Skip to main content
Sport

Ecco perché Jannik Sinner ha vinto contro Rune a Montecarlo

Annunci

Tutti a commentare l’ennesima impresa di Jannik Sinner contro il danese Holger Rune, nei quarti di finale del Masters 1000 di Montecarlo 2024, ma la partita di oggi, andata in scena sul campo centrale di Montecarlo sotto il sole cocente di un caldo aprile, avrebbe potuto avere esiti ben diversi dal 6-4, 6-7 (6-8), 6-3 del risultato finale.

Dopo aver vinto agevolmente il primo set per 6-4, nel secondo set, per ben due volte, Jannik Sinner ha avuto 3 palle break a favore e la possibilità di dare una svolta al match.
Sul 2-2 del secondo set, con Rune alla battuta, il tennista altoatesino vinceva 40 a zero. Bastava sfruttare una di queste 3 palle break e la partita si sarebbe incanalata verso una comoda vittoria, visto che sul suo servizio, fino a quel momento, Jannik aveva concesso poco o nulla. E invece Holger Rune, che ha uno stile di gioco un po’ da bullo, sentendosi sull’orlo del baratro, ha iniziato a bulleggiare in modo più vistoso, con seconde di servizio che prendevano sempre le righe e colpi vincenti al limite del miracoloso, della serie o la va o la spacca. 15-40, 30-40, 40-40 e poi voilà, due errori di Sinner a cancellare ogni possibilità. Game a Rune e 3-2. Sono cose che scuotono, incrinanano, danneggiano il morale, tanto che sul turno di battuta successivo Jannik ha iniziato a giocare in modo meno sicuro. Poi di nuovo, qualche game dopo, lo stesso copione. Ecco 3 palle break a favore di Sinner sullo 0-40. E di nuovo Rune che si inventa servizi vincenti, colpi sulla linea e Sinner che – stranamente titubante – manda fuori alcuni colpi. Di nuovo game per Rune.
Sinner barcolla, ma non molla. Arriva il tie-break, 2 match point a favore di Sinner e di nuovo Rune estrae dal cilindro alcuni colpi magici e puff…. set per il danese. Fortuna, talento, caso. Rune non meritava di vincere il set e invece lo vince.

Nel tennis queste occasioni non trasformate sono in grado di annientare qualsiasi tennista. Sono in grado non solo di far perdere una partita, ma anche di sbriciolare certezze nel gioco, nella testa, nell’autostima.
Sono come quei tiri a porta vuota e quei rigori non trasformati nel calcio. Uno è capace a passare la vita a vivere di quei rimpianti,

Ero abbastanza certo che il terzo set lo avrebbe portato a casa Rune. Avete presente quelle partite stregate dove gira tutto a favore dell’altro, anche se gioca peggio?
E invece non avevo fatto i conti con l’assetto mentale di Sinner. Perché Sinner non è solo muscoli, talento e coordinazione. Sinner è anche la sua mente.
Dove l’autostima di un altro tennista sarebbe sprofondata, dove l’emozioni, la rabbia e i rimpianti per le occasioni sciupate avrebbero preso il sopravvento sull’equilibrio psicofisico del giocatore, ecco, proprio lì, è venuto fuori la forza mentale di Jannik Sinner. Una forza tenace come le rocce delle Dolomiti. Jannik ha avuto la capacità di azzerare tutto: occasioni sprecate, sfortuna, persino lo show di Rune con il pubblico e il giudice di sedia.
Ha cominciato il terzo set come se nulla fosse successo. E alla fine ha vinto per 6-3, andando a giocarsela in semifinale con il greco Stefanos Tsitsipas.
Un altro tennista, che si fosse fatto impiantare il talento tennistico di Sinner ma non la sua forza mentale, sarebbe andato sconfitto sotto la doccia. E in semifinale ci sarebbe andato Rune.