Frasi, citazioni e aforismi sull’Inter

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Presento qui di seguito una selezione di frasi, citazioni e aforismi sull’Inter e i colori nerazzurri. Tra i temi correlati si veda Le frasi più belle e celebri di Javier ZanettiFrasi, citazioni e aforismi sul calcio e i calciatori.

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Frasi, citazioni e aforismi sull’Inter 

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Nascerà qui al ristorante L’orologio, ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo.
(Milano, 9 marzo 1908, in occasione della nascita dell’Inter)

Hanno scelto per noi i colori del cielo e della notte. Era la sera del 9 marzo 1908, erano poco più di quaranta. Oggi siamo milioni.
(Giacinto Facchetti)

E’ vero. L’Inter nasce da una costola del Milan: infatti noi non abbiamo mai rinnegato le nostre umili origini!
(Avv.Peppino Prisco)

E’ dallo stile e dall’eleganza del cuore che si riconoscono gli interisti. Noi interisti siamo artisti pazzi, nati sotto la luna piena di marzo, ma il nostro cuore è una spugna immersa nel coraggio.
(Luigi Garlando)

Noi interisti siamo sempre stati quelli contro: i ribelli di Guerre Stellari contro l’Impero, gli indiani contro i cowboys, i troiani contro i greci che si studiavano a scuola. Insomma, in una parola, noi siamo i buoni.
(Gianluca Rossi)

L’Inter è sempre sola nel senso di solitaria, staccata da tutto il resto, al confine; è sola nel senso di unica, nel modo di pensare, di agire e di rapportarsi con il mondo. Non mi stancherò mai di ripeterlo, a costo di sembrare banale: l’Inter è una creatura diversa rispetto a tutte le altre squadre. Nel nostro DNA c’è una piccola dose, o forse qualcosa di più, di sana, lucida follia; l’Inter è genio e sregolatezza, l’Inter è sofferenza, l’Inter è dolore, l’Inter è estasi. Dall’Inter ci si può aspettare tutto e il contrario di tutto. Vittorie impossibili e tonfi clamorosi, partite della vita e passaggi a vuoto inimmaginabili. È così, storicamente.
(Javier Zanetti)

Se mi sento un po’ Babbo Natale per tutti gli acquisti e i miliardi spesi per l’Inter? No, lui avrebbe speso sicuramente di meno.
(Massimo Moratti)

La bellezza di questa squadra è quella di avere sempre avuto nella sua storia un senso artistico da abbinare a una forza da esprimere in campo. C’è una cosa di cui vado orgoglioso: che questa società è sempre stata condotta da persone per bene.
(Massimo Moratti)

Questo è lo scudetto della correttezza e del rispetto delle regole.
(Giacinto Facchetti dopo lo scudetto del 2006)

Forse nemmeno un grande scrittore avrebbe potuto immaginare questa scena, e cioè il figlio che quarantacinque anni dopo il padre conquista la stessa Coppa, con la stessa squadra non ereditata ma testardamente ricomprata nel 1995, trentasette anni dopo l’addio del padre al club del cuore.
(Fabrizio Bocca)

Il tifoso interista è abituato a soffrire ma non molla mai, non abbandona mai la barca nel momento del bisogno. Il tifoso interista è un’innamorato cronico, un passionale, un sanguigno. Ha un carattere argentino.. È fedele, appassionato, nel bene e nel male. Ma è anche esigente, così come brillante, intelligente e ironico.
(Javier Zanetti)

L’ideologia, la religione, la moglie o il marito, il partito politico, il voto, le amicizie, le inimicizie, la casa, le auto, i gusti letterari, cinematografici o gastronomici, le abitudini, le passioni, gli orari, tutto è soggetto a cambiamento e anche più di uno. La sola cosa che non sembra negoziabile è la squadra di calcio per cui si tifa.
(Javier Marías)

La formazione ideale di tutti i tempi: Zenga, Burgnich, Facchetti, Guarneri, Picchi, Bedin, Frione, Matthaeus, Mazzola, Suarez e Corso. Non ho incluso Meazza, il più grande di tutti, e Ronaldo perché li considero fuori concorso. Una gioia per gli occhi.
(Avv.Peppino Prisco)

L’Inter è il club in cui mi è piaciuto di più stare. Nessun altro mi ha regalato la stessa felicità. L’Inter è una famiglia e io appartengo alla famiglia nerazzurra per sempre. Quando l’ho lasciata ho pianto più di una volta. Ho vissuto in un ambiente fantastico, dalla Pinetina, dove ci si allenava, a San Siro.
(Josè Mourinho)

L’Inter non ha vie di mezzo: o sta sulla luna o va nel pozzo!
(Giovanni Trapattoni)

Non dimenticherò mai la luce che il nostro Presidente aveva negli occhi la notte in cui vincemmo a Vienna. Se fossi un grande pittore e mi toccasse dipingere la Felicità, cercherei di riprodurre quello sguardo.
(Luisito Suarez a proposito di Angelo Moratti, la notte in cui l’Inter vinse la Coppa Campioni contro il Real Madrid)

Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards. (…) Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
(Dal film Radio Freccia)

Scegliere l’Inter è come entrare in un labirinto. Un favoloso dedalo neroazzurro, pieno di sorprese a ogni svolta. Al centro c’è l’obiettivo, il premio, la gioia che attendiamo. Il problema è: come arrivarci?
(Beppe Severgnini)

Ma dimmi cosa c’è di meglio di una continua sofferenza per arrivare alla vittoria.
(Elio e le storie tese nell’inno nerazzurro)

Sono tifoso dell’Inter e di tutte le squadre avversarie che a turno incontrano Milan e Juve.
(Avv.Peppino Prisco)

Pazza Inter? Può darsi, ma finché la pazzia è questa credo sia bello essere l’Inter, una squadra capace di imprese così e di partite così intense, vibranti, come piacciono a me.
(Marco Materazzi)

L’Inter è squadra femmina, quindi passionale, volubile, e pertanto agli antipodi del pragmatismo che caratterizza la Juventus.
(Gianni Brera)

L’Inter è una meravigliosa capriola della vita.
(Michele Serra)

A Milano ci sono due squadre: l’Inter e la primavera dell’Inter
(Avv.Peppino Prisco)

Quando stringo la mano ad un milanista me le lavo, quando la stringo ad uno della Juventus guardo se ho ancora tutte le dita.
(Avv. Peppino Prisco)

Inter a luci rosse? Beh, meglio che rossonere!
Giocatori a festini hard? Non saprei. Quando escono, non mi chiamano mai!
(Avv. Peppino Prisco)

Prima di intervenire nel dibattito, vorrei che vi alzaste in piedi, per un momento molto serio: c’è una commemorazione da fare; (e mentre tutti si alzano in piedi preoccupati) ecco, quello che volevo dirvi è questo: chi non salta rossonero è!
(Avv. Peppino Prisco, davanti a oltre 300 persone riunite il lunedì successivo a Milan-Inter 0-3, campionato 1997-98)

Durante il regime fascista l’inter si chiamò Ambrosiana Inter per volere di Mussolini che decise di italianizzare i nomi di tutte le cose e al quale quell’Internazionale, che sapeva tanto di socialista, non andava proprio giù.
(Fabrizio Calzia – Francesco Caremani)

Mai stati in B!
(Curva Nord, San Siro)

La gioia più grande?Il Milan in serie B. La prima pagando, l’altra gratis.
(Avv.Peppino Prisco)

Sono dell’idea che una retrocessione cancelli almeno cinque scudetti conquistati e che la vittoria di una Mitropa Cup elimini i residui.
(Avv.Peppino Prisco)

Tutti i miei figli sono interisti. Una volta mi hanno chiesto se mio figlio Luigi avesse tifato per il Milan. Ho risposto: Lui ha gli occhi azzurri ed è chiaro di capelli, mentre io ero scuro e ho gli occhi neri. Se Luigi avesse tifato Milan, avrei chiesto la prova del sangue. Perché a quel punto non mi sarei fidato neanche di mia moglie.
(Avv.Peppino Prisco)

Il rigore negato a Juventus-Inter nell’aprile del ’98 non è stato assolutamente un furto. In realtà si è trattato di ricettazione.
(Avv. Peppino Prisco)

L’interismo è una corsa ad ostacoli, e gli ostacoli sono sempre interessanti.
(Beppe Severgnini)

La Juventus, solida e rassicurante come un labrador, certamente vincerà ancora. L’Inter, matta come una gatta, vincerà ancora – probabilmente. La differenza è negli avverbi. Come dire: la Juve è un investimento, l’Inter una forma di gioco d’azzardo – l’unica che pratico, da trentasette anni.
(Beppe Servegnini)

Squadra umanissima d’emozioni e insicurezze, vincitrice attraverso l’epopea e poi capace di perdersi, com’è la nostra vita.
(Gad Lerner)

Tutto all’Inter è in odore di romanzesco, di eccessivamente emotivo, in un clima eccitato e ipercritico che in fondo rassomiglia poco al pragmatismo settentrionale e ha qualche cosa di intimamente meridionale.
(Michele Serra)

Un sogno non solo a livello personale ma anche di gruppo, perché nessuna squadra italiana è mai riuscita a fare una cosa del genere e poche squadre in Europa sono riuscite a realizzare il Triplete come abbiamo fatto noi.
(Diego Milito)

Milito, Milito, Milito, Milito, Milito entra in area di rigore… il tiro… la palla è dentrooo! L’ha messa dentro Diego Milito!
Attenzione Milito, Milito, Milito… due contro due… Milito, può entrare in area di rigore… ancora Milito, dribbling Milito, Milito, Milito attenzione la mette dentro… è goool!
(Bruno Longhi, Bayern Monaco-Inter, 22 maggio 2010, telecronaca dello 0-1 e 0-2)

Ed è finita, ed è finita! Dopo quarantacinque anni l’Inter ritorna a vincere la Coppa dei Campioni!
(Bruno Longhi, Bayern Monaco-Inter, 22 maggio 2010, triplice fischio finale]

Da piccolo ero tifoso dell’Inter.
(Zlatan Ibrahimovic)

Ventidue dei centoquattro anni dell’Inter li ho trascorsi indossando con orgoglio i colori che amo, che ho sempre con me e che mi sono tatuato sul braccio.
(Walter Zenga)

Il giorno in cui l’Inter mi chiamerà, potrò pure morire.
(Walter Zenga)

L’interista più simpatico? Giacinto Facchetti. Fece un gol al Napoli in mezzo alla nebbia e venne a cercarmi a bordo campo per abbracciarmi. Ci mise tre minuti per trovarmi.
(Peppino Prisco)

Lui che mai si è rassegnato all’idea che il passato fosse nerazzurro e il futuro no. Anche quando la Beneamata perdeva Giacinto regalava agli Interisti il piacere di sentirsi tali. Ed è romantico pensare che sia scappato via così presto perché, da lassù, le vittorie si vedono meglio.
(Leo Turrini)

Lucido di brillantina, gli occhi assonnati, il sorriso bullo, l’automobile (che ben pochi avevano), i quattrini facili, i balli, il gioco, le veglie presso le Maisons Tellier di mezzo mondo, il trionfante Peppin vendicava le angustie degli umili antenati e di tutti noi poveracci suoi pari, passando per un genio al quale era consentita qualsiasi stravaganza. Faceva gol come e quando voleva.
(Gianni Brera su Giuseppe Meazza)

Un pronostico su Ascoli-Milan? Non saprei, non seguo il calcio minore!
(Avv. Peppino Prisco

Anche io ho le mie cose da nascondere: una volta ho giocato nel Milan.
(Giuseppe Meazza)

Corro come un negro per vivere come un bianco.
(Samuel Eto’o)

Nell’Inter ha difeso come un terzino, ha corso come un mediano, ha segnato come un Dio.
(Su Samuel Eto’o)

Tutti i passaggi portano a WesleY Snejider. Dopo sai già come va a finire.
(Gabriele Romagnoli)

C’è una sola area di 25 metri in Italia e non vedo perché dovremmo fare gli struzzi.
(Josè Mourinho commentando un rigore concesso a Del Piero)

La Francia favorita dagli arbitri perché gioca il Mondiale in casa? C’è una sola squadra in tutto il mondo che è favorita dagli arbitri e non è ai Mondiali ma gioca in Italia.
(Yuri Djorkaeff nel 1998)

L’Inter è una forma di allenamento alla vita. È un esercizio di gestione dell’ansia, e un corso di dolcissima malinconia. È un preliminare lungo anni. È modo di ricordare che a un bel primo tempo può seguire un brutto secondo tempo. Ma ci sarà comunque un secondo tempo, e poi un’altra partita, e dopo l’ultima partita un nuovo campionato.
(Beppe Severgnini)

Il secondo tempo è un torello lungo quarantacinque minuti.
(Dopo Milan-Inter 0-4 del 2009)

Inventò il pressing, la taca de bala, difesa di granito e attacco supersonico, martellava psicologicamente, chiedeva ai suoi difensori di essere soldati. Duro, carismatico, teatrale, geniale. Più stregone che mago. Con lui l’inter è diventata grande.
(Su Helenio Herrera)

Combattività si, brutalità no!
Classe + intelligenza + preparazione atletica = scudetto.
Lottare o giocare? Lottare e giocare!
Tutti dobbiamo avere un po’ di ambizione nella vita: la tua è lo scudetto!
(cartelli affissi da Helenio Herrera nello spogliatoio interista negli anni ’60)

Da bambino ce l’avevo con l’Inter che era venuta a battere a Belgrado la mia squadra, la Stella Rossa. Ma poi quando, qualche anno dopo, fu il Milan ad eliminarci all’ultimo minuto da una coppa europea, diventati per reazione tifoso interista.
(Vuk Jeremić)

Ho un grande orgoglio di allenare l’Inter, di lavorare per una società che mi piace, con una cultura che mi piace, con i tifosi che hanno vissuto anni difficili e che solamente dopo hanno saputo per quale ragione hanno vissuto questi anni di grande difficoltà. È un orgoglio per me lavorare nell’Inter, sarò sempre molto felice un giorno di poter dire che sono stato l’allenatore dell’Inter.
(José Mourinho)

Sono tifoso dell’Inter, noi siamo la squadra della legalità.
(Antonio Ingroia)

E’ l’unico petroliere, in Italia, a non aver mai ricevuto una sola comunicazione giudiziaria.
(Peppino Prisco ricordando la correttezza esemplare di Angelo Moratti)

L’Inter è spiritualità, è un modo di vivere, di essere. Un’avventura storica straordinaria: sconfitte, vittorie di Pirro, casualità, è sempre un sabato del villaggio. L’interista è programmato geneticamente alla sconfitta, noi la vittoria non sappiamo come gestirla.
(Roberto Vecchioni)

Talento soprafffino, tocco elegante, si narra che sotto le scarpe Antonio Angelillo non abbia i tacchetti come tutti gli altri, bensì dei pennelli
(Fabrizio Calzia)

Macché Rivera e gli altri: Beccalossi somiglia di più a Valentino Mazzola senza averne l’autorità. Valentino aveva un’azione più vasta, Beccalossi è più uomo da soglie dell’area avversaria, dove riesce ad aprire benissimo. Ha un tiro di sinistro e di destro notevole: non forte ma preciso e beffardo.
(Gianni Brera)

E’ meglio giocare con una sedia che con Hansi Muller, perché con la sedia quando gli tiri la palla addosso ti torna indietro!
(Evaristo Beccalossi, campionato 1982-83)

Jair era piccolino: 1,72, ma aveva delle gambe lunghissime, quasi quanto le mie che sono 1,88. Quel fisico gli consentiva scatti a velocità imprendibile, era supersonico.
(Giacinto Facchetti)

Per Moratti padre c’era una sorta di timore reverenziale. Lo ricordo venirci a trovare in ritiro. Ci regalava una moneta d’oro per ogni partita vinta
(Giacinto Facchetti)

E tu avresti solo diciassette anni? Ma se sembri mio zio.
(Giampiero Marini, mediano dell’Inter rivolgendosi a Beppe Bergomi)

Quando ascolto la curva intonare “Tutti pazzi per Materazzi” mi sento felice. Felice di essere diventato interista a vita.
(Marco Materazzi)

Era un monello: giocava a San Siro come avrebbe giocato per la strada, si vedeva che si divertiva, e così faceva divertire tutti gli altri. Il suo modo di giocare la palla era inimitabile. E ineguagliabile.
(Angelo Rovelli a proposito di Nacka Skoglund)

I terzini prima di Facchetti non si avvicinavano mai alla porta. O erano alti, o erano veloci, o erano forti o erano tecnici. Segnare manco a parlarne.
(Fabio Caressa)

Possiede la velocità di Bicicli, il palleggio di Corso, la forza di Lindskog, il dribbling di Sivori, il tiro di Altafini.
(Helenio Herrera a proposito di Luisito Suarez)

Giacinto Facchetti ha classe, eccezionale potenza fisica, orgoglio professionale, altissimo spirito di bandiera. Pochi calciatori italiani hanno fornito negli ultimi dieci anni un rendimento così continuo.
(Giorgio Tosatti)

E’ il più grande di tutti: ha la grinta e la continuità di Del Sol, l’intelligenza calcistica di Cinesinho, il talento naturale di Haller, l’intuito divino di Rivera. E’ Luisito Suarez.
(Giorgio Tosatti)

Cazzuola e spatola, il muro dell’Inter si chiama Samuel
(Fabio Caressa)

La prima volta che ho sentito parlare dell’Inter è stato in una partita col Napoli, perché c’era Maradona e in Argentina davano tutte le partite importanti del calcio italiano. Prima ancora c’erano stati i racconti di mio padre e di mia madre, perché io abitavo vicino allo stadio del’Independiente e lì l’Inter ha giocato partite importanti. Poi, dopo un’amichevole in Sudafrica con la Nazionale, Passarella mi chiamò e mi disse che l’Inter mi aveva preso,
(Javier Zanetti)

È fantastico. Lui vuole essere Baggio? E io vorrei essere lui, è indistruttibile.
(Roberto Baggio a proposito di Javier Zanetti)

Vivo la mia vita 90 minuti a settimana.
(Javier Zanetti)

L’errore più grande dell’Inter. “Cedere Roberto Carlos e non comprare Platini: era già nostro”.
(Avv. Peppino Prisco)

Non posso negarne l’esistenza ma, dal punto di vista ontologico, la dicotomia è una sola: Inter-Juve. Ho scritto dicotomia, ma Inter-Juve è di più. È una contrapposizione come Hegel e Kant, Coppi e Bartali, Fellini e Visconti, Usa e Urss, Apple e Microsoft, Beatles e Rolling Stones, yin e yang, moto Bmw e moto giapponesi. Non si tratta di stabilire chi è meglio e chi è peggio (anche se io un sospetto ce l’avrei). Inter e Juve sono pianeti distanti, che entrano in contatto solo in occasione di una partita, di un’amicizia o di un matrimonio. Allora, qualcosa succede. Gli interisti sono romantici, con una punta di decadenza. Gli juventini, neoclassici. Noi siamo idealisti, loro positivisti. Gli interisti sono una nazione dolente (tre scudetti in trent’anni e un Helsingborgs quando non te l’aspetti); gli juventini credono nelle magnifiche sorti e progressive (e spesso vengono accontentati).
(Beppe Servergnini)

L’Inter è casa mia, L’inter è la mia famiglia. Un giorno tornerò
(Josè Mourinho)

Ho sempre sperato che lo spettatore potesse seguire una partita di calcio come un’enigma, e che provasse la stessa sorpresa per un gol come la soluzione di un giallo di Hithcock.
(Giacinto Facchetti)

Questa coppa ci riporta ai tempi lontani, perché dietro c’è tanta fatica, tanta sofferenza, perché i suoi tifosi hanno dovuto ingoiare e sopportare milioni di prese in giro, di barzellette a denti stretti, di cappuccini andati di traverso al mattino.
(Fabrizio Coppa, dopo la vittoria in Coppa Campioni nel 2010)

Il fatto che l’Inter abbia vinto dopo Calciopoli dimostra quanto questa sia stata una vera truffa per il calcio italiano, una prova in più di quanto stava accadendo. Era frustrante quando dicevano che spendevo e non vincevo
(Massimo Moratti)

Il fascino dell’Inter è il piacere della sofferenza.
(Massimo Moratti)

L’Inter nella sua storia ha avuto sempre dei fuoriclasse. Mi soffermo su stranieri come Wilkes, Skoglund, Angelillo, Suarez, Karl-Heinz Rummenigge, Ronaldo… [Italiani] Io ne menzionerei due: Meazza e Corso. Poi, è chiaro che si potrebbero fare molti altri nomi, da Mazzola ad Altobelli. Ma il centenario dell’Inter li ricorderà tutti. […] Facchetti esce dal mazzo, perché ha avuto la capacità di elevarsi rispetto a tutti gli altri, prima in campo come giocatore e poi da dirigente, fino ad arrivare ad essere presidente di questa società.
(Massimo Moratti)

Prima di morire mi faccio la tessera del Milan, così sparisce uno di loro.
(Avv. Peppino Prisco)

Essere nerazzurri è un traguardo, un segno di eccellenza. Vi chiedo di urlare forza Inter con passione, ma senza rabbia.
(Giacinto Facchetti)

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