Frasi, citazioni e aforismi su Genova

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Frasi, citazioni e aforismi su Genova

Quando durante la guerra ero sfollato in Piemonte, Genova per me era un mito. A cinque anni la vidi per la prima volta e me ne innamorai subito, tremendamente.
(Fabrizio De Andrè)

Quando cammino sulle alture di Genova, ci sono momenti in cui avverto bagliori ed emozioni simili a quelle che sentì Colombo, forse negli stessi luoghi, lanciato verso il mare e il futuro
(Friedrich Nietzsche)

Arrivando a Genova vedrai una città imperiosa,
coronata da aspre montagne,
superba per uomini e per mura,
signora del mare.
(Francesco Petrarca)

Quando uno va a Genova è ogni volta come se fosse riuscito ad evadere da sé: la volontà si dilata, non si ha più coraggio di essere vili. Mai ho sentito l’animo traboccante di gratitudine, come durante questo mio pellegrinaggio attraverso Genova.
(Friedrich Nietzsche)

Genova è la città più bella del mondo.
(Anton Čechov)

Genova, schiacciata sul mare, sembra cercare respiro al largo, verso l’orizzonte.
Genova, repubblicana di cuore, vento di sale, d’anima forte.
(Francesco Guccini)

Genova. Scalinate e vicoli brulicanti, il mare che ti entra negli occhi all’improvviso, le note di De André, sorrisi e mani vere, e tanti colori inaspettati.
(Fabrizio Caramagna)

Da Voltri a Genova si vedono sempre case, tutto annuncia una grande città. Presto il porto appare e si vede la bella città seduta ai piedi delle montagne: il faro della Lanterna, come un minareto, dà all’insieme qualche cosa d’orientale e si pensa a Costantinopoli.
(Gustave Flaubert)

Genova austera, vibrante, ampia! Luogo unico dai trecento ripiani a terrazza sul mare, ornata di parchi stupendi! Genova, dove i tramways sono gli ascensori! Le strade ed i quartieri, sovrapposti, si aggrovigliano, si superano, si ricongiungono, si dividono ancora… Città a sorpresa!, il cui uso insinua un’astuta saggezza: una scalinata, un àndito, un archivolto, una passerella, una galleria conducono in pochi minuti ad un palazzo, ad una piazza alla quale non si sarebbe giunti che in un’ora, seguendo le strade.
(Valery Larbaud)

Splendida città che ti specchi nelle acque azzurre del Mediterraneo. Le rocce e i promontori, il cielo luminoso e gli allegri tuoi vigneti erano il mio mondo…
(Mary Shelley)

Genova per me è come una madre. È dove ho imparato a vivere. Mi ha partorito e allevato fino al compimento del trentacinquesimo anno di età: e non è poco, anzi, forse è quasi tutto. Oggi a me pare che Genova abbia la faccia di tutti i poveri diavoli che ho conosciuto nei suoi carruggi, gli esclusi che avrei poi ritrovato in Sardegna, le graziose di via del Campo. I fiori che sbocciano dal letame
(Fabrizio De Andrè)

Preferisco Genova a tutte le città che ho abitato.
Mi ci sento perduto e familiare, piccolo e straniero
(Paul Valery)

In alto, sulla cima delle colline, giardini lussureggianti, ville marmoree, veri nidi d’amore che fanno ricordare i voluttuosi alberghetti francesi del tempo della Reggenza; in basso, vicino al porto, quartieri che sono veri ghetti con viuzze strette e sotterranee, dove le grondarie si toccano e tre persone non possono camminare fianco a fianco per la rapida discesa dell’acciottolato.
(Vicente Blasco Ibanez)

Appoggiata a terrazze che digradano sulle pendici, le case sembrano erette l’una sull’altra; tutte sembrano spingersi in alto più che possono, come le piante di una selva, in cerca di luce; si direbbe che una sola scaletta a chiocciola, nell’interno di esse, ci possa condurre dal porto alla cima delle colline. Al sommo, i nuovi grattacieli si intonano con l’aspetto verticale della città.
(Guido Piovene)

Mi piacerebbe restare qui, preferirei non procedere oltre. Può darsi che vi siano in Europa donne più graziose, ma io ne dubito. La popolazione di Genova è di centoventimila anime: di queste, due terzi sono donne, e almeno due terzi delle donne sono belle; ben vestite, fini, leggiadre quanto si può senza essere angeli. Gli angeli, però, non sono molto ben vestiti, mi pare: almeno quelli dei dipinti: non hanno che le ali
(Mark Twain)

Ho visto una bellissima strada, la via Aurelia, ed ora sono in una bella città, una vera bella città, Genova. Cammino sul marmo, tutto è di marmo: scale, balconi, palazzi. I palazzi si toccano tanto sono vicini e, passando dalla strada, si vedono i soffitti patrizi tutti dipinti e dorati. Vado a visitare le chiese, sento cantare suonare l’organo, guardo i monaci, osservo i paramenti sacri, gli altari, le statue; in altri momento (ma non so bene quali) forse avrei riflettuto di più e guardato di meno. Invece qui spalanco gli occhi su tutto, ingenuamente, semplicemente, e forse è molto meglio…
(Gustave Flaubert)

I genovesi è difficile osservarli: vi guizzano di continuo davanti agli occhi, corrono, si affacendano, scorazzano di qui e di là, si affrettano. I vicoli verso il mare brulicano di gente, ma quelli che stanno fermi non sono genovesi, sono marinai di tutti i mari e di tutti gli oceani .
( Aleksandr Herzen)

Genova è la città di marmo.
(Vicente Blasco Ibanez)

Vengo da Amburgo, vengo da Francoforte, vengo dalla Sardegna ma vengo soprattutto da Genova. Genova, che tutte le volte che ti ci trovi fuori ti rendi conto che è una città soprattutto da rimpiangere. Nel senso che ci nasci e ci vivi fino a vent’anni – dove un nostro amico poeta diceva che si arde di inconsapevolezza – poi a vent’anni cerchi di trovare lavoro e (…) ti rendi conto che è difficile lavorarci. Allora te ne vai. E dopo che te ne sei andato cominci a rimpiangerla.
(Fabrizio De André)

Io sono nato a Genova: funicolari ascensori crêuze
Io sono nato a Genova, città viva di troppe attese
Genova città ripida, buone gambe per camminare
Flipper messo in bilico, dove rotola un temporale.
(Max Manfredi)

E lungo tutta la Foce l’acqua era limpida e pura
E sugli scogli i pescatori avevano la mano sicura
È così che tanti anni fa era il nostro quartiere
(Bruno Lauzi)

Genova mia città intera.
Geranio. Polveriera.
Genova di ferro e aria,
mia lavagna, arenaria.
Genova città pulita.
Brezza e luce in salita.
Genova verticale,
vertigine, aria scale.
(Giorgio Caproni)

Genova che non si dice.
Di barche. Di vernice.
Genova balneare,
d’urti da non scordare.
(Giorgio Caproni)

Genova la conosci: è imponente, solida, quasi altera, pulita, benestante; notevolissima è la diffusione della lingua tedesca negli alberghi e nei negozi… vi sono più insegne tedesche a Genova che a Trieste o a Praga… Alla fine della settimana ritornerò, avendo consumato buona parte dei miei onorari editoriali, presto vedrò l’ultimo olivo, l’ultima magnolia e così via.
(Sigmund Freud)

Ma dentro di me so che tornerò
Alla spiaggia della Foce quando tornan le lampare
Sarò tra i pesci che avran tirato su
Rinchiuso tra le loro reti gettate nel più profondo mare
(Umberto Bindi)

Se Venere vivesse, non preferirebbe
più Cipro o il monte Citera o il bosco Idalio, ma verrebbe
ad abitar Genova, sì come dimora fatta per lei.
(Enea Silvio Piccolomini, poi papa Pio II)

O Genova! o Genova! Chi può mai descrivere i tuoi palazzi di via Balbi, della Nunziata, della Nuova o della Nuovissima, e le casette a otto piani nelle strettucce che sembrano scolatoi al mare? Chi ti dirà il nobile effluvio dei cedri e il plebeo fetore del baccalà; la splendida pace dei pensili orti e l’arrabattarsi lucroso nel porto: la vita opulentemente stanca nelle sale d’ozio e la insaziabile voluttà della marmaglia saettata dal sole: la bianca melanconia degli atri, degli scaloni, delle corti solitarie e l’immensa gazzarra delle mille navi?
(Ambrogio Bazzero)

Sotto la torre orientale, ne le terrazze verdi ne la lavagna cinerea
Dilaga la piazza al mare che addensa le navi inesausto
Ride l’arcano palazzo rosso dal portico grande: Come le cataratte del Niagara
Canta, ride, svaria ferrea la sinfonia feconda urgente al mare:
Genova canta il tuo canto!
(Dino Campana)

Genova giace presso il mare come lo scheletro di un gigantesco animale buttato lì dalla risacca.
(Heinrich Heine)

Ai Liguri, aspri figli dei monti, insegnò la stessa terra che nulla
si ottiene se non con tenacia e fatica.
(Cicerone)

Ahi Genovesi, uomini diversi
d’ogni costume e pien d’ogni magagna,
perché non siete voi del mondo spersi?
(Dante Alighieri)

Via, mettiamo via, questa città ne ho nostalgia, andando via non è più mia o forse non lo è stata mai… magari un po’…
(Negramaro)

Voglio conoscere la potenza di Genova? Vado a gustare la grandiosa poesia del suo Porto.
(Ambrogio Bazzero)

Arrivo a Genova di notte. Il mare al chiaro di luna. In camera entra un’aria magnifica. Atmosfera severa… Case alte, fino a tredici piani, vie strettissime nella città vecchia, fresche e maleodoranti, di sera una fitta folla, durante il giorno quasi solo bambini. I loro panni sventolano come bandiere di una città in festa. Cordicelle tese da una finestra a quella di fronte. Durante la giornata sole pungente in quelle viuzze, riflessi metallici del mare, dovunque una luce abbagliante… Come andava gradatamente sparendo lontano la grande Genova notturna, disseminata di luce, assorbita dal chiaro di luna, così come un sogno trapassa in un altro…
(Paul Klee)

La mia città dagli amori in salita,
Genova mia di mare tutta scale
e, su dal porto, risucchi di vita
viva fino a raggiungere il crinale
di lamiera dei tetti.
(Giorgio Caproni)

Con quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi prima di andare a Genova
e ben sicuri mai non siamo
che quel posto dove andiamo
non c’inghiotte non torniamo più
(Paolo Conte)

Chi guarda Genova sappia che Genova
si vede solo dal mare
quindi non stia lì ad aspettare
di vedere qualcosa di meglio, qualcosa di più
di quei gerani che la gioventù
fa ancora crescere nelle strade
(Ivano Fossati)

Roma la santa, Bologna la dotta, Genova la superba, Firenze la bella, Venezia la ricca.
(Proverbio francese)

Genova per noi che stiamo in fondo alla campagna
e abbiamo il sole in piazza rare volte
e il resto è pioggia che ci bagna
Genova dicevo è un’ idea come un’ altra
(Paolo Conte)

Genova hai i giorni tutti uguali
in un’ immobile campagna
con la pioggia che ci bagna
e i gamberoni rossi sono un sogno
e il sole è un lampo giallo al parabris
(Paolo Conte)

L’abilità nautica di Genova è tenuta in tale reputazione e stima in tutto il mondo che i genovesi sono detti signori del mare.
(Descrizione di Genova, Cronache del Regno di Luigi XII di Francia, 1502, Jean d’Auton)