Frasi, aforismi e battute divertenti sul presepe

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Si dice presepe o presepio? E’ una querelle che ormai si trascina da tanti anni. In realtà, che si dica presepe o presepio, non si sbaglia mai.
Andando alla radice del termine scopriamo infatti che la parola presepe ha due forme latine: “praesaepe” e “praesaepium”. La parola italiana “presepe” viene dal latino “praesaepe”, e in origine si riferiva solo alla mangiatoia dove veniva deposto il bambin Gesù. Nella lingua latina però esiste una forma alternativa, “praesepium”, da cui viene la parola italiana “presepio”.
Il dualismo presente in latino si è quindi mantenuto nel corso dell’evoluzione della nostra lingua.

Presento qui di seguito una selezione di frasi, aforismi e battute divertenti sul presepe e il presepio. Per gli articoli correlati si veda Frasi, aforismi e battute divertenti sull’albero di Natale, Le più belle frasi per gli auguri di NataleFrasi, aforismi e battute divertenti sul natale, Frasi di auguri per l’Immacolata Concezione e Frasi, aforismi e battute divertenti sui mercatini di Natale.

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Frasi, aforismi e battute divertenti sul presepe

presepe_albero

Quest’anno le statuine del Presepe che dal nulla cadono di faccia sul muschio, io un po’ le capisco
(Dbric511, Twitter)

Volevo dire a quel pastore del presepe che è caduto 30 volte e sta in equilibrio precario grazie al muschio che lo capisco
(Tremenoventi, Twitter)

Metti una pecora nel presepe e cadono 2 pecore. Provi a rialzarle e cadono 5 pecore e 2 pastori. Mentre li tiri su cadono 12 pecore e 6 pastori. Tenti di rialzare tutto e cadon 38 pecore, 20 pastori, bue, asinello SENTI QUEST’ANNO ASPETTIAMO GESÚ TUTTI SDRAIATI BELLI COMODI OK???
(Zziagenio78, Twitter)

A Natale il presepe con pastori obbligatoriamente con mascherina ed a distanza di sicurezza, grotta chiusa dopo le 22 ed auguri alla madonna su zoom
(Tremonoventi, Twitter)

Sono talmente corretto che anche nel Presepe metterò solo 6 pastorelli ben distanziati e un mini dosatore di amuchina per quando arriveranno i Re Magi.
(dbri511, Twitter)

A suo dire l’umanità si divideva in due grandi gruppi nemici fra loro: i presepisti e gli alberisti. “È una suddivisione – diceva lo zio – così importante che dovrebbe comparire sui documenti di identità, né più né meno di come appare il sesso e il gruppo sanguigno. Altrimenti può accadere che un disgraziato scopre, solo a matrimonio avvenuto, di essersi unito ad un essere umano di tendenze natalizie diverse”.
(Luciano De Crescenzo)

L’8 dicembre primarie, per decidere se fare il presepe o l’albero.
(ubimaggio, Twitter)

Quando fate il presepe siate sobri, è nato a Betlemme e non a Las Vegas.
(LinoPetrosino, Twitter)

Non faccio mai il presepe perché ogni volta che tiro fuori le pecore dallo scatolone m’addormento.
(Zziagenio78, Twitter)

Zio Alfonso era “laureato” in Presepi: sapeva tutto sulle tradizioni di Natale, sul primo presepe fatto da San Girolamo nel quattrocento e su quello realizzato otto secoli dopo da San Francesco. Per lui via San Gregorio Armeno, strada napoletana dove artisti artigiani fabbricano presepi, era un luogo sacro pari a San Pietro.
(Luciano De Crescenzo)

Fermiamoci a guardare il presepe: entriamo nel vero Natale con i pastori, portando a Gesù Bambino quello che siamo.
(Papa Francesco)

Contemplando il Dio Bambino, che sprigiona luce nell’umiltà del presepe, possiamo diventare anche noi testimoni di umiltà, tenerezza e bontà.
(Papa Francesco)

Il presepe ci ricorda che Dio non è rimasto invisibile in cielo, ma è venuto sulla terra, si è fatto uomo. Fare il presepe è celebrare la vicinanza di Dio: è riscoprire che Dio è reale, concreto, è Amore umile, disceso fino a noi.
(Papa Francesco)

Nel presepe mettete la compassione. Altrimenti non vale.
(Don Dino Pirri)

Guardo il presepe scolpito,
dove sono i pastori appena giunti
alla povera stalla di Betlemme.
Anche i Re Magi nelle lunghe vesti
salutano il potente Re del mondo.
Pace nella finzione e nel silenzio
delle figure di legno: ecco i vecchi
del villaggio e la stella che risplende,
e l’asinello di colore azzurro.
(Salvatore Quasimodo)

Io faccio il presepe perché quando avevo i figli piccoli, lo facevo… Sapete, era un’allegrezza… E anche adesso che sono grandi, io ogni anno debbo farlo… Mi sembra di avere sempre i figli miei piccoli… Sapete… anche per religione. È bello fare il presepio…
(Eduardo De Filippo)

Natale. Per la prima volta l’anno si ferma dopo tanto correre e ogni cosa sembra obbedire a una legge segreta di generosità e non ci sono più smagliature e strappi tra gli uomini. Domani torneranno le spine dei giorni ma oggi mi siedo a guardare il presepe e cerco di imparare il respiro sereno del pastore e del bue e dell’asinello.
(Fabrizio Caramagna)

Ve ringrazio de core, brava gente,
pé ‘sti presepi che me preparate,
ma che li fate a fa? Si poi v’odiate,
si de st’amore non capite gnente…
Pé st’amore sò nato e ce sò morto,
da secoli lo spargo dalla croce,
ma la parola mia pare ‘na voce
sperduta ner deserto, senza ascolto.
La gente fa er presepe e nun me sente;
cerca sempre de fallo più sfarzoso,
però cià er core freddo e indifferente
e nun capisce che senza l’amore
è cianfrusaja che nun cià valore.
(Trilussa)

La mira madre in poveri
panni il figliol compose
e nell’umil presepio
soavemente il pose.
(Alessandro Manzoni)

– Chi siete? – chiese Maria.
– Siamo pastori e inviati dei cieli,
siamo qui per adorarvi.
(Boris Pasternak)

Dicembre e il cielo ritorna con una mangiatoia e con un albero di Natale addobbato.
(Takis Varvitsiotis)

Ci sarà sempre Gesù Bambino nel Presepe? O forse troveremo un giorno vuota la culla di paglia che lo custodisce da oltre due millenni?
(Fabrizio Caramagna)

Presepe o albero di Natale? Questo è un altro problema. Se sia più nobile all’animo impegolarsi con muffe, laghi a specchio e carte di cielo stellato o prender l’armi contro ‘sto mare di triboli e affidarsi semplicemente alle palle. Meglio le palle. Che in questo unico caso danno sicurezza.
(Luciana Littizzetto)

I pastori del mio presepe sono in fila con gli smartphone in mano per farsi a turno una selfie con Gesù bambino.
(Rubinomauro, Twitter)

– E tu fai l’albero o il presepe?
– Io faccio schifo.
(Anonimo)

Lungo la strada vedi su la siepe
ridere a mazzi le vermiglie bacche:
nei campi arati tornano al presepe
tarde le vacche.
(Giovanni Pascoli)

Sono giunto alla conclusione che le statuine del presepe nello scatolone prendono vita e passano l’anno a intrecciarmi le lucine di Natale.
(diegoilmaestro, Twitter)

Per rendere realistico il mio presepe tra il fornaio che sta chiudendo e il mugnaio che non paga i dipendenti ci metto una sede Equitalia.
(luilla_, Twitter)

Mia madre ha fatto un presepe così brutto che Giuseppe ieri se n’è andato a comprare le sigarette e non è ancora tornato.
(Tremenoventi, Twitter)

– Secondo te abbiamo esagerato con gli animali del presepe?
– Ma no, figurati, macché esagerato, e senti, la mettiamo vicino ai fenicotteri la vasca delle foche?
(Dbric511, Twitter)

Il piccolo Gesù si alzò dalla mangiatoia e, vedendo tutte quelle pecore, disse: “Tanto non dormo”.
(Flavio Oreglio)

Nel mio presepe ci sono troppe pecore ma non ho voglia di toglierle.
Metto un lupo.
(Zziagenio78, Twitter)

Notate il bue e l’asino. Perché non la giraffa e il canguro? Perché non il rinoceronte e il pavone?
(Giorgio Manganelli, Il presepio)

L’asino e il bue […] sono spogli di bellezza, privi di terribilità; e tuttavia li circonda una livrea di paura. Che accadrebbe se venissero allontanati dal presepio? Se si allontanassero, ritenendolo, non a torto, del tutto estraneo, macchinoso, in fondo sleale, artefatto?
(Giorgio Manganelli, Il presepio)

Come siamo cambiati!
Quando ero piccolo e facevo il presepio
per la festa dell’epifania mettevo i tre Re Magi
davanti alla grotta di Betlemme:
uno dei Re Magi era nero!
Se lo facessi oggi mi darebbero del buonista,
del filoislamico, e mi direbbero:
“metti prima gli italiani!”
(Padre Enzo Bianchi)

Il momento magico del presepe era “l’apertura dello scatolone”. Il 25 novembre zio Alfonso prendeva da sopra un armadio della sua camera da letto un enorme scatolone di cartone contenente tutti i pastori. Dopodiché poggiava il prezioso carico sul tavolo da pranzo e dava inizio alla “presentazione” davanti a tutta la famiglia. Uno alla volta, i pastori venivano liberati dalle loro carte protettive per poi essere solennemente presentati in particolare a noi ragazzi, ovvero a me, a mia sorella ed ai miei cuginetti, venuti apposta per la cerimonia.
(Luciano De Crescenzo)

A casa mia, fino agli anni cinquanta, i “regali di Natale” non esistevano. Come nelle famiglie di ceto medio basso. Ma esisteva il Natale: presepio autarchico, castagne, capitone, tombola, messa. Si rifletteva sulla povertà cristiana.
Ne ho un ricordo molto felice.
(Nicola Piovani)

Ma quelli che avete già fatto il Presepe a ottobre di che cosa avete paura? Che Gesù Bambino nasca settimino?
(Fragmentarius)

Mia nonna ha fatto un presepe talmente grande, che per trovare i Re Magi ho dovuto usare Google Earth.
(Rudy Zerbi)

Cioè, ogni volta che arrivano i Re Magi noi smontiamo il presepe.
Ci credo poi che portano cazzate tipo la mirra.
(Zziagenio, Twitter)

Alexa, togli il presepe.
(Anonimo)

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