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Frasi, citazioni, aforismi e pensieri di Marco Aurelio

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Marco Aurelio (Roma, 26 aprile 121 – Sirmio, 17 marzo 180) è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano.

I Pensieri di Marco Aurelio (nell’originale in lingua greca “Τὰ εἰς ἑαυτόν”, “Colloqui con se stesso”) hanno goduto nei secoli di una fama costante, non tanto per i concetti filosofici che vi sono esposti, quanto per l’universalità e la sincerità delle riflessioni, quasi un intimo colloquio dell’anima con se stessa.

Presento una raccolta di frasi, citazioni, aforismi e pensieri di Marco Aurelio. Tra i temi correlati si veda Frasi, citazioni e pensieri di Epicuro, Frasi, citazioni e pensieri di Socrate, Frasi, citazioni e pensieri di Platone, Frasi, citazioni, massime e pensieri di Aristotele e Frasi, citazioni e massime di Marco Tullio Cicerone.

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Frasi, citazioni, aforismi e pensieri di Marco Aurelio

Tu puoi, ogni volta che lo desideri, ritirarti in te stesso. Nessun ritiro è più tranquillo né meno disturbato per l’uomo che quello che trova nella sua anima.

Niente accade mai che non si sia per natura capaci di sopportarlo.

Non immaginare le cose come le giudica il prepotente o come egli vuole che tu le giudichi, ma sappile vedere come effettivamente sono.

Scava dentro. Dentro è la fonte del bene, che sempre ha il potere di sgorgare, a condizione che tu sempre scavi.

Quando ti alzi il mattino, pensa quale prezioso privilegio è essere vivi: respirare, pensare, provare gioia e amare.

Contro le cose non conviene adirarsi, giacché esse non se ne curano affatto.

Spesso mi sono stupito di come ciascuno, pur amando se stesso più di ogni altra cosa, tenga in minor conto l’opinione che ha di se stesso di quella degli altri.

Oh, quanto tempo guadagna, chi non attende a quello che il prossimo dice, fa o pensa!

La maggior parte delle cose che diciamo e facciamo non sono necessarie; chi le eliminerà dalla sua vita sarà più tranquillo e senza turbamento.

Ho per mia patria Roma, ma come uomo ho il mondo.

È ridicolo non cercare di evitare la propria malvagità – cosa che è possibile -, mentre si cerca poi di evitare quella degli altri – cosa che è impossibile.

in quante cose tu stesso hai testimoniato di essere già cambiato. L’universo è cambiamento, la vita è comprensione.

Prendi senza orgoglio, rinunzia senza difficoltà.

Ognuno vale quanto le cose a cui da importanza.

Non lasciare mai che il futuro ti disturbi. Lo incontrerai, se così deve essere, con gli stessi poteri della ragione che oggi ti armano contro il presente.

Bastano poche cose per essere felici: agire al momento opportuno secondo ragione e giustizia, con impegno, energia e buona disposizione, senza distrarsi e mantenendo il proprio demone interiore sempre integro e puro, come se ad ogni momento si dovesse restituirlo; non aspettarsi mai nulla e a nulla mai sfuggire, tutto accettando e facendo in armonia con la natura, e avere la forza e il coraggio di dire sempre quello che si pensa. Se segui queste semplici regole, nessuno potrà impedirti di vivere felice.

Troverai sollievo alle vane fantasie se compirai ogni atto della tua vita come se fosse l’ultimo.

Devi sempre agire, parlare e pensare, come se fosse possibile che tu, in quell’istante, lasciassi la vita.

Il parere di 10.000 uomini non ha alcun valore se nessuno di loro sa niente sull’argomento.

Lo scopo della vita non è essere dalla parte della maggioranza, ma evitare di trovarsi nelle file dei pazzi.

Bisogna eliminare non solo le azioni ma anche i pensieri non necessari, perché così non terranno loro dietro, come inevitabile conseguenza, neppure azioni inutili.

Ricordati questo: c’è una adeguata dignità e misura da osservare nell’esecuzione di ogni atto della vita.

Ben più gravi sono gli effetti prodotti in noi dall’ira e dal dolore, con cui reagiamo alle cose, che non quelli prodotti dalle cose stesse, per le quali ci adiriamo o ci addoloriamo.

Spesso commette ingiustizia non solo chi fa ma anche chi non fa.

Le conseguenze della collera sono molto più gravi delle sue cause.

La prima regola è di mantenere uno spirito libero da preoccupazioni. La seconda è di guardare le cose in faccia e conoscerle per ciò che esse sono.

L’uomo ambizioso ripone il suo bene nelle mani degli altri; l’uomo sensuale nelle sue sensazioni; l’uomo ragionevole nelle sue azioni.

È preciso dovere dell’uomo quello di amare persino chi gli fa torto.

Non dura che un giorno ogni cosa, tanto ciò che ricorda, quanto ciò che è ricordato.

Alessandro il Macedone e il suo stalliere, una volta morti, hanno fatto la stessa fine: riassorbiti entrambi nei medesimi princìpi seminali del mondo o entrambi dispersi in atomi.

Sei un’animuzza che sorregge un cadavere, come diceva Epitteto.

Non pensare con disdegno alla morte, ma guarda ad essa con favore; perché anche la morte è una delle cose che vuole la Natura.

Guarda come precaria e misera è la condizione dell’uomo: ieri embrione, domani mummia o cenere. E dunque questa briciola di tempo che ti è concessa vivila secondo natura e separati dalla vita serenamente, come l’oliva matura che cade benedicendo la terra che l’ha portata su di sé, e rendendo grazie all’albero che l’ha fatta maturare.

Non è il peso del futuro o del passato che preme su di te, ma soltanto e unicamente quello del presente. Ricordati che l’uomo non vive altra vita che quella che vive in questo momento né perde altra vita che quella che perde adesso.

Un testo di spiritualità è simile alla borsa dei ferri che il chirurgo porta con sé.

Quanto tempo libero guadagna chi non bada a quel che dice o fa o pensa il suo vicino, ma si interessa solo delle proprie azioni, avendo cura che siano giuste e sante, cioè conformi alla condotta di un uomo virtuoso!

Ama il mestiere che hai imparato e contentane. Passa il resto della tua vita come chi ha affidato con tutta l’anima agli dèi le proprie cose, senza farti mai tiranno né schiavo di nessuno.

Vivere è un’arte che assomiglia più alla lotta che alla danza, perché bisogna sempre tenersi pronti e saldi contro i colpi che ci arrivano imprevisti.

Sulla morte: o è dispersione, se ci sono gli atomi; se invece c’è l’unità, è spegnimento o trasferimento.

Nulla viene dal nulla, come nulla ritorna nel nulla.

Vivi con gli dei. Perché infatti vive con gli dei chi costantemente mostra loro di essere intimamente soddisfatto di ciò che gli hanno assegnato.

Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape.

Gli uomini sono fatti l’uno per l’altro; istruiscili, dunque, o sopportali.

Guarda sotto la superficie: non lasciarti sfuggire la qualità o il valore intrinseco delle cose

Il modo migliore per difendersi da un nemico è non comportarsi come lui.

Non dire a te stesso niente più di quanto le rappresentazioni che più contano ti comunicano. Ti è stato annunciato che un tale parla male di te. Questo è l’annuncio fatto. Però che tu ne abbia avuto un danno non si trova nell’annuncio.

Il ragno si fa bello perché ha preso una mosca; qualcuno perché ha preso una lepre; un altro, una sardella con la rete adatta; un altro, un cinghiale; un altro, un orso; un altro, dei sàrmati. Non si tratta pur sempre d’assassini, se fai attenta indagine su quello che ne muove il pensiero?

Una sola è la luce del sole anche se interrotta da muri, montagne e infiniti altri ostacoli. Una sola è la sostanza universale, anche se è divisa in infiniti corpi di specifiche qualità. Una sola è l’anima, anche se è divisa e circoscritta in infinite nature e realtà individuali. Una sola è l’anima intelligente, anche se dà l’impressione di trovarsi divisa.

Adatta te stesso alle cose a cui la sorte ti ha assegnato. E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito.

Sopprimi l’opinione e sopprimerai il “sono stato offeso”; sopprimi il “sono stato offeso” e sopprimerai l’offesa.

Non onorare mai come tuo utile ciò che un giorno ti costringerà a contravvenire alla lealtà, gettarti alle spalle il rispetto di te e degli altri, odiare qualcuno, sospettare, maledire, recitare una parte ipocrita, smaniare per qualcosa che abbisogna di muri e cortine.

Non vivere come se avessi dinanzi diecimila anni. Il fato pende sulla tua testa: finché vivi, finché ne hai la potestà, diventa virtuoso.

Com’è ridicolo quel che fanno gli insipienti! Non vogliono elogiare i contemporanei che vivono con loro, mentre danno un grandissimo valore all’essere elogiati dai posteri, gente che essi non hanno mai visto né mai vedranno. Il che è vicino all’affliggersi perché anche i tuoi più lontani progenitori non ebbero parole di elogio nei tuoi confronti.

Se desideri essere ricordato dai posteri, pensa che moriranno non soltanto quelli a te prossimi ma anche i tuoi successori, e così via, sino a quando il tuo ricordo, passando di vita in vita, finirà con l’estinguersi completamente. Ma fossero pure immortali tutti coloro che verranno dopo di te e fosse quindi eterna anche la tua fama, a te personalmente cosa ne viene?

È da re agire bene e sentir parlare male di sé.

Si disprezzano a vicenda e si piaggiano l’un l’altro; vogliono avere il sopravvento l’uno sull’altro e si fanno gli inchini a vicenda.

Tutte le cose sono reciprocamente intrecciate, il loro legame è sacro e quasi nessuna cosa è estranea ad un’altra. Si trovano, infatti, armonicamente ordinate e insieme danno ordine e bellezza al medesimo mondo. E quest’ultimo è unico, formato da tutte le componenti, unico è il dio che le attraversa tutte quante, unica la sostanza e unica la legge, la ragione comune a tutti i viventi intelligenti, unica la verità, se è vero che una sola è la perfezione dei viventi aventi medesima natura e partecipanti alla medesima ragione.

La morte, la vita, la fama, l’infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.

Per la pietra lanciata in aria non v’è alcun male nel ricadere né alcun bene nel portarsi in alto.

Quand’anche tu avessi da vivere tremila anni moltiplicati per diecimila, nondimeno ricorda che nessuno perde una vita altra da quella che vive, né vive altra vita da quella che perde

Dal mattino comincia a dire a te stesso: incontrerò gente vana, ingrata, violenta, fraudolenta, invidiosa, asociale; tutto ciò capita a costoro per l’ignoranza del bene e del male. Io, invece, che ho capito, avendo meditato sulla natura del bene, che esso è bello, e sulla natura del male che esso è turpe e sulla natura di chi sbaglia che egli è mio parente, non perché si sia del medesimo sangue e seme, ma perché egli è, come me, provvisto di mente e partecipe del divino, e che non posso essere danneggiato da alcuno di loro, perché nessuno mi potrà coinvolgere nella sua turpitudine, ebbene, io non posso né adirarmi con un mio parente né provare odio per lui.

Siamo, infatti, nati per la cooperazione, come i piedi, le mani, le palpebre, i denti in fila sopra e sotto. L’agire gli uni contro gli altri è dunque contro natura, ed è agire siffatto lo scontrarsi e il detestarsi

Sono composto da un fattore casuale e da un fattore materiale; nessuno dei due scomparirà nel nulla. Ogni parte di me sarà, dunque, sottoposta a trasformazione per diventare altra parte del mondo e di nuovo quella si trasformerà in altra parte del mondo e così all’infinito

La morte, la vita, la fama, l’infamia, il dolore, il piacere, la ricchezza, la povertà, tutto ciò tocca ugualmente a buoni e cattivi, non essendo queste cose né belle né brutte; e, dunque, neppure beni o mali.

Nessuno si stanca di essere aiutato. L’aiuto è un atto in conformità con la natura. Non stancatevi di riceverlo o di prestarlo.

Chi vede la realtà di adesso ha visto tutto quanto è successo da sempre fino ad ora e quanto sarà nell’infinito futuro: tutto, infatti, è omogeneo e conforme.

Non sprecare più tempo a parlare di grandi anime e di come dovrebbero essere. Diventane una te stesso!

Quando si muore, vecchi o giovani che si sia, si perde tutti la stessa cosa: il presente, la vita che si sta vivendo in quel preciso istante. Nessuno infatti perderà mai altro, né il passato né il futuro, per il semplice fatto che nessuno può perdere ciò che non ha. Perciò non c’è alcuna differenza tra chi muore carico d’anni e chi muore giovane.

Quanti, con i quali sono venuto al mondo, se ne sono già andati via!

La morte è requie dalle impressioni dei sensi e dagli impulsi che ti fanno muovere come una marionetta.

Sii come il promontorio contro cui si infrangono incessantemente i flutti: resta immobile e intorno ad esso si placa il ribollire delle acque. “Me sventurato, mi è capitato questo”. Niente affatto! Semmai: “Me fortunato, perché anche se mi è capitato questo resisto senza provar dolore, senza farmi spezzare dal presente e senza temere il futuro”. Infatti una cosa simile sarebbe potuta accadere a tutti, ma non tutti avrebbero saputo resistere senza cedere al dolore. Allora perché vedere in quello una sfortuna anziché in questo una fortuna?