni non si è parlato della Roma che ha grandissimi giocatori, ma che finirà la stagione con “zero tituli”. Non si è parlato del Milan che ha 11 punti meno di noi e chiuderà la stagione con “zero tituli”. Non si è parlato della Juve che ha conquistato tanti punti con errori arbitrali”

Ho espresso un’opinione da uomo libero in un Paese libero, e subito ho sentito il rumore dei nemici. Questo mi piace: ho parlato e ora sono tutti qui..

Moratti è unico. Moratti è un papà vero per i giocatori e un amico per gli allenatori.

Non sono un difensore di vecchi o nuovi allenatori di calcio. Credo che ci siano quelli bravi e quelli no, quelli che raggiungono il successo e quelli che non lo raggiungono.

[Alla conferenza di presentazione all’Inter, i giornalisti gli chiedono se abbia intenzione di portare Lampard in nerazzurro, ma lui non risponde a domande di mercato] Giornalista: “Pensa che Lampard potrebbe trovarsi bene nel calcio italiano?”
Mourinho: “Perché mi chiedi di un giocatore del Chelsea?”
Giornalista: “È un modo furbo di riproporre il tema che lei ha appena evitato”.
Mourinho: “Sì, sììì… Ma io non sono pirla”

[Nel 2008, all’Inter] Cosa mi piace della Juve? Mi piace di più l’Inter.

Mi piace rendere felici le persone che mi amano, e fare arrabbiare chi non mi ama.

Ho solo punti di forza, e se attraverso un momento di debolezza cerco di nasconderlo

[Nel 2008, all’Inter] Perché mi attaccano tutti? Facile, perché sanno che il giorno dopo le prime pagine dei giornali si occuperanno di loro. È tutta pubblicità gratis.

[Nel 2008, all’Inter] Non è vero, Mourinho non crea polemiche, Mourinho ‘run away’ come si dice in Inghilterra. Io non fuggo le polemiche, ma nemmeno ci vado incontro, però se qualcuno tocca la mia squadra io sono il primo a difenderla.

[Nel 2008, all’Inter] Mi sembra che gli italiani non sono tanto innamorati di calcio come io pensavo, sono innamorati più dello show televisivo. Vedo tutti preoccupati di piccole cose, che nello spettacolo calcio non significano niente, e nessuno preoccupato per uno sport che è importante nel mondo. Nessuno si preoccupa per il fatto che il calcio italiano è considerato un prodotto molto piccolo fuori dall’Italia, non paragonabile alla Premier League. Il Lecce mercoledì ha giocato con 3 portieri e 8 difensori.

Mario Balotelli non può permettersi di lavorare meno di gente come Figo, Cordoba, Zanetti. Se si allenasse al 50% rispetto agli altri, sarebbe tra i più forti al mondo; lui invece si allena al 25% e ha solo 18 anni.

Dopo una partita non mi sentirete mai criticare i miei giocatori. Io non mi nascondo mai, mi piace che loro si sentano protetti. L’uomo antipatico sono io, l’arrogante sono io, l’allenatore senza capacità sono io

Ibrahimovic? È un grandissimo giocatore, ma nessun calciatore è più grande di un club. Ibra all’Inter è diventato un giocatore importante, ma certi club sono più grandi di giocatori e allenatori.

[Alla conferenza di presentazione al Chelsea, 2004)
Sono un gran difensore dello spirito di squadra e del lavoro di squadra, la prima cosa che ho promesso ai miei nuovi giocatori è che li guarderò tutti allo stesso modo. Non voglio un rapporto speciale con qualcuno di loro. Odio parlare di una persona sola. I giocatori non vincono trofei, il gruppo vince trofei, la squadra vince trofei. Non riesco a dire “mi piace questo giocatore”, ma generalmente mi piacciono i giocatori che amano vincere. Non solo quello che ama vincere nei 90 minuti, ma quello che ama vincere ogni giorno, in ogni sessione di allenamento e nel resto della sua vita.

(Conferenza post Real-Barcellona 0-2, semifinale d’andata di Champions League)
Se io dico a lei e alla Uefa quello che penso e quello che sento, la mia carriera finisce oggi. E siccome non posso dire quello che sento, ho solo una domanda. E spero, un giorno, di avere una risposta. La domanda è: perché? Perché? Perché Ovrebo? Perché Busacca? Perché De Bleeckere? Perché Frisk? Perché Stark? Perché? Perché ad ogni semifinale accade sempre lo stesso?

(Conferenza di presentazione al Manchester United, 2016)
Vogliamo tutto allo stesso tempo. È un approccio aggressivo da parte mia. Voglio tutto. Voglio vincere partite, voglio giocare bene, voglio far giocare i giovani, voglio segnare gol e non voglio subirne.

[Replica ad alcune dichiarazioni polemiche di Pietro Lo Monaco, ad del Catania, 2008)
Io conosco il monaco del Tibet, il Principato di Monaco, il Bayern Monaco, il Gran Prix di Monaco. Non ne conosco altri. Se questo Lo Monaco vuole essere conosciuto per parlare di me, mi deve pagare tanto. Io ho già degli sponsor che mi pagano per fare pubblicità.

[Il 20 settembre 2004, dopo un Chelsea – Tottenham 0-0] Come diciamo in Portogallo, hanno portato un bus e lo hanno lasciato davanti alla porta. Sarei frustrato se fossi un tifoso che ha pagato £50 per vedere questa partita, perché gli Spurs sono venuti per difendersi.

[Il 14 novembre 2004, dopo un Tottenham – Arsenal 4-5] Non è un punteggio calcistico, è un punteggio da hockey… In allenamento spesso faccio giocare partite tre contro tre e quando il punteggio arriva a 5-4 rispedisco i giocatori nello spogliatoio, perché non hanno difeso correttamente.

[Nel 2010 al Real Madrid] Credo che la gente si sia un po’ stufata di vedermi vincere. Dicono che sono un difensivista, ma non è verità, e poi un allenatore difensivo vince una volta, non due, tre o 17 volte. I titoli parlano per me.

La mia Inter era un gruppo fantastico, anche a livello umano; non era, però, la squadra più forte e per questo era costretta a lavorare il doppio. C’erano diversi giocatori con tanti titoli alle spalle, ma anche diversi ragazzi che in Champions non erano arrivati mai nemmeno ai quarti.

Posso non venire in conferenza stampa quando la squadra vince, però vengo sempre quando perde. E lo stesso sul campo. Se vinciamo non c’è bisogno che mi faccia vedere. Se perde ci sono sempre.

[José Mourinho nel 2012] Amo il calcio, amo allenare e probabilmente sarò in panchina anche dopo i settant’anni: sono solo all’inizio della mia carriera.

(Conferenza di presentazione dopo il ritorno al Chelsea, 2013)
Chiamatemi ‘Happy One’.

Boateng al Chelsea? Non cerco fotomodelli, il Chelsea insegue calciatori. Nell’ultimo anno ha fatto più cambi di look che gol.

Pogba piace a tutti, ma ci sono cose che si possono fare e altre che non si possono fare. Mi piace anche la Torre Eiffel, ma non posso averla nel mio giardino.

Questo è il mondo in cui viviamo. Dovrebbero intitolare lo stadio di Leicester “Claudio Ranieri”, invece è stato esonerato.

La mia posizione è sempre stata in pericolo perché alleno soltanto grandi squadre ambite da tantissimi tecnici; perché lascio squadre già assemblate per gli anni futuri.

Penso di essere il signor Porto e il signor Real Madrid, ma anche il signor Inter e il signor Chelsea e Manchester United. Sono il club in cui mi trovo. Indosso e dormo con il pigiama della mia società.

[Il Manchester United guidato da Mourinho ha appena perso, 3-0 in casa, contro il Tottenham] Sapete qual è il risultato? 3-0. Già, 3-0. E sapete cosa significa? Significa tre Premier League, quelle che ho vinto io nella mia carriera. E ho vinto più campionati io che tutti gli altri 19 allenatori messi insieme, che arrivano a due. Quindi esigo rispetto, rispetto e rispetto.

Penso di avere un problema, ovvero, sto diventando sempre più bravo in ogni aspetto del mio lavoro, che ha avuto un’evoluzione in molte aree differenti: nel modo in cui leggo la partita, nel modo in cui la preparo, nel modo in cui alleno… Mi sento sempre meglio. In una cosa però non sono cambiato: quando affronto la stampa, non sono mai un ipocrita.

Parlare di fair play, di rispetto per l’avversario e di cartellino rosso al razzismo, non devono essereparole, devono essere fatti.

L’incredibile passione dei tifosi della Roma mi ha convinto ad accettare l’incarico e non vedo l’ora di iniziare la prossima stagione. Daje Roma!

[Conferenza stampa dopo Bodø/Glimt-Roma 6-1] Mourinho vuole più giocatori? Sì, Mourinho è come tutti gli altri allenatori. Mourinho vuole una rosa equilibrata con due giocatori per posizione e dello stesso livello per poter fare turnover e cinque cambi al minuto 60? Sì. Ma Mourinho non è uno st****o. Mourinho ha grande rispetto dei Friedkin e di Tiago Pinto. E ha accettato questo lavoro proprio perché capisce la situazione. Un risultato così succede una volta nella vita. Ma l’unico responsabile sono io.

Chiffi è il peggior arbitro che ho avuto in carriera: tecnicamente è orribile, comunicazione zero, sensibilità zero. Non abbiamo la forza che hanno altre società di dire ‘questo arbitro non lo vogliamo’. Confesso che sono sceso in campo con un microfono: mi sono protetto.
[Duro sfogo di José Mourinho contro l’arbitro Daniele Chiffi al termine di Monza-Roma 1-1]

Non festeggio mai con eccesso una mia conquista perché non voglio pensare che sia l’ultima.