Le frasi più belle di Sherlock Holmes

Presento una raccolta delle frasi più belle di Sherlock Holmes, celebre personaggio uscito dalla penna dello scrittore britannico Arthur Conan Doyle (Edimburgo, 22 maggio 1859 – Crowborough, 7 luglio 1930). Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e aforismi sulla logica, Frasi, citazioni e aforismi sul crimine e la criminalità, Frasi, citazioni e aforismi sulla soluzione e Frasi, citazioni e aforismi sulle domande e le risposte.

**

Le frasi più belle di Sherlock Holmes

Elementare, Watson! – Elementary, my dear Watson!

Il mondo è pieno di cose ovvie che nessuno si prende mai la cura di osservare.

Eliminato l’impossibile, ciò che resta, per improbabile che sia, deve essere la verità.

Non posso vivere se non faccio lavorare il cervello. Quale altro scopo c’è nella vita?

Non c’è niente di più stimolante di un caso in cui tutto ti è contro!

Nulla è insignificante per una mente superiore.

Non faccio mai eccezioni. Un’eccezione contraddice la regola.

La mia vita non è che un continuo sforzo per sfuggire alla banalità dell’esistenza.

Sono un cervello, Watson. Il resto di me è una semplice appendice.

Nella matassa incolore della vita scorre il filo rosso del delitto, e il nostro compito sta nel dipanarlo, nell’isolarlo, nell’esporne ogni pollice.

La singolarità è quasi sempre un indizio. Più un crimine è anonimo e banale, più è difficile scoprire il colpevole.

Nulla è più ingannevole di un fatto ovvio.

Ciò che un uomo può inventare, un altro può scoprire.

Quale strano enigma è mai l’uomo!

Rifiutarsi di riconoscere un pericolo quando ci pende sulla testa è da stupidi, non da coraggiosi.

Mi chiamo Sherlock Holmes. È mio compito sapere quello che gli altri non sanno.

Il miglior modo per chiarire le idee è quello di spiegarle ad un’altra persona.

Da molto tempo il mio assioma è che le piccole cose sono di gran lunga le più importanti.

Il genio si rivela per la cura con cui affronta i particolari.

I casi più clamorosi sono in genere i più semplici in quanto più grande è il crimine, più è ovvio il movente.

Costruire teorie prima di aver raccolto i fatti è un errore madornale: conduce ad adattare i fatti alle teorie, invece che adattare le teorie ai fatti.

Bisognerebbe sempre cercare una possibile alternativa, ed eliminarla. È la prima regola per un investigatore.

Quella dell’investigazione è, o dovrebbe essere, una scienza esatta e andrebbe quindi trattata in maniera fredda e distaccata.

Tutte le cose andrebbero viste esattamente come sono, e sottovalutare se stessi significa allontanarsi dalla verità almeno quanto sopravvalutare le proprie doti.

L’istruzione non finisce mai, Watson. Si tratta di una serie di lezioni, con la più grande per l’ultima.

Si dice che il genio sia infinita pazienza. Come definizione è pessima, ma calza a pennello al lavoro dell’investigatore.

La mediocrità non conosce nulla oltre se stessa; ma il talento riconosce immediatamente il genio.

Mentre il singolo individuo è un enigma irrisolvibile, quando è insieme agli altri diviene una certezza matematica. È impossibile, per esempio, predire il modo in cui agirà un uomo, mentre è invece possibile dire con precisione cosa faranno un certo numero di uomini messi insieme.

Proprio così», rispose accendendosi una sigaretta e sprofondando in poltrona. «Lei vede, ma non osserva. C’è una netta differenza. Per esempio, lei ha visto spesso i gradini che dall’ingresso portano in questa stanza». «Spessissimo». «Quanti sono?» «Quanti? Non lo so». «Appunto! Non ha osservato. Eppure, ha visto. Questo è il nocciolo. Ora, io so che i gradini sono diciassette perché li ho visti ma li ho anche osserva.

Tanta gente è stata impiccata in base a prove quasi inesistenti.

Sono proprio le soluzioni più semplici quelle che in genere vengono trascurate.

La mia mente si ribella all’inattività. Datemi problemi, datemi lavoro, datemi il più astruso crittogramma o la più intricata analisi ed ecco mi sento nella mia giusta atmosfera.

È un errore confondere ciò che è strano con ciò che è misterioso. Spesso, il delitto più banale è il più incomprensibile proprio perché non presenta aspetti insoliti o particolari, da cui si possono trarre delle deduzioni.

Può essere che lei non sia di per se stesso luminoso, ma indubbiamente è un conduttore di luce. Alcuni individui, pur senza possedere il genio, hanno il notevole potere di stimolarlo.

Quando si premedita freddamente un delitto, si premeditano freddamente anche i sistemi per celarlo.

Il modo migliore per recitare una parte è quello di viverla.

La prova principale della vera grandezza di un uomo è la sua percezione della propria piccolezza.

Il cervello di un uomo si presenta inizialmente come una soffitta: occorre scegliere i mobili con cui riempirla. È sciocco colui che ci mette dentro qualsiasi oggetto.

Alcuni fatti andrebbero soppressi o, quanto meno, trattati con un giusto senso delle proporzioni.

È estremamente importante che le nozioni inutili non estromettano quelle utili.

Uno stupido trova sempre un ammiratore ancor più stupido di lui.

Tutto ciò che non è noto appare straordinario.

Una deduzione giusta ne suggerisce invariabilmente altre.

Nell’arte della deduzione, la cosa più importante è il saper vagliare, da un cumulo di fatti, quelli che sono accidentali e quelli che invece sono essenziali. Altrimenti, energia e attenzione vanno sprecate, anziché concentrarsi.

Le informazioni di prima mano sono sempre le migliori.

Un cliente per me è una mera unità, un fattore in un problema.

Il lavoro è il miglior antidoto alla tristezza.

Il cuore e la mente di una donna sono misteri impenetrabili per l’uomo. Capaci di giustificare o perdonare un delitto e poi, magari, inalberarsi per cosette da poco.

Tutti abbiamo qualche occasione perduta da rimpiangere.

Viviamo in un mondo malvagio, e quando un individuo intelligente decide di dedicarsi al crimine, è davvero la cosa peggiore.

Le vie del destino sono davvero difficili a comprendersi. Se non ci fosse una qualche compensazione nell’aldilà, allora questo mondo sarebbe davvero una beffa crudele.